Recensione di Mortal Kombat

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS Vita
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Data uscita:

     4 maggio 2012
- Tutti i personaggi compresi i DLC
- Giocabilità al top
- Tante Modalità
- Il MK più completo
- Online perfetto
- Implementazione delle caratteristiche di PSVita
- Accessibile a tutti
- Tecnicamente da rivedere
- I minigiochi alla lunga potrebbero annoiare
- Doppiaggio traumatizzante
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A cura di (Darkzibo) del
La saga di Mortal Kombat, sin dalla sua prima apparizione in sala giochi nel lontano 1992, ha sempre destato scalpore a causa della sua violenza del tutto gratuita. Ricordo ancora quando, per la prima volta, mi trovai a che fare con il cabinato di MK: stupito da quella grafica fotorealistica mi avvicinai e, dopo un combattimento, assistii a quello che sarebbe divenuto uno dei punti più controversi del brand, ovvero la fatality. Ripresomi dallo shock iniziale cominciai a giocarci e, con il passare degli anni, non mi persi neanche un episodio della saga anche se, purtroppo, ci fu un calo di hype soprattutto a causa dei giochi per PS2 e Xbox che avevano in parte snaturato il brand. Tutto questo fino ad un anno fa, quando i programmatori decisero di fare un'inversione di marcia riportando il marchio di Mortal Kombat agli antichi splendori, proponendo un picchiaduro su piano bidimensionale con un comparto tecnico attualizzato. Mortal Kombat, uscito l'anno scorso per le console HD, riscosse un gran successo ed eccoci, dopo dodici mesi, a testare la sua controparte per PSVita.

Mortal kompact
Una delle peculiarità che non potrà che far piacere ai fan di Mortal Kombat, è rappresentata dall’estrema completezza con cui si presenta questa versione portatile. Andiamo con ordine. I personaggi presenti in Mortal Kombat per PS Vita sono ben 32, ed includono i DLC precedentemente usciti su console HD. Avrete, quindi, a disposizione, oltre a Scorpion, Sub-Zero, Jonny Cage l’esclusivo per PS3 Kratos e via dicendo, anche Skarlet, Rain, Freddy Kruger e Kenshi. Inoltre, come se questo già non bastasse, saranno disponibili i costumi extra, ripresi dai vecchi episodi, per molti character. La cosa farà sicuramente piacere ai fan della saga, che potranno scontrarsi con gli avversari abbigliando il proprio personaggio preferito con i costumi che hanno fatto la storia del brand, come Sub – Zero versione UMK3 (senza maschera) oppure Smoke di MK2.
Oltre ai personaggi, anche le modalità presenti sono parecchie e risultano addirittura più complete rispetto alle controparti presenti per console casalinghe. Disponibile quindi il Kombattimento, dove affrontare la classica scalata alla torre per arrivare allo scontro finale con Shao Khan, con uno o due personaggi che si alterneranno durante lo scontro, e con cinque diversi livelli di difficoltà. Presente anche la Storia, dove potrete seguire le vicende che hanno portato al Mortal Kombat, impersonando diversi combattenti. I destini dei personaggi sono qui accumunati da un medesimo filo narrativo che riuscirà a tenervi incollati allo schermo per conoscere il dipanarsi delle storie, previo il non aver giocato la medesima modalità nelle console maggiori. Si tratta di un’ottima occasione per apprendere i retroscena rimasti sempre celati negli altri titoli della saga. Un’altra interessante opportunità ludica è data dalla Torre delle Sfide in cui il giocatore è chiamato a cimentarsi in trecento prove, che vanno dallo sfidare un combattente tramite determinati requisiti, al compiere particolari mosse per vincere un incontro.
La versione PS Vita del sanguinolento Mortal Kombat propone, e qui sta la novità, un’altra Torre chimata Bonus, in cui i programmatori hanno deciso di inserire diverse prove che sfruttano, per la maggiore, le capacità del nuovo portatile targato Sony. Ecco quindi che, in un’occasione, dovrete sfregare il touch screen per ripulire il sangue schizzato durante una battaglia, scuotere la console per raddrizzare il set di un incontro misteriosamente capovolto, inclinarla da un lato o dall’altro per ottenere un vantaggio nei confronti dell’avversario, evocare zombie (una chicca, ad ogni vittoria i simpatici non-morti ballerano ispirandosi a Thriller di Michael Jackson). Ancora: sarete costretti a lottare cercando di far esplodere le bombe che scendono dall’alto per danneggiare il nemico, oppure guadagnare bonus che incrementeranno velocità, salute o potenza degli attacchi. La Torre delle Sfide Bonus fungerà anche da sblocco per due nuovi mini giochi che si aggiungono a quelli già presenti (gli ormai famosi Test della Forza, della Fortuna, dei Riflessi e dell’Attacco) e che sfruttano rispettivamente il touch screen e il giroscopio della console. Nel test del taglio, vi cimenterete in una sorta di macabro Fruit Ninja, in cui dovrete tagliare le teste che balzano dal fondo dello schermo, aggiudicandovi i bonus per incrementare il punteggio ed evitando le bombe scuotendo la console per farle esplodere. Nel Test dell’Equlibrio, invece, dovrete cercare di tenere, per un certo numero di secondi, un personaggio in simmetria su una fossa tramite il giroscopio della console: pena, manco a dirlo, una fine truculenta. L’aggiunta di questi due test, anche se non fondamentali e, alla lunga, decisamente ripetitivi, insieme alla Torre delle Sfide Bonus, rappresentano comunque un apprezzabile tentativo dei programmatori di inserire qualcosa che potesse sfruttare le caratteristiche di PS Vita. La loro fantasia non ha avuto limiti proponendo situazioni interessanti che costituiscono vere e proprie sfide con sè stessi. Grazie alle vittorie, alle flawless victory, alle combo, al superamento delle prove nelle torri e via dicendo, incasserete gettoni che vi consentiranno sbloccare particolari extra (artwork, costumi alternativi, nuove fatality, ecc....) nella Necropoli.
Anche il comparto multiplayer fa bella mostra di sè, proponendo partite online o in modalità ad hoc. Nella prima siamo rimasti piacevolmente stupiti dalla velocità con cui ci siamo allacciati al server per trovare gli sfidanti. Così come siamo rimasti a bocca aperta nel vedere la fluidità delle partite online. Nonostante la console non prendesse al massimo il Wi fi, tutto l’incontro si è svolto senza alcun lag.
La longevità, si attesta quindi su numerosissime ore e, nonostante tutto, i fan non saranno mai paghi di Mortal Kombat.

Massacro totale
Partiamo subito dicendo che la giocabilità è rimasta invariata rispetto a quanto visto sulle console maggiori. Avrete infatti controlli perfetti che riusciranno a non farvi sentire assolutamente a disagio, grazie alla loro immediatezza. Lo stile è quello del picchiaduro 2D, dove gli uppercut e le juggle la faranno, ancora una volta, da padrone. Non dimentichiamo però le mosse dei vari personaggi, facili da apprendere e che, in numerose occasioni, vi faranno uscire da situazioni difficili. Il sistema di combo, una volta appreso (e non è cosa difficile), vi concederà molte soddisfazioni, donando al gioco velocità e dinamismo. Più le combo saranno complesse e più danneggerete, ovviamente, l’avversario incrementando, inoltre, il riempimento della barra X Ray di cui parleremo più sotto. Alla levetta analogica destra è invece affidato il compito della gestione delle sfide 2 VS 2: con un solo tocco in qualsiasi direzione darete il cambio al vostro compagno, mentre, muovendola in concomitanza con la sinistra darete origine alle Tag Specials, attacchi combinati con il vostro partner. Questo porterà all’impiego di una parte della barra di energia X Ray. Le prese sono affidate al dorsale L mentre la parata a R. La levetta analogica sinistra compie un ottimo lavoro per quanto riguarda il momento del combattimento ma, almeno a nostro giudizio, per l’esecuzione delle Fatality, risulta più conveniente l’impiego della croce direzionale. A proposito delle mosse finali, a parte la cruenza malata di alcune, noterete, se appassionati della serie, la loro facilità di esecuzione rispetto al passato e la precisione della distanza dal proprio avversario morente conterà relativamente. Nei primi episodi la lunghissima sequenza di tasti doveva essere necessariamente eseguita su una determinata mattonella; in questo caso sono invece tollerate anche distanze più approssimative. Non mancheranno poi le babality e le Stage Fatality, queste mai così ben fatte.
Come accennato precedentemente, è presente la barra X Ray, stavolta attivabile con un solo tocco, sullo schermo o, più tradizionalmente, con la pressione dei dorsali. Questa mossa, che si avvicina alle fatality per cruenza, riuscirà ad estinugere una buona parte (intorno al 30 – 36 %) dell’energia dell’avversario, ribaltando, in questa maniera, l’esito di una battaglia. In misura minore la barra può essere impiegata per gli Enhanced Attacks, combo simili a quelle ordinarie ma più devastanti. Parliamoci chiaro: Mortal Kombat, a differenza di molti prodotti del genere, non fa della spettacolarità e del sistema intricato di combinazioni il suo fulcro, ma cerca di rendersi accessibile più o meno a tutti ed è forse per questo motivo che il titolo viene spesso apprezzato anche da chi non mastica picchiaduro.

Sangue sul piccolo schermo
Se tutte le caratteristiche elencate finora avranno entusiasmato, purtroppo arriviamo alla nota un pò più bassa, il comparto tecnico. Rispetto alle versioni HD, il Mortal Kombat in analisi vede i propri personaggi scarnificati di un buon numero di poligoni e ricoperti da texture a tratti imbarazzanti. Questo aspetto si può notare soprattutto con i primi piani, nei capelli (in questo caso vere e proprie zolle appiccicate sulla testa) e nella definizione dei particolari (le dita delle mani o dei piedi sono un blocco unico). Non abbiamo capito se questo sia dovuto ad una scelta dei programmatori o ai limiti della macchina: vedendo altre produzioni, però, ci sentiremmo di escludere quest’ultima. Certo è che la fluidità del gioco e le movenze dei lottatori sono rimaste invariate, ed è forse per questo che il titolo in questione merita, oltre a quello che può mostrare esteticamente. Le ambientazioni, di contro, sono state riportate fedelmente sul piccolo schermo di PS Vita, con tanto di animazioni annesse.
Il comparto sonoro, grazie a musiche tendenzialmente cupe ma soprattutto grazie agli effetti audio (da notare i rumori tipicamente splatter in caso di fatality) e al doppiaggio inglese per le frasi pre battaglia, compie al meglio il suo dovere. Come nelle console maggiori, ahimè, constatiamo come il doppiaggio italiano per la modalità Storia rovini in parte l’epicità del racconto.
Recensione Videogioco MORTAL KOMBAT scritta da DARKZIBO C’è poco da fare, quando i programmatori sanno quello che la gente vuole, riescono a sfornare giochi dai quali non ci si riesce più a staccare. E Mortal Kombat è uno di questi. Non vi stancherete mai di ripercorrere la scalata più e più volte, e ogni volta cercherete sempre qualcosa di nuovo. Sì perchè questa inversione di rotta rappresenta un ritorno alle origini che però profuma di moderno. Il voler imparare tutte le fatality, vedere cosa succede alla fine della modalità Storia, conoscere il destino del nostro combattente alla fine dello scontro con Shao Khan, spaccare le ossa a quel simpatico di Quan Chi o sbloccare semplicemente tutti gli extra, rappresentano solo alcuni dei motivi che possono indurvi ad acquistare questo Mortal Kombat in versione portatile. Lasciando perdere un comparto tecnico purtroppo non all’altezza, sappiate che in questo è il Mortal Kombat più completo che possiate trovare, nonchè il migliore mai realizzato per console portatile. Un gioco adatto a tutti, anche ai non amanti del genere picchiaduro.
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