Recensione di Metal Gear Solid Special Missions

Copertina Videogioco MGS VR Missions
  • Piattaforme:

     PSX
  • Genere:

     Stealth game
  • Sviluppatore:

     Konami
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano (testo e parlato)
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
8.8
Voto lettori:
9.2
- Contiene tutto l’originale MGS
- Tantissime missioni (oltre 300)
- Alcune missioni sono varie e geniali
- Video e contenuti extra
- Più longevo dell’originale
- Il Ninja è finalmente giocabile…
- …ma solo in tre missioni
- Nessuna trama
- Alcune missioni sono molto frustranti
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A cura di Lucian Albanese (Makinit) del
Correva l’anno 1999, quando uscì un videogioco per PlayStation che portava il nome di Metal Gear Solid, un marchio indimenticabile. Tale prodotto fece gridare al miracolo per la straordinaria profondità tecnica e stilistica che sfoggiava.

La qualità permanente
L’azione di gioco si basava sostanzialmente su meccaniche “stealth”, che si traduce in termini di giocabilità nell’obbiettivo di penetrare in una base nemica facendosi scoprire dai nemici il meno possibile, per tentare di distruggere un’arma di distruzione di massa, il Metal Gear. Questo compito venne affidato all’agente speciale Solid Snake, che già in precedenza aveva avuto a che fare col MG, e che si ritrova ora a dover nuovamente riaffrontare la minaccia.
Queste sono solo le basi della trama, che si svilupperà in maniera assolutamente spettacolare ed imprevedibile, piena di intrighi degni di un film hollywoodiano, condito anche con una colonna sonora davvero azzeccata e di livelli altissimi.
Come detto, se si vuole sopravvivere, le modalità d’azione devono essere quelle furtive: dovrete passare attraverso magazzini, condotti e corridoi senza che il nemico abbia la possibilità di scoprirvi; per facilitare questa operazione, sarà disponibile un radar, con rivelatore di posizione, che però si spegnerà se venite scoperti. Mai come in MGS, la calma e la pianificazione pagano: nonostante all’inizio non siate molto forniti di armi, non ne dovreste mai sentirne la mancanza, poiché il vostro vero asso nella manica è il vasto bagaglio di mosse che Snake ha a disposizione per eludere i nemici. Particolarmente notevole è anche la disposizione della telecamera che varia dinamicamente ogni qual volta ci si appoggi ad un muro, facilitando notevolmente la visuale, e accentuando ancora di più il taglio cinematografico, già evidente nell’intera produzione. Di tanto in tanto vi imbatterete anche in poderosi boss di fine zona, tutti molto curati e ben fatti, sia per quanto riguarda il design comportamentale sia per dinamica di battaglia.

Le cause dell’edizione speciale
Il gioco è uscito, prima che in America e in Europa, in Giappone. Durante le varie localizzazioni successive, però, sono state aggiunte varie nuove caratteristiche, che però erano inaccessibili ai fan giapponesi. Per non alimentare sensazioni di trascuramento nei giocatori orientali, Konami fece uscire Metal Gear Solid Integral, che conteneva, oltre a tutte le aggiunte delle versioni americane ed europee, anche una inedita modalità in prima persona, ed un terzo disco: in America ed Europa è giunto solo quel famigerato terzo disco (lasciandoci con l’amaro in bocca riguardo la mancanza della modalità in prima persona, rimasta confinata alla versione Integral uscita solo in Giappone).

Il terzo disco: Special Missions
Va subito precisato che se non possedete il gioco originale non potrete giocare al terzo CD, ma potrete facilmente trovarlo in bundle (MGS+Special Missions); questo però vale solo per la versione PAL (europea), poiché in quella america il gioco viene venduto solo separatamente, col nome di VR Missions, e non è necessario avere l’episodio originale per goderselo.
Specificata questa importante quanto singolare caratteristica, possiamo entrare nei meandri del disco attorno al quale ruotano tutte le novità di questa riedizione.
Il CD consiste sostanzialmente in una serie di oltre 300 missioni realizzate in realtà virtuale (VR), come le missioni d’allenamento presente nel gioco originale. Ognuna di queste prevede gli obbiettivi più vari, alcuni semplici, alcuni che richiedono l’azione e i riflessi, ed altri che necessitano l’uso di materia grigia.

Party game?!
Nella sua vastità, sembra di avere davanti ai propri occhi un party game per un giocatore, in quanto il numero di sezioni è sconcertante: troviamo le 4 grandi categorie principali, Sneaking, Weapon, Advanced e Special, e ognuna di queste si suddividono in numerose altre categorie comprendenti almeno 10 o 15 missioni (tranne rari casi) e i loro corrispettivi Time Attack.
Nello Sneaking Mode bisogna portare Snake verso il cristallo senza farsi mai scoprire dai nemici; a sua volta la modalità Sneaking si divide in due menù che permettono di affrontare le stesse missioni scegliendo se utilizzare le sole mani nude, o una pistola con silenziatore (ma in questo caso sarete costretti ad uccidere tutti i nemici).
La modalità Weapon sarà invece concentrata sull’utilizzo delle armi, e in prevalenza, dovrete distruggere dei cristalli entro un tempo limitato.
La modalità Advance è simile alla Weapon, ma qui dovrete vedervela contro degli avversari umani, quindi molto più scaltri.
Ma il vero cuore di Special Missions è la modalità Special. Oltre alle relativamente banali modalità di sopravvivenza (come 1min battle e Vs. 12 battle), avrete a che fare con le Variety Missions, missioni dai molteplici obbiettivi tutti originali, Puzzle, particolarmente intricate e adatte ai cervelloni, VR Mission, una lunga missione che si articola in più aree.

Misteri e Ninja
Sicuramente le migliori sezioni del disco sono le modalità Mystery e Ninja. La prima permette di affrontare una serie di 10 livelli, mettendo in gioco la propria materia grigia; dovrete risolvere dei casi di omicidio, tenendo conto degli indizi che sono stati appositamente proposti dagli sviluppatori, e capire quale tra i 3 nemici è il vero assassino della vittima; ciò che stupisce è l’incredibile fantasia dei produttori che hanno saputo ricreare le situazioni più ingegnose, dando però loro sempre una buona dose di credibilità (impedibile la missione che suggerisce “L’assassino torna sempre nel luogo del delitto”).
Altra grande fonte di sorprese è la modalità che permette di soddisfare uno dei più evidenti desideri dei fan di MGS: giocare nei panni del Ninja. Usare il grande Grey Fox risulta essere un esperienza gratificante, non solo per il carisma innegabile del personaggio, ma anche per via dello stile completamente diverso da quello di Snake, che permette di immedesimarsi in una macchina da guerra tanto silenziosa quanto letale. Ciò che è più apprezzabile è sicuramente il fatto che possiate utilizzare tutte le mosse che Grey eseguiva contro Snake, potrete quindi diventare invisibili, creare un campo magnetico (entrambi a dispendio della vostra energia vitale), o persino deviare i proiettili con la spada. Unico difetto di questa modalità è che le missioni in totale sono solo 3 (ma sono ambientati in luoghi realistici e non zone VR), e da Konami ci si poteva certo aspettare maggiore considerazione per un personaggio come il Ninja, anche per via del fatto che la sua realizzazione è praticamente perfetta e si avrebbe certamente gradito poterlo utilizzare anche nel gioco originale, o almeno dargli un numero maggiore di missioni. Fa capolino come difetto principale, anche l’assenza di una trama vera e propria, dal momento che tutto si “riduce” ad una serie innumerevole di missioni senza alcuna sequenza d’intermezzo. A questo però si contrappone il fattore longevità, che diventa incredibilmente alto, proprio grazie al numero a dir poco esagerato di modalità e segreti (fra cui alcuni video e trailer dell’episodio originale, e un immagine del Metal Gear Ray da MGS2).
Recensione Videogioco METAL GEAR SOLID SPECIAL MISSIONS scritta da MAKINIT Metal Gear Solid è una garanzia. Il primo episodio della serie risulterà indimenticabile e lascerà un segno indelebile a tutti i giocatori che avranno la volontà di giocarlo. In questa seconda incarnazione, poi, risulta ancora più evidente la qualità del prodotto, che, se nella sua forma originale poteva peccare di longevità, ora ha praticamente eliminato qualsiasi difetto, presentandosi come un gioiello perfetto. Sicuramente un videogioco immortale, che ormai è entrato nella storia, e che è destinato a rimanervi, senza sentire il peso dell’età: la qualità non soffre il tempo.
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