Recensione di Bloodforge

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Climax Studios
  • Distributore:

     Microsoft
  • Costo:

     1200 MS points
  • Data uscita:

     25 aprile 2012
- Stile particolare e di impatto
- Idea di fondo interessante
- Le sfide di sangue sono un incentivo a migliorarsi
- Alcune, pesanti lacune sotto l'aspetto del gameplay
- Uso dei save point assurdo e punitivo
- Frustrante, e non per l'elevata difficoltà!
- Telecamera problematica
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A cura di (Slice) del
Il mercato Live Arcade sin dalla sua nascita è stato in grado di regalare vere e proprie perle di rara bellezza. Titoli come Braid, Limbo, Caste Crasher giusto per citarne qualcuno, sono stati i veri protagonisti del successo di questo modo di intendere i videogiochi. A riprova di quanto detto, tantissime software house maggiori, stando puntando con sempre più interesse questo tipo di mercato, provando a lanciarsi nello sviluppo di prodotti a basso budget ma che posso rivelarsi dannatamente remunerativi.
Questa volta tocca a Climax Studios, studio di sviluppo a capo di progetti estremamente validi come quelli della serie MotoGP ( uno dei primi titoli a sfruttare il live quando fu lanciato sulla prima Xbox ) che con Bloodforge tentano di portare l’azione violenta e gratuita mista ad uno stile hack’n’slash molto old school nel mercato dei prodotti digitali. Ci saranno riusciti? scopriamolo in questa recensione!

Una storia di estrema violenza
Bloodforge ci immerge all’interno di un mondo fantasy in cui le tribù sono totalmente soggiogate e controllate dagli Dei. In questo contesto, non tanto lontano da altri titoli del genere, noi comanderemo Crom (ogni riferimento al Dio celtico Crom Cruach non dovrebbe essere casuale.) che nel viaggio verso casa verrà colpito da una visione, tramite la quale vedrà il suo villaggio in fiamme e lui costretto a combattere per sovvertire un mondo ormai corrotto e sotto lo scacco delle divinità. Predizione che si rivelerà esatta, con il nostro eroe che da quel momento in poi sarà coinvolto in ferocissimi scontri, mosso da un profondo senso di vendetta.
Come detto, il gioco rientra nel classico stile degli hack’n’slash  con un susseguirsi di scontri che progredendo nell’avventura diventeranno man mano più ostici e impegnativi.
La stessa mappatura dei tasti ricalca gli stilemi più classici del genere con i tasti X e Y utili per eseguire colpi leggere e pesanti, il tasto A necessario per saltare, e il tasto B che sarà adibito all’uso dell’arco, necessario per colpire i nemici da lunghe distanze. La pressione in sequenza di questi tasti produrrà diversi tipi di combo, presenti in gran quantità, che varieranno anche in base al tipo di arma che decideremo di utilizzare. Tre in totale: uno spadone, un martello e degli artigli ricavati dalle ossa.
Il sistema di combattimento non si esaurisce qui, annoverando tra le sue possibilità la classica schivata, utile per evadere dalle situazioni più complicate, ma sopratutto un modalità furia che si potrà attivare solo dopo aver riempito una barra speciale composta dal sangue dei nemici uccisi sul campo. Questa bisognerà saperla utilizzare nel momento giusto, ma sopratutto contro i nemici giusti, dato che per essere ricaricata necessiterà di un discreto lasso temporale. Progredendo nel gioco, scopriremo anche dei poteri magici che ci saranno trasmessi da degli Dei a noi favorevoli tramite dei piccoli santuari battezzati altari delle rune.
Il sangue citato poco fa, è il vero deus ex machina di tutta l’esperienza video ludica dato che insieme alla violenza rende sicuramente Bloodforge uno, se non il gioco più sadico e splatter presente sul marketplace. Le innumerevoli scene di uccisioni miste ad una costante e incessante presenza di sangue su schermo, rendono questo titolo un prodotto per stomaci davvero forti.

Ostico, anche troppo!
Raccontato così, il progetto degli sviluppatori inglesi, sembra essere intrigante ed estremamente convincete, purtroppo però pad alla mano ci siamo imbattuti in un gameplay che in più di un occasione ha mostrato qualche falla. Innanzitutto la schivata, fondamentale in questo genere, il più delle volte sembra non reagire all’input dato dal joystick, lasciando in balia del nemico il nostro eroe. Scelta questa poco saggia perché proprio l’impostazione stessa intrapresa dagli sviluppatori premia i giocatori che hanno già molta esperienza in questo genere con una serie di accorgimenti, come le poche fonti di ripristino salute, che ricordano molto da vicino giochi come i primi Ninja Gaiden.
Il problema risiede però nel sistema di salvataggio. Con una scelta assolutamente assurda ed inspiegabile gli sviluppatori hanno relegato il sistema di salvataggio unicamente ai save automatici con l’impossibilità da parte del giocatore di salvare in maniera autonoma la sua partita, ma sopratutto con l’incapacità di poter recuperare un salvataggio precedente. Tutto questo si traduce in momenti di vera e propria impasse in cui la scelta sbagliata dell’arma o dell’approccio ad uno scontro vi costringeranno a rigiocare in loop la stessa sezione del livello fino a quando non avrete trovato la giusta tattica. Questa scelta rende estremamente frustrante il prodotto anche per i veterani del genere.
Il problema, giustamente, si amplifica quando, proseguendo nell’avventura, incapperemo non solo in nemici comuni più grossi e determinati rispetto a quelli che si incrociano nelle prime fasi di gioco, ma sopratutto negli scontri con i boss di fine stage. Il tutto porta ad un livello di esasperazione che i giocatori dal sangue caldo difficilmente riusciranno a gestire, mandando tutto a quel paese e rischiando di abbandonare il gioco prima dei titoli di coda. Sottolineando, nuovamente, come anche la pessima dislocazione dei bonus per la salute non aiuti a mitigare questo problema.
Oltre alla storyline principale, avremo modo di poter giocare una modalità alternativa chiamata Sfide, in cui oltre a dover lottare contro una serie di ondate di nemici dovremo anche cercare di combattere con stile subendo il minor danno possibile nel tentativo di fare il punteggio più alto. Questa modalità si potrà inoltre personalizzare a nostro piacimento, grazie ad una serie di filtri presenti nelle opzioni che regoleranno la quantità di sangue da poter raccogliere, il numero e tipo di nemici da affrontare e cosi via. Concludiamo parlandovi di quelli che gli sviluppatori hanno chiamato “duelli di sangue” e che a nostro modo di vedere rappresentano la caratteristica più interessante del prodotto. In pratica, se disponiamo di una connessione ad internet, avremo la possibilità di affrontare un giocatore della nostra lista amici in possesso del gioco, in un duello all’ultimo sangue. Questa caratteristica si basa unicamente sul confronto dei punteggi raggiunti da noi e dal nostro amico alla fine di ogni livello. Il ranking che avremo ottenuto verrà confrontato con quello del nostro avversario, e chi avrà stabilito il punteggio più alto sarà decretato vincitore del duello. Questa possibilità, inoltre, può essere allargata anche alla modalità alternativa rendendo lo stesso approccio al gioco decisamente più interessante e indirettamente competitivo.

Sangue, sangue e ancora sangue!
Sotto l’aspetto tecnico, il gioco propone uno stile estremamente particolare, che cerca di enfatizzare ancora di più il rosso del sangue. I designer del gioco hanno infatti cercato di desaturare completamente la palette di colori, giocando unicamente sul contrasto tra chiaro e scuro. A supportate questa particolare scelta cromatica, vi è un character design decisamente convincente che propone nemici dalle sembianze umane arricchiti però da particolari proveniente probabilmente dalle culture primitive. Niente da segnalare anche sotto l’aspetto del frame rate con una stabilità assodata anche nelle situazioni più concitate. Meno confortante è invece il discorso riguardante la telecamera che durante gli scontri ci è sembrata troppo frenetica e ballerina, non riuscendo ad inquadrare sempre al meglio lo scontro in cui il nostro eroe è coinvolto. Il gioco inoltre è completamente in lingua inglese, ma per i meno anglofoni sono comunque presenti i sottotitoli in lingua italiana selezionabili nel menù di gioco.
Tirando le somme possiamo quindi tranquillamente affermare che Bloodforge è un progetto riuscito a metà. Se da una parte abbiano un titolo dal potenziale estremamente alto grazie ad una storia e delle scelte stilistiche assolutamente originali e ben congegnate, dall’altra ci troviamo di fronte ad una realizzazione tecnica, soprattutto sotto l’aspetto del gameplay, che proprio non riesce a convincere a causa di alcune scelte in sede di sviluppo che abbiamo trovato assurde ed estremamente penalizzanti. Se i ragazzi di Climax volevano offrire un livello di sfida più alto del solito, potevano ricorre a stratagemmi totalmente diversi e maggiormente legati alla difficoltà intrinseca del prodotto piuttosto che focalizzare la loro attenzione sul sistema di salvataggio.
Il gioco quindi, pur non subendo una bocciatura totale, rimanere esclusivamente ad uso e consumo di quella frangia di videogiocatori che sono in grado di accettare e digerire anche le sfide più impegnative e a più riprese frustranti che non dipendono però dal gameplay.
Recensione Videogioco BLOODFORGE scritta da SLICE Bloodforge è il classico prodotto con buone idee alla base, ma che vengono sviluppate malissimo. La lista di problemi tecnici che attanaglia il prodotto è veramente lunga, e purtroppo quest'ultimi vanno ad inficiare il maniera fin troppo tangibile nell'economia del gameplay, penalizzando moltissimo il giocatore. Consigliato, quindi, unicamente ai fan sfegatati del genere e amanti della violenza più pura, tutti gli altri possono tranquillamente guardare altrove.
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