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Fez

Fez

Non tutto e' come sembra

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X360

Platform

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14 Aprile 2012 (Xbox 360) 1 Maggio 2013 (PC) - 26 marzo 2014 (PS4-PS3-PS Vita) - 2017 iOs

A cura di del
Il mondo degli indie game regala sempre sorprese, spesso spiacevoli.
Dopo il grande successo del recentissimo Dear Esther, un titolo molto particolare ed originale, inizia a far parlare di sé un altro indie promettente: Fez.
Il gioco, sviluppato da Polytron, è un platform adventure 2D/3D, un genere molto sottovalutato su console nextgen e PC, ma che vedrà nuova linfa e fan con questa imminente creatura in uscita.

Sicuro di non poterci arrivare?
Finalista in due categorie dell’Indipedent Games Festival dell’edizione 2012, e vincitore di numerosi premi lo scorso anno, Fez mette l’utente nei panni di un simpatico omino bianco con un cappellino rosso in testa, capace di muoversi in 2D in uno spazio virtuale a tre dimensioni.
Il gioco si ispira alla formula di Kula World, lo storico titolo Playstation One che vedeva una palla muoversi spostando la visuale e capovolgendo l’ambiente a dispetto della gravità, o in maniera similare ad alcuni titoli della saga Super Mario.
In Fez l’effetto scenico gravitazionale è meno accentuato e reso più realistico, poiché il gioco del cambio visuale si basa soprattutto sul cambiare la prospettiva ed accedere a piattaforme apparentemente lontane.
Fez gioca molto su questo apparente 2D, a tal punto da mettere all’inizio dell’avventura un vecchietto che spiega al protagonista di trovarsi "in un mondo 3D...almeno".
Dopo averlo chiamato varie volte stupido, lo invita a cambiare prospettiva per leggere un cartello con la scritta dall’altro lato. Il videogiocatore, così, inizia a familiarizzare con il grande velo che nasconde ogni sezione di gioco.
A lungo andare però, quello che sembrava essere un gioco percettivo basato sul ruotare la location, iniziare a fare leva su alcuni espedienti particolari, allontanandosi dall’effetto "gira-l'angolo" dei primi momenti e puntando su enigmi visivi particolari.

Tutto ciò che non puoi vedere...è lì!
Apparentemente molto semplice, con giocabilità basata sul saltare da una piattaforma all’altra raccogliendo i cappellini -anche se non capisce perfettamente cosa siano- Fez punta decisamente sul cambio prospettiva per colpire ed appassionare.
Ci si troverà spesso e volentieri fermi su una piattaforma senza capire dove andare, ma muovendo la visuale sarà sempre possibile individuare il nuovo punto su cui saltare per continuare la scalata.
Il tutto si svolge nel cielo, su strutture sospese in aria, costringendo il videogiocatore a concentrarsi per individuare la giusta percezione dell’ambiente.
Quello che sorprende è la difficoltà sempre crescente del titolo, che invita l’utente a giocare con la fantasia e ad affidarsi a colpi di genio per muovere il personaggio nella giusta direzione.
Nelle situazioni più semplici basterà girare l’angolo della struttura per trovare una scala, mentre in altre situazioni trovare la prossima piattaforma non sarà poi così semplice, visti i molti elementi su schermo che tendono a confondere le idee.
Il tutto andrà mischiandosi, ed in alcune circostanze servirà dover scendere qualche piattaforma per trovare la strada.

...e se il mondo girasse attorno a te?
Fortunatamente, Polytron mette a disposizione un sistema di visuale della telecamera molto funzionale, capace di allontanarsi quel tanto che basta per mettere in luce tutte le piattaforme della zona.
Tuttavia, la telecamera non facilita volutamente l’individuazione del percorso, perché altrimenti basterebbe ruotare la visuale quel tanto che basta per avanzare.
Nelle situazioni più difficili, la gestione della visuale diventerà parte attiva del gioco: ad esempio stando fermi su una piattaforma non sarà possibile delle volte muovere la telecamera completamente per poi effettuare il salto in direzione.
In questi casi, bisognerà prima effettuare un salto sul posto, poi ruotare la visuale per trovarsi sulla piattaforma che sembrava lontana.
Insomma: Fez cambia dinamicamente l’asse portante su cui ruotare il mondo, basandosi sia sulle piattaforme che sul personaggio stesso, a seconda dell’enigma ambientale.

In stile arcade
La qualità di Fez è alta, e il suo ideatore, Phil Fish, può star tranquillo, considerata la sua recente polemica legata ai titoli giapponesi - per lui qualitativamente mediocri…o peggio.
Tecnicamente non ci si può aspettare molto, e il titolo da l’idea già molto chiara di quello che offre: pochi pixel per il personaggio e per gli ambienti, colori vivaci, design vecchio stile che richiama il retrogaming.
Qualche effetto audio e una musichetta con pochi toni completano il quadro di un titolo che vuole sorprendere solo ed esclusivamente per merito della sua giocabilità, e che indubbiamente ci riuscirà.
Ancora poche certezze sulla produzione del titolo: possibile esclusiva Arcade per Xbox 360, pare che gli sviluppatori stiano ponderando la possibilità di rilasciare il titolo anche su Pc, almeno.
Aspettiamo notizie certe, che puntualmente vi segnaleremo.
  • [+] Originale
    [+] Gioca sulla percezione

Descrivere in un articolo un titolo come Fez è davvero difficile, poiché basato su un sistema dinamico della percezione, spesso volutamente falsata per giocare con le visuali.
Il personaggio si muove in un ambiente che prima pare fisso, mostrando le quattro facce offerte dalle tre dimensioni, ma poi inizia a muoversi sull’asse portante che diventa il protagonista stesso, con l’aumentare della difficoltà.
Un gioco che saprà farsi apprezzare, dalla formula semplice nelle parole, meno nei fatti, adatto a chi vuole provare qualcosa di nuovo, molto vicino alla “realtà aumentata” proposta con alcuni titoli mobile.

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