Recensione di Quarrel

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Puzzle game
  • Costo:

     400 MS points
  • Data uscita:

     Disponibile dal 25 agosto 2011 (iPhone/iPad) - 25 gennaio 2012 (XBLA)
7.0
Voto lettori:
8.9
- Idea intrigante e ben realizzata
- Buon bilanciamento dell'intelligenza artificiale
- Partite estremamente appassionanti
- La lingua inglese per molti potrebbe essere un ostacolo
- Strana assenza di un comparto multigiocatore locale
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A cura di Roberto Crespi (Slice) del
Una delle traduzioni in italiano della parola “quarrel” è “bisticciare, litigare”, un termine perfetto per esprimere in una parola il concetto tanto semplice quanto intrigante del titolo in questione. 
Il titolo, uscito in questi giorni sul Marketplace di Xbox Live, altri non è che la versione per console casalinghe di un gioco edito lo scorso anno su iOS e che utilizza un simpatico gameplay a base di parole.

Scarabeo Moderno
Come dicevamo il Quarrel sfrutta le parole per mettere a confronto i giocatori in gioco e decretare un vincitore. L’impostazione ricorda per metà il famosissimo Risiko e per l’altra metà l’altrettanto famoso Scarabeo.
L’hub centrale di gioco sarà una plancia divisa in territori di diversi colori appartenenti ai rispettivi giocatori. Ogni territorio disporrà di un certo numero di soldati che proprio come nel titolo guerrafondaio da tavolo più famoso del mondo, serviranno nell’attaccare i territori limitrofi o viceversa, difendersi dagli attacchi dei nemici.
Vi starete probabilmente chiedendo dove sia il collegamento con lo scarabeo? La risposta è semplice: proprio negli scontri. A differenza di complicati scontri a turni o tempo reale, la supremazia su un territorio attaccato si combatterà a suon di parole. 
Il numero di soldati che decideremo di usare per attaccare, equivale agli slot che avremo a disposizione per comporre al loro interno una parola di senso compiuto. Sulla parte bassa dello schermo avremo un ristretto numero di lettere tra cui scegliere e ognuna di queste avrà un numero che determina il punteggio totale che avrà quella parola. Questa semplice formula di gioco nasconde invece un’inaspettata profondità che si riflette sulle strategie di gameplay. Non sempre infatti, avere un maggior numero di slot per comporre la parola equivale alla vittoria della disputa. La bravura di un giocatore è quindi riconducibile alla conoscenza del vocabolario che possiede, permettendogli così di utilizzare lettere dall'alto punteggio difficili da usare per comporre una parola sensata.
Proprio l’aspetto più divertente e focale nell’economia del gioco, si rivela il più grande limite nella versione italiana. Il titolo in questione è giocabile unicamente in lingua inglese, e questo ne riduce sensibilmente la fruibilità alla massa, non solo per chi proprio non ha familiarità con la lingua inglese, ma anche per chi la mastica. Lo scopo del gioco è infatti riuscire a comporre parole molto complesse e magari non di uso comune, limitando in maniera nettissima sia il divertimento che la giocabilità stessa a chi non ha una conoscenza perfetta della lingua della Regina.

L’enigmistica si fa in solitaria
Superato lo scoglio della lingua, il giocatore potrà cimentarsi nella campagna singolo giocatore che divide ogni livello di gioco come isole da conquistare. Su ogni isola esploderà la serrata lotta per la predominanza territoriale contro altri personaggi controllati dall’intelligenza artificiale. Quest’ultima si è rivelata accettabile con un discreto susseguirsi di sconfitte e vittorie negli scontri ben amalgamati nell’economia della partita. Per gli amanti delle partite multigiocatore il titolo mette a disposizione la connessione Xbox live per partite all’ultima lettere contro amici di tutto il mondo, e con ben 6 varianti di gioco modificabili nelle opzioni della partita. Data l’estrema leggerezza del titolo, il net code si è rivelato solido e durante i nostri test non ha mai risentito particolarmente di lag o altri rallentamenti di sorta.
Quello che però ci ha fatto storcere il naso, in maniera abbastanza netta è la totale assenza di una modalità multi giocatore in locale. Scelta davvero inspiegabile quella perpetrata dagli sviluppatori, visto che stiamo parlando di un titolo da tavolo che fa proprio delle partite in compagnia il suo punto di forza più accentuato.

Parole in alta definizione
Come sottolineato in apertura, il titolo era già stato realizzato sui device di Apple, ma il passaggio alle console casalinghe ha giovato non poco al comparto audio e video del titolo. Sopratutto graficamente siamo davanti ad un sicuro miglioramento intenso in numero di poligoni. La realizzazione del tavolo di gioco è efficace, così come le - poche - animazioni dei piccoli personaggi presenti su schermo. Sotto l’aspetto audio il titolo offre della sonorità molto semplici ma allo stesso tempo adatte per un gioco di questo genere.
Recensione Videogioco QUARREL scritta da SLICE Quarrel è un Arcade che sarebbe stato più invitante e potenzialmente devastante se fosse stato quantomeno tradotto in lingua italiana. Così com’è risulta fruibile solo ed esclusivamente a chi possiede una più che ottima conoscenza della lingua inglese e del vocabolario anglosassone. Se rientrate in questa categoria, per 400 MS Points, potreste trovarvi di fronte ad un titolo che vi saprà regale tante, tantissime ore di sano e intelligente divertimento.
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