Recensione di F1 2009
PSP

Copertina Videogioco F1 2009
  • Genere:

     Simulazione guida
  • Sviluppatore:

     Codemasters
  • Data uscita:

     Disponibile
7.0
Voto lettori:
7.3
- Gameplay immediato e adrenalinico...
- Finalmente torna la licenza FIA...
- Longevo
- ...ma per nulla simulativo
- ...che però doveva essere sfruttata meglio
- Comparto tecnico poco curato
- Cosa ci fa il Kers su tutte le vetture?
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A cura di Vittorio Valerisce (ViKtor) del
Nel 2006, Fernando Alonso, probabilmente il miglior pilota al mondo dopo il ritiro di Schumacher, ha vinto il suo ultimo titolo mondiale su Renault. Nel 2006 usciva anche l’ultimo videogioco di Formula 1 su licenza ufficiale FIA.
Dopo due anni di vuoto, in cui solo gli appassionati su PC hanno potuto godere di livree e monoposto aggiornate sotto forma di mod amatoriali, Codemaster torna in pista e ci butta nella stagione appena conclusa con F1 2009, in esclusiva su WII e PSP. Casco in testa e cinture allacciate, scopriamo insieme la versione del portatile Sony.

La Formula 1 accessibile
Simulare ciò che è stato il campionato 2009 non sarebbe stato facile neanche per il mago Ross Brown, l’unico stratega in grado di interpretare un regolamento allucinante e sfruttarne le assurdità per vincere il Mondiale Costruttori e Piloti. Vediamo come se la sono cavata i ragazzi di Codemaster, partendo subito dal criticato Kers.
Il Sistema di Recupero dell’Energia Cinetica, ovvero da quella sorta di “NOS” in grado di regalare una spinta di 80 cavalli extra per una manciata di secondi, nella realtà è stato adottato solo da un paio di scuderie, tra cui la Ferrari, mentre le altre hanno reputato giusto privarsene. Non in F1 2009 però, perché con grande sorpresa abbiamo trovato il congegno montato su tutte le monoposto. Una scelta apparentemente bizzarra ma in parte comprensibile alla prova su pista: nel gioco il Kers ha un effetto esagerato e regala un vantaggio nettamente superiore rispetto a ciò che accade nella realtà, quindi era necessario lasciarlo per tutte le vetture. Inoltre una vera McLaren riempie la barra del Kers recuperando l’energia cinetica in frenata, mentre qui il “serbatoio” viene miracolosamente colmato ad ogni passaggio sulla linea del traguardo.
Senza andare troppo oltre, è chiaro che tutto ciò è una semplificazione estrema della realtà e non è casuale, perché vi accorgerete presto che F1 2009 è un arcade senza tanti fronzoli. Il comportamento delle vetture è molto permissivo al di là degli aiuti che deciderete di attivare o disattivare e che peraltro si riducono, oltre al classico cambio automatico, alla frenata assistita e al traction control. E’ molto difficile finire in testa coda e ciò permette di rischiare anche nei tratti tecnici più difficili del mondiale (come la mitica “eau rouge di Spa”) e guadagnare facilmente terreno rispetto al diretto avversario.
Il sistema che gestisce le collisioni segue la stessa linea e non capiterà mai che vi ritirerete dopo un solo contatto, perché alettoni e ruote possono sopportare urti e sollecitazioni estremamente violenti uscendone indenni.
L’immediatezza e l’elevata giocabilità del prodotto Codemaster fanno sì che le gare si rivelino intense e godibili fin da subito, a patto però di impostare il livello di difficoltà più elevato. Solo in tal caso ha un senso sfruttare le concessioni del modello di guida per limare il centesimo di secondo su ogni curva e strappare la pole all’ultimo giro utile.
Parlando proprio di qualifiche, come vuole il regolamento dovrete affrontare la prima sessione (Q1), strappare un tempo utile per la seconda (Q2) e ancora per la terza (Q3), dove si deciderà il primo della griglia. Al termine dell’ultima sessione la scuderia chiederà di decidere la strategia per la gara: niente carico di benzina o tattiche super elaborate, qui si sceglie solo il numero di pit-stop e quando utilizzare i due tipi di mescole (dure e morbilde), che ricordiamo vanno montate entrambe almeno una volta.
Chiudendo il cerchio, è chiaro come la licenza FIA sia stata sfruttata in modo abbastanza interpretativo, probabilmente proprio per adattare regole e situazioni alla natura arcade di questo F1 2009. Ciò a nostro modo di vedere è un peccato, perché ci sono diversi difetti che non sfuggiranno all’occhio attento ed esigente degli appassionati: costoro dovranno necessariamente passare sopra a tali magagne per gustarsi il buon livello di sfida e il divertimento che comunque il titolo Codemaster è in grado di offrire.

L’Arguersari della situazione
Uno dei pregi di F1 2009 è senza dubbio la longevità. Le opzioni di gioco sono molte e se già il classico campionato vi può impegnare per diverse ore, la modalità carriera richiederà ancora più dedizione. Proprio quest’ultima è, di fatto, la modalità più interessante dell’intera produzione: come facilmente immaginabile, voi giocatori siete piloti esordienti in cerca di gloria nello spietato circus di Mosley. Qualche scuderia minore vi manderà presto un invito per un test e se staccherete un tempo soddisfacente avrete una proposta di contratto. Da quel momento avrete l'occasione di farvi valere e magari ricevere l’anno successivo una proposta da team più blasonati.
Per chi avesse voglia solo di partite veloci (legittima vista la natura portatile della console) c’è naturalmente la prova a tempo su tutti i circuiti, la gara rapida anche sotto forma di week end o anche un’interessante serie di sfide sbloccabili a difficoltà crescente, che simulano situazioni reali o propongono interessanti obiettivi a tempo. Insomma, da giocare ce n’è eccome.
Piccola e doverosa parentesi anche per il comparto multiplayer: niente corse online (ed è un peccato), ma solo in locale e per quattro giocatori. Da provare se ne avete la possibilità, ma i ragazzi di Codemaster non hanno di certo puntato molto su questo aspetto.

Pillole tecniche
Dovessimo trovare una metafora motoristica, potremmo dire che tecnicamente F1 2009 è un po’ come la Ferrari del campionato appena concluso: scialba. Graficamente si poteva fare molto di più, non tanto sulla rappresentazione dei tracciati quanto sui modelli delle vetture: Brown GP, Red Bull e compagnia non brillano certo per livello di dettaglio e per quantità di poligoni, pur avendo delle livree abbastanza fedeli a quelle viste durante la stagione. Manca, inoltre, gran parte della grafica televisiva che gli appassionati tanto amano e che è sempre un dettaglio non da poco nel confezionamento finale di un prodotto su licenza. Così come non c’è traccia di una qualsivoglia gestione dei replay, pecca ancor più grave.
Il framerate, se non altro, è sempre stabile e non perde colpi neanche nelle situazioni più affollate come le partenze o i sorpassi in curva. Magra consolazione.
Anche il comparto sonoro non brilla: i cavalli ragliano praticamente tutti allo stesso modo e i team radio (in italiano) sono pochi e ripetitivi, lontani anni luce da quelli proposti dalla regia internazionale in tv. Codemaster sa fare meglio, molto meglio ed è ciò che ci aspettiamo in F1 2010, già annunciato anche per le console maggiori.
Recensione Videogioco F1 2009 scritta da VIKTOR Nel caso foste in astinenza da Formula 1 e sono anni che aspettate un gioco su licenza ufficiale, la vostra PSP potrebbe aver trovato ciò che bramate, a costo di accettare la natura prettamente arcade di questo F1 2009. Codemaster ha concepito un gameplay molto accessibile con e senza aiuti alla guida, a cui si affiancano una manciata di semplici personalizzazioni meccaniche e aerodinamiche. Nulla di particolarmente profondo, però funziona bene e al livello di difficoltà più alto fornisce una sfida discreta anche per chi vive di pane e Brown GP. D’altro canto, la licenza ufficiale FIA non è stata purtroppo sfruttata a dovere, almeno per quanto riguarda gli elementi di “contorno” del circus, e ciò si riflette anche sul comparto tecnico poco brillante. Messi sulla bilancia pregi e difetti, in ogni caso, il risultato finale è discreto, e fa ben sperare per un’edizione 2010 davvero di qualità. E per fortuna senza Kers.
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