Recensione di Motorstorm Arctic Edge
PSP

- Adattamento ottimo
- Giocabilità elevata
- Ottimo online
- Festival duraturo
- Nessuna novità
- Pochi mezzi
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A cura di Andrea Piaggio (AP) del
Quando si parla di Motorstorm la mente corre automaticamente alla PS3 e ad uno dei suoi brand più famosi nell'ambito dei giochi di guida arcade. Il primo capitolo ha fatto compagnia, insieme a Resistance Fall of Man, a chi ha acquistato il monolite nero di Sony al day one. La sua grafica dettagliata e le sue corse sfrenate attraverso circuiti che si snodavano per tutta la Monument Valley, hanno dato il via ad una saga che ha portato gli sviluppatori Evolution Studios a rilasciare un seguito ambientato su isole tropicali. Tramite Motorstorm: Pacific Rift si riuscì quindi a mantenere inalterato il feeling arcade folle e scanzonato del capostipite. Se finora però gli unici a poter usufruire di questa miscela esplosiva sono stati gli utenti PS3, da oggi anche chi possiede una PSP potrà scatenarsi in queste corse estreme. I BigBig Studios (autori dell’adrenalinico Pursuit Force e del suo seguito) sono stati scelti per confezionare questa terza uscita e hanno ambientato questo nuovo torneo sulle nevi e sui ghiacci dell’Alaska. Copritevi bene e preparatevi ad un nuovo festival estremo!

Modalità in quota
Per mantenere alta la tradizione, Motorstorm Arctic Edge propone al suo pubblico la classica modalità Festival, una sorta di carriera in cui vengono elencate le numerose competizioni in cui dovrete gareggiare. Iniziando dal livello uno, tenterete man mano la scalata della classifica, accumulando stelle grazie ai piazzamenti migliori. Raggiunto il numero prefissato passerete al livello successivo, determinando l’innalzamento della competitività dei vostri avversari e sbloccando le gare relative ad esso. Ad ogni evento è correlata una pista tra le dodici presenti e spesso avrete la possibilità di percorrerla solo con un determinato tipo di mezzo. Oltre a ciò potrete partecipare ad eventi diversi tra cui la classica Gara, prova a tempo, velocità e la curiosa gara a punti. Quest’ultima merita una descrizione a parte: i piloti guadagneranno punti durante ogni secondo di gara ma la quantità sarà determinata dalla loro posizione. Il primo che raggiungerà 999 punti sarà proclamato vincitore.
Ad una modalità carriera che permette di destreggiarsi in tutte le componenti del titolo, si contrappone quella che possiamo definire una sorta di partita veloce, nominata Divertimento. Si sceglie il veicolo preferito, la pista e la sua direzione (si può correre anche nel verso contrario all’originale), se si vuole gareggiare con una griglia di partenza mista o composta da una sola tipologia di mezzi, il livello di difficoltà degli avversari, il numero di giri e se si desidera partecipare ad una gara classica o ad una a punti. Chi invece preferisce le sfide in solitaria potrà sempre affidarsi al vecchio Time Attack in cui si dovrà fare del proprio meglio per battere i fantasmi dei programmatori.

Oggi guido la motoslitta!
Gli appassionati di Motorstorm sanno che uno dei motivi del successo di questa pazza saga si deve individuare nel numero di veicoli diversi che compongono il garage del titolo, oltre che alle piste sulle quali essi dovranno essere guidati. Data l’ambientazione artica di questa terza incarnazione, accanto alle classiche moto, quad, buggy, macchine da rally, fuoristrada e camion, ora salgono alla ribalta anche motoslitte e spazzaneve. Come sempre queste otto categorie di veicoli sono molto differenti e ben si prestano a stili di guida diversi (sebbene sempre in linea con lo stile di guida arcade) e appaganti. Guidando una moto potrete destreggiarvi meglio su terreni asciutti e “secchi”, mentre con mezzi più pesanti come camion o spazzaneve potrete buttarvi a capofitto nella neve alta e nei pantani. Di contro vi sarà (quasi) negato l’accesso alle zone più ricche di salti e di strapiombi, incapaci, con mezzi così pesanti, di rappresentare un vantaggio ed una scorciatoia. Quello che potrebbe far storcere il naso a molti è che nonostante le otto categorie presenti, le vetture che le rappresentano sono davvero esigue e nonostante se ne possano sbloccare delle altre durante la carriera, un numero maggiore di livree e di mezzi sarebbe stato sicuramente gradito.
Si intuisce che, come da tradizione, anche le piste avranno un sacco di bivi e di percorsi alternativi. Solo conoscendo a fondo i tracciati potrete decidere quale zona del percorso sarà il caso di imboccare tenendo in considerazione il veicolo che starete guidando. A ciò si uniscono alcune novità che solo il clima dell’Alaska avrebbe potuto portare: stiamo parlando di veri e propri ponti di ghiaccio e di eventuali e probabili valanghe che saranno provocate dal pericoloso modo di guidare dei partecipanti. I primi rappresentano dei passaggi attraversabili solo dai mezzi più leggeri e sono soggetti ad un possibile cedimento nel caso qualcosa di piuttosto pesante si azzardasse a passarci sopra. Il crollo può essere tanto tattico quanto pericoloso poiché in alcuni casi permette di togliere letteralmente la strada da sotto le ruote dei propri inseguitori e di accumulare un vantaggio decisamente significativo. L’altra faccia della medaglia sta nella pericolosità dell’azione che se non eseguita a gran velocità o se si viene preceduti da un altro pilota, potrebbe far finire fuori pista il giocatore, con lo spreco di secondi che ne consegue.
Le valanghe, invece, possono essere create dai contendenti nei diversi punti caldi presenti sulle piste. Esse vengono attivate dai forti rumori, siano essi esplosioni di contendenti o semplici colpi di clacson. La loro azione distruttiva tende a seppellire i malcapitati, mandandoli fuori strada e facendo perdere tempo e posizioni. Inoltre i frutti della valanga resteranno sulla pista anche nei giri successivi e solo i mezzi più pesanti e le motoslitte potranno superarle guidandoci attraverso.

Una patente per tutto
Il tipo di guida arcade che caratterizza la serie è rimasto intatto e guidare un camion rispetto ad una moto, rimanda al giocatore un feeling di guida molto diverso ma, nonostante tutto, coerente al genere di appartenenza. I tasti che serviranno per arrivare primi al traguardo saranno solo una manciata e comprendono il tasto R per accelerare e il tasto X per il turbo. A ciò si uniscono il tasto L per frenare, quadrato per suonare il clacson o attaccare gli avversari (nel caso si guidi moto, quad e motoslitta), cerchio per usare il freno a mano e triangolo per modificare la visuale. Il turbo sarà anche questa volta protagonista del surriscaldamento del motore e dovrà essere dosato con parsimonia. Correndo nella neve alta potrete abbassarne la temperatura più in fretta, ma in linea di massima dovrete attendere che l’indicatore si abbassi prima di poter avere un’altra brusca accelerazione, pena l’esplosione del mezzo. Questo gameplay molto semplice da imparare riesce a dare immediata sicurezza al giocatore, sebbene poi basti una collisione un po’ più violenta del normale per mandare in pezzi il proprio veicolo. Questo problema si evidenzia soprattutto sui mezzi più pesanti che solitamente sono sempre stati piuttosto restii a saltar per aria dopo una semplice urto. Una volta fatta l’abitudine però ci si sente spronati a non abusare di eccessivi appoggi in curva, cercando, per quanto possibile, di guidare nel modo più pulito. Infine le diverse superfici che ricoprono i tracciati riescono a dare un diverso livello di slittamento ai mezzi che percorrono strada sterrate piuttosto che canaloni innevati o ricoperti da lastroni ghiacciati.

Una bella montagna
Paragonare la grafica di Motorstorm Arctic Edge con un suo predecessore è fondamentalmente errato per via della notevole differenza hardware delle due macchine, ma nonostante ciò il lavoro svolto riporta lo stile già ammirato sull’ammiraglia Sony. I modelli delle vetture non appaiono particolarmente dettagliati ma i movimenti dei piloti sui mezzi scoperti è piuttosto convincente. Gli effetti speciali che riguardano le esplosioni invece sono piuttosto povere e la distruzione delle vetture non riesce a riprodurre quanto ammirato nel vetusto ma sempre valido Burnout Legend. Tutto ciò però può essere messo in secondo piano dal design dei tracciati sui quali correrete: essi saranno davvero curati e sempre diversi nonostante l'ambientazione "glaciale" e riusciranno a portarvi tra queste incredibili montagne in maniera davvero convincente, facendovi vivere corse emozionanti e mai noiose. Se il comparto grafico risulta nel complesso soddisfacente, le musiche, pur azzeccate con l’esperienza estrema che si rappresenta, non ci sono sembrate particolarmente esaltanti e probabilmente molti di voi troveranno utile la funzione per inserire le vostre tracce preferite direttamente in-game. Il suono dei motori è discreto, mentre appare decisamente più curato quello della natura con valanghe, ghiaccio che si gretola e ruote che affrontano i tracciati.
La giocabilità riesce nell’arduo compito di non deludere gli appassionati, ma non aggiunge nulla di realmente “nuovo”. Lo stile di guida è totalmente arcade, con salti oltre il limite dell’umano e tenute di strada particolarmente permissive, porta ad un gioco immediato ma allo stesso tempo semplice e “senza pensieri", che non farà certo cambiare idea chi non ha mai apprezzato il genere, continuando a far loro pensare che il pulsante del freno in questo genere sia un semplice orpello.
Infine la longevità è piuttosto alta grazie ad avversari che riescono a diventare via via più ostici lungo il centinaio di eventi che costellano la carriera. Inoltre una volta ultimata, potrete poi usufruire delle modalità multiplayer, completa di opzioni che vanno dalla modalità Ad Hoc a quella Online, entrambe fino ad un massimo di sei giocatori. E se tutto ciò ancora non vi bastasse, sappiate che avrete anche una cinquantina di trofei da sbloccare portando a termine determinate sfide ed azioni.
Recensione Videogioco MOTORSTORM ARCTIC EDGE scritta da AP Con Motorstorm Arctic Edge si è riuscita a miniaturizzare una saga tutta arcade e adrenalina senza perdere un solo elemento di quelli che hanno reso vincente questa formula. Il problema piuttosto si può riscontrare nella assoluta assenza di novità, ma è davvero difficile che un appassionato rimanga deluso. Essi troveranno tante gare da affrontare nella modalità Festival, un ottimo online, una guidabilità immediata e mezzi e tracciati ideati con stile. La prossima volta sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di nuovo, al di fuori del cambio d’ambientazione, ma per essere la prima uscita di questo brand sulla piccola PSP, non ci si può certo lamentare. I patiti della simulazione invece farebbero bene a considerare oculatamente l’acquisto.
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