Recensione di Silent Hill Book of Memories

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS Vita
  • Genere:

     Survival horror
  • Sviluppatore:

     Konami
  • Distributore:

     Halifax
  • Data uscita:

     2 novembre 2012
6.5
Voto lettori:
6.9
- Diverte a tratti nella sua semplicità
- Sei finali alternativi
- Modalità multigiocatore davvero ben supportate
- NON è Silent Hill come ve lo ricordavate
- Sistema di karma inconsistente
- Loot estremamente povero
- Caricamenti troppo lunghi
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A cura di Gianluca Arena (DottorKillex) del
Arrivati quasi in fondo a questo 2012, se volessimo tracciare un bilancio del primo anno solare di PSVita sul mercato faremmo difficoltà ad appioppargli un voto univoco: dopo un inizio scoppiettante, e forte di caratteristiche tecniche che ne fanno la fuoriserie tra le portatili (device iOS compresi), la console Sony ha attraversato mesi interlocutori, in cui le
uscite di rilievo hanno scarseggiato, generando qualche dubbio tra gli utenti, tanto reali quanto potenziali.
Silent Hill Book of Memories, inatteso spin off della storica saga Konami ultimamente caduta un po’ in disgrazia, arriva così in un momento che, nonostante la vicinanza delle festività natalizie, non sembra il più propizio per la macchina Sony. 


Da Shantae alla collina silente
Wayforward, gruppo di sviluppatori americani di discreto successo fin qui (su tutti citiamo Shantae e il più recente Mighty Flip Champs!), non ha avuto alcun timore reverenziale nell'approcciarsi ad una serie che ha poteva contare su milioni di fan nel suo momento d'oro, a cavallo tra la quinta e la sesta generazione di console, proponendo un capitolo che, pur da spin off, stravolge completamente tutti i canoni di gioco distintivi della serie fin qui, proponendosi come un'esclusiva PSVita e come un gioco fortemente improntato alla cooperativa, molto più vicino a canoni occidentali rispetto ai primordi dal gusto orientale della serie.
La trama, come quella di molti dungeon crawler (perché è di questo che in fondo stiamo parlando) risulta essere poco più che un pretesto, un calcio per spingerci oltre la porta a confrontarci con un bestiario da incubo: nella sera del nostro compleanno, un inquietante postino ci recapita un pacco proveniente da Silent Hill, incurante delle nostre rimostranze derivanti dal fatto che non solo non conosciamo nessuno in quella ridente (?!?) cittadina, ma addirittura ne ignoravamo del tutto l'esistenza. Non bastasse la pioggia incessante e il fatto che stiamo trascorrendo la sera del nostro compleanno in totale solitudine, aperto il volume contenuto nel pacco, ci viene la bella idea di riscriverlo, visto che, apparentemente, contiene una descrizione dettagliata della nostra vita fin qui.
"Che bello sarebbe poter cancellare gli errori commessi in punta di gomma".
E invece no. Sarà l'inizio della fine.


Squadra che perde si cambia
Il sottile sostrato narrativo termina, di fatto, qui: il nostro alter ego, scelto tramite un poverissimo tutorial, si ritrova catapultato in una realtà infernale, evidentemente debitrice, almeno in quanto a scenari e bestiario, nei confronti delle precedenti avventure pubblicate da Konami.
Dopo gli ultimi, più che deludenti risultati di Homecoming e Downpour, infatti, sia la casa giapponese sia gli sviluppatori americani devono aver pensato di dare una bella svecchiata al gameplay, nel disperato tentativo di traghettare la saga anche nella prossima generazione di console: la strada scelta è grossomodo quella dell'action RPG con visuale isometrica, sebbene vi siano dei distinguo importanti da fare. Il primo riguarda l'attenzione al loot, che è in genere il motore che muove i giochi di questo genere e che invece, in Book of Memories assume un ruolo meno primario, quasi dimesso. E' vero che raccoglieremo moltissime armi, medipack e kit di riparazione dai cadaveri dei nostri nemici, ma senza che queste si differenzino mai l'una dall'altra, senza la scintilla costituita dall'aver rinvenuto l'arma magica unica che nemmeno nei nostri sogni più proibiti.
Il nostro protagonista raccoglierà quello che troverà per poter sopravvivere e si troverà, nella maggior parte dei casi, a dire addio all'arma raccolta solo tre stanze prima.
Questo perché le armi deperiscono con l'uso, fino a diventare inutilizzabili, seguendo una scala di colori analoga a quella dei semafori, dove verde simboleggia un'arma in buono stato, giallo un'arma mediamente usurata e rosso un'arma che sta per lasciarci a piedi: questa struttura, unita ad una certa scarsità di munizioni, medipack e kit per la riparazione delle suddette armi, solletica l'istinto di sopravvivenza del giocatore soprattutto negli ultimi livelli dell'avventura, apparentandosi, seppur molto lontanamente, con l'angoscioso incedere dei protagonisti dei precedenti episodi.
Scordatevi, però, balzi sulla sedia e rumori inquietanti, perché la produzione Wayforward punta forte sul gameplay, sul multiplayer e su un'azione adrenalinica perfetta per una fruizione breve e occasionale.
Proprio il gameplay lascia spazio a numerose critiche, pur non rivelandosi l'infausta porcheria che certa stampa internazionale vorrebbe farci credere: il sistema di combattimento, davvero basilare, diverte per le prime ore, per poi rivelarsi ripetitivo e finanche un po’ approssimativo nel riconoscimento di alcune hit box. Così anche il sistema di Karma implementato, sulla carta interessante, si rivela essere il classico boomerang mal lanciato che torna in faccia agli sviluppatori.
Nelle loro intenzioni, quest'ultimo avrebbe consentito, tramite il raccoglimento di sfere rilasciate dai nemici sconfitti, di allineare il proprio personaggio alla Luce o al Sangue, ottenendo di conseguenza uno dei sei diversi finali di gioco a seconda della strada intrapresa: nei fatti, però, le dimensioni dello schermo di PSVita e l'indistinguibile ammasso di budella che spesso abbiamo lasciato sul campo dopo battaglie particolarmente sanguinose, non ci ha permesso di avvalerci di questo sistema, dato che, nella maggior parte dei casi, si finisce col raccogliere involontariamente sfere di entrambe le fazioni, lasciando il nostro personaggio in un limbo a metà strada tra Luce e Sangue.
Non aiutano nemmeno la linearità e la ripetitività degli ambienti, che tendono a ripetersi con eccessiva frequenza e a condurre il giocatore in un loop non voluto e, francamente, non particolarmente gradito.
Eppure i lati positivi ci sono, e non sono nemmeno trascurabili: la longevità è graziata da una durata media più che buona soprattutto per una console portatile (siamo attorno alle 10 ore), dalla presenza di 6 finali differenti e da una corposa modalità multiplayer, sia in locale che online, con il sistema di controllo che riesce a trasmettere sicurezza al giocatore e non forza l'implementazione della caratteristiche uniche di PSVita, il cui impiego è limitato quanto naturale (nella fattispecie per la gestione dell'inventario e per gli enigmi di fine livello).
Insomma, preso per quello che è, il gioco ha i suoi momenti.
Nota di merito soprattutto ai match online: sebbene abbiamo avuto qualche problema nell'hostare una partita (ma ricordiamo che la base di utenti al momento è limitatissima), abbiamo trovato i match rapidi e divertenti, con la solita corsa al loot una volta sconfitti i nemici ma anche con una latenza pressoché inesistente.

 

Una torcia per amica
Il comparto tecnico della produzione Konami ne riflette la natura ambivalente, alternando cose egregie ad altre decisamente rivedibili: alla prima categoria appartengono gli effetti di illuminazione in tempo reale, apprezzabili utilizzando la torcia, sicuramente i migliori mai realizzati su una console non casalinga, il bestiario, che, pur con la nuova visuale, risulta pienamente riconoscibile e apprezzabile (dalle infermiere a Pyramid Head, passando per i cani a due teste) e il comparto animazioni, non eccelso ma, a tratti, migliore degli ultimi due episodi su console HD.
Nella categoria dei bocciati, invece, non possiamo non ascrivere la conta poligonale, decisamente limitata, il riciclo eccessivo di texture e colori, dei caricamenti biblici e un doppiaggio italiano pulito quanto inespressivo.
Bene ma senza lode la colonna sonora, composta da suoni ed effetti abbastanza raccapriccianti che apprezzerete sicuramente di più con un paio di buone cuffie.
Recensione Videogioco SILENT HILL BOOK OF MEMORIES scritta da DOTTORKILLEX Le aspettative, spesso, fanno la differenza. Se vi accosterete a Book of Memories aspettandovi una nuova avventura horror piuttosto che un capolavoro che traini le vendite di PSVita durante l'imminente stagione natalizia, ne rimarrete inevitabilmente delusi, perché è evidente che quest'ultimo Silent Hill non sia né l'uno, né l'altro.
Se invece cercate un titolo divertente ma senza eccessive pretese, che vi consenta magari di sentire comunque il profumo di una delle vostre saghe preferite e, nel contempo, di condividere con degli amici la mattanza infernale, allora potreste addirittura imbattervi in una sorpresa positiva.
Il giudizio finale riflette quindi i limiti della produzione e le sue incongruenze, ma anche la sostanziale assenza di alternative sulla console ospite, ad eccezione del ben peggiore Dungeon Hunter uscito al lancio.
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    Numero commenti: 7
  • falco90
    Livello: 5
    505
    Post: 337
    Mi piace 1 Non mi piace -1
    provato la demo solo ora...che dire !? BRUTTO BRUTTO e BRUTTO
  • assoluto92
    Livello: 3
    318
    Post: 439
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da Manux97
    E' uno spin-off e come tale, può anche cambiare drasticamente il gameplay di una qualsiasi saga. Se era invece un capitolo principale, allora avrei fatto polemica anche io


    beh ma conta che i capitoli di silent hill hanno poco a che vedere inseme,se non la storia di alcuni luoghi e riferimenti a personaggi...si puo' dire che la konami sia riuscita a dare un esperienza diversa ogni volta con ogni capitolo che sia uscito dal suo magico forno...questa è pura spazzatura...non lo dico perchè non è come me lo aspettavo,ma perchè è un gioco lurido creato con l'unico scopo di avvicinare giocatori random per il multiplayer che offre...la casa che ha prodotto questo gioco non ha pensato di offrire un esperienza alla silent hill ai giocatori,ma solo di offrire un gioco multiplayer e quindi fare soldi con un titolo che non li appartiene
  • bethlehem
    Livello: 5
    6559
    Post: 1839
    Mi piace 2 Non mi piace 0
    va beh questo è uno spin off con caratteristiche completamente diverse dalla serie regolare di silent hill,se viene visto così può essere anche godibile alla fine.e poi downpour non è uscito molto tempo fa..non possiamo lamentarci noi fan di silent hill e sono sicuro che ne usciranno altri della serie.
  • VincentVa...
    Livello: 4
    15627
    Post: 3868
    Mi piace 2 Non mi piace -2
    Book of Memories è un gioco che delude le aspettative e che può piacere soltanto agli amanti del genere. Sicuramente gli amanti del survival Horror e della saga di Silent Hill come me non lo prenderanno perchè è uno spin-off che non c'entra nulla con la saga. Chissà se un giorno avremo di nuovo un Silent Hill degno del suo nome.
  • galaxy999
    Livello: 6
    6096
    Post: 1169
    Mi piace 3 Non mi piace -1
    giochino da 15? al massimo
  • Manux97
    Livello: 5
    5469
    Post: 871
    Mi piace 8 Non mi piace 0
    E' uno spin-off e come tale, può anche cambiare drasticamente il gameplay di una qualsiasi saga. Se era invece un capitolo principale, allora avrei fatto polemica anche io
  • Elderan
    Livello: 5
    786
    Post: 74
    Mi piace 9 Non mi piace -1
    Invece di scrivere nei CONTRO :

    " NON è Silent Hill come ve lo ricordavate "

    Metterei semplicemente " NON è Silent Hill " punto!!
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