Speciale Non c'era una volta internet... - Parte 2

A cura di (JinChamp) del
Nel primo episodio di questa mini rubrica, forse anche con toni un po' nostalgici, si raccontava di un mondo dei videogiochi estremamente cambiato con l'avvento di internet. Un passaggio fin troppo comodo che ha generato numerosi casi di pigrizia compulsiva. Oggi, invece, com'è la situazione? Lo scenario, mutato ulteriormente, è arrivato al punto tale che è diventato possibile "fruire" un gioco per interposta persona, grazie a YouTube e Twitch. Vediamo un po' insieme di cosa si tratta.



Non solo tutorial e videorecensioni
Come dicevamo precedentemente, già internet di per sé ha ampliato enormemente le possibilità di informarsi su qualsiasi aspetto del gioco, anche qualora non fosse nostro interesse saperlo (gli spoiler tanto odiati da tutti, ndr). Piuttosto che arrabattarsi per procurarsi la guida completa cartacea di questo o quel titolo in edicola, bastano 40 secondi su YouTube per trovare esattamente ciò che vi serve, come ad esempio superare un punto specifico o un puzzle particolarmente difficile. È come se aveste qualcuno accanto pronto a correre in vostro soccorso con aiuti continui, con l'unico limite che non può effettivamente giocare al posto vostro ma può farvi vedere esattamente come si fa. Ma cosa succede quando il videogiocatore smette di avere una interazione attiva verso un videogioco e inizia a subirlo passivamente?
Non è una provocazione esagerata ma uno scenario per alcuni versi già attuale. Non si parla più di video della durata di pochi minuti per risolvere un puzzle piuttosto ostico ma intere serie, per lo più commentate, che spolpano un gioco in tutto e per tutto, dall'inizio alla fine. I cosiddetti walkthrough, che è sia possibile guardare sulla piattaforma video di Google ma anche in presa diretta, che sia sempre lì o su Twitch. Per quanto riguarda quest'ultimo, ormai di proprietà di un'altra realtà enorme come Amazon, troviamo la quintessenza di ciò che stiamo provando a spiegare. Tanti videogiocatori riuniti davanti a uno schermo, di cui però soltanto uno ha il pieno controllo di ciò che sta succedendo, mentre tutti gli altri sono semplici spettatori. La differenza grossa tra serie pre-registrate e dirette è semplice e intuitiva: uno è un prodotto preconfezionato, mentre l'altro è in tempo reale. Un aspetto molto sottovalutato che merita, però, un leggero approfondimento. Se in entrambi i casi si può comunque commentare (salvo restrizioni a chat e commenti, in verità piuttosto rare), è il timing a fare la reale differenza. A prescindere da quali e quanti siano i commenti su un video caricato, non cambia nulla in quel momento. Al più potrebbe, forse, influenzare le prossime pubblicazioni. In una live stream, d'altro canto, il feedback è più veloce come se tutti fossero in un unico salotto virtuale. Lo streamer può leggere in tempo reale la chat e spiegare, sia a voce che con azioni a schermo, qualsiasi aspetto che la chat richieda.
Il concetto di live stream, a onor di cronaca, raramente rappresenta soltanto un mezzo per il conduttore di far vedere un videogame come se fosse una serie tv. Spesso, come nel caso di una redazione come la nostra, l'intento di una stream è fare una integrazione alla recensione, in cui è possibile interagire con gli utenti più direttamente, sciogliendo loro dubbi e perplessità. Qui si cerca di fare solo informazione e critica, il più possibile spoiler-free: vengono infatti giocate in presa diretta solitamente le fasi iniziali di una campagna, evitando magari di far vedere cutscenes o documenti particolarmente interessanti, o semplicemente ci si dedica al multiplayer per analizzarne le meccaniche. Esistono poi tantissimi casi di streamer che cercano di fare intrattenimento, come in uno show televisivo, dove il videogioco passa in secondo piano rispetto al suddetto conduttore. Il terzo caso, forse quello più interessante, è quello dei cosiddetti pro player, che offrono trasmissioni di giochi online multiplayer fortemente incentrati sul competitivo. Questa è la tipologia potenzialmente più varia, che può racchiudere al suo interno le due precedenti e non solo. Lo streamer può concentrarsi soltanto sulla sua partita per evitare distrazioni, rendendolo molto simile a un contenuto preconfezionato o addirittura televisivo, oppure può intrattenere il proprio pubblico sia con le proprie capacità oratorie che influenzando alcune strategie in gioco. In gergo: for the lulz. Un'altra possibilità, molto apprezzata dal pubblico, è l'analisi tecnica di ciò che sta avvenendo, come una finestra aperta nella testa di un giocatore competitivo, magari professionista, che faccia capire a tutti quelli che lo stanno seguendo perché fa una cosa anziché un'altra, quando ha giocato bene e cosa ha invece sbagliato clamorosamente, riuscendo a fare anche un'onesta autocritica nei momenti immediatamente successivi.
Da qui arriviamo ai live commentary, una formula spesso adottata durante i tornei. Consiste in pratica in conduttori che non giocano ma che commentano partite di altri giocatori. È pressocché ciò che accade con il commentatore di una partita di calcio. Non c'è bisogno che il commentatore sia stato un asso del pallone, né che i telespettatori lo siano o siano stati, eppure i primi sono in grado di commentare tecnicamente e tatticamente una partita con professionalità, mentre il pubblico segue attentamente loro e la partita in corso.



Tutto bello, ma l'utenza?

Abbiamo fino ad ora trattato l'argomento, anche se un po' didascalicamente, dal lato dei content creator, tralasciando appositamente tutto il grande lavoro che c'è dietro ogni buon video caricato e ogni diretta di qualità. Lo abbiamo fatto non per sminuire il lavoro, enorme e duro in molti casi, che c'è dietro ma perché questa rubrica si vuole focalizzare su un altro punto fondamentale: il videogiocatore che poi è diventato spettatore. Cosa cambia quindi per costoro? Cambia molto, cambia forse tutto.
Per farci prendere ancora un'ultima volta dalla nostalgia, ai tempi della scuola tra gli anni '90 e i primi 2000, in cui ci si riuniva a casa di qualche amichetto per giocare, magari perché lui aveva già l'ultima console uscita sul mercato e si litigava per chi dovesse impugnare l'unico controller a disposizione. Come siamo finiti da questo a migliaia, in certi casi addirittura milioni, di persone che spontaneamente si limitano ad essere semplici spettatori? Si parlava di pigrizia nello scorso articolo e su questo concetto vogliamo insistere anche in questa sede. Non tutti hanno appeso il joystick al chiodo per guardare passivamente altri giocare, eppure in tantissimi casi questo ha danneggiato molto la percezione che gli stessi videogiocatori hanno dei prodotti.
Oltre i vari esempi già menzionati in questi due articoli, troviamo anche persone che magari giocano e finiscono un gioco tutto da soli, fino ai titoli di coda, salvo poi servirsi dei canali online per scoprire i segreti che non sono state capaci di scorprire da sé. Finali alternativi, come trovare gli ultimi collezionabili o come sbloccare questo o quel trofeo per completare tutto ciò che c'è da fare o da scoprire. Ma questo nuoce enormemente alla longevità di un titolo, così come nuoce alla difficoltà media. Servirsi di walkthrough e guide svilisce il lavoro dei game designer. Tutti i giochi risultano facili e brevi (o comunque sensibilmente più facili e più brevi di quanto non si intendesse) se vengono fornite delle scorciatoie, aiuti, consigli e facilitazioni di ogni tipo. Poi, però, ci troviamo di fronte a tantissime critiche verso i videogiochi. Questo è troppo breve, quello è troppo facile, quell'altro ha troppi filmati e non è abbastanza interattivo o non è coinvolgente. Esatto, siamo tornati allo stesso punto iniziale del primo episodio e, adesso, tutto assume un altro significato alla luce di quanto sta avvenendo su Twitch e YouTube. Questo processo rischia di essere pericoloso perché, se tutto viene criticato e con troppa superficialità, risulta poi difficile capire quali siano i reali difetti di un prodotto e come porvi rimedio. Si finisce per avere una percezione distorta del gaming nella sua totalità, perché manca un vero feedback diretto e completo, sostituito con troppa facilità – o forse dovremmo ribadire il concetto di pigrizia di nuovo – con delle prove parziali o addirittura indirette, che rendono molto difficile – per non dire impossibile – valutare correttamente un videogioco, che si basa molto sulle sensazioni percepite e trasmesse.
Recensione Videogioco NON C'ERA UNA VOLTA INTERNET... - PARTE 2 scritta da JINCHAMP Abbiamo ormai superato la metà della nostra "storia", dove abbiamo già visto come si giocava ieri e come si gioca oggi grazie a tutto ciò che la tecnologia, e in particolare internet, ci mette a disposizione. Manca ancora una puntata per completare il nostro breve – e magari interessante – percorso. Anche stavolta non anticipiamo nulla ma, forse, potrete già capire di cosa andremo a trattare. Intanto fateci sapere qual è il vostro rapporto con le varie piattaforme di intrattenimento e informazione online, o magari se queste righe vi hanno dato modo di riflettere su qualche punto in particolare. La conclusione, invece, arriverà molto presto qui su SpazioGames.
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    Commenti: 17 - Visualizza sul forum
  • DoubleBarrel
    DoubleBarrel
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    Originariamente scritto da eren

    Ah sì, ora che ci penso era fattibile, ma solo dopo aver installato il dlc extended cut.
    Nono, anche prima, ma bisognava fare tutto alla perfezione e ci si arrivava al pelo.
  • eren
    eren
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    Originariamente scritto da bubugod

    in mass effect 3 io non ho giocato multiplayer ma avevo così tanti punti che ho potuto comunque avere i finali migliori (se di finali migliori si può parlare visto che sono abbastanza delundenti, anche dopo l'estensione).
    Ah sì, ora che ci penso era fattibile, ma solo dopo aver installato il dlc extended cut.
  • bubugod
    bubugod
    Livello: 3
    Post: 65
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    Originariamente scritto da eren

    Internet, secondo me, è una manna dal cielo per i videogiocatori. Ci sono giochi in cui l'aiutino ci vuole quasi per forza, o comunque risparmia fatiche inutili: per esempio in Planescape: Torment per proseguire in una quest importante bisognava parlare con un tizio a caso in un mercato e chiedere una domanda specifica che di fatto non c'entra niente con la quest. Come cavolo ci sarei dovuto arrivare? Sempre su questo gioco, ho letto che un certo oggetto andava portato nel dungeon finale per ottenere dei dialoghi aggiuntivi...beh grazie ad internet ho potuto farlo la prima volta, senza dover ripetere un gioco lunghissimo, ricaricare il salvataggio o andare a vedere il video su youtube col commentary irritante che distrugge l'atmosfera. E che dire del primo Fallout? Ci sto giocando in questi giorni...non mi piace quando un gioco mi prende per mano e mi mette il segnalino su dove devo andare, ma non mi va molto a genio neanche dovermi immaginare dove gli sviluppatori hanno messo qualcosa senza o con indicazioni minime, specialmente in un gioco così aperto, col limite di tempo e con dei comandi di movimento datati al limite della frustrazione. Tralasciando la questione "soluzioni", il web mi ha permesso di aggirare l'assurda limitazione in Mass Effect 3 che ti impedisce di ottenere il finale migliore se non giochi in multiplayer. Ho scaricato innumerevoli conversioni ita per far giocare certi titoli a mio fratello che non mastica l'inglese come me, oppure ridoppiaggi in giapponese per titoli col doppiaggio inglese osceno. Talvolta mi sono confrontato con altri videogiocatori per discutere di strategie da usare in determinati titoli. Ho letto opinioni degli utenti che mi hanno aiutato a scegliere quali giochi comprare e quali schifezze evitare. Per non parlare poi dei video di Team Fortress 2, che mi hanno aiutato moltissimo a migliorare nelle fasi iniziali. Certo, grazie a internet mi sono spoilerato il finale della trilogia Ace Attorney e Persona 4, ma è stata colpa mia per essere stato troppo curioso con i commenti nei video della colonna sonora su youtube. Ho giocato per molti anni senza neanche sapere cosa fosse un modem e sono stato benissimo, ma internet non ha fatto che migliorare l'esperienza.
    in mass effect 3 io non ho giocato multiplayer ma avevo così tanti punti che ho potuto comunque avere i finali migliori (se di finali migliori si può parlare visto che sono abbastanza delundenti, anche dopo l'estensione).
  • Jackie Le...
    Jackie Le...
    Livello: 0
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    Quello accade oggi, nel mondo dei videogiochi, è la naturale evoluzione di quello che c'era già prima. Non è stato creato nulla e non c'è nulla che sta "rovinando" l'esperienza ludica originale. Non capisco, sinceramente, questa estremizzazione del concetto "Quelli che guardano gli stream su twich, sono giocatori passivi". Ma chi lo dice che queste persone non facciano sia l'una che l'altra cosa? Uno gioca fifa per conto suo, e poi guarda la live di un "pro" su youtube\twich ecc. Una non esclude l'altra. Anzi, se riflettiamo sul concetto di "spettatore passivo" ci siamo forse dimenticati che questa pratica, con i dovuti paragoni, era presente anche nei famosi anni d'oro dei videogiochi? Non credo di essere l'unico a ricordare come (sopratutto) nelle sala giochi, in molti preferivano non giocare pur di guardare il tizio forte di turno che sconfiggeva tutti i personaggi in street fighter. O che sapeva fare tutte le fatality a mortal kombat. E' una pratica che c'è sempre stata. Ora semplicemente è sotto gli occhi di tutti. La ricerca del "cattivo" contro cui scagliarsi e poter dire "ai miei tempi era tutto diverso" c'è sempre stata. Lo ricordo già dai tempi della prima playstation, che venne etichettata come console commerciale incapace di fare giochi con il cuore (come Nintendo e Sega). E se si va indietro nel tempo, magari accadeva la stessa cosa con Nintendo e Atari, pc e commodore ecc.
  • eren
    eren
    Livello: 1
    Post: 54
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    Internet, secondo me, è una manna dal cielo per i videogiocatori. Ci sono giochi in cui l'aiutino ci vuole quasi per forza, o comunque risparmia fatiche inutili: per esempio in Planescape: Torment per proseguire in una quest importante bisognava parlare con un tizio a caso in un mercato e chiedere una domanda specifica che di fatto non c'entra niente con la quest. Come cavolo ci sarei dovuto arrivare? Sempre su questo gioco, ho letto che un certo oggetto andava portato nel dungeon finale per ottenere dei dialoghi aggiuntivi...beh grazie ad internet ho potuto farlo la prima volta, senza dover ripetere un gioco lunghissimo, ricaricare il salvataggio o andare a vedere il video su youtube col commentary irritante che distrugge l'atmosfera. E che dire del primo Fallout? Ci sto giocando in questi giorni...non mi piace quando un gioco mi prende per mano e mi mette il segnalino su dove devo andare, ma non mi va molto a genio neanche dovermi immaginare dove gli sviluppatori hanno messo qualcosa senza o con indicazioni minime, specialmente in un gioco così aperto, col limite di tempo e con dei comandi di movimento datati al limite della frustrazione. Tralasciando la questione "soluzioni", il web mi ha permesso di aggirare l'assurda limitazione in Mass Effect 3 che ti impedisce di ottenere il finale migliore se non giochi in multiplayer. Ho scaricato innumerevoli conversioni ita per far giocare certi titoli a mio fratello che non mastica l'inglese come me, oppure ridoppiaggi in giapponese per titoli col doppiaggio inglese osceno. Talvolta mi sono confrontato con altri videogiocatori per discutere di strategie da usare in determinati titoli. Ho letto opinioni degli utenti che mi hanno aiutato a scegliere quali giochi comprare e quali schifezze evitare. Per non parlare poi dei video di Team Fortress 2, che mi hanno aiutato moltissimo a migliorare nelle fasi iniziali. Certo, grazie a internet mi sono spoilerato il finale della trilogia Ace Attorney e Persona 4, ma è stata colpa mia per essere stato troppo curioso con i commenti nei video della colonna sonora su youtube. Ho giocato per molti anni senza neanche sapere cosa fosse un modem e sono stato benissimo, ma internet non ha fatto che migliorare l'esperienza.
  • ganodorf
    ganodorf
    Livello: 6
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    Cit. Bimbonutella medio "Questo gioco ha troppi filmati quindi è noioso! L'ho notato perfettamente mentre guardavo come un demente favij che giocava!". stavo meglio senza internet per molti versi ricordo che da bambino ci si menava per chi doveva giocare.....in sala giochi poi non ne parliamo!!!
  • JinChamp
    JinChamp
    Redattore
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    Originariamente scritto da Valas Phoenix

    So che è un evergreen dire che una cosa che va di moda fa schifo e che si stava meglio prima, però vorrei sottolineare che sei stato te a fare un uso del tubo (presumo) che ti ha danneggiato quando hai poi comprato e giocato il titolo in questione. Fai poi capire che sia divertente essere in compagnia a giocare e qui hai pienamente ragione, però il multiplayer online non va a sostituire il multiplayer offline, lo fa quando il mutliplayer offline non c'è. Ho fatto l'esempio di kof 98 offline nel primo "non c'era una volta internet", se nessuno che conoscevi ci giocava o costringevi l'amico del cuore oppure giocavi contro il computer tutto il tempo, che non è divertente, il computer non ragiona come un umano. Parlando di console ovviamente, dato che c'era ancora qualche sala arcade, metal slug era l'unico gioco che trovavi ovunque. Comunque, sostieni poi che non giocare i giochi in prima persona (forniscono sempre più mezzi per guardare e non per usare il cervello) sia un attività a sforzo zero, o almeno questo è quello che ho interpretato leggendo questa frase in questo contesto, e a parer mio se non contestualizzi sbagli. I gdr sicuramente non hanno bisogno di walkthrough e sono la categoria più danneggiata assieme ai platform, il resto dei giochi ha del beneficio. Potrei leggere la tua frase come "si preoccupano di dare funzioni video sharing o streaming e non di renderli difficili abbastanza per far attivare le sinapsi", e anche in questo caso se non contestualizzi sbagli. Ci sono giochi difficili e molto impegnativi in giro, ma non se li fila quasi nessuno, e poi ci si lamenta della difficoltà dei giochi. La mia visione ovviamente è soggettiva, voglio solo offrirti un punto di vista diverso dal tuo, che può affermare (secondo personale esperienza) che queste tecnologie possono in realtà essere un ottimo supporto per giocare determinati giochi, che poi non siano così utili per tutti o che arrivino a danneggiare puzzle game et simila è ridondante dirlo, lì sta alla furbizia delle persone non rovinarsi un prodotto per il quale hanno pagato, o pagheranno.
    Vorrei specificare che il punto di vista dell'articolo non è necessariamente la mia personale opinione. È più una chiave di lettura, che sfocerà poi in un dibattito vero e proprio nella terza parte con pro e contro. Di cui posso condividere in parte. Ma, per farti capire, a me capita di utilizzare YouTube per trovare collezionabili o se mi blocco (anche se un po' a posteriori mi dà fastidio, lo ammetto, ma oggi come oggi non ho il tempo che avevo da piccolo e non posso stare chiuso 5 ore in un punto senza uscirne), oltretutto ho fatto rubriche video anche qui per SpazioGames, soprattutto per League of Legends e Football Manager, sul nostro canale YouTube e in più ho fatto qualche live su Twitch qui di approfondimento su alcuni giochi e ne faccio quotidianamente sul mio canale privato. Quindi non è che voglio fare il vecchietto davanti al cantiere che vuole criticare gli altri perché "io lo avrei fatto meglio, ai miei tempi era diverso". I tempi sono cambiati e anche io mi sto adeguando, posso fare cose che prima non mi erano concesse e non avrei nemmeno immaginato di poter fare. Serve un po' di autocritica, anche verso me stesso, proprio per cercare di non perdere il controllo. Internet è una cosa magnifica ed è il principale motivo per cui io oggi sono qui a fare quello che faccio e a confrontarmi come redattore verso di voi. L'utilizzo che se ne fa non è dei più nobili sempre ma non è mia intenzione condannare nessuno. Solo far riflettere su certe cose, anche abbastanza ovvie, che però si perde di vista nel furore del progresso tecnologico incessante.
  • Lo zio Zen
    Lo zio Zen
    Livello: 1
    Post: 77
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    Ho 27 anni e gioco da quando ne avevo 6, tra Gameboy, Nes, Playstation e Nintendo 64 non si riescono a contare le volte in cui gli amici ti citofonavano solo per vedere se eri riuscito a scovare quella gemma impossibile su Crash Bandicoot, o se eri riuscito a trovare la strada su qualche Tomb Raider...ripenso a queste cose con molta nostalgia poichè proprio internet e in particolare questi mezzi che hai citato nell'articolo hanno drasticamente cambiato le regole del gioco e del giocare. Oggi è tutto molto più "comodo" di un tempo, quando magari veramente nessuno sapeva dirti come andare avanti su un gioco e quindi dovevi farti il giro di tutte le edicole per trovare qualche rivenditore che avesse la fantomatica guida strategica scritta per quel gioco in particolare (era un pò come barare, ma comunque faticosamente). Oggi le guide si trovano su qualsiasi sito, scritte o filmate, ci danno l'opportunità di conoscere ogni angolo di pixel di ogni gioco esistente, e forse tutto questo non è poi cosi sbagliato, dato che l'informazione efficace equivale ad un sapere superiore rispetto a quello ottenibile in passato. Che dire, i mezzi si sono evoluti com'è giusto che sia, ma spetta al giocatore decidere come utilizzarli. Io personalmente non guardo troppi video o trailer prima dell'uscita di un titolo per non rischiare di rovinarmi la sorpresa.
  • Pigui
    Pigui
    Livello: 4
    Post: 112
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    La mia prima soluzione fu per super mario bros 3 per NES. Un mio amico che aveva il cugino con il padre di origini americane il quale viaggiava per lavoro, si fece dare una fotocopia per me ed una per lui di un vero e proprio libro dove c'era la soluzione di SMB3 con tutti i trucchi possibili e immaginabili naturalmente in inglese. Con il dizionario sotto mano ci impegnammo nella traduzione e riuscimmo a finirlo utilizzando i flauti magici altrimenti difficilissimi da trovare. PS: Ricordo che per i giocatori NES non c'era la possibilità di "salvare" dunque ogni partita era una speedrun .
  • Valas Phoenix
    Valas Phoenix
    Livello: 6
    Post: 287
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    So che è un evergreen dire che una cosa che va di moda fa schifo e che si stava meglio prima, però vorrei sottolineare che sei stato te a fare un uso del tubo (presumo) che ti ha danneggiato quando hai poi comprato e giocato il titolo in questione. Fai poi capire che sia divertente essere in compagnia a giocare e qui hai pienamente ragione, però il multiplayer online non va a sostituire il multiplayer offline, lo fa quando il mutliplayer offline non c'è. Ho fatto l'esempio di kof 98 offline nel primo "non c'era una volta internet", se nessuno che conoscevi ci giocava o costringevi l'amico del cuore oppure giocavi contro il computer tutto il tempo, che non è divertente, il computer non ragiona come un umano. Parlando di console ovviamente, dato che c'era ancora qualche sala arcade, metal slug era l'unico gioco che trovavi ovunque. Comunque, sostieni poi che non giocare i giochi in prima persona (forniscono sempre più mezzi per guardare e non per usare il cervello) sia un attività a sforzo zero, o almeno questo è quello che ho interpretato leggendo questa frase in questo contesto, e a parer mio se non contestualizzi sbagli. I gdr sicuramente non hanno bisogno di walkthrough e sono la categoria più danneggiata assieme ai platform, il resto dei giochi ha del beneficio. Potrei leggere la tua frase come "si preoccupano di dare funzioni video sharing o streaming e non di renderli difficili abbastanza per far attivare le sinapsi", e anche in questo caso se non contestualizzi sbagli. Ci sono giochi difficili e molto impegnativi in giro, ma non se li fila quasi nessuno, e poi ci si lamenta della difficoltà dei giochi. La mia visione ovviamente è soggettiva, voglio solo offrirti un punto di vista diverso dal tuo, che può affermare (secondo personale esperienza) che queste tecnologie possono in realtà essere un ottimo supporto per giocare determinati giochi, che poi non siano così utili per tutti o che arrivino a danneggiare puzzle game et simila è ridondante dirlo, lì sta alla furbizia delle persone non rovinarsi un prodotto per il quale hanno pagato, o pagheranno.
  • lupo900
    lupo900
    Livello: 4
    Post: 12
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    Concordo con l'autore che ha una visione oggettiva e, similarmente alla mia, 'frustrata' della cultura moderna. Nonostante io sia un old player, ammetto che anche io mi sono fatto fregare in passato (basti pensare che sapevo il 30% di fallout4 prima di giocarlo, gli 'Ahhhhh' si sono sprecati durante la mia run, un gioco quasi completamente rovinato). è stato però da allora che ho bandito completamente notizie dei giochi che volevo giocare, walkthrough, video, etc dalla mia quotidianità. Ci si rende conto solo dopo, in effetti, che l'uso distopico dei mezzi non convenzionalmente forniti dagli sviluppatori che hanno dedicato tanto duro lavoro, ci porta a disprezzare o a godere meno di un titolo nella sua interezza. Al contrario ho imparato a disprezzare gli abusi di questo fake post avanguardismo del gaming che vogliono forzatamente far apparire come tale. Chi vuole giocare venga a casa mia che ci facciamo una run di Doom (il vecchio), Castle crashers, Divinity, Bomberman, proviamo qualche gioco sconosciuto jappo dello snes o del mame, o ci passiamo un vecchio Final Fantasy nel sofa. Sono annichilito di fronte alla nullità culturale che l'era dei social e dello streamer sta fornendo, sempre più mezzi per 'guardare' e non 'pensare col proprio cervello'. Non sono più disposto né a guardare né ad accettare maschi/femmine camwhore, multiplayer online o uber streaming di chi gioca a carte (!?!?!?!?!?!?). La mia opinione forse un po' dura non scenderà facilmente a molte persone, soprattutto chi sta circa o sotto la soglia dei 20 anni. Tuttavia confido che riparlandone fra 5 anni con una differente esperienza potrete capirmi. Saluti
  • MrSkellington
    MrSkellington
    Livello: 7
    Post: 5998
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    Uso anch'io a volte i walkthrough come sostituito delle demo in caso di indecisione, ma mi sembra folle guardare ore e ore di trasmissione. Magari per i competitivi ha senso, ma anche quello è un mondo che mi è alieno
  • mat80
    mat80
    Livello: 5
    Post: 590
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    Io i videowalkthrough li utilizzo solo ed esclusivamente per trovare i collezionabili che mi sono sfuggiti finendo il gioco. Mi vengono in mente ad esempio i piccioni di GTA IV, impossibili, almeno per me, da trovare senza indicazioni. Lontana da me l'idea di andare in cerca di soluzioni quando mi blocco davanti ad enigmi o boss fight particolarmente ostici, che a mio modesto parere rimangono il sale del videogioco: la soddisfazione di riuscire a superarli da solo è una delle poche cose che non è cambiata dal mondo dei videogiochi "di una volta", anche se di sicuro ora è meno frequente imbattersi in queste situazioni in quanto credo che la curva di difficoltà si sia abbassata sensibilmente negli ultimi anni.
  • Minollo64
    Minollo64
    Livello: 3
    Post: 866
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    La volta scorsa il Dreamcast, ora il Nintendo 64 ... mi volete proprio far morire di crepacuore.
  • Minollo64
    Minollo64
    Livello: 3
    Post: 866
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    fruire i videogames tramite youtube mi sembra un puro delirio, meglio spararsi nelle p@ll&.
    ciò premesso, può essere comodo per vedere come sconfiggere un nemico ostico o risolvere un puzzle complicato, ma è purtroppo evidente che non è questo il target principale del gioco.
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