Speciale Non c'era una volta internet... - Parte 3

A cura di (JinChamp) del
Siamo giunti alla terza e ultima parte del nostro editoriale speciale: nel primo articolo abbiamo analizzato come internet abbia da un lato portato tantissimi vantaggi per tutti, dall'altro però fornito anche la pappa pronta per la fruizione dei videogiochi, fin troppo golosa per molti; nel secondo invece abbiamo analizzato un po' il mondo dei cosiddetti content creator, con dirette in streaming e video preconfezionati che hanno invaso la rete grazie a siti come YouTube e Twitch, focalizzandoci sul lato pubblico. In questo epilogo continueremo su quella strada, cercando anche di sfociare poi in quelle che potrebbero essere naturali evoluzioni, o anche semplici speculazioni.



Per ogni polo positivo...
Iniziamo a considerare un po' quali possono essere le evoluzioni migliori possibili per il futuro. Il primo scenario, ovvio, vede finalmente il videogioco fruito da tutti in qualsiasi momento e in qualsiasi modo: un po' come avviene per la televisione. Certo, guardare un'altra persona che gioca può non dare la stessa soddisfazione, ma in tempi in cui spesso la narrativa viene così tanto esaltata chiunque può godersi un videogame. Basta considerarlo come se fosse un film, si sta comodamente seduti sul divano e ci si gode al più l'intrattenimento offerto dall'host di turno. E' un'opzione che fa comodo a coloro che non hanno la disponibilità economica per comprare una piattaforma di gioco e/o il software ogni volta, che non saranno più tagliati fuori ma possono comunque prendere parte a una community, pur da una posizione più distatnte.
C'è anche da considerare la divulgazione del medium, oltre che di tutto il parco titoli, che ha raggiunto oggi una dimensione impressionante e, potenzialmente, potrebbe continuare a crescere in maniera esponenziale, (a cui però potrebbero ovviare sistemi di abbonamento mensile come l'Xbox Game Pass). Ciò può dar modo a chi porta i propri contenuti al proprio pubblico in rete di poter proporre giochi diversi, magari più di nicchia, e dargli quella vetrina che magari il publisher non ha voluto o non ha potuto allestire nella sua campagna di marketing. Il tutto poi si svolge in maniera molto più diretta con gli utenti finali, poiché non si tratta di lanciare un trailer o una pubblicità dall'alto, ma è il content creator, apprezzato a prescindere dal gioco, a portare la novità.
L'impatto è per forza di cose differente, in quanto lo youtuber/streamer conosce già la propria community, può capire in fretta i feedback che riceve e agire di conseguenza o, addirittura, può riuscire egli stesso a "educare" i propri follower e fargli recepire nel modo corretto il messaggio che si intende passare.
Un ultimo fattore importantissimo riguarda la libertà. Chiunque può scegliere in qualsiasi momento cosa vedere. Può mettere in pausa o saltare qualche pezzo, scegliendo personalmente cosa è di proprio interesse e cosa non lo è. Così il videogioco ha il potenziale per diventare anche una alternativa molto credibile alla televisione, sia per quanto riguarda l'informazione che l'intrattenimento. Sono ormai lontani i tempi in cui si faceva zapping assuefatti dalla noia, arrivando a guardare televendite improbabili per compagnia più che per reale interesse, così come sono finiti i tempi in cui si finiva a oltranza un gioco finché la cartuccia reggeva, solo perché non ci si poteva permettere di comprarne un altro. Oggi è possibile trovare contenuti freschi e interessanti praticamente sempre, stimolare la propria curiosità o farsi due risate a cervello spento. Ci si può tenere aggiornati sulle ultime novità, ampliando il proprio bagaglio culturale,e si può approfittare delle esperienze di altre persone, che hanno scelto di condividerle in rete con tutto il mondo.



... c'è sempre un polo negativo

Veniamo ora al proverbiale rovescio della medaglia, provando a ipotizzare, con più o meno fantasia, scenari che potrebbero essere preoccupanti. Immaginiamo un mondo in cui solo chi ha la facoltà e la voglia di creare dei contenuti video in rete è parte attiva del videogioco, mentre tutti gli altri restano spettatori passivi. Sarebbe un quadro al limite del catastrofico per l'intera industria. I videogiochi non sarebbero più un prodotto per tutti, quanto un mezzo per pochi "eletti" per creare intrattenimento per le vere masse. Se molti decidessero che non vale la pena spendere soldi nei videogiochi perché tanto può vederli interamente su internet, il mondo videoludico potrebbe seriamente collassare. Chiaramente con queste parole stiamo estremizzando una situazione molto remota, che comunque potrebbe influenzare un gruppo abbondante di persone.
Molto più probabile è invece considerare un content creator come un vero e proprio influencer, cosa già abbastanza attuale e concreta. Pur incoraggiando sempre i nostri lettori ad informarsi su qualsiasi videogioco prima di procedere all'acquisto, non bisogna però cadere nell'errore opposto di fidarsi troppo dei pareri esterni, tanto più se poi non si ha modo di farsi una propria idea finale autonomamente, testando il prodotto con mano. È quello che, quantomeno in qualche caso, cercano di fare questi cosiddetti influencer, ossia sfruttare il rapporto diretto con la propria community per far passare un messaggio di promozione in modo chiaro ed efficace. Si rischia di creare veri e propri greggi che smettono di pensare e di confutare, ma che ripetono come dei piccoli pappagalli tutto quello che gli viene inculcato video dopo video, live dopo live.
Anche tutto questo nuoce all'intera industria e genera un monopolio elitario, a cui tutti decidono incredibilmente di sottostare. I videogiochi sono interazione, partecipazione, confronto e intrattenimento, tutti egualmente imprescindibili. Non è immaginabile come si decida di affidare alcuni di questi fattori a poche persone, rinunciando al confronto e partecipando da lontano sotto la guida da un solo pastore. Potrebbe venire a mancare la varietà, sia di pensiero che di gusti, indirizzando tutta l'economia ludica su un binario morto. La discussione è di vitale importanza ad ogni livello, soprattutto come un confronto propositivo e costruttivo, e non è e non può tanto meno essere un mezzo per mettere a tacere le piccole voci fuori dal coro, colpevoli solo del fatto di essere in netta minoranza a causa della propria posizione, magari anche onesta e genuina.
Recensione Videogioco NON C'ERA UNA VOLTA INTERNET... - PARTE 3 scritta da JINCHAMP Termina qui il vostro viaggio di introspezione nel mondo dei videogames, prima durante e dopo internet. Ci siamo lasciati andare a qualche ricordo nostalgico e a speculazioni pessimistiche sul futuro, eppure è innegabile che il nostro modo di giocare è cambiato per sempre, grazie ad internet e soprattutto a causa dell'uso sconsiderato di cui ogni tanto si vedono i sengi. Dateci la vostra testimonianza e sentitevi liberi di commentare la situazione dal vostro personale punto di vista. Credete che internet abbia svilito il significato dei videogiochi o che ne abbia esaltato il valore e la portata? Credete che il futuro sarà fatto di dirette e walkthrough, rimpiazzando magari anche la televisione, o che nulla potrà mai valere l'emozione di giocare da sé i titoli con i vostri pad e le vostre tastiere? O magari ritenere che sia del tutto insensato porsi questi problemi?
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    Commenti: 21 - Visualizza sul forum
  • mat80
    mat80
    Livello: 5
    Post: 590
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    "nulla potrà mai valere l'emozione di giocare da sé i titoli con i vostri pad e le vostre tastiere". Grande verità, credo che su questo siamo tutti d'accordo.
  • dodgydave
    dodgydave
    Livello: 3
    Post: 19
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    L'Atari in copertina è stata la mia prima console. Quanti ricordi...
  • Edgar
    Edgar
    Livello: 3
    Post: 279
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    Originariamente scritto da Valas Phoenix
    Credete che Internet abbia svilito il significato di videogiochi? Credo che internet abbia esaltato il valore e la portata di alcune categorie di gioco, mentre ne ha inevitabilmente danneggiate altre. Credete che il futuro sia fatto di dirette e walkthrough? No, non tutto perlomeno. I giochi con una forte componente di storia come i giochi di ruolo o le avventure grafiche magari ne risentiranno più di altri, ma reputo il gameplay parte fondamentale dell'entertainment videoludico. Ritenete che sia insensato porsi questi problemi? No, anzi, credo sia un bene porsi ora queste domande, almeno ci si rende conto di dove parte dell'utenza sta facendo virare la nave, nel bene e nel male. Per finire, vorrei ringraziare chi ha scritto questi tre articoli, e non solo perché ha stuzzicato la solita vena nostalgica, ma anche perché mi ha dato occasione di riflettere sul mio rapporto con internet. Mi auguro in futuro di leggere altri articoli di questo tipo.
    Bello anche il tuo commento. Complimenti.
  • Zajic Magic
    Zajic Magic
    Livello: 5
    Post: 233
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    sicuramente si è guadagnato qualcosa ma si è perso qualcosaltro
  • Valas Phoenix
    Valas Phoenix
    Livello: 6
    Post: 287
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    Credete che Internet abbia svilito il significato di videogiochi? Credo che internet abbia esaltato il valore e la portata di alcune categorie di gioco, mentre ne ha inevitabilmente danneggiate altre. Credete che il futuro sia fatto di dirette e walkthrough? No, non tutto perlomeno. I giochi con una forte componente di storia come i giochi di ruolo o le avventure grafiche magari ne risentiranno più di altri, ma reputo il gameplay parte fondamentale dell'entertainment videoludico. Ritenete che sia insensato porsi questi problemi? No, anzi, credo sia un bene porsi ora queste domande, almeno ci si rende conto di dove parte dell'utenza sta facendo virare la nave, nel bene e nel male. Per finire, vorrei ringraziare chi ha scritto questi tre articoli, e non solo perché ha stuzzicato la solita vena nostalgica, ma anche perché mi ha dato occasione di riflettere sul mio rapporto con internet. Mi auguro in futuro di leggere altri articoli di questo tipo.
  • JinChamp
    JinChamp
    Redattore
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    Originariamente scritto da malcolmx

    Mamma mia Flavio cosa mi hai ricordato...
    Eheh operazione nostalgia comunque sono felice di vedere i dibattiti creati in tutti e tre gli articoli. Mi auguro vi siano piaciuti e spero di poterne portare altri del genere in futuro
  • sariddu
    sariddu
    Livello: 4
    Post: 2786
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    Originariamente scritto da MrSkellington

    Eh se sei medico ci credo che lo sai bene..è che essendo appunto un problema culturale viene sottovalutato se nn negato, perché è proprio l'ambiente che favorisce il disturbo. Molto banalmente, se i genitori si rendessero conto del problema nn crescerebbero i figli in quel modo, salvo poi stupirsi se in adolescenza o a vent'anni diventano totalmente ingestibili. Tra parentesi, io credo che questa cosa si veda molto bene anche in politica, dove è diventato impossibile proporre soluzioni che nn siano immediate e rapide, a riprova di quanto sia ampia la questione
    Purtroppo hai ragione, l'ignoranza porta a sottovalutare tutto ciò che non comporta un problema importante nell'immediato.
  • MrSkellington
    MrSkellington
    Livello: 7
    Post: 5998
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    Originariamente scritto da sariddu

    Io l' idea ce l' ho perfettamente. Non studio psicologia, sono semplicemente una persona molto riflessiva e sono pienamente d' accordo con quanto da te affermato con cognizione di causa. La pratica medica mi obbliga ad essere un osservatore attento anche a livello comportamentale e non passa giorno senza che mi veda costretto a valutare l' ambiente in cui vivono le persone in relazione ai quadri che mi trovo davanti. Ho notato anch' io che mio nipote presenta disturbi dell' attenzione, questo lo noto sia nell' ambito del gioco che a livello scolastico. Ho provato più volte a parlarne, purtroppo con scarso successo. Mi dicono che sono esagerato...
    Eh se sei medico ci credo che lo sai bene..è che essendo appunto un problema culturale viene sottovalutato se nn negato, perché è proprio l'ambiente che favorisce il disturbo. Molto banalmente, se i genitori si rendessero conto del problema nn crescerebbero i figli in quel modo, salvo poi stupirsi se in adolescenza o a vent'anni diventano totalmente ingestibili. Tra parentesi, io credo che questa cosa si veda molto bene anche in politica, dove è diventato impossibile proporre soluzioni che nn siano immediate e rapide, a riprova di quanto sia ampia la questione
  • sariddu
    sariddu
    Livello: 4
    Post: 2786
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    Originariamente scritto da MrSkellington

    Saranno infelici per motivi anche più seri, io studio psicologia, nn hai idea dei danni che può fare nn avere alcun tipo di limite, già ora l'epidemia di disturbi del comportamento e dell'attenzione che si rileva tra i bambini è imputabile a questo, da adulti avranno problemi a nn finire, al di là delle difficoltà pratiche..purtroppo viviamo in una cultura in cui è valorizzato oltre ogni dire l'affermazione di sé, dire a un genitore che deve negare qualcosa a suo figlio è vissuto come un affronto, e c'è spesso l'idea che se nn gli si da tutto quello che vogliono smetteranno di volerci bene, quando è l'esatto contrario. Per carità ogni generazione ha i suoi di problemi, per la prossima si tratterà di insegnare che servono dei limiti nella vita..
    Io l' idea ce l' ho perfettamente. Non studio psicologia, sono semplicemente una persona molto riflessiva e sono pienamente d' accordo con quanto da te affermato con cognizione di causa. La pratica medica mi obbliga ad essere un osservatore attento anche a livello comportamentale e non passa giorno senza che mi veda costretto a valutare l' ambiente in cui vivono le persone in relazione ai quadri che mi trovo davanti. Ho notato anch' io che mio nipote presenta disturbi dell' attenzione, questo lo noto sia nell' ambito del gioco che a livello scolastico. Ho provato più volte a parlarne, purtroppo con scarso successo. Mi dicono che sono esagerato...
  • MrSkellington
    MrSkellington
    Livello: 7
    Post: 5998
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    Originariamente scritto da sariddu

    Sono arrendevoli perché sono viziati. Io dovevo piangere giorni per farmi comprare un nuovo gioco, adesso non funziona così. La cosa che loro non sanno è che la vita sua diventando sempre più difficile, anche avere un lavoro è diventato un sogno irraggiungibile per molti, figuriamoci uno ben pagato tanto da poterti permettere simili sprechi. In un futuro ho davvero paura che saranno infelici perché potrebbero non riuscire a soddisfare le loro anomale esigenze consumistiche...
    Saranno infelici per motivi anche più seri, io studio psicologia, nn hai idea dei danni che può fare nn avere alcun tipo di limite, già ora l'epidemia di disturbi del comportamento e dell'attenzione che si rileva tra i bambini è imputabile a questo, da adulti avranno problemi a nn finire, al di là delle difficoltà pratiche..purtroppo viviamo in una cultura in cui è valorizzato oltre ogni dire l'affermazione di sé, dire a un genitore che deve negare qualcosa a suo figlio è vissuto come un affronto, e c'è spesso l'idea che se nn gli si da tutto quello che vogliono smetteranno di volerci bene, quando è l'esatto contrario. Per carità ogni generazione ha i suoi di problemi, per la prossima si tratterà di insegnare che servono dei limiti nella vita..
  • sariddu
    sariddu
    Livello: 4
    Post: 2786
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    Originariamente scritto da Dandylion

    Mamma santissima ... Non fatemi i pensare ... Tutte le volte che vedo i miei cuginetti e nipotini quanto sono arrendevoli e iper-condizionati mentalmente ... Giuro provo un misto di tristezza, rabbia, amarezza e schifo che ... Mi fa davvero dubitare del futuro
    Sono arrendevoli perché sono viziati. Io dovevo piangere giorni per farmi comprare un nuovo gioco, adesso non funziona così. La cosa che loro non sanno è che la vita sua diventando sempre più difficile, anche avere un lavoro è diventato un sogno irraggiungibile per molti, figuriamoci uno ben pagato tanto da poterti permettere simili sprechi. In un futuro ho davvero paura che saranno infelici perché potrebbero non riuscire a soddisfare le loro anomale esigenze consumistiche...
  • Dandylion
    Dandylion
    Livello: 5
    Post: 4779
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    Originariamente scritto da Splissken

    Diciamo che si è tolto spazio all'immaginazione. Prima ti nutrivi delle foto sulle riviste, di qualche screenshot nel retro di copertina di un gioco e se eri fortunato (ma molto fortunato) qualche breve filmato o qualche pubblicità in TV. Quando lo acquistavi avevi anche il gusto di scoprire tutto tu, o ti toccava aspettare che qualche rivista pubblicasse soluzioni e segreti, e quindi passavano mesi. Spesso nascevano le leggende metropolitane su presunti personaggi segreti o livelli nascosti che poi non esistevano, ma di sicuro ti facevano vivere il gioco in un'altra maniera. Ora ancora prima che esca il gioco i siti ti tempestano di notizie, anteprime ed esclusive, per cui sai già tutto della storia, dei protagonisti, degli scenari, della durata e quant'altro. Poi c'è sempre lo streamer o lo youtuber che sta in manica a qualche distributore che ottiene una copia una o due settimane prima e ti finisce il gioco mentre gli altri guardano. E giù altre anteprime e altri spoiler. Io quando compravo un gioco, anche ad un anno dall'uscito spesso ancora non sapevo nulla del titolo che compravo. A questo ho ovviato semplicemente ignorando tutte le notizie riguardo a quei pochissimi titoli che ancora oggi mi interessano. La nota invece positiva è che spesso grazie a questo ho evitato anche tante, tantissime e costose fregature (tipo No Man's Sky per citarne una). Purtroppo, detto da un uomo che è già ormai maturo, secondo me i videogiochi hanno ormai perso quasi tutta la magia che avevano un tempo per me. Un bagliore lo sta dando la Switch, insieme alla mia speranza che si faccia qualche modesto passo indietro rispetto al bombardamento mediatico e commerciale di ora. Rivorrei i giochi con tantissima roba da sbloccare, e non da acquistare tramite DLC e che mi diano la sensazione di qualcosa di nuovo pur essendo un titolo vecchio. Secondo me tutto questo si è perso dopo l'epoca PS2. Ottimo speciale, complimenti! L'ho letto tutto e condiviso in ogni punto.
    Non sono "maturo" come te ma non posso fare a meno di dire che mi sento allo stesso modo ... Penso pure io che la 7° gen è stata l'inizio della fine ...
  • Dandylion
    Dandylion
    Livello: 5
    Post: 4779
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    Mamma santissima ... Non fatemi i pensare ... Tutte le volte che vedo i miei cuginetti e nipotini quanto sono arrendevoli e iper-condizionati mentalmente ... Giuro provo un misto di tristezza, rabbia, amarezza e schifo che ... Mi fa davvero dubitare del futuro
  • Blade Runner 80
    Blade Runner 80
    Livello: 4
    Post: 5580
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    Originariamente scritto da sariddu

    I tempi sono molto cambiati e l'utenza si è radicalmente modificata.
    Da incorniciare.
  • Pornoleso
    Pornoleso
    Livello: 1
    Post: 0
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    L'Atari nella copertina di questo articolo è stato quello che mi ha introdotto nel mondo dei videogiochi nel lontano 1983, ricordo come fosse ieri, avevo 5 anni e giocai a Jungle Hunt. Fiero di aver vissuto dal vivo tutta l'evoluzione del nostro passatempo preferito!
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