Anteprima di Patapon 2: Don Chaka

Copertina Videogioco Patapon 2
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Rhythm Game
  • Sviluppatore:

     Japan Studio
  • Data uscita:

     Maggio 2009 Usa
A cura di (Spetz) del
In occasione del TGS conclusosi nei giorni scorsi Sony ha svelato le prime informazioni relative a Patapon 2: Don Chaka, seguito dell’eccentrico rythm game apparso su PSP la scorsa primavera e che ci ha portato al comando dei Patapon, la bizzarra tribù primitiva impegnata a raggiungere l’agognata Fineterra, confidando nell’aiuto di un’entità divina in possesso di tre tamburi magici comandati dal giocatore stesso.
Forte dell’ottimo successo riscosso al contempo tra il pubblico e la critica specializzata, l’intento è quello di ripetere quanto compiuto con il primo capitolo, cercando di mantenere intatto il feelling del prodotto e di inserire alcune novità di rilievo.

L’introduzione del multi a 4 giocatori
Japan Studio ha voluto concentrarsi sulla principale innovazione prevista, ovvero l’implementazione del multiplayer fino a quattro giocatori (sfruttabile in modalità ad hoc) nel quale i partecipanti dovranno collaborare per portare a termine degli obiettivi specifici. Gli sviluppatori sono infatti rimasti piacevolmente soddisfatti dai feedback positivi rilasciati dall’utenza in seguito all’arrivo del primo episodio sugli scaffali e, di conseguenza, hanno scelto di arricchire l’esperienza permettendo loro di giocare in gruppo e di svolgere una serie di compiti comuni. In tal caso lo scopo sarà quello di assumere il controllo di un grande uovo per portarlo in un’area specifica dove romperlo ed impadronirsi di maschere magiche e oggetti in esso contenuti. Per ottenere tale risultato non si dovrà far altro che seguire le combinazioni ritmiche che appariranno sullo schermo, le quali, una volta portate a termine correttamente, daranno diritto al conseguimento dell’oggetto presente al di là del guscio. In questa situazione inoltre il giocatore che hosta la partita verrà collocato nella posizione di leader del piccolo esercito, assumendo pertanto il comando delle operazioni d’attacco.
I due nemici mostrati nella breve demo relativa alla missione cooperativa avevano l’aspetto di un enorme volatile in grado di sovrastare in dimensioni e potenza gli intrepidi guerrieri, particolarità che già abbiamo avuto modo di vivere nel corso del primo episodio. Gli attacchi avverranno comunque in maniera del tutto analoga alle fasi giocate in solitaria, impiegando le sequenze di tasti previste e concatenandole per massimizzarne il risultato.
Un player su quattro dovrà necessariamente rimanere in vita per non far capitolare in modo negativo la battaglia e, se li perderete tutti, aspetterete un breve intervallo di tempo prima di poter ottenere il respawn e tornare in gioco.

Non si può rinunciare al consolidato mix magico
Il fulcro del gameplay sembra peraltro essere rimasto sostanzialmente immutato riprendendo nella modalità single-player quelle dinamiche già osservate nel primo capitolo, consistenti nel condurre le truppe seguendo il ritmo musicale, nel posizionarle prima di scendere in campo, decidendo sia il numero di membri per ogni schieramento che le armi e i potenziamenti ai quali ricorrere. Farà il suo ritorno anche la modalità Fever, quella sorta di turbo da ottenere attraverso un corretto e prolungato rispetto delle scansioni ritmiche, capace di garantire una più intensa efficacia e durezza degli attacchi inferti, che in tali fasi si moltiplicano.
Al momento non è stata comunicata l’eventuale presenza di novità sostanziali per la campagna singolo giocatore, anche se non mancano importanti miglioramenti nel numero di features e missioni disponibili. Ci saranno infatti in totale quarantotto Patapon rari, il doppio degli equipaggiamenti e armi utilizzabili e ben ottanta missioni contro le trentasette del precedente episodio, che dovrebbero quindi ulteriormente migliorare la longevità finale del prodotto.
Anche l’appeal grafico è rimasto sostanzialmente immutato, e non potrebbe essere altrimenti delineandosi a conti fatti come il vero punto forte dell’intera produzione, grazie a quell’inconfondibile tocco di originalità nell’utilizzo dei colori e nella stilizzazione di personaggi e scenari, nonchè alla creazione di quell’atmosfera tanto particolare quanto difficilmente riscontrabile in altre produzioni se non Locoroco, creato peraltro dal medesimo team di sviluppo.

Considerazioni Finali
Dopo aver sperimentato le emozioni in grado di trasmettere il primo capitolo, seppur nella sua semplicità, non possiamo che valutare con ottimismo l’avvento di questo sequel che cerca di aggiungere alcuni elementi ulteriori come, ad esempio, la modalità multi-player e un numero di features e oggetti praticamente triplicato. La data d’uscita rimane ancora un mistero, indicando genericamente per il prossimo anno l’avvento nei negozi. Aspettiamo con interesse conferme più specifiche nei mesi a venire e magari qualche ulteriore informazione sui contenuti. Chissà che con questo secondo tentativo Japan Studio non riesca nell’impresa di confezionare un vero e proprio capolavoro? Restiamo alla finestra.
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