Recensione di Star Wars Battlefront : Lo Squadrone Speciale

- Star Wars è sempre Star Wars
- Ottimo comparto multiplayer
- Controlli urticanti
- Doppiaggio senza nerbo
- Manca di carattere
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A cura di (DottorKillex) del
Quando si esaurirà il filone d’oro del marchio legato a Star Wars? Se gli appassionati si pongono con angoscia questa domanda, dopo il recente Gli eroi della Repubblica, gli utenti PlaystationPortable sperano invece di vedere presto esaurita la serie di spin-off, tie-in e malriusciti sequel che affolla la line up per la console portatile Sony.
Invece, ecco che nell’immediata stagione prenatalizia ha fatto capolino sugli scaffali di tutti i negozi questo Elite Squadron (Lo Squadrone Speciale, nel suo infelice sottotiolo italiano), seguito del precedente Star Wars Battlefront che, dobbiamo dirlo, era uno degli episodi meglio riusciti della serie, tanto da guadagnarsi un buon 7.4 sulle pagine di Spaziogames.
Riuscirà il titolo che abbiamo tra le mani a bissare il discreto successo?

Galassie lontane lontane
La trama è ridotta all’osso e non sarà apprezzata se non dai veri fan della serie, target a cui, d’altronde, il gioco non fa mistero di puntare: impersoneremo X2, uno dei due cloni nati dal patrimonio cromosomico di un guerriero Jedi (l’altro, come potrete intuire, si chiama X1) che, per farla breve, si troverà a fronteggiare l’Impero, dalla cui parte si schiererà invece il fratello gemello, dando vita ad uno scontro nello scontro, un plot familiare già visto decine di volte in varie salse.
Per la gioia delle numerose schiere di appassionati, il cast del gioco sarà nutrito, e ci vedrà combattere al fianco di alcune tra le figure di spicco dell’intera saga (sì, c’è anche Skywalker) e visitare, nel corso dell’avventura, location che hanno caratterizzato tutti (o quasi) gli episodi del film, e questo è sicuramente uno dei suoi (pochi) punti di forza.
Inutile dire che, per chi ha seguito distrattamente alcune delle pellicole, la trama si rivelerà oscura e indifferente, perché facente riferimento alla controparte cinematografica in diversi punti.
Col senno di poi, una narrazione maggiormente articolata, e perché no, infarcita di colpi di scena (che invece latitano paurosamente), avrebbe offerto un diversivo per distogliere l’attenzione dell’occhio più esigente dalle numerose altre pecche che affliggono questa produzione, e sulle quali andiamo a concentrarci piuttosto che dilungarci su un intreccio narrativo veramente da minimo sindacale.

Jedi con l’artrosi
Che non si irritino i fan più sfegatati per il titolo di questo paragrafo: anche loro ammetteranno che il sistema di controllo, fondamentale interfaccia di ogni videogioco dalla notte dei tempi, sia largamente inadeguato, e non renda affatto giustizia all’agilità e alla destrezza in battaglia sfoggiata dai cavalieri Jedi nei lungometraggi dedicati.
La lentezza e la rigidità nella risposta ai comandi sono semplicemente inaccettabili alle porte del 2010: già perdere due tacche di energia per problemi ai controlli sarebbe francamente difficile da digerire, ma quando vi troverete a morire con una frequenza raccapricciante prima di riuscire a capire non solo come evitare il fuoco nemico, ma addirittura da che angolazione vi spara addosso, allora vuol dire che la cura nella programmazione è stata considerata un optional.
O quantomeno che i beta tester degli sviluppatori Rebellion sono di manica scandalosamente larga.
Alla pressione del tasto dorsale destro, in teoria, dovrebbe corrispondere il lock - on del nemico, e questa possibilità sarebbe molto ben accetta, se realizzata a dovere: il problema, in questo caso, è che sarà la CPU a decidere di volta in volta quale nemico mettere sotto tiro, e, ahi noi, quest’ultimo non sempre coinciderà con quello che ci sta massacrando a colpi di laser.
Potete immaginare quanto possa risultare frustrante una situazione del genere, e vi assicuriamo che non sarà poi così inconsueta. Come se non bastasse, il passaggio ad un altro nemico è lento e poco intuitivo, trasformando, così, una serie di droidi dall’intelligenza artificiale discutibile, che andrebbero a tappeto in pochi secondi, in un’armata potente e temibile.
Nota di merito, invece, per la varietà di situazioni, che, sebbene abbandonerà presto il giocatore, riesce almeno a proporre un’alternanza valida di scontri a fuoco a piedi, su mezzi terrestri, e su navi spaziali: se, insomma, avrete l’ardire e la pazienza di fare la mano alle magagne del sistema di controllo, potreste anche riuscire a divertirvi a rivivere situazioni viste su grande schermo.

Dal cinema alla PSP
Se ci si fermasse al lato cosmetico del titolo, tutto sommato, si riuscirebbe a vedere il bicchiere mezzo pieno, se è vero che a delle texture povere e spesso molto simili tra loro, fanno da contraltare una buona resa dei modelli poligonali (soprattutto di quelli più famosi) e una certa nitidezza d’insieme che, pur lontani da standard qualitativi d’eccellenza, non rovinano l’esperienza di gioco quanto invece riescono a fare i suddetti controlli.
Siamo sulla sufficienza anche per quanto concerne il sonoro, che, forte di motivi che hanno fatto (e continueranno a fare) la storia cinematografica e videoludica recente, soffre però di un doppiaggio poco ispirato, che, pur essendo interamente nella nostra lingua, non aiuta l’utente a immergersi nel mondo propostogli.
Gli effetti sonori, che non si discostano particolarmente dalle canoniche spade laser e dal rumore degli spari, fanno il loro sporco lavoro, e, a essere onesti, ciò che davvero tiene a galla questo titolo, evitandogli un voto pessimo per via dei controlli, è l’ampio comparto multigiocatore di cui si avvale.
Molti sviluppatori hanno ignorato le potenzialità online di PlaystationPortable, e adesso, con il lancio della PSP Go! questo non sarà più ammissibile: Elite Squadron sfoggia sia una modalità Ad hoc, fino a sei giocatori, ed una in cui, tramite infrastruttura, ben sedici appassionati di Guerre Stellari potranno sfidarsi a piacimento, in arene spaziose (anche se povere di dettagli).
Ciò, pur non ovviando ai gravi problemi di maneggevolezza del proprio alter ego, aggiunge mordente e l’impareggiabile variabile che solo una mente umana sa offrire.
Pazienza se si verificano, soprattutto via Wi-Fi, degli occasionali rallentamenti, perché il solo fatto di averci provato (e con risultati discreti) è pur sempre meglio di aver omesso la possibilità del gioco in rete.
Recensione Videogioco STAR WARS BATTLEFRONT : LO SQUADRONE SPECIALE scritta da DOTTORKILLEX Il giudizio finale su questo ennesimo episodio di Star Wars non può che essere sofferto e controverso: se, infatti, troviamo da un lato degli insormontabili problemi di controllo, una grafica decente ma anonima, una trama posticcia e un doppiaggio blando, dall’altra abbiamo un marchio e dei personaggi a dir poco storici, una colonna sonora di tutto rispetto e soprattutto una modalità multigiocatore ampia e ben congegnata, che osa laddove altri titoli si sono invece nascosti.
Sommando pro e contro, viene da dire che, se siete fondamentalisti dell’universo creato da George Lucas o possedete una buona quantità di amici che lo sono, o meglio ancora in entrambi i casi, allora l’acquisto può anche starci, e il voto finale va alzato di un buon mezzo punto.
Se però sopravvivete anche senza sentire il motivo della Morte Nera, o se non disponete di una connessione a internet sufficientemente veloce da permettervi un buon livello di gioco online, il gioco potrebbe non valere la candela.
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