Recensione di 7 Wonders of The Ancient World

Copertina Videogioco 7 wonders
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Puzzle game
  • Sviluppatore:

     Mambo Jumbo
  • Data uscita:

     disponibile
- Divertente all'inizio
- Comiche gags dei personaggi
- Giocabilità troppo semplificata
- Lento
- Poche modalità
- Manca il multiplayer
A cura di (Darkzibo) del
Le console portatili sono nate con i puzzle game e sembra che la storia di questi due protagonisti del mondo videoludico sia indissolubile anche adesso. Un esempio emblematico è il famoso Tetris che fece la fortuna del Game Boy quasi vent’anni fa. Nei decenni altri puzzle game hanno fatto la loro comparsa sulle console portatili che, a loro volta, si sono evolute arrivando sino a quello che abbiamo oggi a disposizione: Nintendo DS e PSP. Se per ovvie caratteristiche la prima si dimostra più congeniale al genere finora citato, anche la seconda, migliore per titoli di stampo quasi casalingo, dimostra di avere qualche freccia al suo arco: basti rammentare Lumines, sia il primo che il secondo capitolo, e, appunto, il titolo che ci apprestiamo ad analizzare, 7 Wonders Of The Ancient World.

Costruzione di meraviglie
La storia, se di storia si può parlare, che sottende è quella relativa alla costruzione delle 7 Meraviglie del mondo antico come la Piramide di Giza o il Colosso di Rodi. Nei panni di un architetto sarete chiamati a risolvere le schermate di puzzle che vi permetteranno di far raccogliere agli operai il materiale per la costruzione della meraviglia. Il puzzle si risolve in maniera molto semplice tanto da far sembrare Tetris (uscito più di 20 anni fa) più complicato. In pratica, di fronte a una schermata formata da diversi tipi di rune (solitamente blu, rosse, verdi, azzurre e gialle più quelle speciali), sarete chiamati ad allinearne almeno tre dello stesso tipo spostandone solo una e, in questo modo, rompere il muro dietro ognuna di esse così da permettere agli operai di raccoglierlo e proseguire la costruzione della meraviglia. Nel contempo scenderanno casualmente altre gemme facendo sì che si creino continue combinazioni e di conseguenza altre combo che favoriranno lo sgretolarsi del muro e rilasceranno ulteriori caselle in grado di distruggerlo con file in quattro direzioni o due. Il livello di difficoltà inizia a crescere dal momento in cui si prosegue nella costruzione: la forma delle pareti di roccia che accolgono le gemme cambia in continuazione e mette in difficoltà l’allineamento soprattutto negli angoli della figura. In questa maniera, lasciando trascorrere il tempo senza allineare le gemme in modo da generare materiale per la costruzione della vostra meraviglia, gli operai si stancheranno e se ne andranno facendovi perdere una vita. La modalità narrazione vi permetterà di seguire la costruzione delle sette meraviglie presenti nelle varie città antiche, il free play di completare i puzzle proposti da un determinato livello e la caccia alle rune vi porrà nei panni di ricercatori intenti a inseguire l’allineamento di un numero massimo di gemme di un determinato tipo. Nonostante questo, in breve tempo, non potrete non accorgervi che l’immissione dell’edificazione delle sette meraviglie altro non è se non il tentativo dei programmatori di incrementare il più possibile il fattore longevità. Peccato che il tutto si riduca a un semplicistico puzzle game, povero di idee, in grado di catturare all’inizio ma di tediare alla lunga. Questo avverrà perché i ritmi sono troppo lenti e non subiscono un’accellerazione neanche nei momenti più concitati. A pesare sulla longevità che potrebbe essere anche accettabile, è la mancanza di un multiplayer che avrebbe potuto risollevare in parte le sorti del gioco.

Meraviglie o no
Graficamente, come per la maggior parte dei puzzle game, 7 Wonders of the Ancient World si attesta su un livello di anonimato ludico tale da non andare oltre il proporre schermate bidimensionali il cui sfondo rappresenta la meraviglia in costruzione e la griglia dove si posizionano le rune. La parte divertente, alla quale porrete attenzione dopo qualche partita, è data dagli operai che si muovono sotto la schermata di gioco. Essi si recheranno a raccogliere le pietre e, nel caso dobbiate lasciarli per molto tempo senza qualcosa da fare, intraprenderanno uno sciopero con tanto di cartelli. Si tratta di una piccola chicca in più che sicuramente farà sorridere qualcuno. La grafica compie quindi il suo dovere senza fare più del dovuto.
La colonna sonora è ripetitiva e sicuramente non ripropone brani in stile Tetris (che ancora oggi potremmo fischiettare) e gli effetti forniscono un buon senso delle gemme che cozzano tra di loro, ma nulla di esemplare.
Recensione Videogioco 7 WONDERS OF THE ANCIENT WORLD scritta da DARKZIBO L’idea iniziale di 7 Wonders of the Ancient World sarebbe potuta sembrare interessante se non fosse caduta nel baratro proprio di tutti quei prodotti ben pensati ma mal eseguiti. Il gioco si sviluppa lentamente e, dopo un’iniziale divertimento, forse dovuto anche alla curiosità, lo abbandonerete senza più riprenderlo. Sembrerebbe il classico titolo portatile ma, a mio dire, mille partite al Tetris risultano preferibili a cinque con questo prodotto che, purtroppo, a causa della lentezza dell’azione e della mancanza di modalità supplementari come, per esempio, il multiplayer, disvela una qualità scadente. Un peccato perché il concept, se meglio sviluppato, avrebbe potuto donare a questo titolo un buon appeal in grado di farne il classico gioco da prendere in mano svariate volte durante la giornata. Malauguratamente non è così e, per adesso, vi converrà davvero puntare altrove.
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