Recensione di Star Raiders

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Incinerator Studios
  • Data uscita:

     11 maggio 2011
- Frame rate stabile
- Scelta del comparto audio, quanto meno particolare.
- Comandi macchinosi e mal spiegati.
- Level design anonimo
- Annoia quasi subito.
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A cura di (Slice) del
Ormai le intenzioni di Atari sul mercato arcade sono più che manifeste: pescare dal passato remoto del mercato videoludico titoli che erano piaciuti tanto, oppure che avevano fatto discutere, e riproporli in chiave moderna.
Dopo il non troppo convincente Yar’s Revenge, la gloriosa software house ci riprova con un altro classico del passato, Star Raiders.
Il titolo originale sviluppato dal discretamente famoso Doug Neubauer, uscì nel lontanissimo 1979. Ai tempi del lancio sul mercato il gioco si fece subito distinguere per la particolare visuale in prima persona che mostrava la prospettiva del posto di comando della navicella. Era infatti uno dei primi esperimenti all’epoca di una visuale di prospettiva in prima persona.
A distanza di più di 30 anni, questo titolo viene riesumato e Atari decide di proporre un remake destinato alle piattaforme digital delivery attualmente presenti sul mercato. Il titolo attuale ha però, come è facile immaginare, ben poco da spartire con il suo predecessore, dato che le uniche due cose che condividono sono il nome e qualche background storico. Ci troveremo per l'ennesima volta a combattere la pericolosa razza aliena degli Zylos che sta cercando di distruggere l’intera galassia. Noi impersoneremo uno dei tanti cadetti usciti dall’accademia militare di Atari, subito impegnati in una missione probabilmente più grande di noi. La storia purtroppo non verrà mai approfondita davvero, questo perché la qualità dello plot narrativo è decisamente scadente, lasciando gli avvenimenti in balia di loro stessi, senza dargli una vera spiegazione e soprattutto lasciando la descrizione e la narrazione a semplici textlog e audiolog che non convincono del tutto.

Confusione Spaziale
Andando invece ad analizzare il gameplay del titolo notiamo che quest’ultimo, rispetto al predecessore, si è spostato verso la categoria di sparatutto in terza persona ambientati nello spazio, particolarmente incentrati su frenetiche battaglie. Durante gli scontri a fuoco potremo scegliere tre diversi assetti, ognuno incline a delle particolari abilità rispetto agli altri due. Ci sarà, ad esempio, quello potente ma poco agile e più incline ai danni, piuttosto che quello agile e duttile negli scontri ravvicinati. Il problema risiede nel fatto che queste peculiarità dovremo scoprirle durante il gioco, al prezzo di qualche game over causato dalla confusione della mappatura dei comandi, questo perché il tutorial inserito all’interno del gioco risulta del tutto scadente con tantissimi buchi nelle spiegazioni per far prendere confidenza con i comandi di gioco. Oltre a questo le missioni stesse - selezionabili da una mappa galattica - risultano abbastanza sterili e senza mordente, facendo trovare il più delle volte il giocatore nella condizione di dover distruggere delle navicelle nemiche, piuttosto che degli obiettivi particolari situati su imponenti fregate senza però una vera spiegazione del perché lo stia facendo. Tra una missione e l’altra si avrà anche la possibilità di potenziare il mezzo con diversi upgrade, che andranno a migliorare l’efficienza e le statistiche, troppo poco però, per giustificare un gameplay fin troppo scadente e che annoia dopo pochi minuti.
A tutto questo aggiungiamo il fatto che la scelta degli sviluppatori di inserire le vite infinte si è rivelata particolarmente infausta, portando il livello di sfida pericolosamente vicino allo 0.

Riscatto tecnico
Proprio come esplica il titolo del paragrafo, i ragazzi di Incenerator Studios si rifanno in parte con il lato tecnico del gioco. Oltre ad una dose poligonale più che soddisfacente per un titolo inserito in questo segmento di mercato, quello che più c’è piaciuto è il senso di fluidità che si percepisce guidando la navicella, grazie ai 30 frame per secondo costanti. Purtroppo l’entusiasmo è relegato unicamente a questi due fattori, dato che il design dei livelli risulta decisamente poco ispirato e insipido. Discorso a parte per l’audio, che cerca di attingere da una nutrita scelta di brani dal tipico gusto retrò che farà sicuramente piacere agli amanti del retrogaming. Ultima nota a margine, anch’essa purtroppo non positiva, è la mancata localizzazione in italiano del titolo di Atari, ulteriore possibile deterrente per l’acquisto del gioco.
Recensione Videogioco STAR RAIDERS scritta da SLICE Star Raiders non riesce nell'intento di riportare in auge un brand poco conosciuto ai giocatori attuali. Una realizzazione tecnica discreta, seppur poco ispirata, si va a scontrare con evidenti limiti di gameplay. Una trama scadente e assolutamente priva di mordente e interesse chiude il cerchio, decretando il fallimento di questa operazione nostalgia. Un titolo che solamente gli amanti del genere forse riusciranno a farsi piacere, a patto che chiudano tutti e due gli occhi. Uomo avvisato...
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