Recensione di Secret Agent Clank

Copertina Videogioco Clank
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     High Impact Games
  • Distributore:

     Sony
  • Lingua:

     Italiana
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile Psp / 26 Maggio 2009 Ps2
7.0
Voto lettori:
8.4
- Longevo quanto basta
- Ironia assicurata
- Graficamente ben curato...
- Visuale non sempre eccellente
- ...ma inferiore a Size Matters
- Storia banale
- Stravolgimento negativo della saga
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A cura di Marco Pellini (Dr. Frank N Furter) del
Spesso nel mondo videoludico appaiono coppie di protagonisti che lasciano il segno. I fratelli Mario e Luigi, Jak e Dexter, Ratchet e Clank e così via. In molti casi, uno dei due rappresenta la cosiddetta “spalla comica”. Arriva poi il giorno in cui da comprimario si diventa protagonista. A volte il risultato finale non è stato un granché; sono pochi i giochi in cui “l’eterno secondo” riesce a far breccia nei cuori dei fan nella sua nuova veste di eroe solitario. Questa volta è il turno del piccolo Clank, eterno compagno d’avventure dell’eroe Ratchet. Il robot di casa Insomniac si trova ad affrontare una prova difficile. Visto il peso che incombe sulle sue metalliche spalle la domanda sorge spontanea: sarà un gioco valido? Scopritelo con noi.

Clank, Agente Clank…
La citazione cinematografica di 007 è palese. Il piccolo robot per quest’occasione si è vestito di tutto punto proprio per omaggiare la grande spia inglese. La storia parte con Clank sulla sua astronave in dirittura d’arrivo verso il museo Boltaire. Una volta atterrato si fa strada con dei sistemi degni del miglior Diabolik e, del tutto inaspettatamente, c’è un altro strano individuo che partecipa alla “visita” notturna del museo. Il misterioso uomo incappucciato incappa nel sistema d’allarme dell’edificio e, purtroppo per lui, viene subito catturato dalle guardie robot. Una volta acciuffato si scopre che il ladro non è altro che Ratchet, lo storico compagno di Clank nonché eroe dell’universo. Un grande shock per Clank, il quale, nonostante abbia visto con i propri occhi la scena incriminante, non cede all’ipotesi che il suo miglior amico si sia trasformato in un malfattore. Questo è solo l’inizio della storia e non andiamo oltre per non rovinarvi la sorpresa, anche se la struttura narrativa, a parte qualche piccola dose di humor tipico della serie, non convince appieno.
I fan della saga (e tutti quelli che hanno giocato almeno ad un episodio di Ratchet e Clank), capiranno subito di trovarsi davanti ad un prodotto diverso, troppo differente da quel gameplay divertente e sfrenato delle passate produzioni. Nei vecchi episodi i nemici accorrevano in massa e il divertimento stava proprio nell'azzuffarsi con un numero consistente d’avversari. In Secret Agent Clank è tutto l’opposto. Il gioco vi premierà infatti se riuscirete ad essere il più silenziosi possibile nell’attraversare un’area o a prendere di sprovvista il nemico. Praticamente tutto il contrario di quello che contraddistingueva la serie madre. Non solo. Per rendere l’atmosfera di gioco più vicina a quella di un genere stealth, i programmatori hanno introdotto una mossa speciale per distruggere il nemico senza far rumore. In sostanza vi basterà arrivargli alle spalle, premere quadrato e poi digitare i quattro pulsanti che appaiono sullo schermo: fatto ciò Clank si esibirà in una combo perfetta in grado di eliminare con pochi affanni la guardia di turno. Questa mossa da vera spia non è la sola ad accompagnare il piccolo robot. Nel museo Boltaire ci sono dei piedistalli vuoti dove il protagonista potrà saltare e mettersi in posa per farsi scambiare per una statua, o addirittura, Clank potrà comprare un giornale al mercato e nascondersi dietro di esso. Tutti questi elementi sono ben congeniati ma davvero lontani dalla natura originale della serie. Ad esempio, se entrerete in una stanza piena di nemici, il vostro destino sarà malauguratamente segnato. Nonostante Clank conosca il karate (imparato tra un episodio e l’altro) verrete spazzati via dal nemico in pochi istanti. Coerente col gioco ma frustrante nella pratica.

Sicuri che sia un gioco solo per Clank?...
Un marchio di fabbrica della serie Ratchet and Clank è l’incredibile arsenale di cui il giocatore si può servire. Per l’occasione le armi a disposizione hanno funzioni da agente segreto (proprio come suggerisce il titolo del gioco). All’inizio avrete un rasoio boomerang e subito dopo un penna speciale in grado di sparare una sostanza gelatinosa che manda fuori uso i sistemi d’allarme. Tutte le armi in vostro possesso possono salire di livello man mano che le usate. I parametri di durata dell’effetto, il numero di munizioni, le abilità e la potenza delle stesse aumenteranno esponenzialmente. Arriviamo ora ad un punto estremamente importante della recensione. Nonostante il nome del prodotto sia chiaro ed indichi Clank come unico protagonista, il nostro eroe dovrà spartire il palcoscenico con altri comprimari. Durante l’avventura prenderete il controllo di altri tre personaggi: Gadgebots, Ratchet e il Capitano Qwark. Ognuno di loro sostituirà Clank in determinati punti. Le missioni di Gadgebots si attivano quando il piccolo agente segreto è costretto a fermarsi, gli interventi di Ratchet saranno invece ambientati nella prigione in cui si trova. Il neo più grande, mentre giocherete con lui, sarà rappresentato dall’incredibile monotonia dell’azione di gioco. Le missioni di Qwark sono alla fine quelle riuscite nel migliore dei modi. Quello che risulta incredibile è che le sub quest da affrontare con il quarto protagonista non c’entrano nulla con il resto dell’avventura. Un esempio: in una missione dovrete crescere di dimensioni raggiungendo quelle di un palazzo di quindici piani e combattere un mostro altrettanto enorme. Un espediente simpatico ma che lascia il tempo che trova.

Gli ingranaggi non girano perfettamente…
La divisione dell’avventura in quattro parti rappresentate ciascuna da un diverso protagonista non funziona per nulla. In primis non ci sono dei collegamenti tra una storia e l’altra (a parte rari momenti) e in molte occasioni le missioni secondarie sono ripetitive e noiose. Sempre le stesse azioni, sempre la stessa meccanica fino alla nausea. Soprattutto con Ratchet si è toccato il fondo: la monotonia la fa da padrona. Anche le quest di Clank, il quale avrebbe dovuto essere il protagonista assoluto, divertono all’inizio ma poi si perdono nel mare della ripetitività. In molte occasioni la componente stealth va a farsi benedire poiché vi risulterà più facile saltare in continuazione ed evitare i colpi nemici fino al punto in cui li avrete seminati. Una vera delusione. La stessa cosa si può dire del comparto tecnico: le cose migliorano ma non in maniera incisiva. Dal punto di visita meramente grafico, Size Matters era molto più ricco di particolari e tocchi di classe. In Secret Agent gli ambienti sono spogli e poco ispirati. La telecamera è purtroppo imperfetta come, del resto, nel precedente titolo sviluppato su PSP. Nei frangenti più burrascosi delle battaglie la visuale comincierà il suo “pazzo zoom” e la logica conseguenza sarà rappresentata da una scarsa visibilità dell'ambiente di gioco.
Recensione Videogioco SECRET AGENT CLANK scritta da DR. FRANK N FURTER Secret Agent Clank è l’ennesimo episodio di una saga davvero interessante. Peccato che in questo frangente i ragazzi della High Impact Games non abbiano centrato il bersaglio. Monotono, spezzettato nella struttura narrativa, tecnicamente inferiore al suo predecessore e con dei difetti di visuale ormai conosciuti. Quello che permette a Secret Agent Clank di arrivare alla sufficienza è la sua buona dose di humor e una longevità che si attesta sulle otto, nove ore. Purtroppo l’azione di gioco è vittima della ripetitività, nonostante ci siano ben quattro protagonisti con cui giocare. Speriamo che il prossimo lavoro dedicato a questa divertentissima saga della Insomniac possa essere in grado di godere di una realizzazione effettiva di maggior levatura.
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