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Alan Wake's American Nightmare

Alan Wake's American Nightmare

Flanella e sparachiodi

Anteprima

X360

Avventura grafica

Microsoft

Disponibile dal 22 febbraio 2012

A cura di Andrea “andymonza” Porta del 16/01/2012
Nonostante i consensi della critica, Alan Wake non ha ottenuto il successo commerciale sperato da Microsoft e Remedy: troppi anni di sviluppo e ripensamenti su larga scala hanno dissipato la cortina di hype inizialmente creatasi attorno al progetto, giunto sugli scaffali come un’opera molto differente da quanto le premesse avevano suggerito.
L’annuncio di un seguito si è dunque fatto attendere, con il colosso di Redmond indeciso se scommettere un’altra volta sui ragazzi finlandesi. La conferma è finalmente giunta in occasione degli annuali VG Awards, confermando i rumor dei mesi precedenti: non più proposto sul mercato come titolo retail, American Nightmare verrà rilasciato come titolo scaricabile su Xbox Live Arcade, un chiaro tentativo di risollevare lo sfortunato brand e dargli nuova linfa grazie ad un mercato, quello del digital delivery, in grande crescita qualitativa e contenutistica.
Per quanto le informazioni non siano ancora moltissime, e una prova diretta del titolo non sia ancora stata proposta a Spaziogames, ecco raccolte di seguito tutte le indiscrezioni finora trapelate.

Quel maledetto scrittore…
Le parole di Matthias Myllyrinne, CEO di Remedy, sono illuminanti quanto alle peculiarità del nuovo progetto, simile nella forma ma sostanzialmente differente dal capostipite: “Laddove Alan Wake era riconducibile alle opere di Stephen King e Alfred Hitchcock, American Nightmare si ispirerà maggiormente ai Tarantino e Rodriguez di Dal Tramonto all’Alba”. Questo semplice paragone introduce ad un radicale cambiamento alla base del gameplay: laddove il predecessore faceva dell’atmosfera, dei personaggi e dell’esplorazione i suoi punti di forza, American Nightmare si concentrerà più sul lato action e pulp della vicenda.
I retroscena soft-horror e narrativi, per quanto messi in secondo piano, non sono stati del tutto dimenticati: l’esperienza di gioco verrà presentata come se Alan fosse protagonista di una nuova puntata di Night Springs, il programma televisivo fittizio ispirato a “Ai Confini della Realtà”, che faceva da brillante cornice narrativa alle peripezie vissute nel capostipite. Persino la voce narrante del protagonista, fondamentale nella precedente esperienza ludica per sottolineare a dovere i vari passaggi, verrà meno, sostituita da quella del narratore della trasmissione (nella versione inglese chiaramente ispirata all’originale commento di Rod Serling).
Il plot della puntata si scoprirà essere stato scritto dallo stesso Wake qualche tempo prima di raggiungere la fama come scrittore, e vedrà il protagonista confrontarsi con il suo alter ego malvagio, il misterioso Mr. Scratch (a questo punto dovrebbe esservi sufficientemente chiaro come American Nightmare sia un titolo riservato a coloro che hanno già concluso il titolo originale, ndr), il quale come sua abitudine metterà in serio pericolo la vita della bella moglie Alice. Tutto questo sullo sfondo di una cittadina dell’Arizona, così adatta a conferire al tutto una patina da Route 66 in linea con il materiale cinematografico d’ispirazione.

E il gameplay?
Più azione, dicevamo: niente più boschi ammantati dalla nebbia e dai sussurri, ma campi aperti, tramonti nel deserto e decine di creature pronte a minacciare la già tormentata vita dello scrittore, che per inciso sembra aver abbandonato la giacca di pelle e le scarpe da cowboy in favore di una più pratica camicia di flanella a quadri, che fa tanto “camionista coast to coast”.
La domanda che molti dei fan lecitamente si pongono è, come può Remedy pensare di espandere in maniera massiccia uno degli elementi meno riusciti della formula di gameplay offerta dal predecessore, ossia il combattimento? La risposta degli sviluppatori è senza dubbio chiara, ma i dubbi non potranno essere dissipati fino a quando non ci troveremo, finalmente, faccia a faccia con il prodotto. In ogni caso, l’idea generale è quella di raffinare il combat system mantenendo ferme alcune basi, come la costante lotta tra luce e oscurità, e migliorando i molti lati perfezionabili, primo tra tutti quello legato ai controlli, da sempre punto debole della produzione.
Gli sviluppatori promettono dunque una gestione molto più fluida del personaggio e un’interazione con l’ambiente circostante decisamente approfondita, soprattutto dal punto di vista della distruttibilità degli ambienti, che dovrebbe giocare un ruolo di primo piano nel gameplay. A questo si affianca naturalmente un lavoro di svecchiamento dell’arsenale nelle mani di Alan, e qui i ragazzi di Remedy sembrano aver tolto i freni alla fantasia: il revolver e il fucile a pompa faranno naturalmente il loro ritorno, ma accompagnati da new entry molto interessanti, tra cui mitragliette, la sparachiodi recentemente vista negli screenshot ufficiali e una gustosissima balestra, in grado di abbattere in nemici anche senza il preventivo indebolimento tramite torcia, al prezzo però di tempi di ricarica davvero importanti.
Se pensate che un arsenale del genere potrebbe rendere le cose addirittura troppo facili, non avete fatto i conti con il rinnovato roster di creature ammantate di oscurità, anch’esso ricco di nuove entrate, tra cui nemici in grado di “dividersi” in due agguerritissime metà non appena vengono colpiti dalla luce della torcia, entità che attaccando trasformandosi da figure umanoidi a stormi di corvi e gli immancabili mini-boss, tra cui il gigante armato di sega circolare anch’esso avvistato nel materiale video e fotografico finora rilasciato.
Come esattamente l’aumento del tasso d’azione si intreccerà con il sostrato narrativo – più debole ma sempre presente – è ancora un mistero, sappiamo tuttavia che le pagine manoscritte dal protagonista giocheranno ancora un ruolo nella componente narrativa, permettendo a chi lo vorrà di approfondire i retroscena della vicenda. Da parte nostra, non possiamo che sperare che anche l’importanza della “scrittura” a livello di gameplay venga riproposta, dato che da essa scaturivano alcuni dei migliori momenti di gameplay visti nella seconda metà dell’avventura originale.
All’immancabile “modalità storia” farà questa volta da contorno una seconda stipulazione, ispirata, manco a dirlo, all’ormai onnipresente “Orda” à la Gears of War. Fight Till Dawn (ogni citazione nel titolo NON è puramente casuale) metterà i giocatori di fronte a progressive ondate di nemici, costringendoli a gestirsi un limitato pool di armi e munizioni.
  • [+] Ambientazione affascinante
    [+] Dovrebbe mantenere i lati migliori del predecessore

Per quanto molti dettagli riguardanti la modalità storia di Alan Wake American Nightmare siano ancora oscuri, è ormai chiaro come i Remedy siano in procinto di proporre uno spin off in salsa action più che un vero e proprio sequel del capostipite. I fan saranno senza dubbio in parte delusi da questa svolta, e tutti gli altri nutriranno degli inevitabili dubbi riguardo l’efficacia dell’operazione. La speranza è che l’occasione possa rivelarsi invece proficua per “lavorare ai fianchi” del progetto, sfruttare gli elementi migliori della formula e proporre, se non un sequel a tutto tondo, quantomeno un prodotto divertente e ammantato della medesima aura narrativa.
A presto per tutte le novità, come sempre su queste pagine.

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