Recensione di Kinect Adventures
Xbox 360

- Buon assaggio di quello che Kinect può dare
- Divertente in compagnia
- Simpatiche rewards per l'avatar Xbox
- "Torrente travolgente", più curato, farebbe gioco a se'
- Minigiochi presto stancanti in single-player
- Storia appena accennata
- Alcune animazioni improbabili
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A cura di Claudio Consoli (Shiryo) del
Dopo la recensione sulle funzionalità di Kinect da poco apparsa sulle nostre pagine, passiamo all'analisi dei singoli titoli della line up di lancio partendo da Kinect Adventures, titolo che potete trovare nella confezione del sensore stesso, sia in bundle con la console Xbox 360 da 4 GB, sia stand alone. Vestiti i panni degli esploratori provetti ed assunta la necessaria posizione a due metri abbondanti dalla TV, eccoci pronti ad una nuova serie di avventure.

Avventure per tutte le età
Kinect Adventures mette alla prova un massimo di due videogiocatori in contemporanea, con sfide di difficoltà crescente basate su cinque tipologie di minigiochi, liberamente selezionabili dal menù principale.
In Tappa la falla, i giocatori vengono immersi in acqua protetti da una delicata gabbia di cristallo, la quale vedrà i propri vetri incrinarsi sotto l'attacco di pesci dall'aspetto buffo, con inevitabile ingresso dell'acqua. Lo scopo del giocatore è quello di tappare i buchi, facendo attenzione ad una fondamentale peculiarità: affinché questi vengano chiusi definitivamente, sarà necessario mantenere mani, piedi, testa o busto contemporaneamente in corrispondenza di ogni apertura visibile. Se inizialmente le falle sono letteralmente a portata di mano e di lenta apparizione, con l'aumentare della difficoltà queste diventano più distanti tra loro e frequenti nel tempo, obbligando il giocatore a pose plastiche piuttosto curiose, immancabilmente fotografate dal sensore e riproposte a fine livello. Pregio principale di questo minigioco è la necessità di muovere non solo lateralmente o verticalmente le mani, ma tutto il corpo nella tridimensionalità dello spazio. Le falle possono apparire infatti per terra, lateralmente o frontalmente rispetto al giocatore, più o meno profondamente sull'asse. Nonostante sia graficamente molto semplice, presentando di fatto solo pochi sfondi animati e l'avatar al centro, questo minigame si è dimostrato piuttosto valido se giocato ai livelli di difficoltà più alti ed in compagnia, dove la sfida diventa doppia: tappare ogni buco prima dello scadere del tempo, ed evitare di colpire il compagno di giochi allungando braccia e gambe frettolosamente. La distanza dalla TV in questo minigame è senz'altro importante, dato che la non perfetta inquadratura di testa e piedi impedisce al sensore una perfetta interazione con il giocatore, rendendo assai difficile tappare le falle più basse con i piedi.
Torrente travolgente è senza dubbio il minigame più riuscito, non a caso gli è stata riservata una posizione da protagonista sulla confezione di gioco. Catapultati su un gommone, con un fiumi e rapide via via sempre più tormentate con l'aumentare della difficoltà, uno o due giocatori devono inizialmente dare il via alla discesa con un saltello, poi coordinarsi in modo da dirigere il gommone sino alla fine del percorso, raccogliendo quanti più oggetti collezionabili possibile ed evitando ostacoli che rallenterebbero la corsa, diminuendo perdipiù il tempo residuo disponibile al traguardo e la sua conversione in punti. Graficamente piuttosto appagante grazie soprattutto ad un effetto acqua cartoonesco ma ben riuscito, questo minigame convince anche sul versante controlli: sia da soli che in cooperativa la guida del gommone risulta piuttosto intuitiva e parecchio sensibile, dato che anche piccoli movimenti del busto influiscono sugli spostamenti. Molto sensibile la rilevazione del salto: una piccola elevazione basta per ottenere la giusta risposta a schermo, ma nei livelli avanzati, ove viene richiesto di cambiare direzione in volo per raccogliere più bonus possibile, diventa necessario compiere balzi più alti con piccole torsioni in modo da dirigere il gommone prima di atterrare, tutte operazioni ben riconosciute da Kinect. Anche in caso di non perfetta inquadratura del giocatore il minigame resta giocabile, seppur con qualche sgradevole animazione dell'avatar come arti in contorsione continua in caso di mancato riconoscimento.
Pallaspialla appare come una versione futuribile del classico genere Block Breaker. Il giocatore, che può vedere ancora una volta il proprio avatar semitrasparente in terza persona, deve colpire ripetutamente un pallone dirigendolo verso i blocchi presenti sullo sfondo, distruggendoli prima dello scadere del tempo. Il minigame, piuttosto che imporre al giocatore l'escalation di vari livelli di difficoltà, lo sfida proponendogli semplici varianti nelle quali i blocchi possono essere più resistenti, da rompere quindi con colpi potenti e coordinati al pallone, o dove i bersagli diventano mobili, facendo sì che la chiave per il superamento dei livelli non sia solo un forsennato agitare braccia e gambe, bensì un preciso controllo della sfera. In questo senso la realizzazione tecnica del titolo, seppur graficamente anch'essa molto elementare, è di buon livello, dando la possibilità al giocatore di impattare la palla con più o meno potenza proporzionalmente alla reale violenza del movimento, o di piazzare la sfera con precisione posizionando la mano con la giusta angolazione. Se è vero che una prova prolungata permette di scoprire ed apprezzare queste finezze, purtroppo è altrettanto evidente come l'avatar non segua perfettamente l'esatta rotazione degli arti, difetto peraltro presente in maniera più o meno evidente in tutti i minigiochi di questo pacchetto, e sebbene il risultato del tiro sia spesso coerente con i movimenti del giocatore, l'animazione poco precisa rende meno credibile l'azione a schermo, pur non intaccando il divertimento complessivo. Divertente in cooperativa soprattutto dopo l'attivazione del multipalla, che porta sullo schermo numerose sfere da colpire in rapida successione, anche a questo minigame va il pollice alto, seppur con i difetti evidenziati.
Sulla falsariga di Torrente travolgente, anche Riflessi convessi porta il giocatore fuori da gabbie esteticamente limitative. Per quanto ci si trovi vincolati ad un carrello semovente, la sensazione di avere a che fare con un minigioco più curato ed all'altezza di quello dedicato al rafting è forte da subito. Anche in questo caso sino a due giocatori possono sfidarsi contemporaneamente seppur con schermo diviso, laddove ognuno dei due seguirà il proprio percorso dall'inizio al traguardo, cercando di raccogliere quanti più bonus possibile ed evitando di impattare con i numerosi ostacoli sulle rotaie. Il giocatore, dopo essersi dato slancio nella rampa iniziale, deve spostarsi lateralmente con tutto il corpo per evitare blocchi verticali, oppure abbassarsi e saltare per schivare degli ostacoli alti e bassi. Facendo piccoli balzi è possibile accelerare l'andatura del carrello, così da raggiungere la destinazione in minor tempo, dato che anche questa volta il tempo residuo viene convertito in punti. A rendere più divertente il gioco è la strana collocazione dei gettoni da raccogliere, che invitano palesemente il giocatore ad assumere specifiche posizioni con il corpo, con tanto di puntualissima foto ad immortalare la buffa posizione. Il difetto segnalato precedentemente, relativi a contorsioni di arti e animazioni piuttosto inverosimili, torna talvolta prepotentemente anche in questa modalità. La soluzione resta quella di fare un ulteriore passo indietro rispetto allo schermo, cosa consigliata dato che, diversamente da quanto accade in altri minigame, qui un'errata animazione di un braccio o una gamba può inficiare il punteggio finale, a causa di urti involontari con gli ostacoli mal rilevati dal sensore.
Ultimo gioco disponibile nel pacchetto è Bolle spaziali, che lancia il giocatore nel cosmo all'interno di una navetta spaziale colma di riferimenti ad alcuni film fantascientifici. Qui i partecipanti si troveranno a far scoppiare le bolle sparate da appositi bocchettoni, introducendo il concetto di “volo” nel mondo Kinect. Agitando le braccia a mo' di uccello è possibile infatti sollevarsi da terra per raggiungere le sfere più alte, facendole esplodere al solo contatto. Similmente a quanto accade in Tappa la falla, la tridimensionalità dell'azione è quantomai importante in questo gioco, in quanto le bolle vengono sparate su tre assi, richiedendo anche movimenti di avvicinamento ed allontanamento dallo schermo. Pur presentando i medesimi difetti di riproposizione grafica dell'avatar il minigioco funziona perlopiù bene, fintantochè non si cerchi una via per tornare a terra più rapidamente. Dopo diverse prove, non siamo riusciti a capire se effettivamente l'abbassarsi fisicamente influisca o meno sulla velocità di discesa, dato che in alcuni casi è sembrato servire, mentre in altri non ha avuto alcun esito.

Minigame slegati tra loro, o un'avventura vera e propria?
A fare da collante tra i cinque minigiochi è presente una modalità Avventura, dove una simpatica voce guida spiega lo scopo dei due protagonisti del gioco, ovvero recuperare e ridare vita ad alcune statue dall'aspetto curioso, oltre che invitare i giocatori a diventare veri esploratori, promettendo loro di sbloccare componentistica a tema per il proprio avatar Xbox 360. Fondamentalmente, l'intera avventura si riduce ad una serie di sfide basate sui minigiochi, dove le varianti sono il più delle volte l'aumento della difficoltà tramite la diminuzione del tempo, una maggiore velocità di azione o la richiesta di raccogliere un numero minimo di gettoni. Partendo da quello inferiore, il giocatore deve completare tutte le sfide che compongono un livello di difficoltà per procedere al successivo, sbloccando alcune sfide a tempo e recuperando tutte le statue viventi. Nonostante la storia sia inconsistente, i premi sbloccati rendono interessante il prosieguo nella modalità: presto ci si trova ad aver collezionato abbastanza accessori per rendere il proprio avatar unico, mentre lo sblocco delle statue viventi, attivabili nell'apposita sezione Foto e Trofei (dove peraltro è possibile rivedere le foto scattate dal sensore e caricarle online) dà modo di registrare piccole clip impersonando una tra le statue disponibili, animandole con i propri movimenti e dando loro una buffa voce, opportunamente modificata dal sistema.

Multiplayer e “Hot Swap”
Interessante funzione del gioco è quella di potersi spostare fuori dall'inquadratura in qualunque momento, e di farsi sostituire da un altro partecipante: Kinect reagisce istantaneamente identificando il nuovo giocatore, caricandone l'avatar e mettendolo in gioco, il tutto senza alcun rallentamento o blocco. Idea molto pratica per permettere cambi causati da eventuale affaticamento o impellenti bisogni fisiologici, ma che nasconde una componente multiplayer molto più interessante: di fatto, Kinect può gestire un massimo di due partecipanti, e la possibilità di cambiare il giocatore al volo diventa quindi un espediente per coinvolgere attivamente un numero maggiore di giocatori. Buono il comparto multigiocatore online: tutte le modalità hanno funzionato correttamente, grazie ad un lag contenuto e mai determinante all'esito di una sfida. Ad intrigare particolarmente anche in questo caso è Torrente Travolgente: coordinarsi per i vari movimenti da compiere con qualcuno distante migliaia di chilometri risulta inaspettatamente divertente.
Recensione Videogioco KINECT ADVENTURES scritta da SHIRYO Kinect Adventures è senza dubbio un buon primo assaggio delle potenzialità di Kinect. Tra i vari minigames, che sembrano talvolta delle tech-demo del nuovo sensore di casa Microsoft, si distingue senza dubbio Torrente Travolgente. La modalità Avventura presenta una storia appena accennata, ma invita a farsi giocare grazie a divertenti ricompense per il proprio avatar Xbox. Il titolo da il meglio di sè quando ci si trova in compagnia, diventando presto monotono in single player a causa delle scarse varianti dei vari minigame. Sviluppato per essere distribuito con il sensore, Kinect Adventures ne sfrutta positivamente le peculiarità rendendosi godibile pur nella sua semplicità.
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