Recensione di Import Tuner Challenge

Copertina Videogioco Import Tuner Ch.
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Guida
  • Sviluppatore:

     Genki
  • Distributore:

     Ubisoft
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1-2 Split Screen/Online
  • Data uscita:

     07 Ottobre 2006
- Quest Mode enorme
- Supporto per XBox Live
- Dov'è la grafica next gen?
A cura di (OldBoy) del
Dovete sapere che ogni tanto mi capita di visitare un sito inerente un negozio di videogames per vedere i giochi in uscita di qui a breve. Sempre ogni tanto può capitare di scrutare in home-page fra le novità qualche interessante gioco d’importazione, il quale si spera sempre arrivi ufficialmente nei negozi in versione Europea. Giusto un po’ di tempo fa mi era capitato di osservare in home-page un certo Shutokou Battle X…

L’evoluzione della specie
…per i meno esperti, sappiate che la serie di Shutokou Battle è una delle più arcaiche in ambito videoludico. Nato su Super Nintendo nel lontano 1994, col passare degli anni, il titolo dei Bullet Proof ha visto proliferare capitolo su capitolo, balzando da una console di vecchia ad una di nuova generazione, attraversando SNES, PSX, DC e PS2. Io personalmente ho iniziato ad amare la serie con i due capitoli usciti su Dreamcast, Tokyo Highway Challenge e THC2. Poi ho continuato prendendo l’incredibile (all’epoca) Tokyo Xtreme Racer per PS2 che altro non era che il secondo capitolo per Dreamcast, ma pubblicato in versione rivista e corretta. Disgraziatamente il 2003 ha visto la mancata pubblicazione sul suolo europeo del terzo Tokyo Xtreme Racer… disgraziatamente perché, a detta di molti, il titolo sviluppato da Genki era altamente meritevole di arrivare dalle nostre parti; sotto molti punti di vista, superiore anche all’emergente Need For Speed Underground. Proprio sulla base di questo evento, ero piuttosto scettico e, da amante della serie, temevo che anche questo capitolo per XBox 360 potesse non arrivare in Europa. Ma per fortuna, le cose sono andate diversamente.

Visto che scarico? Ci ho speso uno stipendio!
Il titolo di Genki presenta un format differente dai soliti giochi di guida. Nei panni di un giovane amante dell’alta velocità, saremo portati ad affrontare un inenarrabile numero di avversari attraverso le Highways giapponesi. Per farla in breve, le Highway sono le nostre tipiche tangenziali, particolari strade a scorrimento veloce che permettono di raggiungere qualsiasi punto della città in pochi minuti. Gli esordi, come lecito attendersi, saranno tutto fuorché semplici e con un misero budget finanziario iniziale potremo acquistare un’automobile usata per gettarci fin da subito nella mischia. Una volta sceso in pista… ops scusate… in tangenziale, il nostro protagonista non dovrà fare altro che avvicinarsi ad uno dei tanti piloti e lampeggiarlo con gli abbaglianti. Se il nostro rivale accoglierà il guanto di sfida, inizierà una frenetica corsa, la quale avrà il suo epilogo solo con la vittoria di uno dei due. Ogni pilota avrà a disposizione una propria barra SP (Spirit Point) ed essa sarà da considerarsi come una specie di barra della vitalità. Logicamente per battere il nemico bisognerà necessariamente far scendere la quantità di SP. Ma come fare a questo punto? Niente di più semplice, basterà far mangiare la polvere per quanto più possibile al nostro nemico… cercando di non urtare mai il nostro “bolide” contro guardrail e muretti vari. Particolare piuttosto importante quest’ultimo, in quanto a partire dal secondo capitolo per Dreamcast, anche gli urti alla nostra vettura, oltre a far perdere tempo prezioso, faranno ulteriormente calare la barra SP.
Detto questo, in molti potrebbero immaginare che basterà scendere in pista e con un minimo d’impegno si potrebbe portare a termine il Quest Mode. Anche se la curva d’apprendimento non è poi molto elevata (vi basterà poco per prendere possesso del sistema di guida tipicamente arcade), vi garantisco che, in seguito alle prime vittorie arriveranno anche gli avversari un po’ più tosti; alcuni piloti celano dietro nomi quanto più bizzarri un’inaspettata intelligenza artificiale. Credetemi, rimarrete a dir poco sorpresi quando certi rivali cercheranno in tutte le maniere di sbarrarvi la strada, fortunatamente dopo un moderato “restauro”, la vostra auto apparirà già più competitiva e le vostre performances su pista ne saranno la riprova. Ciò che ho notato con gran disappunto sin dalle mie prime partite a THC su Dreamcast è che un tipico marchio di fabbrica continua imperterrito a scorrazzare anche in questo Import Tuner Challenge… non so se a tal proposito è da considerare un difetto, ma ho notato che le vetture controllate dalla cpu tendono a rallentare un po’ troppo all’ingresso in curve particolarmente impegnative, lasciandoci una considerevole chance per guadagnare terreno ed addirittura per effettuare il sorpasso nel migliore dei casi.
Ma voglio raccontarvi ora una piacevole sorpresa che ho avuto giocando ad Import Tuner Challenge. Stavo affrontando gli inizi del gioco, avrò battuto più o meno una dozzina di avversari e stavo affrontando un pilota piuttosto ostico, quando credevo di aver avuto la vittoria in pugno, è successo qualcosa di strano. Ero quasi alla fine dell’ennesima faticaccia quando il gioco va in caricamento. Mi son detto a tal punto: “Che diamine! Ma che sta succedendo?” Ebbene si stava verificando l’incredibile, proprio quando il mio avversario sembrava battuto, arriva in suo soccorso un altro pilota che quasi a difendere l’onore del compagno, decide di tutto punto di aggiungersi alla contesa facendo ripartire il tutto da capo con le barre SP rinvigorite come per magia (Rival Cut-In). Non ho perso tempo da buon pilota e accettata la sfida ho dovuto sudare parecchio per battere entrambi gli alleati in quella che si è rivelata essere una delle gare più sudate fra le prime. Ma se il tutto si limitasse a ciò, sarebbe già qualcosa… come accogliere allora altri due contendenti che mi sono apparsi alle spalle dopo aver lanciato la sfida ad uno dei tanti nemici per strada? Cose dell’altro mondo! Inutile dire che più andrete avanti nel gioco e più la vostra fama accrescerà, il vostro conto in banca crescerà ed il vostro garage si popolerà di nuovi fiammanti bolidi. Tutto questo è la modalità Quest, sicuramente la modalità principale di un gioco che dal punto di vista dei contenuti, non offre nulla di più, nulla di meno rispetto a tipici giochi del genere. Pertanto il menù comprende oltre al Quest, anche Time Attack, Free Run, XBox Live, VS mode e Replay Theatre… tutte modalità già viste e conosciute ai più. La longevità del prodotto è assicurata sia dalla presenza del supporto per XBox Live, nonché della presenza di un numero elevatissimo di avversari da battere nella modalità Quest. Personalmente non sono stato a contarli, ma dovrebbe essere un numero approssimativo ai duecento rivali. Da notare che come in passato, anche in Import Tuner Challenge, gli sviluppatori hanno inserito un discreto numero di vetture fra alcuni dei più prestigiosi ed altisonanti nomi dell’industria giapponese.

Tecnicamente parlando
Dio mio ragazzi cosa mi tocca vedere sul mio fiammante HDTV LCD! Ma siamo sicuri che si tratta di un gioco per XBox 360? Un secondo che controllo meglio la confezione… si, effettivamente si tratta di un gioco per XBox 360. Ma se su di un televisore HD Ready il gioco sfigura di brutto, come si potrà presentare su di un comune televisore ad una risoluzione di 640x480? Non oso immaginarlo. Ritorniamo a noi; tanto per iniziare il gioco si sposta con un modesto scrolling che non supera mai i trenta fotogrammi al secondo. La palette di colori non mi sembra molto alta, con alcune scelte cromatiche che, seppur discutibili, trovo comprensibili data la natura del gioco, scordatevi le scorribande con tanto di classico sole splendente alla OutRun 2. Ma come vi ho già anticipato qualche riga fa, il gioco fa sfoggio di un imbarazzante bagaglio grafico. I poligoni usati per ogni vettura non appaiono poi molti e lo si nota in certe inquadrature ravvicinate, numero magari accettabile per le vetture principali in pista ma piuttosto deficitario per i veicoli di contorno e tutto ciò che fa “arredamento”, con paesaggi che probabilmente saranno stati ricostruiti in maniera impeccabile dal punto di vista del realismo, ma sicuramente non accettabile per quanto riguarda la cura dei particolari. Passabile appena l’intero pacchetto sonoro, con una colonna sonora piacevole, con notevoli brani breakbeat, funk e drum & bass. Tuttavia i campionamenti appaiono un po’ tutti piuttosto simili e ripetitivi, ma non per questo noiosi.

Consigli per gli acquisti
Che dire arrivato a questo punto? Quando l’ho visto in negozio non ho saputo resistere, in tasca d’altro canto ero piuttosto fornito ed allora dopo averci pensato un po’ su, decisi di mettere mano al portafoglio, portandomi il gioco a casa. Questo è il tipico esempio di quanto un appassionato a volte appare accecato di fronte a simili opportunità. Al momento non avevo letto recensioni, non avevo controllato molte impressioni e tutto sommato, sebbene avessi sentito parlare delle dubbie qualità del gioco, decisi ugualmente di aggiungerlo in collezione. Ebbene… se siete come il sottoscritto, potrete anche azzardare l’acquisto, ma sappiate che il prezzo è di settanta euro e che per comprarlo dovrete essere parecchio motivati. Altrimenti se già vi siete fatti tutti i giochi di corse per 360, potrete anche evitare.
Recensione Videogioco IMPORT TUNER CHALLENGE  scritta da OLDBOY Import Tuner Challenge è un gioco impegnativo, apprezzabile se avrete voglia di dargli la giusta attenzione, ma scadente sotto il profilo grafico. Se la vostra vita corre costantemente a duecento chilometri orari, fateci un pensierino, vi garantisco personalmente che di carne al fuoco ce n’è e pure parecchia, ma sappiate che i compromessi da pagare sono sostanzialmente due… l’elevato costo, come ho già ribadito qualche riga più su, ed una cosmesi grafica approssimativa che non rispecchia minimamente le potenzialità celate dentro la nuova console di Zio Bill. Speriamo solo che alla Genki imparino a sfruttare maggiormente la 360 perché se questa è la Next Generation a questo punto, ridatemi subito indietro l’XBox.
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