Speciale Olimpiadi e videogiochi, un matrimonio possibile?

A cura di (BigV) del
Le Olimpiadi di Rio 2016 sono finalmente iniziate. Fino al 21 agosto tutti gli italiani fingeranno di essere amanti di ogni sport, perché se non si tifano i propri connazionali si passa per persone disdicevoli, sia mai. In queste serate afose passate a gioire delle vittorie conseguite dagli atleti italiani c’è qualcosa che non mi va giù, qualcosa che mi impedisce di godermi pienamente questi Giochi Olimpici. C’è lo spettacolo, ci sono gli atleti, le esibizioni di talento, forza, tecnica, c’è anche la gioia per gli occhi di ogni tipo per entrambi i generi umani.
E allora cosa c’è che non va? Me ne sono accorto quando, ad un certo punto, iniziavo a vedere i replay delle azioni più interessanti come dei “play of the game” di Overwatch. Ecco, perché non ci sono ancora le Olimpiadi videoludiche? Cosa c’è di meno emozionante in una partita da due ore a StarCraft 2 rispetto al badminton o all’hockey sul prato?



Hadoken e Controgambetto
Negli ultimi anni, gli eSport (nel mondo, e da un po’ anche in Italia) stanno iniziando a diventare un fenomeno ben consolidato per strutture e numeri coinvolti. Perché quindi non creare una competizione apposita in cui i talenti di tutto il mondo si possano cimentare nella speranza di essere i campioni assoluti di un determinato gioco? In realtà, i videogiochi potrebbero non avere neanche bisogno di una competizione come le Olimpiadi. Stando a Wikipedia, ci sono più di venti tornei ricorrenti ogni anno; forse non ci sarebbe neanche bisogno di dimostrare il proprio valore in una competizione specifica e totalizzante.
D’altra parte, alcuni videogiochi sono la cosa più vicina all’approccio che si ha allo sport al di fuori degli sport stessi, allenamento fisico escluso. Pensate ai campioni dei picchiaduro, tanto per citare un genere: personaggi come Daigo Umehara, in occasioni come il celebre “EVO Moment #37”, hanno dimostrato di essere qualcosa di ben oltre il rango di “giocatore”. Bisogna calcolare i frame di ogni mossa, conoscere quelli del proprio personaggio e degli altri, pianificare le combo con almeno due o tre mosse di anticipo, conoscere ogni counterpick, tutti elementi dell’allenamento da pro gamer che richiedono ore ed ore di studio. Atleti come questi - perché in questo caso la definizione è calzante - meritano di essere riconosciuti al di fuori della cerchia degli appassionati di videogiochi.
Il che è interessante perché, cercando qua e là, ho scoperto che gli scacchi sono uno sport olimpico riconosciuto, ma mai inserito nel programma dei Giochi. Gli scacchi richiedono una grande concentrazione, oltre a una serie di abilità mentali (come l’analisi e la previsione) notevoli. Personalmente conosco molto giochi da tavolo che richiedono le stesse abilità, mentre una partita a Street Fighter ad alti livelli (non il match con l’amico a premere bottoni a caso) richiede anche una parte di abilità fisiche date dai riflessi nel dover premere i pulsanti con velocità e precisione.



Mens sana in corpore sano
Quindi, volendo fare un semplice conto della serva, un campionato di Street Fighter è più “Olimpico” di una partita a scacchi.
Il problema è che, Street Fighter e Just Dance (che di competitivo ha ben poco) esclusi, nei videogiochi la preparazione fisica è qualcosa di non necessario, in alcuni casi marginale, al massimo. Le Olimpiadi, invece, celebrano anche questo aspetto dello sport, che è la base dell’attività stessa. Perché io e Fabio Basile (medaglia d’oro nel Judo a Rio) possiamo batterci quanto vogliamo, posso conoscere ogni leva, ogni tecnica mai creata o solo ipotizzata del Judo ed anche come si applica, ma il buon Fabio ha la preparazione fisica che io, probabilmente, non raggiungerò mai.
Qualcuno potrebbe obiettare che anche un videogiocatore si allena, in qualche modo. Allena il cervello e le “emozioni”, impara ad analizzare la situazione e prendere decisioni in fretta, e si addestra a mantenere il sangue freddo il più possibile nelle situazioni concitate, sfumature del carattere permettendo. Il fatto è che, per quanto sulla carta questo ragionamento abbia senso, non riesco a condividerlo. Alcuni videogiocatori professionisti raccontano che, insieme all’allenamento nel videogioco di riferimento, seguono una routine di esercizi aerobici, accompagnati da una dieta bilanciata e un numero sufficiente di ore di sonno. Ha senso, soprattutto se pensiamo al fatto che per allenarsi a, che so, League of Legends, non si fa niente di fisico e si passano molte ore su una sedia; è lungimirante accompagnare a questo allenamento uno di tipo “tradizionale”, per così dire. Il fatto è che non serve a nulla, è un’attività accessoria che non aiuta la prestazione in gioco, contrariamente a uno sport dove abbandonare qualsivoglia esercizio fisico significa precludersi la possibilità di migliorare nello stesso. Se fare due serie da dieci burpees ogni mattina appena svegli servisse a migliorare, in qualche modo, il rateo uccisioni/morti di Call of Duty, vedremmo dei giocatori professionisti molto più in forma. Se ai tornei di Black Ops 3 non ci sono tutti The Rock e Rounda Rousey, un motivo ci sarà.



Questione di bandiere
Ricapitoliamo. Non servono le Olimpiadi per celebrare i campioni videoludici perché ci sono già tanti tornei in giro per il mondo ogni anno, e i videogiochi sono poco adatti ai Giochi per via della poca fisicità espressa nelle partite. Quindi non servono delle “Olimpiadi Videoludiche”?
No, credo che sarebbe un grande evento. Le chiamiamo “Olimpiadi” per comodità, ma potrebbero chiamarsi in qualsiasi modo. Ciò che affascina dei Giochi è la lotta tra nazioni, e prima ancora tra culture, una cosa che nei videogiochi manca. I problemi nel creare un evento del genere sono tantissimi e, purtroppo, insiti nella natura del videogioco stesso.
Il pugilato, i 100 metri piani e il tiro con l’arco non sono dei prodotti, ma StarCraft e Dota 2 sì, e un evento come quello che ipotizziamo è una vetrina unica per sponsorizzarli, come l’intervallo del SuperBowl negli USA. Ce li vedete attorno a un tavolo tutti i publisher insieme al comitato organizzatore, per decidere quali titoli debbano essere inseriti come “discipline” in tali categorie e quali no? Sarebbe un delirio di propagande e accordi commerciali, qualcosa di difficilmente gestibile.
I tornei videoludici funzionano oggi perché, sostanzialmente, ognuno fa come vuole. Ci vorrebbe una personalità forte, qualcuno in grado di mettere in riga tutti i player dell’industria nel nome dello sport. Nella categoria shooter ci dovrebbero essere Overwatch, Call of Duty e Counterstrike, senza che nessuno venga sovrastato dagli altri in qualche modo come presenza ed importanza.
E, allo stato attuale, è difficile pensare che qualcuno sia in grado di creare uno scenario del genere. Anche perché, ultimo ma non per importanza, lo sport è per definizione comprensibile da tutti, al contrario dei videogiochi. Chiunque, come dicevamo in apertura, può appassionarsi ad un evento olimpico perché, pur non conoscendo i cavilli, capisce cosa sta vedendo sullo schermo. Ce la vedete la vostra ragazza tifare Faker, perché grazie al suo "counterpick" perfetto è riuscito a "counterare" Teemo per tutta la partita e, con una "build" studiata al millimetro, ha "carriato" la sua squadra fino alla vittoria? Io no.
Recensione Videogioco OLIMPIADI E VIDEOGIOCHI, UN MATRIMONIO POSSIBILE? scritta da BIGV È presto per tifare Italia nei videogiochi in una competizione anche lontanamente “olimpica”, e per un po’ di tempo ancora dovremo continuare a farlo negli eventi dedicati. Nel nostro Paese, poi, manca del tutto la cultura necessaria per considerare questi ragazzi degli sportivi, anche se non alzano pesi esorbitanti e non percorrono i 100m in tempi al limite dell’umano. Compiono delle imprese simili nei videogiochi, e un giorno forse verranno riconosciuti da tutti, ma per ora dovranno accontentarsi di noi videogiocatori.
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  • Leviathan
    Leviathan
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    Originariamente scritto da p3trucci

    Quanta ovvietà in un solo post...Ti parlo da atleta e da giocatore professionista negli esports. Ho giocato a basket fino in B1 fino ad un grave infortunio dal quale non mi sono mai ripreso al meglio, e ho investito tutte le mie forze negli esports, perchè erano l'unico modo per compensare l'agonismo che c'è in una persona che non può praticare, per un periodo lungo della propria vita, altri modi di agonismo. Beh, ti posso dire che se a basket mi allenavo tutti i giorni per arrivare al meglio alla partita, lo stesso era ai tempi su counter strike. Mi allenavo ogni giorno per migliorare e lo facevo con la stessa voglia e lo stesso impegno messo in uno sport "reale" come lo chiamate voi. Sport non è solo fisicità, ma è anche mente, riflessi e strategia. E questa cosa che il giocatore di videogiochi sia uno sfigato che sta sul divano a ingurgitare cose è un luogo comune stupido a mio modo di vedere. Se vuoi essere al top ti devi allenare come i top. Quindi stratching prima degli allenamenti, esercizi sulla memoria muscolare ecc ecc. Quindi, per favore, se da una parte posso essere d'accordo sul non vedere l'esports nelle olimpiadi, dall'altra non venitemi a dire che chi dedica anima e corpo in queste cose sia uno sfigato o un asociale ingurgitatore di bibite caloriche, sono stereotipi belli e buoni.
    Tu mi stai dicendo che l'impegno di un atleta olimpico è pari a quello di un videogiocatore? Credi che muovere i pollici su un divano si chiami allenamento? Mi spiace, ma non sono d'accordo.
  • Grendizer
    Grendizer
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    La mia generazione in un certo senso le ha fatte le olimpiadi... con un joystick...un commodore 64... Ed il decathol, hypersports, combat school etc.. sudavi le 7 camicie e quando finivi la partita ti facevano male le braccia... Se il joystick non era resistente alla lunga si spaccava, infatti usavo quello dell'Atari 2600 perché era superresistente haha cmq , scherzi a parte, se andate a leggere su wikipedia riguardo il "world cyber games", scoprirete che è un evento annuale che praticamebte corrisponde alle olimpiadi dei videogames. E per me è giusto così, cioè che i videogiochi abbiano un evento dedicato in quanto hanno una moltitudine di varianti per ogni genere che se fossero presenti in un evento come le olimpiadi classiche , sarebbe ingestibile senza ridurne drasticamente la portata e sminuirebbe il valore dell'evento in tema videoludico.
  • Dandylion
    Dandylion
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    Per carità ... i videogiochi sono statii sdoganato già abbastanza ... ci mancherebbe di inserirli nelle olimpiadi ... mi auguro che i due mondi stiano il più lontano possibile tra di loro sinceramente ...
  • p3trucci
    p3trucci
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    Originariamente scritto da Zenox87

    infatti è arrivata tra gli ultimi, hanno partecipato più per simpatia che per gareggiare
    e dov'è il problema? ci sarà sempre chi è più o meno forte, era per farti capire che quei paesi dove "non arrivano manco le console" possono partecipare proprio come la jamaica partecipa alle olimpiadi invernali.
  • Zenox87
    Zenox87
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    Originariamente scritto da p3trucci

    la jamaica ha una squadra di bob...devo aggiungere altro?
    infatti è arrivata tra gli ultimi, hanno partecipato più per simpatia che per gareggiare
  • p3trucci
    p3trucci
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    Originariamente scritto da Zenox87

    Bho, le olimpiadi le adoro perché hanno un loro fascino che viene dall'antichità dove nello sport si gioca un campo neutro tra la sfida delle nazioni, con i videogiochi vedo la cosa che c'entra poco o niente e non sarebbe calibrato per niente visto che ci sono paese che hanno l'Esport come un grosso business e altri malapena arrivano le console.
    la jamaica ha una squadra di bob...devo aggiungere altro?
  • p3trucci
    p3trucci
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    Originariamente scritto da Leviathan

    Ma finiamola! Lo sport è sudore, sacrificio, dolore ma anche forza di volonta, carattere, potenza, passione ed abnegazione. Per quanto ami il mondo videoludico trovo assurdo paragonare questi due mondi. Un atleta olimpico si allena tutta la vita per una gara che probabilmente durerà pochi minuti. Un videogiocatore passa tutta la vita disteso sul divano a ingurgitare alimemti ipercaloroci, il paragone non regge!
    Quanta ovvietà in un solo post...Ti parlo da atleta e da giocatore professionista negli esports. Ho giocato a basket fino in B1 fino ad un grave infortunio dal quale non mi sono mai ripreso al meglio, e ho investito tutte le mie forze negli esports, perchè erano l'unico modo per compensare l'agonismo che c'è in una persona che non può praticare, per un periodo lungo della propria vita, altri modi di agonismo. Beh, ti posso dire che se a basket mi allenavo tutti i giorni per arrivare al meglio alla partita, lo stesso era ai tempi su counter strike. Mi allenavo ogni giorno per migliorare e lo facevo con la stessa voglia e lo stesso impegno messo in uno sport "reale" come lo chiamate voi. Sport non è solo fisicità, ma è anche mente, riflessi e strategia. E questa cosa che il giocatore di videogiochi sia uno sfigato che sta sul divano a ingurgitare cose è un luogo comune stupido a mio modo di vedere. Se vuoi essere al top ti devi allenare come i top. Quindi stratching prima degli allenamenti, esercizi sulla memoria muscolare ecc ecc. Quindi, per favore, se da una parte posso essere d'accordo sul non vedere l'esports nelle olimpiadi, dall'altra non venitemi a dire che chi dedica anima e corpo in queste cose sia uno sfigato o un asociale ingurgitatore di bibite caloriche, sono stereotipi belli e buoni.
  • Dadone
    Dadone
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    Non scherziamo, dai.
  • XCOM
    XCOM
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    mmm penso che gli eSPorts rispecchiano gli sport come uno youtubers creda di "lavorare" facendo dei video,l'umanità da quando è nata non è mai stata in grado di dare il giusto peso e le giuste misure a tutte le cose,troviamo così gente che vive in ville lussuose dopo 3-4 ore di "lavoro" mentre altre si ammazzano una giornata intera è non riescono ad arrivare a fine mese,perfino la vita non è bilanciata per esempio puoi fumare una vita intera e mangiare porhcerie tutti i giorni e vivere sano e snello mentre puoi non fumare mai e mangiare poco ma diventare grasso e prenderti anche un tumore,su alcune cose non possiamo farci niente,non ancora,su altre non abbiamo mai saputo dare il giusto valore.Tutto questo per dire che gli eSports sono una realtà ma non quella che molte persone si immaginano perchè dipende tutto dalle esperienze personali,chi non ha mai sudato in vita sua non capirà niente di quello che ho appena detto e purtroppo sono tanti che si afflosciano sul divano e pensano che se tutto gli và storto non dipende da loro,la filosofia dietro ai videogiochi e qualcosa del genere,dovrebbe essere un divertimento ma è innegabile che la maggioranza delle persone prende quello che gli capita e ci passa intere giornate perchè non vuole vivere,non vuole fare altro,in tutto questo entra in gioco una società che ha preso di mira un nuovo business fatto di milioni di persone che ci credono perchè è facile credere in quello che si vuole sopratutto se non costa nessuna fatica quindi puoi farlo anche dal salotto di casa tua,penso che la chiave sia capire che il vidoegioco è divertimento e può essere una passione,puoi diventare anche bravo ma non cè bisogno di tornei nazionali sponsorizzati perchè e qualcosa che si può fare gratis e chiunque,diciamo che il detto "l'importante non è vincere ma partecipare" calza a pennello non che ci sia niente di male nel gareggiare e avere un obiettivo di vittoria ma non ha niente a che fare con il divertimento videoludico,sopratutto le olimpiadi mostrano come l'essere umano possa superare i suoi limiti,corpo e mente,il videogioco e un esperienza del tutto diversa da questo,quello che andrebbe riconosciuto e il suo ruolo nella società non come disciplina,sarebbe ridicolo vi immaginate una palestra per insegnare a giocare??? che senso avrebbe,snatura lo stesso concetto del videogioco ovvero il semplice divertimento ludico.
  • Zenox87
    Zenox87
    Livello: 2
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    Originariamente scritto da Zenox87

    Bho, le olimpiadi le adoro perché hanno un loro fascino che viene dall'antichità dove nello sport si gioca un campo neutro tra la sfida delle nazioni, con i videogiochi vedo la cosa che c'entra poco o niente e non sarebbe calibrato per niente visto che ci sono paese che hanno l'Esport come un grosso business e altri malapena arrivano le console.
    paesi*
  • Zenox87
    Zenox87
    Livello: 2
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    Bho, le olimpiadi le adoro perché hanno un loro fascino che viene dall'antichità dove nello sport si gioca un campo neutro tra la sfida delle nazioni, con i videogiochi vedo la cosa che c'entra poco o niente e non sarebbe calibrato per niente visto che ci sono paese che hanno l'Esport come un grosso business e altri malapena arrivano le console.
  • Urahara92
    Urahara92
    Livello: 5
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    Quando non sai più che articoli scrivere e allora tiri fuori assurdità simili. Un articolo simile può solo accompagnare.
  • diennea2
    diennea2
    Livello: 5
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    Ciò che accomuna (per fare un esempio) le olimpiadi dagli e-sport sinceramente lo vedo con il binocolo, e quasi a malapena. Per carità, "tutto molto bello" come si suol dire, ma non tutto ciò che luccica è oro, il mondo dei videogiochi è già bello che sdoganato in realtà, e i semplicissimi numeri di vendita di qualsiasi console/videogioco et similia parlano molto chiaro. Il problema principale è la Cultura videoludica (con la "C" maiuscola), perchè la mercificazione estrema vista come semplice prodotto commerciale "usa e getta" (o meglio usa e rivendi) non dovrebbe far parte della Cultura videoludica. Le mani di questo lerciume chiamato mercato dei videogiochi andrebbero ad insozzare anche l'idea più onesta e semplice come quella del redattore. Oggi come oggi qualsiasi intenzione, anche la più nobile, correrebbe il rischio di essere bruciata in favore del dio denaro. Il nostro "bel Paese" c'entra relativamente poco, il problema è molto più vasto ed ha radici molto più profonde.
  • nicolasansone
    nicolasansone
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    madonna pero che facce di m...a i 3 giappocinesi nel imamgine iniziale
  • JoJo69
    JoJo69
    Livello: 4
    Post: 126
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    Originariamente scritto da MrSkellington

    D'accordissimo, la sto guardando proprio ora!
    Io sono rimasto colpito invece dal pugilato, ammazza che botte che si danno
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