Il primo Doom, sviluppato da John Carmack e dalla ID Software, vide la luce su PC nel 1993 ed ottenne subito un enorme successo, rivelandosi uno degli sparatutto più emozionanti ed esplosivi dell’era videoludica.
Dopo il suo seguito, di questo gioco non se ne sentì parlare per diverso tempo, fino all’avvento di un terzo capitolo, sempre su PC, che si mostrò talmente competitivo a livello tecnico da sembrare quasi impossibile portarlo su console.
Dico quasi perchè gli abili programmatori di Vicarious Visions hanno stupito il mondo dei videogiochi facendo approdare il gioco su Xbox riempiendone di gioia i fortunati possessori.
Saranno riusciti i nostri eroi a mantenere il valore grafico del famigerato Doom 3 anche sulla console Microsoft?
Giusto a me doveva capitare…
Il nostro alter ego videoludico, uno dei soldati terrestri più valorosi e meglio addestrati, si reca su Marte per intraprendere la sua prima missione nel complesso industriale e scientifico della Union Aerospace Corporation. Non appena riusciamo a portare a termine il nostro primo compito, irrompe nella base un’incredibile quanto inaspettata orda demoniaca, che senza alcuna pietà si sbarazza facilmente dei nostri colleghi, lasciandoci uno dei pochi sopravissuti.
Da questo momento in poi il nostro unico obiettivo sarà sfoggiare tutta la nostra abilità in combattimento, nonché il nostro inarrestabile arsenale, per riuscire ad eliminare dalla faccia di Marte ogni singolo demone e capire cosa si cela dietro a tanta distruzione.
L’hanno voluta loro
La meccanica di gioco di Doom 3 non si discosta molto da quella dei normali FPS, con l’analogico sinistro muoviamo il nostro eroe, premendolo ci abbassiamo, con la levetta destra miriamo, con il grilletto destro apriamo il fuoco, col sinistro scattiamo, saltiamo col pulsante A, ricarichiamo col pulsante X, e con i pulsanti B ed Y selezioniamo le armi a disposizione.
A difenderci dai nemici c’è la consueta armatura, che, se è in nostro possesso, assorbirà una parte del danno subito. Un altro strumento molto importante è il PDA, un pratico palmare contenente utili informazioni, che ci mostra l’attuale missione, le armi e gli oggetti disponibili, ci permette di leggere e-mail, ascoltare registrazioni audio e soprattutto, grazie alla possibilità di scaricare sul nostro PDA le informazioni degli altri dipendenti UAC, si rivela un utile strumento per aprire porte ed armadietti.
In singleplayer abbiamo a disposizione solo la consueta campagna, giocabile a più livelli di difficoltà, quindi, per chi non ha la possibilità di giocare in multiplayer, il gioco risulterà poco longevo e si avranno pochi stimoli per ricominciare l’avventura.
La modalità multigiocatore di Doom 3, giocabile solo in System Link e su Xbox Live, permette ad un massimo di 4 giocatori di sfidarsi nel Deathmatch, una sfida tutti contro tutti in cui vince il giocatore con il maggior numero di uccisioni allo scadere del tempo; nel Team Deathmatch, la modalità precedente con la sola differenza che i giocatori saranno divisi in due squadre; nel Last Man, uno scontro all’ultimo sangue in cui ognuno ha vite limitate e vince l’unico sopravissuto, ed infine abbiamo la modalità Tourney, il più classico dei tornei tra amici in cui due giocatori si scontreranno e gli altri due si limiteranno ad osservare, il vincitore sfiderà il primo spettatore in elenco e così via.
Nella versione Xbox di Doom 3 abbiamo l’esclusiva possibilità di rigiocare l’avventura cooperando con un amico.
Non mi dire che ci sono riusciti?
È straordinario come gli sviluppatori sono riusciti a portare su Xbox un titolo che, almeno per questa generazione, sembrava destinato a rimanere entro i confini del PC.
I ragazzi della Vicarious Visions non si sono limitati a convertire Doom 3, ma hanno cercato di sfruttare al meglio l’hardware Xbox per dar vita ad uno degli sparatutto visivamente più belli su console, paragonabile solo ad Halo 2 e Chronicles of Riddick.
Il dettaglio grafico è davvero pregevole, niente sembra lasciato al caso, ogni personaggio è sviluppato ottimamente e grazie alle sue movenze fluide e caratteristiche appare quasi reale. I demoni e i robot sono un vero colpo all’occhio, è una vera goduria ammirare i repentini movimenti di un mostro o i meccanici movimenti del robot che ci guida ad inizio gioco.
Ogni ambiente è curato e riesce ad immergere il videogiocatore nell'atmosfera tipica di Doom.
Doom 3 è saturo di effetti speciali ma non per questo ne perde in fluidità, infatti i rari rallentamenti sono appena percettibili, anche nelle azioni più concitate.
Il sonoro non è da meno. Durante il gioco, soprattutto nelle battute iniziali, ci capiterà spesso di sentire i pochi sopravissuti lamentarsi ma purtroppo alcune frasi si ripeteranno troppo spesso.
Gli effetti sonori sono davvero pregevoli e il doppiaggio, completamente in italiano, è gradevole.
Solo per pochi
Infine vorrei spendere qualche parola sulla Collector’s Edition, che oltre ad omaggiare i fortunati possessori con il “Making Of” e delle interviste agli sviluppatori, riporta in auge i fasti dei celeberrimi Doom e Doom 2.