Recensione di Grand Theft Auto: Chinatown Wars

Copertina Videogioco GTA Chinatown
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Azione
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
9.0
Voto lettori:
8.8
- Solita, grande giocabilità di sempre
- Controlli precisi e storia ben raccontata
- Comparto tecnico rinnovato e più pulito
- Missioni extra ed inedite
- Caricamenti e salvataggi un po' troppo lunghi
- Chi ha giocato l'originale potrebbe sentire la mancanza del pennino
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A cura di Andrea Piaggio (AP) del
Tra le saghe videoludiche che non necessitano di presentazioni, quella di Grand Theft Auto, abbreviata universalmente con GTA, è sicuramente una star. Se i primi due capitoli sono passati un po’ in sordina, dal terzo capitolo in poi la situazione è notevolmente cambiata; l’ingresso nelle tre dimensioni donò alla saga made in Rockstar una varietà e una libertà mai viste prima e capaci di creare un nuovo genere, detto Free Roaming, emulato da una quantità di prodotti davvero enorme, riuscendo ad apparire tanto in titoli action – adventure, quanto sportivi o di guida.
Da GTA III la serie ha compiuto diverse evoluzioni ampliando l’area percorribile, aggiungendo opzioni e missioni secondarie e creando un’area di gioco sempre più viva e pulsante.
Appena le console portatili cominciarono ad utilizzare un hardware abbastanza potente da permettere la miniaturizzazione di questa tipologia di gioco, vennero pubblicati due titoli per la piccola PSP che si rifacevano alle location già ammirate le terzo capitolo e nel successivo Vice City. Nintendo e il suo doppio schermo rimasero fino a quel momento fuori dai giochi a causa dell’impossibilità di trasportare quanto fatto sul portatile Sony sul proprio hardware. Per sfruttare appieno Nintendo DS e il suo potenziale, venne sviluppato il primo GTA portatile completamente originale, ricreato con una visuale 3D ma ripresa dall’alto molto simile a quanto fatto per i primi due giochi. GTA Chinatown Wars offriva la solita giocabilità della serie unita all’uso del pennino e del touch screen, senza però chinare la testa davanti ad un utilizzo fine a sè stesso. Ciò ha permesso una conversione per PSP che, lo diciamo subito, ha ovviamente perso l’uso dello schermo tattile, ma ha guadagnato diversi punti sul versante tecnico. La godibilità del titolo però ne avrà risentito? Scopriamolo insieme.

Dalla Cina con furore
Come tutte le storie raccontate nella saga, anche questa volta il protagonista che andremo ad impersonare inizierà la sua avventura nei peggiori dei modi. Arrivato a Liberty City per consegnare una spada “tramandata da generazioni” al fratello del padre defunto, Huang Lee verrà immediatamente coinvolto in una sparatoria che avrà come esito finale il furto dell’arma e una ferita vicino alla tempia del nostro anti eroe. Da quando verrete lanciati in mare perché creduto morto da vostri avversari, inizierete la classica scalata nel mondo criminale, capace di portarvi a spasso per la vasta area metropolitana riprodotta. Essa per buona parte si rifà alla Liberty City già vista in GTA IV eliminando solo la parte ad ovest (Alderney per la precisione) della New York digitale riprodotta.
Presto farete la conoscenza di tutta una serie di comprimari che, come nei migliori episodi, saranno caratterizzati egregiamente tramite i dialoghi che accompagneranno i vostri incontri/scontri. Purtroppo gli scambi di battute saranno unicamente testuali e non saranno recitati da persone in carne ed ossa come nei capitoli precedenti. Ciò non sminuisce comunque la qualità degli stessi: i vari colloqui a cui assisterete saranno spesso sopra le righe, infarciti di parolacce, insulti e doppi sensi a carattere sessuale decisamente inadatti per un pubblico giovane e tradotti in italiano per tutti gli altri. Questi ultimi troveranno assurdamente divertente vedere come si andrà a dipanare la matassa inizialmente creata, grazie ad uno stile che non si prende mai davvero sul serio e che, tra una sparatoria tra gang rivali e una fuga a rotta di collo, rende piacevole e mai disturbante giocare ad un prodotto così ben confezionato sebbene trattante temi scottanti.

Gameplay di sempre
Appena ultimata la presentazione che vi vedrà precipitare in mare, attraverso un tutorial molto ben strutturato vi verrà spiegato come muovervi, come mettere in moto un auto parcheggiata e in seguito come guidarla per farvi arrivare dal vostro caro zietto Kenny, il primo dei tanti personaggi che vi fornirà missioni secondo la tipica struttura della serie. Vi verrà assegnato un appartamento dove salvare la posizione (presente comunque il salvataggio automatico alla fine di ogni missione) e dove poter parcheggiare uno dei tanti modelli di auto che il gioco metterà a disposizione. Tutte queste caratteristiche riescono a far sentire a casa il videogiocatore che ha già affrontato un qualunque precedente titolo, pur rendendolo fresco e originale grazie ad una visuale che se inizialmente poteva sembrare una scelta obbligata per l’hardware della console Nintendo, si rivela ottimale anche sulla più performante console Sony, grazie ad una regia virtuale che avvicina ed allontana la telecamera in base al vostro personaggio: se sarà a piedi potrete godere di una distanza minore, mentre se starete guidando un mezzo, essa si allontanerà permettendo una visuale maggiore dell’azione necessaria per eseguire curve ed inseguimenti ad alta velocità. Nonostante questo, la telecamera sarà comunque facilmente settabile.
Chi ha apprezzato l’introduzione del cellulare all’interno del sopraccitato quarto episodio, gioirà nel sapere che questa volta il vostro compagno di mille avventure sarà un palmare ricco di funzioni. Accederete ad esso tramite il tasto Start e da qui potrete visualizzare la mappa con il punto in cui vi troverete. Ovviamente potrete segnare un punto di destinazione per poi visualizzare il percorso migliore per raggiungerlo. Inoltre consulterete tutti i vostri contatti e verrete avvisati tramite e-mail spassose ogni volta che ci sarà una nuova missione pronta per essere giocata.
Gli incarichi che vi verranno affidati saranno sempre molto originali e anche a chi ha già affrontato le avventure precedenti capiterà di sorprendersi davanti alle varianti più o meno originali che il titolo Rockstar offre. Sicuramente il modo diverso di inquadrare l’azione permette di vedere il tutto da una diversa prospettiva, ma la sensazione di giocare qualcosa di completamente nuovo rende probabilmente questo capitolo molto più coinvolgente degli altri episodi usciti tempo addietro per la console Sony. Tra le altre funzioni del vostro fido PDA avrete accesso alle varie opzioni di gioco, vedrete le vostre statistiche e, ultimo ma non per importanza, gestirete un commercio illegale di stupefacenti. Quest’attività richiederà di acquistare un certo numero di “merce” a poco prezzo per poi scoprire dove trovare qualcuno che possa comprarla ad un costo maggiorato, facendovi guadagnare molto più di quello che avrete speso. Se sulle prime questo gioco nel gioco potrebbe sembrare noioso e poco fruttuoso, ma non appena comincerete a scoprire i tanti venditori che bazzicano per la città vi ritroverete spesso a scorrazzare da una parte all’altra della metropoli per compiere le vostre malefatte virtuali e incrementare il vostro gruzzolo. Il denaro guadagnato servirà per comprare altri appartamenti o armi sempre più efficaci per portare a termine anche le missioni più complesse. Parlando di armi non si può non menzionare la varietà che troverete in giro: esse passano dalle semplici pistole e vanno ad incontrare fucili automatici, a pallettoni, lanciarazzi, lanciafiamme, granate e molotov, solo per citare le più comuni. Esse potranno essere raccolte dai nemici eliminati o nel caso di quelle più rare ed efficaci, acquistate tramite il nuovo servizio online che la mitica Ammo Nation ha da offrire ai propri affezionati clienti.

Liberty City: condensata ma viva!
Come sempre la vera protagonista di un qualsiasi GTA, è la città in cui si svolge l’azione.
Liberty City, versione digitale di New York, sebbene sia stata rimpicciolita per stare dentro ad una scheda prima e un UMD poi (o in un Hard Disk visto che si può scaricare su PSP GO! direttamente da Playstation Store), può vantare una popolazione assolutamente viva che apre gli ombrelli quando piove, scappa se sente colpi di pistola o fugge dalla polizia, creando veri e propri incidenti a cui voi assisterete. Queste e tante altre azioni riescono a rendere un semplice giro in macchina, qualcosa di sempre unico, in cui potreste avvistare salti, macchine rare da rubare (e mettere possibilmente in garage) e personaggi con cui trattare sostanze illegali per poi scoprire di essere stati seguiti dalla polizia e dover fuggire alla svelta. Oppure potreste trovarvi davanti un furgone carico di armi da assaltare, o davanti ad un magazzino da svaligiare. Tutto questo a favore della varietà che a Liberty City non manca mai. Se invece vorrete ripetere "quella missione tanto divertente quanto impegnativa" potrete decidere di tornare in un vostro appartamento e rigiocare le missioni già completate, sia per divertirsi, che per migliorare i propri tempi ed ottenere medaglie. Ci teniamo a sottolineare che le varie commissioni che vi verranno assegnate sembrano essere state pensate per garantire un’ottima fruizione delle partite mordi e fuggi tipiche delle console portatili, non presentando quasi mai compiti troppo lunghi.
Se Liberty City svolge un ruolo fondamentale nell’avventura single player, nella componente multigiocatore diventa area di scontro tra i giocatori connessi in locale. Si potranno affrontare death match, gare e una sorta di survival che vedrà i giocatori collaborare per difendere la propria base contro orde di nemici guidati dalla CPU. Le modalità online sono relative purtroppo alle sole statistiche e a qualche succoso extra che non vi riveleremo per non rovinare l’esperienza di gioco.
Il numero dei partecipanti rispetto all’originale versione per Nintendo DS è rimasto immutato e vi vedrà competere o cooperare con un altro giocatore nelle vicinanze.

Double Screen Vs. PlayStation Portable
I giocatori che hanno impugnato il pennino e hanno già aiutato Huang Lee nel recupero della spada perduta, si chiederanno come gli abili sviluppatori siano riusciti a riprodurre lo stesso feeling che si aveva operando sul touch screen della versione a doppio schermo. Sorprendentemente la risposta a questa domanda è che non ci sono riusciti, ma non per incapacità, bensì per la consapevolezza di non poter mantenere lo stesso tipo di controllo su una console profondamente diversa dalla precedente. Questo però non significa che l’opera di conversione non sia riuscita. Quando vi troverete a rompere il parabrezza dell’auto all’inizio del gioco senza l’ausilio del pennino ma semplicemente alternando la pressione dei tasti L ed R potreste storcere il naso, ma non appena questa breve sessione sarà completata, potrete ammirare una grafica di gioco molto più pulita, dettagliata e, grazie all’ampiezza dello schermo della PSP, con un respiro decisamente maggiore. Entrati in macchina vi accorgerete che le stazioni radio saranno aumentate da cinque a undici e nonostante nessuna contenga canzoni, bensì semplici melodie tematiche che si rifanno ai nomi delle stazioni stesse, lo sforzo è assolutamente apprezzabile. Infine sono state aggiunte diverse missioni extra inedite e cariche del solito carisma Rockstar. Andando avanti nel gioco troverete lo stesso metodo di controllo dell’originale e anche in questo senso si può dire che l’opera di conversione è andata nel migliore dei modi. Ad un comparto tecnico assolutamente pregevole e migliorato va però a scontrarsi una serie di caricamenti inevitabili ma alle volte un po’ fastidiosi, soprattutto quando si vuole consultare la mappa e si deve accedere al PDA. Anche il sistema di salvataggio automatico in effetti si rivela un po' troppo lento, perdendo il confronto con il più veloce accesso della versione DS. In base a questa serie di motivi, individuare una versione migliore dell’altra diventa davvero un’impresa ardua, ma al contempo fa si che qualunque sia la versione da voi scelta, vincolata o meno dal sistema che possedete, vivere le avventure di Huang Lee in questa versione portatile di Liberty City vi divertirà e vi farà passare parecchie ore di puro divertimento. Un altro centro per Rockstar!
Recensione Videogioco GRAND THEFT AUTO: CHINATOWN WARS scritta da AP La conversione di GTA Chinatown Wars per PSP riesce a non tradire le origini della serie grazie ad una struttura di base davvero formidabile e ad una serie di accortezze in ambito tecnico davvero valide e soprattutto capaci di sopperire alla ovvia mancanza del touch screen e alle tante funzioni che esso svolgeva all’interno delle missioni. Considerando che questo capitolo era stato studiato per spremere il massimo dal portatile Nintendo, scoprirlo così in forma su un sistema così diverso dall’originale non può che essere un segnale dell’ottimo lavoro svolto anche questa volta da questi abilissimi programmatori. Che aspettate dunque, se avete perso l’uscita originale per via della mancanza della console, ora non avete più scuse: Huang Lee e Liberty City vi aspettano!
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