Recensione di Jak & Daxter Sfida senza Confini

Copertina Videogioco Jak & Daxter
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Azione
  • Data uscita:

     3 Novembre (America)
- Grande varietà di situazioni
- Ottimo impatto visivo
- Egregiamente doppiato
- Jak e Daxter per la prima volta insieme su PSP
- Telecamera irritante
- Piattaforme che non perdonano
- Solo la modalità principale
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A cura di (DottorKillex) del
Tra le coppie d’oro del mondo dei videogiochi, come Mario e Luigi o Sonic e Knuckles, negli ultimi anni se n’è aggiunta una tutta nuova, formata da uno strano eroe dalle orecchie a punta e un simpatico animale, non meglio identificato, a fargli da spalla.Stiamo parlando di Jak e Daxter, il duo più dinamico e strampalato dell’era Playstation2, tornato, per l’occasione, in dimensioni portatili dopo l’episodio che ha visto protagonista il solo Daxter, a oggi uno dei migliori action platform disponibili sulla nera portatile di Sony.
Jak & Daxter Sfida senza Confini riporta la saga alle origini, aggiungendo elementi interessanti (come le battaglie aeree) anche se, come vedremo, non sempre sviluppati con la cura necessaria

Ai confini del mondo
Un lungo e appariscente filmato introduttivo ci porterà per mano ancora una volta nel regno dei nostri due eroi, alle prese con un problema che, purtroppo, affligge anche nel mondo reale il nostro pianeta: l’impoverimento delle risorse naturali e una conseguente crisi. Solo che nel mondo di Jak, Daxter e Keira (la pseudo fidanzata del primo) la risorsa principale è l’Eco, un minerale dalle proprietà oscure sul quale poggiano tutte le attività, dai macchinari steampunk di cui il gioco è costellato alle città che ci troveremo a visitare. Come se non bastasse, lo stesso Jak, come sperimentato nei precedenti episodi, ha un rapporto del tutto particolare con l’Eco, e sembra essere in possesso di poteri che nemmeno lui riesce a controllare. Come spesso accade, il viaggio è il motore degli eventi: spintisi fino alla fine del mondo alla ricerca di fonti di energia che possano risollevare la situazione del pianeta, i nostri tre eroi si imbattono in una banda di pirati spaziali, anch’essi interessati al prezioso minerale pur con intenti di gran lunga meno nobili dei nostri.
Ad aggiungere pepe alla narrazione, il leader dei pirati che si invaghisce della bella Keira, provocando le ire di Jak, e le pillole di saggezza di Daxter, che in più di un’occasione vi strapperanno un sorriso.
La trama, come avrete capito, è un pretesto, abbastanza ben congegnato, per mettervi al comando di un eroe e condurlo per sotterranei bui come per cascate impetuose, armato di tutto punto e pronto a saltare come un canguro.
Pur non ricollegandosi direttamente alla linea narrativa principale dei precedenti episodi, il gioco sarà fruito con maggiore partecipazione da coloro i quali avranno già avuto modo di cimentarsi con una qualsiasi delle avventure dei nostri maldestri protagonisti, ma non ostacolerà particolarmente i nuovi arrivati, offrendo anzi un livello di sfida sensibilmente più basso rispetto alle ultime uscite.

Jump’n’fight
Problemi e tocchi di classe si alternano sin dalle prime ore di gioco. Il sistema di controllo non differisce poi molto da quello degli ultimi episodi apparsi su PS2, fatto salvo, ovviamente, il notevole handicap della mancanza di un secondo analogico su PSP: malediremo questa assenza soprattutto quando ci troveremo a litigare con la telecamera, una delle cose realizzate peggio dell’intera produzione.
Se sul monolite nero, che ha allietato i nostri pomeriggi per anni, l’analogico destro ruotava la visuale in un secondo, qui la telecamera gestirà automaticamente la situazione e a poco servirà provare a centrarla: sarà sempre un passo indietro rispetto all’azione e questo, in un platform frenetico, significherà spesso saltare alla cieca (e precipitare in un baratro) o sparare verso l’angolo dello schermo fuori dal nostro cono visivo, sperando di stare effettivamente colpendo un nemico e non di sprecare munizioni. Fatta l’abitudine a questa pecca non da poco, a parte alcune sezioni puramente platform decisamente troppo intransigenti (le odierete!), Jak & Daxter saprà farsi apprezzare, divertirvi e offrire un intrattenimento mai ripetitivo. La varietà di situazioni, infatti, è sicuramente uno dei punti di forza del titolo, che può tranquillamente essere diviso in quattro distinte sottosezioni, che vanno dai momenti più prettamente action, in cui controlleremo Jak, alle sezioni puzzle originali e mai troppo complicate, passando per i rari momenti in cui controlleremo Daxter, in preda a crisi d’identità, per chiudere con le sezioni aeree, un po’ lente ma decisamente godibili. Andiamo con ordine: se non c’è molto da aggiungere sulle prime due, visto che l’azione a piattaforme e la soluzione di semplici enigmi circostanziali hanno sempre caratterizzato questa serie, due parole in più vanno spese sul terzo e quarto punto. In determinate seSe escludiamo una certa lentezza nella risposta ai comandi e una sensazione di velocità quasi nulla, risultano divertenti anche le fasi di combattimento aereo, in cui, al comando del nostro velivolo (ampiamente personalizzabile), dovremo volare dal posto A al posto B, evitando il fuoco nemico e anzi restituendo pan per focaccia, in quello che potremmo definire un sottogioco azzeccato, sicuramente da ripetere nelle prossime iterazioni del brand.
La curva di apprendimento non è mai troppo ripida, e, sorvolando sulle già citate sezioni platform, in cui darete fondo alla vostra riserva di pazienza, i combattimenti non risultano mai proibitivi, sebbene la loro difficoltà si innalzi progressivamente con il passare delle ore.
Tutto al posto giusto, in altre parole, se non fosse per quella dannata telecamera.

Tecnicamente parlando
Il versante tecnico del gioco è decisamente buono, soprattutto se si considera che raramente abbiamo visto prospettive così chiare su PSP (dove l’uso della nebbia è abbondante e salvifico), le texture sono più che soddisfacenti e i modelli poligonali, soprattutto dei personaggi principali, sono composti da un numero di poligoni più che buono, e non risultano mai slegati nelle animazioni o spigolosi quando la telecamera li inquadra da vicino. Qualcosa andava sacrificato (i soli FF Crisis Core e God of War non sono scesi a compromessi finora), e infatti le ambientazioni, a parte quelle cittadine, risultano desolatamente vuote, probabilmente per non gravare sulla CPU della console portatile e non staccarsi troppo dai 60 fps che caratterizzano il grosso dell’avventura. Peraltro gli ambienti tendono a ripetersi, soprattutto nei quadri dove sarete immersi in fitta vegetazione, ma, di contro, le scene animate, che il gioco non lesina mai, risultano realizzate magistralmente, aiutando il giocatore a immergersi nella vicenda e contemporaneamente accarezzandone gli occhi.
Ci è piaciuto molto anche il sonoro, che si avvale di un eccellente doppiaggio in italiano e, in generale, di musiche sempre a tema con il contesto, che esalteranno i momenti più concitati e trasmetteranno invece un senso di tranquillità nei (rari) momenti di relax che la narrazione ci concederà.
Siamo stati invece meno contenti di constatare che, dopo meno di dieci ore, l’avventura principale volgeva già al termine e che, nonostante la possibilità di rigiocare le sezioni già completate con successo, la mancanza di una qualsivoglia modalità multigiocatore e il conoscere già l’esito dell’intera storia non giovano affatto al fattore rigiocabilità, che rimane infatti quasi nullo.
Recensione Videogioco JAK & DAXTER SFIDA SENZA CONFINI scritta da DOTTORKILLEX Jak & Daxter Sfida senza Confini è un titolo più che buono, che rimpicciolisce senza rimaneggiare eccessivamente l’esperienza di gioco offerta dalla serie sulle console da salotto, PS2 in primis.
Non vi accorgerete delle ore spese a giocare e, come tutti i giochi che divertono, i titoli di coda vi lasceranno con un senso di insoddisfazione. Ne avreste voluto di più.
Questo non significa che sia esente da colpe, in primis una telecamera che sembra fare di tutto per ostacolarvi e una serie di momenti davvero frustranti, legati soprattutto all’inusitata intransigenza riscontrata in fasi puramente platform, in un contesto che invece è tutto fuorché difficile, tanto che vi basteranno meno di dieci ore per vedere la scritta “fine”.
In altre parole, una scelta quasi obbligata per i fan della serie originariamente creata da Naughty Dog, e un titolo consigliato con qualche riserva anche a chi è alla ricerca di un buon action platform da giocare ovunque.
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