Recensione di The Gunstringer

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Twisted Pixel Games
  • Distributore:

     Microsoft
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 - 2
  • Data uscita:

     16 settembre 2011
- Originale e diverte da giocare
- Ottimo character e level desing
- Kinect funziona perfettamente!
- Longevità ai minimi storici
- Totale assenza di un comparto multiplayer
- Fattore rigiocabilità pari a 0
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A cura di (Slice) del
Quando una nuova periferica viene lanciata sul mercato, esiste sempre un gap temporale che la separa dalla pubblicazione di titoli che riescano a sfruttarne a pieno le peculiarità. Kinect, il sensore di movimento Microsoft, non è esente da questa regola e, dopo alcuni titoli non proprio perfetti e intriganti, stanno finalmente iniziando a delinearsi all’orizzonte progetti interessanti.

La pistola più veloce del West
The Gunstringer, titolo sviluppato dai talentuosi ragazzi di Twisted Pixel (‘Splosion Man e Comic Jumper) rientra di diritto in quella cerchia di produzioni che sin dal loro annuncio hanno saputo rapire l’attenzione degli addetti ai lavori e del pubblico: questo, a causa dell’originale approccio con cui è stato ideato il gameplay sfruttando, per l’appunto, la periferica della grande M.
Inizialmente previsto per il mercato digital delivery, Microsoft ha dirottato il gioco verso la grande distribuzione, sperando che l’ottima fattura del prodotto potesse diventare una sorta di “locomotiva da traino” per le vendite software di Kinect.
In questo titolo rivivremo le gesta di Gunstringer un pistolero Mariachi che, dopo aver portato a compimento un colpo ad una banca, si vede voltare le spalle dalla sua banda che gli sottrae la sua fetta di bottino e lo seppellisce tre metri sotto terra.
Il pistolero, risorgerà però sotto forma di teschio per intraprendere il suo percorso di redenzione e vendetta. Al di là della trama estremamente attinente alle storie tramandate in salsa Western, il gioco è stato sviluppato sulla falsariga dei titoli precedentemente prodotti dalla casa di sviluppo texana, risultando estremamente irriverente e carico di situazioni che riescono a strappare più di un sorriso al giocatore. Inoltre, la scelta di raccontare le vicende del pistolero come se fosse uno spettacolo teatrale di marionette (con tanto di stacchi della telecamera su un pubblico live action) ha regalato una dimensione estremamente originale al progetto.

Pistole al vento!
Se da una parte abbiamo una trama che risulta estremamente piacevole, dove il titolo mostra i muscoli è nelle scelte di gameplay che gli sviluppatori hanno deciso di intraprendere. The Gunstringer, pur potendo tranquillamente essere catalogato nella schiera degli sparatutto su binari per via di percorsi prestabiliti in cui il nostro personaggio si muoverà in semi-autonomia, offre diversi spunti che diversificano e rendono più “frizzante” l’esperienza di gioco.
Trattandosi di una marionetta, con la mano sinistra potremo muovere il Gunstringer a destra o a sinistra, mentre spostandola verso l’alto lo faremo saltare (questi gli unici movimenti consentiti). La mano destra ci permetterà invece di muovere un mirino che simulerà il caricatore della nostra pistola e, una volta agganciati i bersagli - per un massimo di 6 - basterà simulare il movimento dello sparo di una pistola per neutralizzarli. A questa impostazione di base si aggiungo diversi segmenti di gioco che spazieranno da alcune sessioni platform con la telecamera che ruoterà davanti al protagonista, trasformando il gioco in un classico platform 2D, piuttosto che fasi in cui al posto di sparare dovremo menare le mani all’aria, simulando le tipiche scazzottate da saloon.
Come avrete felicemente intuito non è richiesto l’uso di altri arti per giocare, trasformando The Gunstringer nel primo vero titolo per Kinect che si potrà giocare comodamente seduti sul proprio salotto di casa (ammettere i propri limiti è una gran bella cosa, ndr). Quello che però ci ha colpito maggiormente, è l’estrema perizia con cui il sensore riesce a percepire i movimenti, con un tempo di latenza che rasenta lo zero assoluto e di conseguenza un’azione di gioco che non viene mortificata da comandi mancati, giovando di una fluidità di fondo estremamente godibile.
A supporto delle meccaniche di gioco vi è un perfetto bilanciamento della curva di apprendimento che aiuta il giocatore (e lo invoglia) a prendere sempre più confidenza e dimestichezza con i comandi di gioco, portandolo ad affrontare man mano sfide sempre più impegnative. A corollario di tutto questo troviamo delle boss fight estremamente divertenti e a tratti impegnative, tutte diverse l’una dall’altra e contestualizzate egregiamente in base al tipo di boss e al livello in cui ci si trova.
Se fino a questo momento ci siamo trovati davanti ad un titolo praticamente perfetto, purtroppo dobbiamo annotare delle pecche che non possono passare inosservate; quella sicuramente più penalizzante riguarda la longevità, che si attesta sulle cinque ore scarse: troppo poco. La totale assenza di una modalità online non fa altro che alimentare la delusione per una storia che, seppur piacevole, si esaurisce in un attimo, non regalando nessuno spunto per poter essere ripresa in mano in un secondo momento. Un vero peccato e dimostrazione di come, a volte, gli sviluppatori riescano a perdersi in un bicchier d’acqua.

Il teschio maledetto
Sotto un profilo prettamente estetico, Twisted Pixel compie un ulteriore lavoro tecnicamente ineccepibile. Le scelte di level e character design si sono rivelate azzeccate, con personaggi assurdi come un cavallo fatto con una puntina, piuttosto che un magnate del petrolio realizzato con un tappo in sughero.
Tutte queste scelte riportano alla mente quei teatrini che si riuscivano a mettere in piedi da bambini, con dei semplici oggetti di tutti i giorni che si trovavano in giro, facendo lavorare l’immaginazione. Anche sotto il profilo squisitamente poligonale, pur non facendo gridare al miracolo, il titolo si difende discretamente, grazie a modelli tutto sommato dettagliati che donano ulteriore carisma a protagonisti e antagonisti del gioco. Unico neo sotto questo profilo, un aliasing a volte fin troppo marcato.
Niente da segnalare sotto il profilo audio, con una voce narrante fuori campo costantemente presente in tutta la durata dell’avventura che non risulta mai invadente, grazie a frasi e parole divertenti e originali in grado di aiutare il giocatore sia nella comprensione della trama sia nello strappare qualche sorriso.
Purtroppo il gioco non è stato doppiato, riducendo alla lettura dei sottotitoli i giocatori non anglofoni.
Concludiamo con una simpatica iniziativa portata avanti da Microsoft. Chi acquisterà il titolo, troverà all’interno un talloncino con un codice che permetterà di scaricare gratuitamente Fruit Ninja Kinect, porting del famoso titolo taglia-frutta che ha spopolato sui device Apple e Android, e del quale potete trovare la recensione cliccando sul titolo.
Recensione Videogioco THE GUNSTRINGER  scritta da SLICE The Gunstringer è un ottimo punto di partenza per lo sviluppo futuro di titolo per Kinect. Pur non essendo perfetto, è stato finalmente dimostrato che il sensore di Microsoft, messo a disposizione di sviluppatori talentuosi e dotati d'inventiva, può offrire esperienze di gioco estremamente coinvolgenti e appaganti.
Peccato, purtroppo, per l'irrisoria durata del storia e l'assenza di un comparto online, nei che in parte tarpano le ali al titolo. Rimane comunque consigliato a chi vuole provare un'esperienza originale sul proprio Kinect.
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