Recensione di SNK Arcade Collection Vol.1

- Tanti titoli di vario genere
- Praticamente una sala giochi in tasca
- Segreti sbloccabili (c'è un gioco extra che si libera)
- Graficamente nessun miglioramento
- Qualche titolo non proprio memorabile
A cura di (Darkzibo) del
Mi ricordo che ero ancora un bambino quando, all’inizio degli anni novanta, iniziai a trovare, in sala giochi o nei bar, cabinati con lo schermo colorato da videogiochi capaci di attirare la mia attenzione soprattutto per la tecnica e per le innovazioni, anche in ambito ludico, che riportavano. Si trattava dei titoli SNK, che all’epoca erano in grado di girare a pieno regime solo sulla macchina più costosa sul mercato, il Neo Geo. Il portatile Sony si è dimostrato essere ottima macchina per riproporre i vecchi classici e questo è dimostrato dalle numerose nuove versioni di vecchie glorie e dalle raccolte di Capcom, Atari, Midway e altre famose software house dal grandioso passato.

Un tuffo nei ricordi
Mi sono accinto a provare questa raccolta, chiamata SNK Arcade Classic Vol. 1 (il che lascia ben immaginare che ci sarà un’ulteriore volume), curioso di vedere quali titoli avessero trovato spazio nel vasto UMD. Con mia grande sorpresa ecco comparire tra le mie mani vecchie glorie riunite come se il Milan di Arrigo Sacchi si trovasse per rigiocare insieme. A parte i famosi, ancor oggi, Fatal Fury, King of Fighters 94 e Metal Slug, troverete anche grandi giochi dimenticati come Art of Fighting o The Next Glory (dice niente un gioco di calcio chiamato ‘La prossima gloria’ ?). Dopo una breve ma efficace presentazione sarete trasportati nella schermata di selezione dei giochi che, con un menù a scorrimento verticale, si presenteranno con il titolo, il numero di giocatori, l’anno di uscita e alcuni screenshoot. Sono presenti anche alcuni obiettivi, che porteranno medaglie una volta portati a termine, così come avviene per i point Xbox.
Passiamo ora ad una breve analisi dei giochi presenti.

Magician Lord (1990)
Si tratta di un platform uscito al lancio del Neo Geo nel 1990 e, purtroppo, è una delle poche note stonate della raccolta. Tecnicamente non è male, anche se alcune movenze del personaggio sono troppo limitate. La storia ruota intorno a un mago che si muove in un mondo fantasy a combattere mostri e demoni, aiutato da sfere che gli permettono di assumere diverse forme. Purtroppo non ci rigiocherete tante volte.

Fatal Fury: King of Fighters (1991)
Alzi la mano chi non conosce questo titolo, il capostipite della serie che vede protagonisti Terry e Andy Bogard e Joe Higashi (i tre selezionabili) contro il malvagio Geese Howard. Da questo episodio nasceranno tanti seguiti e spin off, ma la vera novità che portò rispetto, per esempio, a Street Fighter, era la possibilità di lottare su due piani di gioco. Un gioco da provare che gli appassionati di picchiaduro vorranno sicuramente riviviere.

King of the monsters (1991)
Picchiaduro che vedeva protagonisti dei mostri giganti che ricalcavano i vari Godzilla e King Kong e che vedevano come arene le grandi città del mondo. Questi ambienti erano molto interattivi e permettevano di impiegare i vari oggetti presenti (palazzi, aerei e carri armati) per offendere il nemico. Purtroppo la giocabilità risultava molto lenta, anche se era interessante vedere la ricostruzione delle città composte dai monumenti che le rendono famose. Alcune chicche sono rappresentate dalle strade della città che sono percorse dalle automobili sistematicamente distrutte dal passaggio dei vostri giganti.

Burning Fight (1991)
Si tratta di un picchiaduro a scorrimento capace di ricordare molto da vicino Final Fight di Capcom. Nato nel periodo d’oro dei picchiaduro e dei film action, consentiva di selezionare uno tra i tre personaggi (lo smilzo, il medio e il gigante) per andare a ripulire le strade giapponesi. Purtroppo i personaggi non erano mitici come i vari Cody e Hagger, però le ambientazioni erano ricche di particolari. Un punto a favore era la giocabilità immediata che consentiva di effettuare mosse grandiose in pochi istanti.

Sengoku (1991)
Altro picchiaduro a scorrimento che ha raggiunto un buon successo alla luce anche dei seguiti che lo hanno riguardato. Songoku racconta la storia di un ragazzo che, in una città invasa da antichi demoni acconciati in stile Giappone feudale, inizierà la sua impresa supportato da antichi spiriti buoni che lo sostituiranno durante la sua avventura per brevi fasi. Un titolo sicuramente interessante e anche tecnicamente di buon livello con sprite di buona fattura. Unico difetto è il costante errore di SNK a rendere i protagonisti dei picchiaduro a scorrimento dei paletti privi di alcuni movimenti. l’idea di impiegare gli spiriti guerrieri è comunque ottima e Songoku è un titolo che merita di essere giocato.

Art of fighting (1992)
Un gioco realmente incredibile per l’epoca dotato di una grafica a dir poco impressionante e di una giocabilità ben realizzata con zoom durante la lotta che sottolineavano i momenti più concitati e permettevano di gustare i grandi sprite presenti. Un must per tutti quelli che lo hanno apprezzato all’epoca e che lo ricercano ancora.

Baseball Stars 2 (1992)
Titolo di baseball che ricalca lo stile manga di SNK dotato di una giocabilità immediata e di una grafica colorata ma un po’ povera di sprite e i personaggi hanno tutti le medesime fattezze, può ricordare una sorta di Speedball rivisto nello sport più popolare d’America. Interessanti gli inframezzi dell’allenatore e le istantanee che sottolineano i momenti clou della partita, le sei squadre (l’Italia è rappresentata dal Napoli). Un titolo giocabile da subito, così come dovevano essere i titoli da sala giochi.

Last Resort (1992)
Uno sparattutto laterale, in stile Area 88 di Capcom, dove impersonerete una navicella futuristica impegnata a liberare la città dai plotoni invasori. Il titolo è ricordato, a parte per la sua buona grafica e giocabilità ma anche per il fatto che le navicelle nemiche, una volta distrutte, vedevano il loro pilota volare al di fuori di esse. Un gioco di intrattenimento, in grado di far passare ore senza accorgersene.

Samurai Shodown (1993)
Un picchiaduro a incontri famosissimo che ha visto numerosi seguiti e che ha introdotto l’impiego delle armi bianche come spade o lance. Oltre a una giocabilità di alto livello, portava sugli schermi degli sprite incredibili, zoom che sottolineavano i momenti di lotta più ravvicinata e una grafica, per l’epoca, da lasciare a bocca aperta. Altra cosa interessante era la location dei vari livelli che variava oltre che nello spazio, anche nel tempo, così come i personaggi che facevano parte di epoche differenti.

The King of Fighters (1994)
Altro titolo facente parte dei picchia-picchia a incontri che ha avuto numerosissimi seguiti e che prevedeva la scelta di una squadra di tre lottatori a rappresentare una nazione pronta a sfidarsi con un’altra squadra tramite un’eliminazione diretta. I lottatori erano ripresi dalle serie più famose di SNK e graficamente migliorati. Un picchiaduro divertente e originale anche se non proprio il migliore della serie.

Top Hunter (1994)
Platform che ha inserito quella modalità su due livelli provata in Fatal Fury e con la possibilità di impiegare i propri pugni allungabili per afferrare i nemici e scagliarli contro altri. Tecnicamente ineccepibile con ambienti e personaggi di fattura ottima, può risultare un po’ difficile per i new gamers anche se la modalità cooperativa può aiutare anche a rigiocarlo molte più volte.

The Next Glory (1995)
Titolo calcistico che altro non è che il terzo capitolo di Super Sidekicks e conosciuto in Italia con la traduzione ‘La prossima Gloria’. Il calcio arcade per eccellenza prima dell’arrivo di Virtua Striker di Sega, consentiva di selezionare diverse nazionali e di conseguire le varie coppe continentali o di puntare alla coppa del Mondo. Sicuramente la giocabilità immediata e la spettacolarità delle azioni hanno favorito gli appassionati di Holly e Benji e alcune innovazioni interessanti, come le icone che suggerivano l’azione o il cambio di prospettiva al momento del tiro, hanno attirato numerosi giocatori. Giocabile anche oggi, vi porterà via tante ore nel vedere gli alter ego degli idoli dell’epoca (nell’Italia è riconoscibile Roberto Baggio) effettuare prodezze atletiche spettacolari.

Metal Slug (1996)
Il platform sparattutto per eccellenza, in grado di raccogliere moltissimi consensi tanto da ritagliarsi il ruolo di titolo più giocato in sala giochi in quegli anni. Divertente e dotato di una grafica ricca che faceva il verso alle grandi guerre della storia visto che il protagonista somiglia a un Rambo alla buona, i nemici sembrano soldati nazisti e il nemico finale è una chiara trasposizione di Saddam Hussein. Le esplosioni d’effetto e l’umorismo noir fanno da contorno a un titolo di punta di questa collezione che, nonostante il livello di difficoltà piuttosto alto, si farà rigiocare per numerose volte.

Neo Turf Masters (1996)
Forse uno dei giochi con cui vi cimenterete di meno di questa collezione. Prodotto da Nazca Corporation, si tratta di un gioco di golf particolarmente immediato, che rappresentava il nostro golfista su un prato tridimensionale e gli consentiva, tramite una pressione precisa di due barre oscillanti, di effettuare tiri da campione. Divertente per qualche istante ma dopo poco verrà abbandonato.

Shock Troopers (1997)
Ultimo titolo presente nella collezione, ma non per questo meno importante. Sviluppato da Saurus, si tratta di uno sparattutto a scorrimento che ricorda Guerrilla, ovvimente più innovativo e graficamente curato. Inizialmente dovrete selezionare uno degli otto personaggi disponibili nel caso vogliate affrontare l’avventura in ‘solo Wolf’, oppure tre se vorrete effettuare l’azione con due compagni da cambiare a vostro piacimento durante lo svolgersi del gioco. Un po’ cruento (non sono risparmiate scene di amputazioni o eliminazioni crude) e un po’ scanzonato per la caratterizzazione dei protagonisti, è un altro titolo che merita l’attenzione dell’utenza che sicuramente non rimarrà delusa.

I nomi dei giochi presenti in questa esaltante collezione li avete letti e se pensate che molti sono presenti nella Virtual Console, vuol dire che la qualità è buona. La possibilità di avere una collezione del genere su PSP è allettante tant’è che molti giochi potrebbero essere titoli a sé stanti. Ovviamente è stata inserita l’opportunità di giocare con uno schermo a 4:3 (come gli originali) o a 16:9, di salvare in qualsiasi istante in modo da non dover rimanere attaccati alla console fino al completamento di un titolo nonchè la possibilità di giocare con altri players in network.
Recensione Videogioco SNK ARCADE COLLECTION VOL.1 scritta da DARKZIBO SNK Arcade Collection Vol. 1 raccoglie ben quindici giochi e si colloca come la migliore collezione presente per PSP. Tanti titoli che hanno fatto la storia dei videogiochi da sala sono tutti qui, pronti da essere giocati senza spendere le famigerate 200 o 500 lire. Una raccolta capace di ridestare i ricordi dei giocatori un po’ più ‘anziani’ e di far rivivere le emozioni dei grandi giochi che non sapevano cosa fosse un poligono ai più giovani. In pratica si tratta di una collection consigliata a tutti. Rimaniamo impazientemente in attesa del volume 2.
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