Recensione di Death by Cube

Copertina Videogioco DBC
  • Piattaforme:

     Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Square-Enix
  • Giocatori:

     1-2 (locale e online)
  • Costo:

     800 Microsoft Point
  • Data uscita:

     20 gennaio
- Tante esplosioni cremisi
- Stile grafico accattivante
- Gameplay interessante

- Difficoltà troppo sbilanciata
- ... per quanto tecnicamente povero
- Sistema di progressione restrittivo

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A cura di (Alex Overkilll) del
In questo nuovo sparatutto Live Arcade impersonate un confuso robot affetto da amnesia, disperso nello spazio astrale più remoto, alla ricerca dei propri ricordi perduti. Il solo modo per recuperare le memorie si rivela essere presto anche il più violento: distruggere ogni forma di vita ostile che attenti alla vostra vita artificiale, spargendo ovunque le sue interiora senza calore. Pronti a un violento massacro tra le stelle?

Un robot pronto a tutto
Il gioco si presenta sostanzialmente come un classico shooter a due stick, in cui ci si muove con la levetta analogica sinistra del controller e si direziona il fuoco con quella destra. Diversi elementi aggiuntivi vengono però sommati a questa tradizionale formula, arricchendo il gameplay di idee tutto sommato piacevoli. Il primo fra questi è lo scudo. Premendo il grilletto (o tasto) destro, è infatti possibile creare un campo di forza attorno al proprio personaggio per afferrare i proiettili nemici con cui si entra in contatto. Più tempo il comando viene lasciato premuto, maggiore risulta la durata dello scudo, che potrà accumulare una quantità sempre più alta di colpi, recapitabili al mittente una volta disattivato. Continuando a fagocitare pallottole oltre un determinato lasso di tempo (visualizzato su schermo) la protezione eretta però finirà per esplodere e sarà incapace di difendere il proprio possessore fino a nuova attivazione. Il secondo è invece lo scatto, eseguibile attraverso la pressione del grilletto (o tasto) sinistro. Scattare significa diventare invincibili per un determinato lasso di tempo, confondere gli avversari in caso di contatto durante la mossa (abbassando conseguentemente le loro difese) e creare diversivi seminando immagini residue di se stessi in corrispondenza del punto di inizio dell'azione (appositamente direzionabile con la levetta sinistra).
A questa coppia di vitali abilità, che il giocatore dovrà padroneggiare molto bene per sopravvivere alla carneficina, si aggiunge poi un sistema di combo particolarmente remunerativo. Concatenare grosse serie di attacchi non frutterà infatti solo più punti, ma anche precisi potenziamenti per il proprio robot, droppati sul campo di battaglia e racimolabili per aumentare il livello di tre differenti parametri a bordo schermo. Il primo, “strage”, porta all’accrescimento del raggio dei propri colpi; il secondo, “confusione di massa”, alla donazione di speciali proiettili di supporto; l’ultimo, “presa multipla”, all’aggiunta al proprio fuoco di esclusivi colpi a ricerca automatica. Ogni potenziamento viene poi ottenuto conseguendo particolari azioni, come distruggere o confondere più nemici nel minor lasso di tempo possibile, oppure assorbirne la maggior quantità di proiettili.
Ulteriore aiuto offerto al giocatore, purtroppo tanto divertente quanto raro, è infine rappresentato dal laser, un’arma semplicemente devastante che, raccolta e utilizzata nel breve tempo a disposizione, genera un raggio distruttivo in grado di eliminare ogni forma di vita inorganica ostile.

Forze impari tra le stelle
Considerati tutti questi assi nella manica utilizzabili per lo sterminio inscenato, viene automatico aspettarsi scontri e sfide abbastanza agevolate, ma niente di più falso può essere detto di questo frenetico sparatutto.Terminare il gioco significa visitare tutti i sette mondi a disposizione, sopravvivendo con successo a tutti gli stage contenuti a loro volta in ognuno di quelli. Si tratta in realtà di semplici e asettiche tavolate di pixel bianchi, di dimensioni tra le altre cose molto ridotte, in cui bisogna portare a compimento dati obiettivi (distruggere tutti i nemici, sopravvivere a fuochi incrociati, difendere basi spaziali...), farlo raggiungendo il quantitativo minimo di punti richiesti, gareggiare contro il tempo e spremere a fondo la proprie abilità per non essere sopraffatti dalla forza numerica degli avversari. Proprio soddisfare simultaneamente questi tre requisiti si dimostra presto prova spietata e ben poco compassionevole. Sbloccare nuove aree, così come le diverse migliorie disponibili (per ottenere maggiore difesa, velocità di spostamento, o particolari tipologie di fuoco), esige denaro. E questo può essere guadagnato in quantità decenti solo conquistando medaglie in ogni area presente, ripartite in oro, argento e bronzo. I punti diventano insomma sinonimo di maggiori possibilità di prendere medaglie. Ma le forze nemiche sono tante, aggressive, veloci, subdole, quantitativamente schiaccianti, così che troppo facilmente si viene polverizzati in un battito di ciglia, vedendo originare presto grande frustrazione. Per quanto sia fondamentale adottare strategie diverse per ogni scenario, sfruttando i punti forza di certi potenziamenti reperibili, il livello di difficoltà prima o poi finisce per vanificare anche la più flebile speranza di vittoria, rendendo il completamento del titolo un incubo anche per i giocatori più abili nel genere videoludico in questione.
Accanto alla modalità single player viene proposta ad ogni modo una multigiocatore, con combattimenti a squadre a cui possono accedere fino a 8 utenti alla volta, chiamati a gareggiare tra loro per ottenere alti punteggi o uccisioni di massa corpose. Tutto questo non è però stato potuto essere testato in sede di recensione, data la completa mancanza di partecipazioni online.
Tecnicamente il prodotto non mira certo a tanto. Lo stile grafico è interessante, le esplosioni di sangue (pardon, olio robotico) ben realizzate e sempre piacevoli da guardare, ma niente riesce veramente a impressionare. Anche le musiche, per quanto piuttosto ispirate, finiscono per stancare e venire presto a noia, specie quando si ripete un livello per decine e decine di volte (e capiterà molto spesso) nel tentativo di portarsi in saccoccia quella dannata medaglia mancante.
Recensione Videogioco DEATH BY CUBE scritta da ALEX OVERKILLL Death by Cube è uno shooter sostanzialmente ben fatto, contenente diversi spunti interessanti e trovate valevoli. E’ veloce, adrenalinico, incalzante. Ma il proprio livello di difficoltà troppo mal calibrato finisce per guastare la festa con eccessivo anticipo. Le sfide proposte si rivelano spietate, i nemici numericamente avvantaggiati, e il sistema di avanzamento troppo severo e restrittivo. Consigliare un gioco come questo significa rivolgersi a una cerchia di giocatori molto ristretta, muniti di grande pazienza, capaci di apprezzare il particolare stile estetico del prodotto, e felici di fronteggiare prove al limite dell’umana sopportazione e percezione. Gli altri possono tranquillamente e felicemente voltare pagina.
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