Recensione di Chromehounds

Copertina Videogioco Chromehounds
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     From software
  • Distributore:

     Leader
  • Giocatori:

     1-12
  • Data uscita:

     Disponibile
- Multiplayer Online
- Effetti Sonori
- Il Single Player sembra un tutorial
- Graficamente mediocre
- Musiche orrende
A cura di (rspecial1) del
Sbarcano su Xbox 360 i nuovi robottoni della specialista del genere, From Software, tanto cara ai fan di Armored Core, e si preparano a catapultarci in una nuova guerra piena di missioni pericolose a cui far fronte e con le quali dovremo diventare dei piloti provetti. La domanda che sorge spontanea è se i programmatori siano riusciti a creare una nuova serie di successo o se questo Chromehounds non sia altro che un semplice tappa buchi in attesa di qualcosa di più sostanzioso. Andiamo a vedere cosa ci offre l’ultima fatica distribuita da Sega.

Gundam all’attacco!
Inizieremo a calarci da subito nell’atmosfera di gioco grazie al filmato introduttivo in Computer Grafica che contiene le spiegazioni su cosa sia successo e quale sia il nostro ruolo nel gioco. Come prevedibile ci troveremo nel bel mezzo di una guerra in atto, quest’ultima vedrà però protagonisti non soltanto semplici soldati, ma anche mech denominati Hounds, con diverse caratteristiche ma tutti dall’elevato potenziale distruttivo. Tutta la storia vi verrà narrata nell’apposita modalità divisa in 6 diverse campagne, ognuna contraddistinta dall'utilizzo di un diverso modello di Hound per essere portata a termine; le scelte che ci troveremo di fronte sono: Soldier, mech da utilizzare per i combattimenti a corto raggio e nel corpo a corpo, sufficientemente veloce ma anche molto vulnerabile ai colpi dei cannoni; Heavy Gunner, come si intuisce, mezzo dall’alto potenziale distruttivo grazie alla sua capacità di fuoco non indifferente, purtroppo risulta anche molto lento nelle manovre e con un tempo di ricarica delle armi non velocissimo; Defender, mech che si distingue per essere una via di mezzo tra potenza di fuoco e velocità, non eccellendo in nessuna delle due, ma potendo avere dei parametri molto alti in esse viene controbilanciato da una resistenza ai colpi nemici molto bassa; Scout, velocissimo, con un potenziale offensivo però molto ridotto; Sniper, versione meccanica del classico cecchino, quindi con un potenziale di fuoco da lunghissimo raggio ma con una certa lentezza nei movimenti e fragilità della corazza; infine c’è il Tactical Commander che rappresenta una piccola unità di ricognizione in grado di ampliare le potenzialità del nostro sistema di comunicazione e radar, per una miglior visibilità dei nemici ed all’occorrenza per impartire ordini ai nostri compagni. Attenzione però, perché al termine di ogni missione verrete ricompensati con un voto (che andrà da S in giù) che determinerà il pezzo meccanico che potrete aggiungere al vostro robot. Il gioco ci offre 176 diversi tipi di pezzi da aggiungere o sostituire al nostro mezzo, in modo da poterlo personalizzare al meglio, in questa fase infatti sarà fondamentale capire quale sia l’equilibrio migliore per il vostro stile di gioco, ricordando che ovviamente più armi monterete meno veloce sarà il mech…ciò per tutti i parametri presenti, quindi occhio a non esagerare nel potenziale di fuoco, che è la prima cosa che di solito di aumenta alle prime partite.

La Solitudine perché…
La mappa di gioco è suddivisa in aree che verranno contraddistinte dalla presenza di antenne che permettono la comunicazione con i nostri compagni; ovviamente non sempre queste saranno della nostra fazione, quindi spesso dovremo andare a conquistarle per avvantaggiarci nel gioco. Avere un’ampia zona in cui poter utilizzare le comunicazioni radio significa poter essere sempre in contatto con gli alleati e coordinare con essi gli attacchi o le difese alle unità nemiche, o, nel peggiore dei casi, potrete cercare il loro aiuto quando vi troverete in difficoltà. Inutile dire che se non siete in una zona coperta non potrete comunicare con nessuno, rimanendo in questo modo isolati e diventando un facile bersaglio per gli Hounds del nemico. Per la miglior riuscita del completamento di una missione è fondamentale riuscire a comunicare con i propri compagni e sviluppare una strategia con essi, di solito andare da soli allo sbaraglio porta solo al fallimento. Ma andiamo a parlare della modalità migliore del titolo, quella multiplayer tramite Live. In questa sezione avremo alcune modalità di gioco tra le quali scegliere, che possono essere le classiche Cattura Bandiera o il Deathmatch, o le novità per il genere come la Freelance Mission, nella quale affrontare una missione per guadagnare soldi o la più interessante Guerra tra fazioni. A vostra disposizione ci sarà la possibilità di formare una squadra composta da 6 elementi, ognuno dei quali dovrà utilizzare un diverso Hounds; ovviamente avrete a vostra disposizione 80 mappe tra le quali scegliere per superare le svariate missioni, oppure andare a scontrarvi con una fazione composta da altri 6 giocatori. Il fatto che ogni giocatore debba usare un determinato tipo di mech, rendendo quindi il team molto vario, costringe gli alleati a mettersi d’accordo e sviluppare una strategia di attacco e difesa, dando a tutti dei compiti ben precisi da eseguire minuziosamente. Una sorta di Rainbow Six con i mech insomma…quindi molto ma molto divertente. Il titolo presenta quindi un buon comparto di opzioni per garantire una giusta longevità anche al termine della storia, ma non riesce però a decollare. Il sistema di controllo è semplice, molto simile agli FPS, con lo stick sinistro adibito per muovere il mech mentre quello destro per spostare il busto superiore e di conseguenza il mirino; le varie armi si possono cambiare tramite i tasti dorsali, come la visuale a nostra disposizione, che va da quella dietro le spalle al mirino; infine la croce direzionale viene usata per impartire ordini ai nostri alleati guidati dalla CPU, ordini semplici come attaccare, difendere o aiutarci ovviamente ma pur sempre importanti strategicamente. Il problema è che il titolo non eccelle sul campo quando si parla del single player. La CPU non è molto intelligente e la difficoltà in alcune missioni vi porterà a tentare e ritentare troppe volte per riuscire a finirla, altre invece basterà davvero poco. Anche il livello di difficoltà non è crescente come ci si attenderebbe, ma a seconda della missione e del mezzo che utilizziamo, con il risultato che la prima missione risulta anche più difficile di quelle centrali. Altro difetto è costituito dalla mappa di gioco, che non è mai precisa come dovrebbe e di difficile decifrazione, di conseguenza vi ritroverete spesso a girare per il livello a vuoto se non starete attenti.

Ma la spada fiammeggiante?
Graficamente il titolo della From Software è costituito da un motore poligonale solido e costante, che però è costituito da pochi dettagli ed ambienti di gioco molto scarni. Se da un lato avremo dei mech realizzati in maniera maniacale anche nei minimi dettagli, potrete anche accendere o spegnere le luci a piacimento, dall’altra ci ritroviamo con degli stages poco particolareggiati e con esplosioni di palazzi ed altri oggetti che hanno poco di realistico. Molto buoni gli effetti utilizzati, anche gli alberi che cadono o la neve che si muove da essi, ma anche le esplosioni con le loro fiamme. Purtroppo i danni al nostro mech non sono molto evidenti, quindi al massimo inizieremo a vedere del fumo fuoriuscire da esso, ma mai danni seri e realistici come ci aspetteremmo da una Xbox 360. Il sonoro è mediocre per ciò che riguarda le musiche, molto scialbe e poco evocative, ma assolutamente stupendo per gli effetti sonori; riuscire a capire dove si trova un robot nemico grazie al rumore che provoca muovendosi invece di farlo guardando la mappa rende l’esperienza di gioco molto più realistica.
Recensione Videogioco CHROMEHOUNDS scritta da RSPECIAL1 La From Software non ci stupisce con un titolo di gran classe come è abituata a fare, ma con un buon gioco che propone delle novità e delle idee che meriterebbero un maggior approfondimento in un futuro sequel. Purtroppo le pecche maggiori risiedono in una modalità per singolo giocatore debole e non troppo lunga, sembra quasi un enorme briefing per imparare ad utilizzare al meglio gli Hounds. L’idea delle Combos e delle antenne per la radio aumenta il livello di strategia, ma come tutte le altre buone idee si rivela inutile contro la CPU, che presenta tra le altre cose una I.A. non eccellente. Il gioco però include una modalità multiplayer online eccellente, grazie alla possibilità di giocare sino a 12 persone, la suddivisione in squadre e, forse l’aspetto più importante, un gameplay non basato sulla frenesia dei combattimenti ma sulla strategia di attacco e difesa; la battaglia si vince sempre se ben pianificata, mai andando allo sbaraglio. Giocare in Live è esaltante e, se riuscite a creare un buon gruppo, potrete anche divertirvi all’infinito, proprio per questo il titolo è consigliato più agli amanti del multiplayer e a coloro che stanno ore su Xbox Live con i loro clan, piuttosto che a chi desidera un gioco con i mech da gustarsi da solo.
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