Recensione di Rise of Nightmares

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Survival horror
  • Sviluppatore:

     Sega
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Inglese coi sottotitoli in italiano
  • Giocatori:

     1 - 2
  • Data uscita:

     9 Settembre 2011
- L'idea poteva essere originale
- Il design di diversi nemici è davvero disturbato ed efficace.
- Movimenti non proprio precisi
- Tecnicamente insufficiente
- Si finisce in fretta e non è rigiocabile
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A cura di (Slice) del
La critica maggiore che accompagna Kinect, riguarda un parco titoli che premia esclusivamente i gusti di casual player e family player. Dall’inizio di quest’estate sembra che sia stata apportata, da parte della Major videoludiche, un leggera inversione di tendenza proponendo titoli come Child of Eden o The Gunstringer che strizzano l’occhio anche ad un utenza decisamente più esperta e matura. Sega non è stata da meno e ci propone il primo horror game realizzato unicamente per la periferica di movimento Microsoft.

Quel maledetto treno!
La storia attinge a piene mani dalla classica iconografia dell’horror movie americano. I protagonisti saranno Josh e Kate, marito e moglie che decidono di passare una rilassante vacanza in Romania (quale meta migliore per una vacanza rilassante!); mentre sono su un treno diretto verso la capitale, la situazione inizia a degenerare quando Kate, che stava per annunciare una cosa molto importante al marito, scopre una bottiglia di alcool nella tasca di Josh - segno di un probabile passato da alcolista - e si allontana arrabbiata. Nei panni di Josh, inseguiremo nostra moglie e faremo conoscenza di diversi personaggi che rincontreremo nel corso della nostra avventura come due uomini dell'esercito rumeno, delle ballerine russe e dei ragazzi tedeschi che parteciperanno ad un rave party. Arrivati nel vagone ristorante troveremo le mura imbrattate di sangue, un strano tizio con una maschera metallica. Nemmeno il tempo di capire cosa sta succedendo e tutto andrà letteralmente a rotoli, per colpa di un deragliamento del treno. In questo susseguirsi di inquietanti eventi, inizierà la nostra epopea col duplice scopo di salvarci la pelle e ritrovare nostra moglie. Nonostante le "buone premesse" proprio dalla trama saltano fuori le prime magagne del titolo, con un plot narrativo che seppur interessante, ma abbastanza scontato, incapace di svilupparsi nel corso dell'avventura, aprendo tante porte ma chiudendone ben poche.

Fracchia contro Dracula...
Esauriti i cenni alle motivazioni che muovono le gesta del nostro eroe, scopriamo come Kinect sia stato implementato all’interno di un horror in prima persona. La prima grande novità è che a differenza di altri titoli che utilizzano - saggiamente - un impostazione di movimento su binari, Rise of Nightmares opta per il movimento libero, fattore di relativa originalità per la periferica Microsoft. Come questo avvenga è presto detto grazie alla rotazione delle due spalle comanderemo la telecamera e muoveremo di conseguenza la visuale di gioco, mentre spostando uno dei due piedi avanti o indietro  faremo avanzare o arretrare il protagonista. Se la scelta potrebbe sembrare anche intuitiva, messi alla prova, i comandi sono risultati estremamente macchinosi e sarà più il tempo in cui ci troveremo con il nostro viso contro un muro che quello che passeremo a gironzolare per le diverse stanze. Data la forte componente esplorativa del titolo la scelta dei comandi si è rivelata davvero infausta. Per mitigare i problemi di deambulazione, gli sviluppatori hanno inserito una sorta di “esplorazione automatica”, attivabile alzando un braccio, che permetterà di essere guidati automaticamente verso il punto di interesse, ma che ovviamente renderà praticamente nulla l’interazione con l’ambiente di gioco. Il titolo però non sarà solamente esplorazione, ma ovviamente parte predominante del gameplay sarà focalizzata intorno agli scontri con le varie deformazioni demoniache che incontreremo nel corso della nostra avventura e che vorranno farci la pelle. Nonostante la discreta varietà estetica e le diverse tipologie di attacco dei diversi nemici purtroppo i combattimenti si ridurranno ad un agitare affannosamente le mani nel vuoto in modo da non dare nemmeno il tempo al nemico di poter contrattaccare. Le cose migliorano, ma in maniera quasi impercettibile, nel momento in cui troveremo armi diverse da quelle da mischia come armi da puntamento o motoseghe, che obbligano il giocatore ad un utilizzo diverso e più oculato dell’arma dato che l’usura (presente per ogni oggetto contundente) è costantemente dietro l’angolo. Decisamente simpatici e riusciti alcuni gesti che il gioco chiederà di
compiere in presenza di alcuni mostri p in situazioni particolari, che
andranno dal tapparsi le orecchi per resistere a delle urla demoniache
al pulire la visuale imbrattata. Peccato che queste gestualità, dopo il
primo momento di stupire, finiscano per essere inglobate in un quadro
piuttosto sconfortante. Tuttavia, rimane il fatto che la totale assenza di una seppur minima strategia di attacco appiattisce in maniera drastica il gameplay facendo perdere qualsiasi tipo di valore agli scontri, che dovrebbero essere i veri e propri fautori delle sensazioni di ansia e paura. 

Il lato tecnico.
Soffermandoci su disquisizioni decisamente più tecniche, anche qui ci troviamo di fronte ad un prodotto decisamente mediocre. Se da una parte abbiamo un level design che in realtà abbozza soltanto alla libertà di azione per via di ambienti chiusi e con percorsi estremamente guidati che tentano solamente di ingannare il videogiocatore sulla libertà di movimento dall’altra la loro realizzazione tecnica per quanto non bruttissima, risulta estremamente insipida, con texture poco definite sia per quanto riguarda i personaggi sia lungo i livelli di gioco. Discreto invece il design delle location grazie ad una buona varietà. Lo stesso non si può dire del comparto audio con i temi portanti assolutamente anonimi e un doppiaggio in inglese sufficiente (sono presenti i sottotitoli in Italiano), ma che non enfatizza minimamente le scene di paura o tensione. A conti fatti ci troviamo quindi davanti un prodotto con una buona idea alla base dello sviluppo, ma che è afflitto da svariati problemi che minano pesantemente l’esperienza di gioco di per se già impegnativa per via del solo uso del Kinect. La totale assenza di una modalità multigiocatore sia offline che online e una longevità decisamente bassa, completano il quadro decretando il fallimento del progetto.
Recensione Videogioco RISE OF NIGHTMARES scritta da SLICE Rise of Nightmares è il classico esempio di come realizzare male un ottimo idea. Se il progetto fosse stato gestito con maggiore attenzione ci saremmo trovati di sicuro davanti ad uno dei titolo più interessanti della periferica Microsoft. Purtroppo, cosi non è stato. Consigliato solamente ai cultori e appassionati del cinema horror di serie B.
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