Anteprima di Fable III
Xbox 360

Copertina Videogioco Fable III
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Lionhead
  • Distributore:

     Microsoft
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     29 ottobre 2010 Xbox 360 -20 maggio 2011 PC
ASPETTATIVE
- Incipit di grande impatto
- Rappresentazione grafica dei menu accattivante
- Più scelte, più interazione
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A cura di Andrea Porta (andymonza) del
Josh Atkins, lead designer presso Lionhead, ha speso gli ultimi dieci anni della sua vita a tradurre in realtà l’immaginario di Peter Molyneux (per chi non lo conoscesse, la mente dietro a saghe come Fable, Black and White, Populous e Dungeon Keeper). Chiunque sappia di chi stiamo parlando, di quanto la sua immaginazione possa essere fervida, al punto da perdere a volte il contatto con la realtà, può ben comprendere come non si sia trattato di una passeggiata. Eppure, tra successi e qualche delusione, la mente di Peter ed il lavoro di Josh e di tutta Lionhead hanno finora portato sugli scaffali due capitoli di una saga, quella di Fable, che ha saputo riscrivere a modo suo il concetto di Gioco di Ruolo, semplificandolo e raccontandolo come una vera e propria fiaba, fatta di semplici metafore in grado di nascondere messaggi ben più importanti. A poche settimane dal rilascio dell’atteso terzo capitolo abbiamo speso una mezza giornata negli uffici milanesi di Microsoft in compagnia di Josh, per provare con mano il nuovo incipit e farci un’idea di come la mente ed i suoi interpreti abbiano intenzione di intrattenerci in questo terzo fantastico viaggio. A chi volesse godersi la nuova avventura senza conoscere alcun dettaglio riguardante la storia, sconsigliamo di continuare la lettura, in quanto per necessità di analisi verranno rivelati alcuni dettagli relativi alle prime due ore di giocato.

Figura retorica
La metafora è da sempre parte della struttura di ogni fiaba che si rispetti. Ne costituisce l’elemento educativo, presupponendo che, anche se non compresa da una mente troppo giovane per trovare il collegamento con la realtà di tutti i giorni, essa possa essere comunque assorbita, il messaggio recepito e pronto per essere reinterpretato con il passare degli anni. Non a caso Fable III comincia proprio con una lunga metafora, che vede un povero gallo allevato in batteria ribellarsi contro il sistema, cercando a tutti i costi di guadagnarsi la libertà negatagli da un mondo dominato dalle leggi dell’industria. Lo splendido video introduttivo è un pratico esempio di come i Lionhead sappiano sintetizzare e stilizzare concetti di grande portata, come l’industrializzazione e l’oppressione ad essa collegata, e narrarli con leggerezza ed umorismo, proprio come nelle fiabe migliori. Con il medesimo brio vengono introdotti il nostro alter ego ed il suo inglesissimo maggiordomo, Jarvis, sul cui ruolo torneremo più avanti.
Sessant’anni sono passati dall’ultima volta che abbiamo attraversato le terre di Albion, dodici lunghi lustri in cui la storia ha fatto il suo inesorabile corso: le atmosfere Dickensiane già incontrate nel precedente capitolo trovano nuovamente posto in una dimensione loro più consona, quella della rivoluzione industriale. Uno sguardo a volo d’uccello sulla nuova Bowerstone, ora dominata dai cantieri e delle file di operai in coda fuori dalle fabbriche, è più che sufficiente per chiarire il concetto. Con il fiorire dell’industria, non passa molto tempo prima che le condizioni lavorative peggiorino esponenzialmente in nome del profitto, sfociando sempre più spesso nell’oppressione. Complice il trono insediato da un perfido sovrano, i diritti umani vengono quotidianamente calpestati. Nei panni del fratello minore (o, se volessimo, della sorella) del despota ci troveremo ad impersonare il proverbiale ago della bilancia, la scintilla da cui può finalmente scaturire la rivoluzione che tutti segretamente sognano e desiderano da anni.

Libertà!
Come già Fable ci ha insegnato in passato, spesso dietro a grandi eventi si nascondono inizi e cause apparentemente trascurabili. E’ una giornata come tante quella nel cuore della quale ci svegliamo nel principesco letto della nostra stanza, tra le mura del castello. Ci aggiriamo tra le vaste stanze, attraversiamo l’ampio cortile, ci alleniamo al combattimento con il vecchio maestro d’arme, Sir Walter Beck, proprio come ogni giorno. Eppure, oggi più che mai, la minaccia della rivolta si fa sentire. I soprusi di nostro fratello Logan ai danni del popolo hanno raggiunto un nuovo apice con l’esecuzione sommaria di un operaio accusato di negligenza, ed ecco che la voce del popolo si fa grossa. Un capannello di protestanti fa breccia nel perimetro esterno e si raccoglie nell’ingresso della reggia, pretendendo giustizia. E’ l’occasione per introdurre nuovamente un tema molto caro alla saga sin dai suoi albori, quello della scelta e delle relative conseguenze. Di fronte alla folla inferocita possiamo infatti decidere se dimostrare solidarietà, unendo la nostra voce al coro di proteste, oppure fare le veci di nostro fratello e minacciare apertamente i protestanti. Comunque vada, Logan prenderà la nostra intrusione nei suoi affari come un affronto e penserà bene di punirci mettendoci di fronte ad una scelta ancor più difficile: la vita della nostra amata, Elise, contro quella dei rivoltosi. Una decisione terribile, che a prescindere dalla soluzione ci porterà a decidere che è giunto il momento di lasciare per sempre il castello e dare al popolo esattamente ciò che vuole: qualcuno che possa guidarli alla ribellione, un leader in grado di unire le giuste ire sotto un’unica bandiera. In compagnia di Jarvis e Sir Walter lasciamo la reggia, con l’intenzione di tornarci solo in compagnia di un esercito, per porre fine una volta per tutte agli orrori del dominio di Logan. Proprio qui entra in scena Theresa, da sempre deus ex machina delle vicende di Albion e dintorni, la quale introdurrà nuovamente la Gilda degli Eroi, da lungo tempo dimenticata. In quanto discendenti diretti del protagonista del precedente capitolo, presto scopriremo in noi la capacità di utilizzare la magia e di guadagnarci così il nostro posto nell’antico ordine. Muovendoci dall’incipit verso la parte centrale dello svolgimento, scopriamo che alla strada verso il trono è stata fornita un’accattivante stilizzazione grafica: invece di navigare aridi menu, i giocatori potranno letteralmente visualizzare il loro progresso sotto forma di un lungo sentiero costellato di cancelli, con il castello avvolto nelle nebbie in lontananza. Ad ogni progresso nella storia corrisponderà l’apertura di un nuova parte del percorso e l’acquisizione di nuovi poteri per l’eroe, ciò che nella grammatica tradizionale del GDR si traduce nell’avanzamento di livello. I Punti Esperienza vengono per l’occasione sostituiti dal numero di seguaci che si otterranno missione dopo missione, i quali permetteranno di avanzare nel percorso sino alle fasi finali della rivoluzione, ed alla conquista dell’agognato trono.

Express yourself
L’espressione di sè all’interno del mondo fiabesco di Fable ha sempre caratterizzato le meccaniche di gameplay della saga, e questo terzo capitolo compie ulteriori passi avanti in tal senso. La dinamica delle Espressioni è stata rivista in modo da risultare più fruibile: l’interazione con i personaggi che popolano Albion avverrà attraverso un’apposita schermata alla quale si potrà accedere alla pressione di un tasto, da cui oltre a vedere il nome e la professione del soggetto sarà possibile rapportarsi tramite le ben note Espressioni. Il menu circolare del precedente episodio lascia il posto ad una rappresentazione grafica più snella ed intuitiva: sopra la nostra testa vedremo fluttuare delle icone rappresentanti i tasti frontali del pad, ognuna affiancata ad una delle Espressioni sino a quel momento sbloccate. A questo si affianca la dinamica del tocco, che permette di prendere per mano i personaggi e portarli con noi, sia con il loro consenso che brutalmente. Oltre ad essere fondamentale ai fini di alcune specifiche missioni, questa meccanica porta a nuovi livelli l’interazione con il mondo circostante, permettendo al giocatore di rapportarsi più profondamente con il popolo. Durante la prova abbiamo potuto provare con mano la nuova configurazione grafica dei menu di gioco, i quali prendono le forme di ampie stanze dedicate ai diversi aspetti gestionali: la mappa diventa tridimensionale ed interattiva, permettendo l’acquisto delle attività ed altri interessanti aspetti gestionali, l’inventario si divide tra un guardaroba, con tanto di manichini, ed un’armeria, e Jarvis è sempre pronto a fornire utili consigli. Anche in questo caso, il lavoro fatto è gradevole sia dal punto di vista pratico sia da quello puramente visivo, elimina di fatto gli elementi più sterili delle meccaniche di gioco e rende la gestione parte stessa dell’esperienza di gioco.
Recensione Videogioco FABLE III scritta da ANDYMONZA Pur mantenendo ben salde le caratteristiche di base dei due predecessori, Fable III compie ulteriori passi avanti per rendere la fiaba sempre più coinvolgente e per permettere al giocatore di interpretare il proprio alter ego a proprio piacimento. L’incipit giocato durante la sessione di prova ha rivelato un ritmo serrato ed una propensione per la spettacolarità grazie alle molte cut scene, affiancandovi un evidente intensificazione del potere di scelta affidato al giocatore. Intatta, e se possibile rafforzata, è l’originale atmosfera che permea ogni elemento, grafico e narrativo, dell’esperienza, come sempre condita di abbondante humour inglese alternato a momenti drammatici ben ritmati. Al giudizio finale non manca ormai molto, rimanete con noi per la prossima recensione.
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