Recensione di Minecraft: Xbox 360 Edition

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Mojang
  • Costo:

     1600 MS points
  • Data uscita:

     18 novembre 2011 PC - 9 maggio 2012 X360 - 18 Dicembre 2013, 14 Maggio 2014 (PS3) - 3 ottobre 2014 (PS4) – TBA 2014 (Xbox One) - 15 ottobre 2014 (PSVita) - 17 dicembre 2015 (Wii U)
- Libertà e fantasia che si possono esprimere ai massimi livelli
- Un porting ottimo sotto l'aspetto dei comandi
- È minecraft!
- Mancano alcune delle caratteristiche annunciate all'inizio
- La mancanza di supporto delle mod potrebbe farsi sentire
- Non adatto a tutti i giocatori...
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A cura di (Slice) del
Quello di cui ci accingiamo a parlare in questa review è un prodotto non solo difficile da recensire, ma addirittura da classificare. Minecraft dopo essere diventato un vero e proprio fenomeno sociale e di costume su PC, aver provato a sfondare anche nel mercato mobile, cerca di portare sulla console di casa Microsoft un prodotto in grado di regalare le stesse sensazioni che milioni di giocatori hanno provato, sperimentando nuove esperienze con i cubi partoriti dalla mente di Markus "Notch" Persson.

Storia di un successo inaspettato...
Per quei (pochi) giocatori che non sanno nulla del titolo, facciamo un breve ripasso di quello che è Minecraft. Nato dalla mente del giovane sviluppatore indie Markus Persson, il titolo se si vuole a tutti i costi catalogarlo è una sorta di sandbox con elementi sia strategici sia di esplorazione. Sin dal rilascio della versione classic in alpha, nel non troppo lontano 2009, il gioco ha diviso i giocatori di tutto il mondo. Il partito del pro sosteneva che mai nessun altro titolo in passato era riuscito a regalare una tale libertà e profondità, quello dei contro a loro volta sosteneva che era solamente una grande “scatola dei giochi” senza scopo, in grado di stufare dopo poche ore se non minuti di gioco.
A distanza di tre anni e dopo il rilascio sia della versione beta che di quella definitiva, supportata da un sacco di patch e mod fatte da utenti ricchi di fantasia e colpi di genio da veri designer, nessuna delle due fazioni ha prevalso sull’altra, e nonostante questo il gioco è riuscito a conquistare la bellezza di più di cinque milioni di utenti a cui se ne aggiungono altri cinque milioni se si calcolano anche quelli iscritti alla versione classic del gioco ( gratuita su pc ).
Per cercare di sfruttare questo fenomeno, Notch una volta fatta uscire la versione ufficiale del gioco e nel frattempo fondata la sua società chiamata Mojang AB, decise di portare la sua creazione nel mondo mobile con la versioni  Pocket Edition, non riuscendo però a bissare il successo avuto dal gioco in versione PC.
Si arriva così ai giorni nostri, con l’inaspettato annuncio fatto da Persson all’E3 dello scorso anno, che annunciava in pompa magna una versione di Minecraft per console Microsoft sotto forma di live arcade. A distanza di quasi un anno il titolo è finalmente approdato su Xbox360 con una serie di aggiunte interessanti e funzionali per gli utenti console ma anche qualche lacuna che i fan del prodotto non mancheranno di notare.

Questione di fantasia!
Molti di voi probabilmente ancora si staranno chiedendo “ma alla fine cos’è Minecraft?” quello che ci sentiamo di rispondere, dopo la nostra personale - e mai come in questo caso è fondamentale sottolineare il nostra - esperienza è che Minecraft è pura fantasia, voglia di scoprire, cimentarsi nell’atavica voglia di migliorare e migliorarsi vero e proprio motore da secoli della civiltà umana. Giocare a Minecraft vuol dire mettere alla prova il proprio ingegno, la propria arguzia e perché no le proprie pazzie. In questo mondo ad 8-bit, difficilmente riuscirete a trovare qualcosa che non si può fare, per il semplice fatto che è proprio lo scopo che lo sviluppatore del progetto sin dall’inizio si è prefissato durante la sua creazione: porre come unico e ultimo limite la fantasia del videogiocatore.
Non c’è un vero e proprio scopo in Minecraft, non esiste un vero e proprio End Game, perché anche quello spetta a noi. Saremo noi a decidere cosa deve o non deve succedere, facendoci aiutare dalla nostra inventiva e dalla nostra voglia di creare, distruggere e magari ricreando oggetti, case, armi, e tantissimo altro, in un modo ancora migliore. Immaginate di tornare per un attimo bambini, al centro della vostra stanza un cassone immenso colmo di pezzi di LEGO con il quale pian piano dare vita e sostanza alla nostra personalissima avventura, con stati d’animo e sensazioni personali come la storia che ci sentiremo di raccontare. Ecco, se siete riusciti a pensare qualcosa del genere vi sarete avvicinati quel tanto che basta per intuire la filosofia che questo prodotto cerca di portare su console dopo aver ammaliato milioni di giocatori su personal computer.

Sopravvivenza e paura
Tutto inizierà con il nostro personaggio sperduto in un mondo apparentemente desolato,  in cui solo della fauna locale sembra dare segni di vita. Muoviamo i primi passi all’interno di questa terra che sembra ospitale, saliamo su una collina, isole separate da un lembo d’acqua in lontananza, forse un giorno le raggiungeremo. Iniziamo a scoprire che con un tasto il mondo “blocchettoso” può essere modificato, alterato e poi ricostruito a nostro piacimento. Raccogliamo dell’erba, della sabbia, della legna e poi ancora del granito. Tutto quello che vedete potrà essere raccolto, lavorato, modificato e successivamente riposizionato. Nel nostro peregrinare in cerca di qualcosa non ci accorgiamo che la notte sta calando. Il buio ci avvolge, un senso di ansia mista a curiosità ci assale e degli strani rumori che non sembrano provenire dagli animali che ci circondano sembrano dirci che non siamo soli. Uno strano mostro appare davanti a noi, una fuga, e la ricerca di un luogo sicuro dove passare la notte. Tornata l’alba il nostro istinto ci darà lo spunto per iniziare a creare un riparo, o più semplicemente un qualcosa dove passare la notte in tranquillità, magari rincuorati dal bagliore della luce e dal calore delle torce. Così ricomincerà la nostra ricerca di materiale in grado di darci la possibilità di realizzare il nostro progetto tramite un sistema di crafting estremamente dettagliato, mai banale, ed in grado di regalarci tantissimi spunti di originalità.
La creazione del nostro primo strumento, del nostro tavolo da lavoro, della nostra prima arma e della nostra casa sono solo alcune delle soddisfazioni che proprio come quando da bambini si finiva una costruzione, ci riempirà di orgoglio ed appagamento, stimolandoci allo stesso tempo a fare ancora meglio.
Quello che vi abbiamo raccontato è solo il nostro inizio. Il nostro modo di interpretare l’avventura sicuramente diverso da quello di altri milioni di videogiocatori. Ad ampliare questo concetto ci sarà la possibilità di giocare in cooperativa split screen fino ad un massimo di quattro giocatori, unendo forze e menti nella creazioni di oggetti mastodontici come castelli, miniere, palazzi o veri e proprio villaggi, portando la “civiltà” in questo posto dimenticato da tutto e tutti. A questo ovviamente, come per la versioni pc, si aggiunge la possibilità di poter giocare anche tramite Xbox Live con un numero di giocatori ancora maggiore.
Inoltre, oltre alla modalità survival (quella che vi abbiamo appena raccontato e divisa in facile, medio e difficile ) ci sarà la possibilità di giocare una variante alternativa chiamata “relax” in cui non vi sarà la presenza di mostri che popoleranno la buia notte, dandoci la possibilità di concentrarci unicamente sulle nostre creazioni.

Quando la grafica non è fondamentale..
Sotto l’aspetto tecnico, il gioco contribuisce sicuramente a fomentare la netta diatriba di amore/odio venutasi a creare tra gli utenti. Come già detto poco sopra il titolo fa un sapiente uso della grafica ad 8-bit inserita però all’interno di un mondo totalmente tridimensionale. Ogni blocco corrisponde ad un oggetto o elemento, che distrutto ci darà la possibilità di recuperare una o più unità dell’elemento di cui il blocco era composto. Per quanto estremamente rustico e spartano, lo stile scelto da Notch è sicuramente azzeccato per quella che era l’idea originale che stava alla base dello sviluppo. Grazie a questi blocchi infatti, diviene molto più facile costruire e distruggere il proprio mondo, facendo diventare questa pratica una sorta di editor accessibile ai neofiti del modding, ma allo stesso soddisfare anche per i veri e propri maestri di queste operazioni.
Anche sotto l’aspetto musicale il titolo offre una serie di melodie estremamente azzeccate e godibili, che riescono nell’intento di rilassare e accompagnare il giocatore nell’arco di tutta la sua esperienza di gioco. Non a caso, la colonna sonora è stata composta da Daniel “ C418” Rosenfeld un giovane compositore teutonico che proprio come Notch, grazie a questo progetto, è riuscito a far conoscere al mondo il suo modo di fare musica estremamente rilassante e carico di talento.

Versione console, ne vale la pena?
Dopo avervi raccontato il tipo di esperienza in grado di scaturire da una partita a Minecraft, è giusto puntare i riflettori sulle caratteristiche che andranno a comporre la versione console. Partiamo con il dire che la versione che si giocherà non è l’ultima, dato che ci troveremo per le mani la 1.6.6, anche se, sempre per bocca di Notch è stato assicurato che in futuro il prodotto verrà aggiornato con update gratuiti. Fattore sicuramente positivo, ma che non riduce il gap che gli utenti console avranno con quelli PC. Gap, che aumenta in maniera assolutamente considerevole se si pensa anche al fatto che la versione per Xbox 360 non potrà usufruire del pieno supporto al modding in grado di regalare agli utenti PC veri e proprio mondi ispirati anche a luoghi realmente esistenti oppure ricreati da altri universi come quelli del Signore degli Anelli, Harry Potter o Star Wars, giusto per citarne alcuni.
Non è tutto negativo però, per la prima volta in assoluto, i neofiti della serie potranno beneficiare di un tutorial che gli permetterà di muovere in sicurezza i primi passi all’interno di questo fantastico mondo, oltre a poter godere di un menù di crafting leggermente più agile e permissivo che si integra perfettamente con un sistema di controllo azzeccato e ben distribuito sul pad dell’Xbox.
Al momento del lancio del titolo non sarà però presente la funzionalità più sbandierata durante la presentazione, ovvero quella del totale supporto al kinect che dovrebbe arrivare in futuro con un aggiornamento. Possiamo tranquillamente affermare che Minecraft: Xbox360 edition si posiziona un gradino sotto rispetto alla versione PC, viste alcune mancanze che per i fan potrebbero essere determinanti.
Tuttavia, vista la sua incompletezza e il supporto agli aggiornamenti gratuiti rimane un gioco, che come è stato per la versione PC , deve essere valutato sulla distanza quando avremo capito che tipo di direzioni prenderanno gli aggiornamenti che promettono supporto alle mod, alle texture pack e agli extra player.
Tirando le somme possiamo quindi dire che nonostante questo, il titolo offre molto di più di quanto avevano offerto le versione alpha e beta su personal computer, posizionando il prodotto sullo stesso piano della prima versione ufficiale. L’unico consiglio che ci sentiamo di darvi quindi è quello di provare il prodotto tramite la demo e se riuscirete a farvi rapire dalla sua magia, compratelo nonostante il prezzo sicuramente non bassissimo, non ne rimarrete delusi. Il tutto ovviamente solo se non avete la possibilità di acquistare la versione PC che rimane, ad ogni modo, la più completa.
Recensione Videogioco MINECRAFT: XBOX 360 EDITION scritta da SLICE Minecraft: Xbox360 Edition più che un gioco è un'esperienza modellabile sulle proprie fantasie e sull'ingegno che ogni giocatore può avere. L'assenza di una storia, la possibilità di modificare a proprio piacimento qualsiasi elemento di gioco sono solo alcuni elementi che contribuiscono a rendere il titolo un qualcosa di troppo soggettivo e personale. Se non lo avete già fatto, e non avete modo di testare la versione PC che rimane la più completa, vi consigliamo di dargli una chance, potrebbe davvero aprirsi un nuovo mondo davanti ai vostri occhi.
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