Recensione di Trials Evolution

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Redlynx
  • Distributore:

     Ubisoft
  • Giocatori:

     1 - 4
  • Data uscita:

     Disponibile Xbox 360 - 21 marzo 2013 PC
- Dà assuefazione
- Longevità potenzialmente illimitata
- Notevole varietà e multiplayer molto divertente
- Gameplay tanto semplice quanto brillante
- Dà assuefazione
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A cura di (Pregianza) del
Negli ultimi decenni i giochi digital delivery di sviluppatori minori hanno fatto un balzo di qualità strabiliante. Da giochini in grado di divertire per qualche minuto, si è rapidamente passati a successi incredibili in grado di stregare quasi chiunque, e a titoli talmente geniali da poter competere sullo stesso piano di alcune super produzioni appartenenti allo stesso genere.
Nonostante questo inarrestabile sviluppo tuttavia, sono poche le serie che hanno attecchito al punto da meritarsi seguiti ufficiali, anche a causa dell’unicità dei titoli indie, spesso poco adatti a un ritorno col due di fianco al nome. Non è il caso di Redlynx, studio finlandese recentemente acquisito da Ubisoft, che nel 2009 ha stupito tutti con un giochillo di nome Trials HD. La loro opera più nota è riuscita a vendere milioni di copie e a conquistare innumerevoli fan con il suo particolarissimo gameplay, dunque un suo ritorno in una forma più grossa, limata e variegata era quasi un obbligo morale. Con tale fanbase alle spalle, e un gran numero di idee da mettere in pratica, i finnici programmatori non si sono fatti attendere, e se ne sono usciti con Trials: Evolution. Sarà realmente un’evoluzione in grado di creare una serie downloadabile di successo, o il predecessore è stato solo un colpo di fortuna sfacciato?

La potenza è nulla senza controllo… del salto
Ad una prima occhiata Trials: Evolution potrebbe sembrare un gioco di corse, dopotutto si controlla un pilota in sella ad una rapida moto da cross. Non fatevi ingannare, la giocabilità del titolo Redlynx è in realtà molto più vicina a un platform che a un racing game, con controlli di una semplicità quasi disarmante: potrete accelerare, frenare e spostare il peso del corpo del guidatore sulla moto, nient’altro. Davanti a un gameplay tanto basilare è difficile comprendere cosa renda Trials degno di essere provato, ma tutti i dubbi vengono fugati dopo pochi minuti di gioco. Come in ogni platform che si rispetti a farla da padrone non è difatti la complessità del sistema di gioco, bensì quella dei livelli, in questo caso piste spaventosamente varie e strutturate in modo ingegnoso.
Diversamente da Trials: HD, che diventava arduo quasi subito, Trials: Evolution offre un livello di sfida molto più graduale e accessibile, che permette a chi non è pratico del sistema di gioco di impratichirsi su piste facilotte prima di dover affrontare i tragitti più impegnativi. Lo scopo ultimo di ogni livello è semplicemente raggiungere il traguardo, ma stavolta è stata introdotta un’azzeccata struttura a medaglie e licenze, che ben si sposa con la nuova curva di apprendimento. Ottenere medaglie permette di sbloccare pian piano i vari test per le licenze, e di conseguenza nuove motociclette, piste ed eventi. A ogni vittoria guadagnerete inoltre denaro utile per personalizzare i mezzi e gli abiti del vostro corridore.
L’azione sulle piste si svolge su un piano bidimensionale con visuale laterale, e costringe ad un dosaggio perfetto del peso e del gas per superare gli ostacoli. Durante la strada incontrerete vari checkpoint, che permettono di ritornare subito in corsa in caso di caduta e aiutano moltissimo a completare le mappe più complicate. Ovviamente un sistema che permette di schiantarsi decine di volte sarebbe troppo semplicistico, ed è per questo che i livelli non sono mai abbastanza da permettere di sbloccare la licenza o la fase successiva, cosa che costringe a ottenere argenti e ori in molte delle missioni affrontate e contribuisce ulteriormente all’apprendimento delle meccaniche, poiché per le medaglie più nobili è obbligatorio limitare le cadute e raggiungere il traguardo entro un tempo limite. Le gare si dimostrano poi sempre in grado di stupire, e offrono miriadi di intralci differenti, tra cui geyser, tronchi galleggianti, cerchi della morte, piattaforme mobili, salite ripidissime e abissi fiammeggianti.
Da tenere in considerazione infine ci sono le caratteristiche delle moto, che grazie a velocità e mobilità diversificate permettono di raggiungere piattaforme rialzate in certi livelli, o rendono necessario dosare con più cura l’acceleratore per superare zone ricche di buche e sbalzi. 
Questo gameplay estremamente flessibile rende Trials: Evolution una vera droga, godibilissima anche solo in singleplayer. E non finisce qui, visto che non vi abbiamo ancora descritto le numerose tipologie di eventi disponibili.

So come on, jump in the fire
Come abbiamo già detto il punto di forza di Trials sono le fantastiche mappe e la giocabilità geniale, ma l’opera Redlynx sa sorprendere persino nella varietà di modalità e opzioni offerte al giocatore. Gli eventi principali saranno i tragitti descritti nel paragrafo precedente, ma ad essi si accompagnano parecchie missioni extra alquanto peculiari, tra cui sfide con benzina limitata, stage nei quali dovrete pilotare e far atterrare più volte un ufo, salti in lungo acrobatici, discese su terra con gli sci, e chi più ne ha più ne metta. A questi strambi compiti si aggiungono i tornei, serie di corse da completare con il minor numero di errori possibili, e piste avanzate pensate solo per i giocatori di alto livello, sbloccabili con 135 sudate medaglie.
Pensate sia finita qui? Abbiamo una sorpresa per voi: l’editor! Oltre al succitato ben di dio Trials: Evolution dispone infatti di un ottimo editor utilizzabile in due modi. Usando l’editor base potrete creare nuove piste in pochi minuti, ma è l’editor avanzato a splendere come una supernova, poiché nelle mani di utenti con il pallino della programmazione è possibile con esso ottenere sottogiochi completamente diversi da quello di base. Aggiungete a tutto ciò la possibilità di scaricare e condividere le piste online (con tanto di “piste preferite dagli sviluppatori” selezionate periodicamente) e otterrete un titolo potenzialmente infinito, la cui longevità illimitata viene ulteriormente elevata da un multiplayer dannatamente divertente.
Online le modalità sono poche, ma portano a migliorarsi all’inverosimile, perché mettono il giocatore contro dei ghost in tragitti difficili, o permettono a quattro utenti di gareggiare in contemporanea nel Supercross, dove a vincere è il partecipante in grado di completare la pista con meno errori e più rapidamente possibile. Se il singleplayer dà assuefazione, vi lasciamo immaginare fino a che punto possono arrivare l’online e i contenuti degli utenti.

L’arte dello schianto
Redlynx è riuscita a far brillare il suo pargolo anche tecnicamente. A stupire non è la grafica, comunque piuttosto basilare, bensì la genialità dei tragitti, che ora si spostano in tre dimensioni durante la gara (pur mantenendo la visuale fissa a lato della moto) e lasciano davvero a bocca aperta in certi casi per la loro grandiosa complessità e le trovate inserite. Molto simpatici anche gli schianti a cui il nostro povero pilota va incontro alla fine di ogni gara, e impeccabile la fisica (palese, vista la sua importanza nel sistema). Lodevoli anche le musiche, principalmente rock e hard rock. Non male nemmeno le opzioni di personalizzazione di piloti e moto, discretamente numerose e ben modellate. Il gioco costa 1200 Microsoft Points, ma vale ogni singolo punto.
Recensione Videogioco TRIALS EVOLUTION scritta da PREGIANZA Trials:Evolution è uno dei titoli migliori mai spuntati su Xbox Live. Il suo gameplay brillante, la grande varietà e la longevità praticamente illimitata, rendono questo strano ibrido tra un platform e un gioco di corse un acquisto quasi obbligato per ogni possessore della console Microsoft. Fate attenzione però, potreste non riuscire più a staccarvi dal gioco una volta iniziato.
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