Recensione di Hydrophobia
Xbox 360

Copertina Videogioco Hydrophobia
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Blade Interactive
  • Distributore:

     Dark Energy Digital
  • Data uscita:

     Disponibile
5.5
Voto lettori:
5.0
- Trama interessante
- Elementi di gioco diversi ben amalgamati tra loro
- A più riprese frustrante
- Tecnicamente decisamente mediocre
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A cura di Roberto Crespi (Slice) del
Update - Hydrophobya è stato gratuitamente aggiornato alla nuova versione Pure il giorno 21/12/2010. Dato che la patch cambia il gameplay in maniera radicale, consigliamo la consultazione della nuova recensione, raggiungibile qui.

Dopo essere stato annunciato nel 2007 come prodotto da scaffale, Hydrophobia è stato dirottato dal suo studio di sviluppo, Dark Energy, sul mercato degli arcade. Scopriamo insieme se l’hype che si è creato attorno a questo titolo sia stato ripagato o meno.

Trama catastrofica
Il background narrativo strizza l’occhio alla riciclatissime trame dei film catastrofici alle quali il cinema ci ha abituato. La vicenda è ambientata su una nave-città chiamata “La regina del mondo”, sulla quale si sta svolgendo un’importante manifestazione cui prendono parte alcuni tra i maggiori esperti e luminari della società attuale. Quale scenario migliore ci può essere per un attentato terroristico? Nessuno, ed infatti è proprio quello che accade. Un gruppo di terroristi che basano il loro fanatismo sul pensiero di Malthus – economista inglese che aveva predetto che l’uomo in un futuro prossimo avrebbe esaurito tutte le risorse di prime necessità ed i beni primari – si impadronisce dei controlli della nave con l'intenzione di manometterla. Il loro scopo primario è arrivare al potere tramite il controllo delle masse. Sullo sfondo di questa possibile tragedia entriamo in gioco noi, nei panni di Kate, un ingegnere dell'immensa nave. Tramite l’aiuto di un altro personaggio fondamentale ai fini della storia, il suo capo Scott, avremo il compito oltre che di salvare la nostra pelle, di aiutare le persone intrappolate all’interno della nave e cercare di combattere i terroristi, in un percorso che ci porterà ad esplorare l'imbarcazione in lungo ed in largo.

Paura dell'acqua
Come il titolo lascia ampiamente intuire il tema portante di tutto il gioco sarà la fobia di Kate nei confronti dell'acqua. A ridosso dell'incipit l'attacco terroristico farà sì che alcune strutture idrauliche della nave rimangano danneggiate, facendo imbarcare acqua all'enorme mezzo. Sfruttando la visuale in terza persona e la fisicità di Kate dovremo cercare di superare alcune sezioni platform, raccogliere chiavi che apriranno determinate porte (utilizzando un particolare strumento detto MAVI, che permette di scannerizzare le aree circostanti), salvare ostaggi oppure risolvere determinati enigmi, spesso facendoci aiutare dall’acqua. Sebbene il gameplay si presenti come un eterogeneo mix di elementi molto differenti l’uno dall’altro, gli sviluppatori sono riusciti ad amalgamare il tutto abbastanza bene. Le missioni sono discretamente longeve e ricche di obiettivi diversi tra loro che si alternano con una buona cadenza. Anche il sistema di combattimento è stato integrato in maniera intelligente: trattandosi di un ingegnere, Kate non sarà molto portata all’uso delle mani e armi da fuoco, oltre al fatto di avere a disposizione una pistola che dispensa pochissimi danni (si tratta infatti di una Stun Gun, anche se più avanti nell'avventura si otterranno proiettili decisamente più offensivi, tra cui quelli detonabili da distanza). Starà allora all’intelligenza del giocatore riuscire a sfruttare l’ambiente a suo favore: potremo utilizzare l’acqua per esempio, portando i nemici in determinate zone parzialmente allagate e successivamente farli venire a contatto con dell’elettricità per fulminarli, oppure danneggiarli utilizzando il fuoco generatosi in seguito ai danni strutturali, o ancora farli saltare in aria con dei bidoni esplosivi. Nonostante queste note sicuramente positive, il titolo non riesce a divertire pienamente a causa di diverse magagne emerse durante la nostra prova. Il problema sostanziale è che l’acqua, tema portante del gioco, non fa paura (nè a noi, nè a Kate). Gli sviluppatori avevano puntato molto su questa feature, affermando che l’acqua avrebbe ricoperto un ruolo importante all’interno del titolo, ma purtroppo non è così. Avendo paura di essa, Kate dovrebbe muoversi goffamente o andare nel “panico” in preda alla fobia; al contrario, in termini di gameplay la cosa non si percepisce minimamente, anzi, avremo spesso molto tempo per poter stare sott’acqua e muoverci da un punto all’altro. Una volta immersi non avremo alcuna difficoltà di movimento, potendo addirittura virare come un nuotatore provetto o sparare. Purtroppo l’Hydroengige, motore proprietario per la gestione dei fluidi, sembra svolgere ben poco in più rispetto ad altri motori grafici proprietari. La simulazione della fisica dei liquidi non è nulla di particolare, poco più efficace di quanto visto in altri titoli. Anche graficamente il titolo non è particolarmente curato, rientrando esattamente nella media dei titoli 3D visti su Live Arcade fino ad oggi. A tutto questo si aggiunge un po' di frustrazione generata da diversi difetti nel level design: il problema maggiore lo si riscontra nella pessima dislocazione dei checkpoint, che porterà il videogiocatore a riprovare gran parte del livelli se mai dovesse morire, cosa che in Hydrophobia avviene abbastanza spesso. A questo si aggiungono delle pessime informazioni a schermo per poter individuare oggetti importati a fini del proseguimento del gioco, e più di una volta vi troverete a vagare casualmente per alcuni minuti prima di individuare la strada da percorrere.
Recensione Videogioco HYDROPHOBIA scritta da SLICE Update - Hydrophobya è stato gratuitamente aggiornato alla nuova versione Pure il giorno 21/12/2010. Dato che la patch cambia il gameplay in maniera radicale, consigliamo la consultazione della nuova recensione, raggiungibile qui.

Hydrophobia rientra in quei classici titoli pensati bene ma realizzati male. Un’idea originale e una trama tutto sommato intrigante si scontrano con una realizzazione tecnica mediocre e con una fobia per l’acqua che assolutamente non si percepisce, senza contare la pessima resa e sfruttamento dell'elemento portante di tutta la produzione. Consigliato solo agli appassionati del genere action-survival, a patto di chiudere gli occhi sui molti difetti.
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