Recensione di Double Dragon II: Wander of the Dragons

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     Gravity Interactive
  • Giocatori:

     1 - 2 co op offline
  • Data uscita:

     5 aprile 2013
- Non crasha
- Potrebbe essere il peggior gioco della generazione
- Zero carisma
- Tecnicamente terribile
- Framerate incredibilmente basso
- Combat System stravolto, in peggio
- Frustrante e stracolmo di bug
A cura di (FireZdragon) del
Se siete cresciuti in sala giochi negli anni 90 non potete non conoscere Double Dragon. Il titolo pubblicato da Taito e ideato da Yoshihisa Kishimoto ha un ruolo di prim'ordine nella storia dei picchiaduro a scorrimento bidimensionali: meccaniche di gioco semplici e personaggi infinitamente carismatici, almeno per allora, erano tutto quello di cui i giocatori di quell'epoca necessitavano per divertirsi. Per rendere omaggio ad un titolo del genere quindi basterebbe riproporlo nella sua forma originale, magari in HD o, volendo tentare una via alternativa, si potrebbe aggiungere un piccolo tocco di modernità, come d'altra parte avevano già fatto i ragazzi di Wayforward con Double Dragon Neon. Difficile in ogni caso ritrovarsi per le mani un titolo scadente, e invece, in un mercato mai avaro di sorprese ci siamo trovati a recensire un clone di Double Dragon 2, con tanti di quei problemi da renderlo probabilmente il peggior gioco del 2013. Un giudizio affrettato? Forse si, a pensarci bene è il peggiore della generazione.



Almeno la storia...
Willy, leader dei Black Warriors, una delle bande più pericolose di una New York ormai alla mercè del crimine, ha ordinato ai suoi sgherri di rapire e uccidere Marian, dipinta in questo episodio come sorella di Billy e Jimmy Lee, gli eroici protagonisti. Spinti da una sete di vendetta incredibile e dalla voglia di spaccare la faccia a suon di calci e pugni a quel maledetto, i nostri scendono nei quartieri più malfamati della grande mela, schiaffeggiando uno dopo l'altro tutti gli avversari che gli si parano davanti, o dietro, e in questo caso anche sulle diagonali.
Uno dei maggiori stravolgimenti apportati con Double Dragon 2, infatti, risiede nella completa modifica del sistema di combattimento che ora, oltre a farvi affrontare gli avversari in linea retta come accadeva nell'originale vi porterà ben presto a essere circondati senza poter rispondere in maniera adeguata agli assalti che giungeranno da otto direzioni diverse.
La precedente necessità di allineare i nemici per poterli atterrare in gruppo e dedicarsi successivamente a quelli che volevano sorprenderci alle spalle svanisce completamente e la vecchia strategia lascia il posto a un caos totale su schermo. Se gli sviluppatori fossero riusciti ad introdurre animazioni fluide e movimenti rapidi il tutto, forse, avrebbe dato più profondità al gameplay ma la completa incapacità del nostro alter ego di muoversi in tempi accettabili rende il gioco frustrante a livelli inimmaginabili. L'inutile parata attiva, che la maggior parte delle volte non funziona, viene completamente scavalcata sia dai colpi non diretti sia dagli attacchi dei bruti più massicci, rendendola un orpello superfluo.
A tutto questo va ad aggiungersi l'infamia dei nemici che non solo ci circonderanno una volta a terra ma riusciranno a sincronizzare i loro attacchi alla perfezione tanto da farci rimbalzare come una palla da basket tra i loro pugni e il pavimento, fino a ucciderci.
Fortunatamente non ci vorrà molto per perire visto che persino il danno è stato calcolato in modo da snervare il giocatore: un paio di colpi ben assestati e potremo dire addio alla nostra barra energetica e alla nostra unica vita. Qualora non aveste ancora abbandonato il titolo, potrete a questo punto utilizzare uno dei venti gettoni a disposizione per continuare la partita, scaricare un'onda d'urto sul terreno e riprendere a combattere.
Le tecniche del Sou Setsu Ken a quanto pare non brillano più come negli anni '90: solo due i tasti dedicati al combattimento, uno per i pugni e uno per i calci, combinabili tra loro in un paio di combinazioni e potenziabili tramite la pressione del grilletto destro. Potrete così tentare di colpire un nemico e, a volte, anche riuscire ad ucciderlo prima di essere nuovamente atterrati.
Non mancano poi boost ai danni e mosse speciali, con animazioni terribili ed effetti grafici realizzati in maniera ancora peggiore,sparsi per i livelli sotto forma di altari di pietra da distruggere.
Quattro le tipologie di mosse speciali, uno solo il risultato: allontanare i nemici attorno a noi causandogli un discreto quantitativo di danno. Un combat system piatto, noioso e che non ha nulla da condividere con il passato.



Si va beh ma un po' di novità?
Certo che le novità ci sono, che domande. I ragazzi di Gravity mica potevano lasciarsi sfuggire l'occasione di inserire in una produzione di questo calibro i QTE!
Pochi a dire il vero ma significativi e, per restare in linea con la curva di difficoltà, dannatamente infami. Era forse il quinto o sesto stage (la nostra memoria fortunatamente ha rimosso abbastanza in fretta questa sezione), e dovevamo semplicemente saltare da una piattaforma ad un'altra e aggrapparci al bordo per non cadere e morire. Prima di riuscirci abbiamo letteralmente bruciato quattro o cinque vite, semplicemente perché il dannato salto dei personaggi è talmente breve che se non calcolerete al millimetro le distanze il quick time event per aggrapparsi alla sporgenza non si attiverà facendovi fare una bruttissima fine, cose che Lara Croft ancora ci invidia. Nelle altre occasioni invece si tratta di ripetere tre o quattro volte in serie sezioni scriptate, nelle quali premere semplicemente un unico tasto come forsennati.
Osservando molto attentamente lo stage potreste anche notare alcuni oggetti sul pavimento, da raccogliere e scagliare, mimetizzati alla perfezione con le scabrose texture dei fondali anche se, e questa è una mossa geniale, gli sviluppatori si sono ben guardati dall'inserire qualsiasi elemento extra negli scenari, così da facilitarvi il compito di ricerca... o forse si tratta semplicemente di un minigioco nel gioco, non abbiamo ben capito.
Tagliata brutalmente la modalità co-op online potrete percorrere i quindici livelli, due orette scarse di durata totale e zero rigiocabilità ovviamente, anche con un amico. E vi consigliamo di trovarvi un partner, se non altro per dividere il supplizio fianco a fianco con qualcuno in grado di supportarvi moralmente, e poi inviare la vostra impresa nelle classifica online globale e vedere quanti altri sfortunati hanno acquistato in buona fede il titolo, pensando di trovarsi per le mani quantomeno un titolo valido negli anni 90.
Recensione Videogioco DOUBLE DRAGON II: WANDER OF THE DRAGONS scritta da FIREZDRAGON Chiudiamo con un discorso serio dopo una recensione piuttosto scanzonata di quello che non possiamo nemmeno definire videogioco, ma mera operazione commerciale per guadagnare qualche soldo grazie a un nome di richiamo. Chiaramente nessun controllo qualità è stato fatto sul prodotto, nessuno si è preoccupato del consumatore finale e, cosa ben peggiore, si va a infangare un brand che ha rappresentato per tantissimi giocatori una vera pietra miliare per il genere.
Nel 2013 un lavoro del genere non è accettabile. Il media videoludico è cresciuto tantissimo negli anni ed è in grado ora di raccontare storie affascinanti, creare mondi capaci di rapire i giocatori e avventure indimenticabili senza aver bisogno né di enormi publisher alle spalle né tantomeno comparti tecnici di prim'ordine. Il lavoro di Gravity è quindi inaccettabile e ne sconsigliamo assolutamente l'acquisto, staccate la spina per essere sicuri di non averci nulla a che fare.
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