Recensione di Call of Duty 3

Copertina Videogioco Call of Duty 3
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Treyarch
  • Distributore:

     Activision
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     10 Novembre 2006
- Migliorie grafiche notevoli e 60 fps molto stabili
- Coinvolgimento elevato
- Ottimo multiplayer
- Interazione con l’ambiente migliorata…
- …anche se ancora un po’ superficiale
- I.A. a volte deludente
- Qualche glitch grafico di troppo
-Frame rate altalenante in
multiplayer
A cura di (-SolidSnake-) del
Il periodo della seconda guerra mondiale è stato sfruttato da molti giochi: vari strategici, e ancor più sparatutto. Nonostante il mercato sia ricco di titoli con ambientazione storica, l’epicità delle battaglie affrontate durante la WWII non stanca gli amanti dei giochi in soggettiva ed eccoci qui pronti ad analizzare uno dei maggiori esponenti del campo giunto ormai al terzo capitolo, Call of Duty 3, sviluppato non più dai talentuosi ragazzi dell’Infinity Ward bensì dalla Treyarch, responsabile di Call of Duty 2: Big Red One... si torna alle armi soldato!

Squadra che vince non si cambia!
Call of Duty 3 è ambientato poco dopo il terribile D-day, durante la campagna per la liberazione della Normandia dall’occupazione tedesca. Il gioco è suddiviso in 14 missioni che propongono una buona varietà di ambientazioni e situazioni, non mancheranno sezioni in cui sarà necessario scappare dal nemico a bordo di un’auto o avanzare a utilizzando un potente carro armato. Il gameplay è rimasto molto simile a quello che abbiamo apprezzato nel secondo capitolo, anche se ci sono state delle piccole, ma interessanti, aggiunte come per esempio la possibilità di rilanciare una granata al “mittente”; in questo caso basterà posizionarsi sopra alla bomba, premere il tasto “X” e velocemente il tasto ”RB”, una piccola innovazione che non dispiace affatto (dopotutto i nemici hanno questa abilità fin dal primo Medal of Honor, mentre il giocatore non hai mai potuto fare altrettanto).
Interessante l’aggiunta di alcune cutscenes in pieno stile cinematografico che aumentano il coinvolgimento da parte del videogiocatore, donando la possibilità di respirare le emozioni che provano i soldati in quel preciso istante, peccato solo che non possono essere skippate anche quando sono già state visualizzate.
Un’altra piccola innovazione è stata inserita nei combattimenti corpo a corpo: qualche volta ci saranno delle scene scriptate in cui, essendo presi di sprovvista, dovremo combattere faccia a faccia con un nazista, per far ciò bisognerà completare una sorta di Quick Time Event per sconfiggere la minaccia, peccato che questa particolarità è stata sfruttata un po’ troppo poco.
Il single player è molto coinvolgente ed appagante, la longevità è nella media per questo genere di giochi, ma ciò che ha fatto grandi passi avanti è il multiplayer, giocabile fino a 24 giocatori (contro i soli 8 di Call of Duty 2).
Questo aspetto è estremamente interessante: sono disponibili 9 mappe molto vaste, decisamente curate sia a livello di dettaglio grafico sia come design e offrono tantissime possibilità di azione, anche grazie alle 7 classi di soldati selezionabili sia per gli Alleati sia per l’Asse. Il fuciliere può utilizzare la granata da fucile, l’assaltatore leggero e quello pesante possono piazzare una mina a terra, il medico può rianimare i compagni, il ricognitore può richiedere l’aiuto dell’artiglieria, il supporto e l’anticarro possono consegnare munizioni agli alleati; ovviamente ogni classe ha anche un equipaggiamento consono al proprio ruolo.
Le modalità di gioco disponibili sono 6: Guerra, dove bisognerà conquistare tutte le 5 aree indicate da un’apposita icona; cattura la bandiera; bandiera singola, dove c’è a disposizione una sola bandiera per vincere bisognerà raccoglierla e portarla nel punto indicato sulla mappa; centri di comando, dove i giocatori dovranno stabilire un punto di comando e difenderlo in modo da totalizzare il punteggio più alto; battaglia a squadre e battaglia singola.
Peccato che le mappe siano tutte abbastanza vaste limitando un po’ le partite con pochi giocatori, speriamo quindi che in futuro vengano rilasciate sul marketplace delle mappe più piccole in modo da migliorare l’esperienza di gioco in partite dal ridotto numero di partecipanti.

Tecnicamente parlando…
Il titolo si presenta molto bene sotto l’aspetto tecnico, il frame rate è ancorato a 60 fps ed è davvero difficile sperimentare qualche calo, almeno nel single player, nella modalità multigiocatore invece i frame drops, nonostante i filtri siano stati disattivati lasciando un semplice filtraggio trilineare per le textures e l'assenza dell'antialiasing a 4 campionamenti, sono abbastanza frequenti, forse anche a causa della grande vastità delle mappe. I miglioramenti rispetto al precedente episodio sono notevoli, con un maggiore utilizzo di effetti in pixel shader, per quanto riguarda invece i modelli dei soldati a livello poligonale sono molto simili a Call of Duty 2, ma le normal map applicate su di essi sono molto più dettagliate, le animazioni sono anche qui di pregevole fattura.
I miglioramenti grafici non si limitano solo ai soldati, l’ambiente è molto più dettagliato rispetto al prequel, il merito non è tutto del pixel shading, l’erba poligonale per esempio è stata una grande aggiunta, molto utile per mimetizzarsi mentre si cecchina per esempio. I programmatori naturalmente non si sono fermati a questo, infatti il vento influenzerà il movimento dell’erba dando un effetto molto realistico! Notevoli anche gli effetti di distorsione creati dal fuoco di un veicolo in fiamme o dal calore emanato da un MG-42 reduce di una raffica di proiettili.
Purtroppo però non tutto è perfetto, si nota a volte il motore grafico che scala o aumenta a seconda della distanza in cui ci troviamo i poligoni che compongono vari elementi su schermo. Si nota anche un leggero effetto pop-up e qualche compenetrazione poligonale di troppo, ma sono comunque difetti marginali, un po’ deludente invece è l’interazione coi fondali che, pur essendo aumentata, risulta ancora un po’ superficiale, da un titolo di nuova generazione non ci si aspetta solo un maggiore dettaglio grafico, ci sono una serie di fattori che vanno migliorati o implementati, è un peccato vedere che, lanciando una granata vicino ad una scatola di legno, nella maggior parte dei casi, quest’ultima non si rompa in mille pezzi oppure sparare ad una lampada e scoprire che è “antiproiettile”. Parte degli elementi che compongono la scena 3D comunque rispondono in modo corretto anche se, come già detto, si poteva fare molto di più. Ad ogni modo un difetto sorvolabile considerando che nel precedente capitolo l’interazione con l’ambiente era quasi assente.
Il sonoro come sempre è di una cura maniacale, musiche adatte alle varie situazioni di gioco e rumori delle armi fedeli alla realtà, peccato solo per il doppiaggio in italiano che, pur essendo di discreta qualità, pecca a volte come ad esempio per quanto riguarda certe intonazioni che risultano inappropriate alle circostanze o quando capita di sentir ripetere la stessa frase da un soldato un po’ troppe volte in un lasso di tempo ridotto. Si tratta comunque di un piccolo difetto che non compromette la grande esperienza di gioco che offre questo titolo.
Riguardo l’intelligenza artificiale siamo su buoni livelli al pari del prequel, i nostri alleati si comporteranno di norma in modo corretto, riparandosi dal fuoco nemico e sfruttando in modo appropriato l’ambiente circostante. L’I.A. avversaria invece è a volte discutibile, capiterà di trovare tedeschi poco reattivi che invece di spararvi a vista esiteranno per più di un attimo, oppure può accadere che un nazista, invece di premere il grilletto, tenti un corpo a corpo (scelta buona in caso si stia a distanza molto ravvicinata, ma può succedere di vedere soldati nemici alla carica
verso di noi a vari metri di distanza, in cui sarebbe molto più logico ed efficace sparare).
Recensione Videogioco CALL OF DUTY 3 scritta da -SOLIDSNAKE- Call of Duty 3 è sicuramente un prodotto valido, la formula di gioco è la stessa del precedente capitolo con qualche interessante aggiunta che poteva comunque essere sfruttata di più. La modalità online con i miglioramenti apportati non può che far gola a tutti gli amanti degli sparatutto in soggettiva, sconsigliato invece a chi non ha amato il precedente capitolo visto il gameplay sostanzialmente uguale.
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