Recensione di Plants vs Zombie
Xbox 360

Copertina Videogioco Plants vs Zombie
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     PopCap Games
  • Lingua:

     Inglese coi sottotitoli in italiano
  • Data uscita:

     8 settembre 2012 - 6 maggio 2010 DS - TBA Vita
8.5
Voto lettori:
8.9
- Immediato e accessibile a tutti
- Longevità estrema
- Possibilità di giocarlo in cooperativa
- Diverse modalità aggiuntive
- Sonoro sotto la media
- Potrebbe non essere apprezzato da tutti
- Produce assuefazione
A cura di Antony Locatelli (Antony) del
Ci risiamo, gli zombie hanno infestato la città e ora sono diretti alla nostra cara e amata villa, pronti a nutrirsi del loro cibo preferito: cervelli! Lasciamo da parte fucili, granate e mazze da baseball, la forza bruta non serve a nulla, l'unica abilità richiesta è il pollice verde e un pizzico di strategia, che in questo tipo di gioco non guasta mai.
Dopo aver portato epiche battaglie su PC e dispositivi portatili Apple, Popcap ripropone uno dei suoi titoli migliori anche su Xbox Live Arcade: riuscirà a farci dimenticare mouse e touch screen?

C'è qualcuno alla porta, e non è il ragazzo delle consegne!
Plants vs Zombie è un tower defence (difendi la torre) atipico, in cui dovremo piazzare i vari tipi di piante a nostra disposizione in punti strategici del nostro giardino virtuale in modo da bloccare l'avanzata dei voraci non morti, che proveranno senza tregua a raggiungere la nostra abitazione al di là del fazzoletto di terra. Progredendo nell'avventura e con l'avanzare della difficoltà, il titolo, ad una prima occhiata quasi demenziale, si rivela un solido esponente del genere capace però di appassionare anche i neofiti del videogioco.
L'area di gioco è rappresentata dal nostro giardino, suddiviso in vari quadrati nei quali andremo a posizionare un solo tipo di pianta a nostra scelta; contemporaneamente alle nostre azioni di giardinaggio vedremo avanzare i nemici che come unica arma offensiva avranno il loro vorace appetito che li porterà a divorare le nostre amata creature.
Per poter disseminare il territorio di temibili rinforzi necessiteremmo di un determinato numero di “soli”, piccoli raggi di luce che compaiono sullo schermo a intervalli regolari e che una volta raccolti in numero sufficiente ci permetteranno di acquistare una specifica pianta: per aiutarci in questo compito potremo coltivare girasoli o funghi che aumentano il rilascio di questi indispensabili alleati.
Il numero di piante usufruibili crescerà esponenzialmente con il progredire dell'avventura arrivando ad oltre 50 specie, alcune utilizzabili solo in determinati livelli, come i funghi in quelli notturni o le piante acquatiche con la piscina, differenziandosi per abilità e costo in termini di soli. Agli sviluppatori la fantasia non manca di certo, tra peperoncini infuocati, funghi esplosivi e bombe criogene, aggiungendo anche qualche zombie ballerino o volante, la monotonia è di certo una componente che non ha nulla a che vedere con questo titolo.
La modalità principale si concederà delle variazioni al gameplay di tanto in tanto, presentando livelli in cui dovremo giocare ad una sorta di bowling o ad “acchiappa la talpa” andando a colpire gli zombie con un martello e ricevendo in cambio premi in denaro.
Ebbene sì, anche durante l'apocalisse i soldi sono di primaria importanza e infatti, saltuariamente, spunterà in gioco il nostro pazzo vicino di casa che in cambio delle sudate monete guadagnate spazzando vie orde di non morti, ci venderà utilissimi potenziamenti per le nostre creature e per l'area di gioco, quali rastrelli, pale e depuratori che diventeranno presto nostri alleati nella battaglia.

Le differenze pad alla mano
Se la parte strutturale è rimasta identica per tutte le piattaforme per cui il titolo è stato adattato, i controlli variano e si adattano al meglio ad ogni sistema.
Indubbiamente la versione touch screen rimane irraggiungibile, per l'immediatezza dei comandi a schermo, ma anche nel caso della versione Xbox 360 gli sviluppatori sono riusciti a trasporre il tutto senza sacrificare troppo le meccaniche di base.
Ad un quadrato giallo comandabile tramite lo stick analogico sinistro o il d-pad, sarà delegato il compito di spostarsi tra i quadranti del nostro giardino, simultaneamente con i tasti dorsali superiori potremo scegliere le piante e posizionarle con il tasto A, ed infine con il tasto B potremmo usare la pala per eliminare quelle da noi non più gradite.
La cattura dei soli è stata semplificata, dato che ora basterà solo avvicinarsi col cursore per far si che essi vengano risucchiati automaticamente, e anche alcune fasi di gioco extra sono state modificate per non risultare troppo complicate, ma questo non inficia sul risultato finale.
In sintesi lo stick analogico non ci farà rimpiangere eccessivamente il mouse, ma sicuramente non potrà mai arrivare alla perfezione dello schermo tattile.

Oltre la campagna, molto di più...
Procedendo nella campagna principale di Plants vs Zombie si sbloccheranno varie modalità extra, raccolte in una sezione apposita, dove troveranno sfogo tutte le varianti incontrate nella modalità in singolo giocatore e molte altre mai provate, offrendo anche l'opportunità di partite in compagnia di un secondo giocatore, per sfide testa a testa o appassionate battaglie in cooperativa.
La modalità sopravvivenza ci porrà difronte ad ondate infinite di zombie, alla quali dovremo resistere per il maggior numero di turni possibile, registrando poi il risultato in una classifica online in cui poter sfidare gli amici Xbox Live o tutti i possessori del gioco. Infine potremo rigiocare a nostro piacimento qualsiasi livello, disponendo di tutti i potenziamenti ottenuti durante il progredire dell'avventura.
Tutto questo porterà il titolo ad una longevità praticamente infinita, che saprà tenere incollati per ore allo schermo, sia videogiocatori incalliti che utenti meno esigenti.
Recensione Videogioco PLANTS VS ZOMBIE scritta da ANTONY I 1200 MP richiesti per Plants vs Zombie valgono sicuramente il prezzo del biglietto, grazie a tante ore di gioco spensierato, adatte a chiunque sia disposto a mettere da parte grafica spacca mascella e munizioni fino ai denti, per lasciare spazio al sano divertimento del titolo Popcap, capace di farci riscoprire sensazioni spesso tralasciate nelle produzioni moderne.
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