Recensione di Hokuto no Ken Raoh Gaiden Ten no Haou

- Charcater design e animazioni di grande impatto
- Storia interessante
- Imperdibile per tutti i fans di Hokuto no Ken...
- Gameplay semplicistico
- Longevità limitata
- ...ma come picchiaduro si è visto di meglio
A cura di (Star Platinum) del
La serie di Hokuto no Ken è decisamente una delle migliori mai realizzate per l'animazione giapponese, nonché una delle più seguite non soltanto a livello di anime e manga, ma anche attraverso gli innumerevoli prodotti legati al merchandising e al mercato dei videogame. Nonostante i titoli davvero validi dedicati a Kenshiro e compagni si possano contare sulle dita di una mano, nel 2007 giunse per PS2 uno spendido picchiaduro ad incontri (giudicato da Spaziogames con una valutazione di 8.5) ancora oggi ricordato per l'levata giocabilità che lo contraddistingueva, la realizzazione tecnica imponente e un gameplay immediato e tecnicamente ben bilanciato.

Sotto il segno di Hokuto
A distanza di circa due anni da quel giorno è la piccola console portatile di casa Sony ad ospitare un nuovo esponente del genere, questa volta non ispirato alla serie principale, ma ad un recente ed interessante spin-off che ha per protagonista assoluto Raoh (Raoul nella versione italiana dell'anime) e che descrive le vicende dell'ancora giovane futuro Re di Hokuto intento a seguire il proprio destino. Le aspettative attorno a questo prodotto, rilasciato lo scorso Gennaio in Giappone, erano molto elevate e l'attenzione degli sviluppatori è stata dedicata a ricreare nel modo più fedele possibile lo spirito della serie. Hokuto no Ken Raoh Gaiden Ten no Haou ripercorre idealmente la storia narrata attraverso il manga di Yuko Osada, inserendo il giovane maestro della scuola di Hokuto all'interno del solito contesto post-apocalittico già ammirato numerose volte in passato, ma affiancandolo con nuovi personaggi e soprattutto donando al protagonista un carattere sempre carismatico ma più approfondito nei tratti principali, cosa che renderà felici tutti gli appassionati. Senza entrare troppo nel dettaglio della trama per non rovinare alcuna sorpresa a chi si avvicinasse per la prima volta a questo prodotto, vi basti sapere che, come al solito, la struttura narrativa non rappresenta che un elegante pretesto per dare il via ad un picchiaduro ad incontri piuttosto classico, seppur ottimizzato da un buon numero di sequenze in grado di creare la giusta atmosfera facendo da collante tra un combattimento e l'altro e svelando tutti quei piccoli risvolti che nelle normali fasi in game non troverebbero spazio per via della natura stessa del titolo.
Sviluppato da Interchannel Holon, il gioco vi permetterà di poter scegliere tra quattro differenti modalità, che è giusto analizzare nel dettaglio.

Story Mode - Rappresenta la classica opzione che permette d'affrontare successivamente tutti gli avversari che il gioco propone seguendo l'originale andamento della storia. Interessante sia per chi non conosce ancora bene Raoh Gaiden e sia per tutti coloro che vogliono sperimentare in prima persona la vicenda in modo progressivamente più difficile a livello di sfida.

VS CPU Mode - Questa opzione in realtà è suddivisa a sua volta in Free Battle, Survival e Time Attack. Nulla di nuovo a livello di scelte effettuabili, che oramai gli appassionati di picchiaduro conosceranno a memoria.

Practice Mode - A prescindere dal vostro livello di bravura e nonostante l'approccio al gioco non offra un tasso tecnico così elevato da dover memorizzare particolari combinazioni, riuscire a padroneggiare al meglio ogni combattente e saperne riconoscere tecniche e momenti cruciali delle dinamiche di attacco si rivela un aspetto molto importante e da perfezionare con cura. Fortunatamente le indicazioni a schermo si rivelano utili per comprendere in breve tempo le corrette sequenze da utilizzare.

Vi sarebbe un'ulteriore modalità da approfondire, dedicata al gioco online, cui dedicheremo però spazio più avanti.

Le tredici stelle di Hokuto
Nel cast che potrete incontrare nel corso del gioco figurano non soltanto nuove conoscenze, ma anche alcuni temibili combattenti che risulteranno più che familiari agli appassionati di Hokuto no Ken. I personaggi a disposizione sono ben dodici, ossia: Sakuya, Reina, Thouzer, Jagi, Juda, Toki, Souga, Ryuga, Amiba, Ryuroh, Uighur e ovviamente Raoh. Le sorprese però non finiscono certo qui in quanto, se sarete abbastanza abili da riuscire ad ottenere particolari condizioni durante gli incontri, potrete avere la fortuna d'incontrare l'avversario più forte dell'intero gioco e che non vi sveleremo per ovvi motivi anche se potreste arrivarci per intuito.
Il sistema di controllo adottato dagli sviluppatori appare molto semplice e non lascia spazio ad incertezze di sorta, risultando immediato e molto preciso, anche se decisamente limitato in quanto a profondità e scelte da adottare nel controllare l'uno o l'altro personaggio. Ciò limita l'esperienza di gioco rendendo ogni match divertente ma meno tattico di quanto ci si sarebbe aspettato. Entrando nel dettaglio, i comandi sono così disposti: il Triangolo serve per il salto, il Quadrato per effettuare la parata, il Cerchio per i pugni e infine X per i calci. Combinando questi pulsanti con il D-Pad e in aggiunta alle mosse standard sono inoltre presenti diverse mosse speciali per ogni personaggio, che utilizzano uno o più livelli di un'apposita barra d'energia che si caricherà ad ogni colpo andato a segno o subito. La combinazone dei tasti dorsali L o R con Triangolo o Cerchio permette di effettuare le Special Moves che possono consumare una segmento d'energia o addirittura tre per quelle estremamente potenti, che sarà necessario evitare o parare per non finire rovinosamente sconfitti.
Il bilanciamento tecnico tra un combattente e l'altro è sufficientemente valido e nonostante non vi sia un'elevata presenza di personaggi ta cui scegliere, i diversi stili di lotta appaiono ben distinguibili. Purtroppo portare a termine un match non si rivela un'impresa molto ardua in quanto una volta imparato il metodo di attacco dell'avversario risulta piuttosto semplice adottare le opportune contromisure ed anche il senso tattico viene meno, nonostante sia possibile interagire in maniera pregevole con i diversi elementi degli scenari producendo diversi danni a strutture ed oggetti. Tutto ciò inspiegabilmente non consente di avviare lunghe sequenze di combo, ma fa in modo che ogni scontro si svolga più sull'osservanza dei giusti tempi che non su dinamiche esasperate e troppo caotiche.
L'esperienza multiplayer, contraddistinta dalla possibilità di sfidare un secondo avversario in wireless una volta avviato l'accesso ad apposite stanze, si dimostra apprezzabile ma non tale da risultare come un valore aggiunto ai fini della rigiocabilità, meno solida che in altri giochi analoghi.

Dall'anime al videogame
Una nota di merito va sicuramente alla realizzazione tecnica di questa produzione. Il character design dei personaggi, le animazioni di cui essi dispongono ed anche le ambientazioni ricreate ad hoc contribuiscono a calare il giocatore all'interno della storia grazie a preziosi accorgimenti stilistici di contorno, utili a collegare tra loro tutti gli eventi. L'engine ed i modelli poligonali appaiono quasi esenti da pecche, non fosse altro che per alcune textures meno riuscite, tuttavia il lavoro svolto è davvero eccellente ed anche gli effetti di luce utilizzati per le mosse speciali appaiono molto accattivanti.
Buono l'accompagnamento sonoro, ma sottotono rispetto alla soundtrack originale della serie che, per carisma e qualità, resta ancora insuperabile rispetto allo spin-off cui è ispirato questo gioco.
Globalmente si può parlare di un titolo discreto, non molto approfondito a livello di gameplay e limitato nelle modalità a disposizione. Se gli sviluppatori si fossero applicati maggiormente nel concepire una meccanica più innovativa o comunque contraddistinta da un combat system in grado di donare maggiore attrattiva agli scontri, il gioco avrebbe potuto puntare a traguardi più elevati, mentre invece in definitiva resta un prodotto eccellente per i fans di Raoh, ma un picchiaduro assolutamente trascurabile per tutti gli altri.
Recensione Videogioco HOKUTO NO KEN RAOH GAIDEN TEN NO HAOU  scritta da STAR PLATINUM Hokuto no Ken Raoh Gaiden Ten no Haou è un picchiaduro con evidenti limiti a livello di struttura che, però, paradossalmente, quasi scompaiono se valutati nell'ottica di un prodotto pensato e sviluppato quasi esclusivamente per i fan della serie senza elevate pretese in termini qualitativi. Il gioco è supportato da una realizzazione tecnica eccellente, soprattutto dal punto di vista grafico, grazie a uno splendido character design che ben si sposa con la fedeltà del videogame all'anime. Anche il sonoro svolge il suo compito presentando brani orecchiabili e una serie di effetti sonori pregevoli, anche se non molto differenti tra loro.
Il più grave difetto è rappresentato dall'estrema linearità del gameplay che, supportato da un sistema di controllo fin troppo immediato, limita l'esperienza di gioco, rendendo di fato il livello di sfida meno avvincente di quanto ci si potrebbe aspettare, soprattutto per i gamers più esperti. Lo stesso numero di personaggi e modalità disponibili, per quanto nella media, non contribuiscono a elevare la longevità che risulta quindi limitata.
Fatte queste doverose precisazioni, se ritenete che la leggenda del futuro Re di Hokuto sia una storia meritevole della vostra attenzione e ne avete apprezzato l'anime, questo titolo potrebbe comunque riuscire a coinvogervi nonostante i difetti sopra citati.
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