Il successo di Facebook - Speciale

Francesco "Mastelli Speed" Ursino - del 15/08/2011
Subscribe Riduce la dimensione del testo Aumenta la dimensione del testo Iscriviti alla Newsletter di SpazioGames Stampa questo articolo
La domanda da mille milioni di dollari è: ma se Facebook è gratis, come fa a fare tanti soldi? La prima risposta, la più ovvia ma non completamente corretta, potrebbe essere: con la pubblicità. Recenti ricerche ed articoli però spiegano meglio come il social network più utilizzato al mondo basi la sua fortuna su meccanismi più complessi ed articolati. Perché Facebook non guadagna con la pubblicità dei brand più famosi: al contrario, è proprio il social network che (in teoria) fa guadagnare questi ultimi

Il meraviglioso ed ambiguo mondo dei widget
Volendo schematizzare il tutto, il successo economico di Facebook è dovuto, tra gli altri, a tre fattori: i widget, le applicazioni di terzi ed il passaparola (il cosiddetto word-of-mouth). I primi elementi elencati sono costituiti da tutti i vari pulsanti “Tweet This”, “Mi piace” e “Buzz it”, individuabili ormai nella maggior parte di pagine web, ed assumono un’importanza capitale nell’economia dei social network; secondo diverse fonti, prime tra tutte il Wall Street Journal, i widget contribuiscono a tenere traccia delle pagine web visitate dagli utenti, basando il tutto su un sistema di cookie, ovvero dei particolari file che comunicano tra sito e pc della singola persona. Se si pensa poi che gli elementi in questione agiscono anche nel momento in cui non vegono utilizzati (in sostanza, anche quando non vengono cliccati, visto che basta visitare la pagina per far partire la comunicazione tra cookie e social network), tutto ciò può farne intendere l’importanza. E’evidente infatti come possa risultare strategico per una determinata impresa sapere che un certo profilo (età, zona geografica, livello di istruzione) giudichi positivamente o meno il proprio prodotto/servizio su Facebook, anche perché è probabile che quello stesso utente abbia commentato il post di un’altra persona, collegata a sua volta ad altri soggetti tramite il ben conosciuto ed utilizzato meccanismo delle amicizie. Questo processo ben si collega al mondo dei videogiochi: solo per fare un esempio, una determinata software house potrebbe far circolare un teaser trailer di un ipotetico gioco, osservando i commenti sui vari Youtube, Facebook e Twitter, grazie anche a particolari strumenti che identificano e quantificano la natura dei commenti ed i post per ora relativi ad un determinato argomento. Una volta raccolti determinati dati, la direzione marketing potrà agire di conseguenza, indirizzando al meglio la strategia di vendita.

Quando il giochino si fa duro
Il secondo elemento da considerare è costituito dagli applicativi di terzi: in questo campo vanno inclusi gli introiti derivati dall’utilizzo di videogiochi come i famosi FarmVille e Mafia Wars, sviluppati da Zynga. Questo tipo di elementi riesce a far fruttare cifre impressionanti, soprattutto grazie al sistema dei crediti, che permette di acquistare determinati contenuti per i giochi in questione. Nel concreto, infatti, la transazione economica avviene tra Facebook e l’utente, anche se gli introiti vanno allo sviluppatore del gioco, il quale però deve dividere la fetta in determinate percentuali con lo stesso social network. Per ogni transazione, dunque, Facebook “ci mette la faccia”, interagendo con l’utente e veicolando gli utili. Lo stesso meccanismo, seppur con qualche variazione, è riscontrabile anche nei Facebook Gift; questi elementi, infatti, sono basati su un sistema che permette a chiunque di inviare regali virtuali. Da non dimenticare il fatto che gli stessi gift possono essere utilizzati per raccolte di beneficenza e manifestazioni di solidarietà

Ma allora, questa roba funziona o no? I soldi ci sono?
Un elemento chiave, quando si parla di pubblicità su internet, è dato dalla pluridirezionalità della comunicazione: l’era della pubblicità via banner, monodirezionale e passiva, non è certo finita, ma comunque la sensazione è che i nuovi veicoli di comunicazione d’impresa coinvolgano in modo più assiduo l’utente finale. Facebook ne è proprio l’esempio: periodicamente circolano voci su una fantomatica conversione del sistema delle iscrizioni, che dovrebbero diventare a pagamento. Quale sarebbe la conseguenza di tutto ciò? Gli utilizzatori, probabilmente, migrerebbero verso un altro social newtork free, e Facebook (o chi per lui) si ritroverebbe con un pugno di mosche. Perché quello che fa Facebook, così come le televisioni commerciali o le stazioni radio, è mettere a disposizione di brand ed imprese una distesa sterminata di possibili consumatori, e tutto ciò si esplica nei metodi e nelle occasioni di generare entrate che abbiamo descritto prima. Probabilmente, Facebook guadagnerebbe facendo pagare i propri utenti solo ed esclusivamente nel momento in cui non fosse più appoggiato dalla pubblicità (cosa che, al momento, è poco credibile). Le ricerche dimostrano, infine, che scarse percentuali di persone sono convinte ad acquistare un prodotto pubblicizzato in maniera “diretta” (per esempio con banner del tipo: “compra questo prodotto, è il migliore, fidati”): la comunicazione deve essere più discreta, e "scendere" al livello del consumatore, stimolandone il feedback in tutti i modi, avviando cioè uno scambio reciproco di informazioni. Anche perché, una volta ottenuta la fiducia del probabile acquirente, diversi articoli dimostrano come questo possa essere incline (in misura del 50%) a suggerire ad altri il prodotto/servizio oggetto della comunicazione.
Recensione Videogioco IL SUCCESSO DI FACEBOOK scritta da MASTELLI SPEED

Commento Finale

Che Facebook non fosse stato creato per beneficenza, difatti, ne erano convinti in molti. Conoscere le cifre esponenziali dei suoi guadagni ha fatto però riflettere, soprattutto se si guarda al fatto che i social network sanno sfruttare in modo assiduo le nuove tecniche di pubblicità non convenzionali. In questo contesto anche i videogiochi, come visto, fanno la loro parte, riuscendo a garantire introiti cospicui. Una volta conosciuti, vero è che questi metodi pubblicitari sembrano essere poco efficaci: la reazione tipo è: “io non comprerò mai un prodotto solo perché è pubblicizzato su Facebook”. Il tipo di pubblicità di cui si sta parlando, però, è diverso da quella conosciuta, ed è veicolata proprio dagli stessi utenti, che scambiano le loro opinioni con amici e conoscenti. Questo basta per guadagnare cosi tanto? Le ricerche, e circa un miliardo ed ottocento milioni di introiti nel solo 2010 (dati riferiti a Facebook), suggerirebbero di sì.

Come valuti questo articolo? Mi piace Mi piace Non mi piace Non mi piace
Scrivi un commento
Se non hai un account clicca qui per registrarti su SpazioGames.
Nome utente:
Password:
    Numero commenti: 14
  • M1ke_87
    Livello: 6
    1086
    Post: 95
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da araset
    Quini facebook vende i dati dei suoi utenti relativi a pagine web e a mi piace e/o gusti e pagine visitate di modo che poi le aziende a cui le vende possano fare pubblicita più diretta a noi? Ora quello che mi chiedo è, finche si tratta di pagine cookie etc. è ok ma se un giorno diventassero dati personali e/o privati? Vabeh c'è sempre stata questa cosa da parte dei siti comunque di sbandierare indirizzi e-mail a destrae a manca per invare pubblicità fastidiose sulla casella postale, quindi a sto punto meglio il "metodo facebook", ma la cosa è da tenere d'occhio e dobbiamo restare sempre informati su ciò che accade ai nostri dati registrati in rete (vedi account runati sul PSN).


    esattamente quello che penso, col tempo e con lo svilupparsi dei modelli di business simili a quello di facebook la privacy andrà sempre di più a farsi benedire e noi non ce ne accorgeremo nemmeno; l'unica soluzione credo che sia cercare di autolimitarsi e fare attenzione a ciò che si va a cliccare!!
  • araset
    Livello: 6
    3255
    Post: 375
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Quini facebook vende i dati dei suoi utenti relativi a pagine web e a mi piace e/o gusti e pagine visitate di modo che poi le aziende a cui le vende possano fare pubblicita più diretta a noi? Ora quello che mi chiedo è, finche si tratta di pagine cookie etc. è ok ma se un giorno diventassero dati personali e/o privati? Vabeh c'è sempre stata questa cosa da parte dei siti comunque di sbandierare indirizzi e-mail a destrae a manca per invare pubblicità fastidiose sulla casella postale, quindi a sto punto meglio il "metodo facebook", ma la cosa è da tenere d'occhio e dobbiamo restare sempre informati su ciò che accade ai nostri dati registrati in rete (vedi account runati sul PSN).
  • M1ke_87
    Livello: 6
    1086
    Post: 95
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Ah, e cmq complimenti al Redattore, bellissimo articolo e pure molto utile. Personalmente spero che lo leggano in tanti; farsi un po' di cultura su questi nuovi modelli di business emergenti fa sempre bene!!
  • M1ke_87
    Livello: 6
    1086
    Post: 95
    Mi piace 2 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da -Dart92-
    quindi se ho capito bene le imprese pagano facebook per poter avere accesso ai dati raccolti dai coockie dei widget? Il tutto con lo scopo di raccogliere informazioni e fare pubblicità mirata?


    In effetti vendere informazioni "personali" a terze parti non sarebbe propriamente legale, però è anche da vedere cosa c'è scritto nel "contratto" che si checka al momento dell'iscrizione in Facebook; credo proprio che lì ci sia scritto che ci si rende disponibili a far si che tt i nostri commenti e vari vengano usati da FB x fare dindini a palate!! ^^
  • Whirring
    Livello: 4
    8221
    Post: 1391
    Mi piace 2 Non mi piace 0
    Guardate che se non avete Facebook non siete fighi o illuminati, è solo un social network nulla di più nulla di meno. E' seccante in ogni news che riguarda facebook leggere "IO NON L'AVRO' MAI!1!!!1" ma chi se ne frega!! Non giudico una persona dal social network che usa, il consiglio sarebbe quello di smetterla di sbandierarlo a tutti i venti, siete più ripetitivi di Media Shopping....e questo è male! cit.
  • Mastelli Speed
    Redattore
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da Lander-P
    Beh, un marketing decisamente funzionante. Comunque... io non comprerò mai un prodotto solo perché è pubblicizzato su Facebook !! [cit. Mastelli Speed nel suo articolo] xD
    Ottimo articolo, W SpazioGames !!!


    yeah!
  • Mastelli Speed
    Redattore
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da neo-knight
    Dovrebbe essere una roba del genere!


    si, a grandi linee il meccanismo funziona cosi
  • Alex1993
    Livello: 2
    25
    Post: 44
    Mi piace 0 Non mi piace -2
    Io non Ce l' avrò mai
  • neo-knight
    Livello: 4
    4082
    Post: 3479
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da -Dart92-
    quindi se ho capito bene le imprese pagano facebook per poter avere accesso ai dati raccolti dai coockie dei widget? Il tutto con lo scopo di raccogliere informazioni e fare pubblicità mirata?

    Dovrebbe essere una roba del genere!
  • Lander-P
    Livello: 6
    2868
    Post: 381
    Mi piace 2 Non mi piace 0
    Beh, un marketing decisamente funzionante. Comunque... io non comprerò mai un prodotto solo perché è pubblicizzato su Facebook !! [cit. Mastelli Speed nel suo articolo] xD
    Ottimo articolo, W SpazioGames !!!
  • -Dart92-
    Livello: 6
    2870
    Post: 289
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da Mastelli Speed
    allora, in base ai widget è possibile "tracciare" le pagine visitate dagli utenti. queste informazioni arrivano a facebook, e le imprese le possono utilizzare per avere più dati da interpretare per plasmare, come dici tu, una campagna di comunicazione più adeguata (bada bene che. ufficialmente. facebook non dichiara di passare questi dati a terzi ma, in realtà, diverse fonti raccontano il contrario). la pubblicità a quel punto può svilupparsi sia su un rapporto brand-utente, tramite classici banner o altro, sia tra cliente e cliente, sfruttando il meccanismo del passaparola sul quale, giustamente, non sembra sia giusto dilungarci poi tanto...a meno che non siate interessati all'argomento: in tal caso vedremo cosa fare


    quindi se ho capito bene le imprese pagano facebook per poter avere accesso ai dati raccolti dai coockie dei widget? Il tutto con lo scopo di raccogliere informazioni e fare pubblicità mirata?
  • Mastelli Speed
    Redattore
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da neo-knight
    Articolo decisamente interessante, anche se non mi è chiaro come si muovano i soldi relativamente all'uso dei widget! Cioè, in base a questi viene plasmata la pubblicità dall'utente e di conseguenza cambiano i movimenti di fondi tra FB e Terzi che richiedono di essere pubblicizati?


    allora, in base ai widget è possibile "tracciare" le pagine visitate dagli utenti. queste informazioni arrivano a facebook, e le imprese le possono utilizzare per avere più dati da interpretare per plasmare, come dici tu, una campagna di comunicazione più adeguata (bada bene che. ufficialmente. facebook non dichiara di passare questi dati a terzi ma, in realtà, diverse fonti raccontano il contrario). la pubblicità a quel punto può svilupparsi sia su un rapporto brand-utente, tramite classici banner o altro, sia tra cliente e cliente, sfruttando il meccanismo del passaparola sul quale, giustamente, non sembra sia giusto dilungarci poi tanto...a meno che non siate interessati all'argomento: in tal caso vedremo cosa fare
  • -Dart92-
    Livello: 6
    2870
    Post: 289
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Bell'articolo, mi hai chiarito un dilemma che avevo da tempo
  • neo-knight
    Livello: 4
    4082
    Post: 3479
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Articolo decisamente interessante, anche se non mi è chiaro come si muovano i soldi relativamente all'uso dei widget! Cioè, in base a questi viene plasmata la pubblicità dall'utente e di conseguenza cambiano i movimenti di fondi tra FB e Terzi che richiedono di essere pubblicizati?
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
SEGUICI SU:
versione per cellulari
facebook
twitter
twitter
Per non perdere le novità settimanali inoltre non dimenticare di iscriverti alla nostra Newsletter
Get the Flash Player to see this player.
© 1999 - 2010 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967