Recensione di Metal Gear Solid Portable Ops Plus
PSP

Copertina Videogioco Metal Gear Plus
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Kojima Productions
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-6
  • Data uscita:

     Disponibile
6.5
Voto lettori:
8.4
- Comparto Tecnico ancora valido...
- Multiplayer approfondito e ben strutturato
- ... ma si poteva fare qualcosa di più
- Assenza totale di una trama
- Modalità single player poco sfruttata
A cura di Marco Pellini (Dr. Frank N Furter) del
Quando la Kojima Production e la Konami pubblicarono Metal Gear Portable Ops, riuscirono nell’impresa, davvero ardua, di portare il mondo di Snake e soci su PSP. Il risultato fu incredibile. Finalmente un titolo degno di questa magnifica saga faceva bella mostra di sé sulla portatile di casa Sony, mescolando una storia intrigante e un gameplay davvero sorprendente. A distanza di un anno arriva Metal Gear Portable Ops Plus, non un seguito ma una sorta di espansione la quale, almeno in teoria, dovrebbe arricchire l’esperienza di gioco. Sarà davvero così?

Un po’ d’ordine cronologico
Gli eventi narrati in Metal Gear Portable Ops (d’ora in poi PO) trovano la loro collocazione spazio-temporale subito dopo Snake Eater. Ritroviamo alcuni personaggi storici come Roy Campbell e altri elementi classici della serie come Outer Heaven e FOXHOUND. La storia creata per Portable Ops era davvero avvincente, stracolma di colpi di scena più tutta una serie di domande sulla fedeltà di Snake per la sua nazione e altri dilemmi di notevole impatto narrativo. Purtroppo in questo add-on, non c’è la benché minima traccia di una storia. Chi ha completato il capitolo madre si chiederà perché esiste una modalità dove si combatte contro i boss di Portable Ops. Come se non bastasse, ci sono altri elementi di cui non ci siamo ancora spiegati il perché della loro esistenza. Cosa ci fa Old Snake in PO+ quando deve ancora uscire il quarto capitolo della saga principale? Perché Raiden? Cronologicamente non dovrebbe esistere, eppure c’è. Sembra quasi che i ragazzi della Kojima Production abbiano buttato nel calderone tanti elementi senza però mescolarli tra loro sapientemente.

Crescere le vostre truppe
Il single player consiste principalmente in diverse missioni, generate casualmente, ognuna con i suoi obiettivi specifici da raggiungere, i quali diverranno più difficili man mano che andrete avanti. Le varianti sono molteplici: vi potrà capitare di dover cercare l’uscita senza farvi scoprire dalle guardie in allerta, oppure di dover rapire o uccidere qualcuno prima che appaia l’uscita in quel determinato stage. La cosa interessante è proprio questa sequenza di aree sempre diverse, le quali contribuiscono alla raccolta di numerosi oggetti, armi o nuovi soldati da prendere con sé. A dispetto del primo PO, ora potrete arruolare fino a 200 uomini per il vostro esercito, inclusi anche quelli del capitolo precedente, a patto che abbiate un file di salvataggio sulla vostra memory stick.
Le quattro specializzazioni su cui fare affidamento sono: Unità mediche, tecnici, spie e infiltratori.
Le unità mediche sono utili per sviluppare oggetti curativi, i tecnici sono ottimi per costruire nuove armi e munizioni. Le spie provvedono a raccogliere informazioni sui nemici, la mappa e altri utili dettagli per la vostra squadra.
Infine ci siete voi e il team infiltratori ad entrare nel campo di battaglia e a soddisfare gli obiettivi richiesti. Altra considerazione da fare è che, mentre i medici, i tecnici e le spie sono limitati come numero (fino a otto, questo vi spinge a cercare gli individui migliori per questi lavori), la squadra infiltratori è stata allargata da quattro ad otto elementi. Questo particolare è di vitale importanza visto che solo chi partecipa alle missioni riceve punti esperienza, utilizzabili per incrementare le caratteristiche dei vostri uomini. Tutto ciò sta a significare che la mira, la resistenza e la salute possono essere rafforzate durante le numerose missioni, trasformando la vostra truppa in un manipolo di super soldati. Avere dalla propria un gruppo così potente porta anche a delle complicazioni e contraddizioni. In primis, Metal Gear non è un GDR ma si comporta come tale visto che “livellando” i personaggi diventano più potenti e rendono le missioni più difficili delle semplici passeggiate, un difetto che affligge molti giochi di ruolo giapponesi. Anche contro i soldati generati dalla I.A. non ci sarà più competizione in quanto risulteranno evidentemente più deboli dei vostri. In aggiunta si possono utilizzare anche i personaggi caratteristici della serie (Snake, Old Snake, Raiden) e potenziarli creando, come scritto in precedenza, una squadra di sterminatori in grado di ripulire un mappa in pochi minuti. Pensandoci bene questo libero e selvaggio “livellaggio” cambia anche l’esperienza in multiplayer. Visto che non c’è una storia in grado di catturarvi per giocare in singolo, in molti si butteranno sul gioco on-line. Il problema si manifesta quando incontrerete un team che ha affrontato molte missioni in single player. Sarete distrutti in men che non si dica e per chi non lo sapesse uno dei vostri soldati vi verrà tolto dalla squadra avversaria. Da questo si evince che per giocare on-line e per non perdere unità preziose, dovrete fare parecchia gavetta potenziando i vostri ragazzi.
Questo non vuol dire che giocare in multi non sia comunque divertente e ben organizzato. Con la nuova espansione ci sono anche nuove mappe, le quali si uniscono a quelle già viste in PO. Ci sono poi, alcune aggiunte importanti come: una nuova chat room e una nuova modalità chiamata Shooting Range.

Comparto Tecnico
PO+ usa lo stesso motore grafico del suo predecessore. Aree dettagliate, animazioni fluide e tanto altro. Il rovescio della medaglia corrisponde al fardello degli errori già presenti in PO, i quali fanno di nuovo capolino in PO+. Rallentamenti e problemi di visuale sono gli stessi del precedente capitolo. Non siamo rimasti stupiti più di tanto da queste “non correzioni” contando che il gioco stesso si concentra essenzialmente sulle mappe multiplayer. La colonna sonora, come per il motore grafico, è la stessa di PO. Non deve essere visto per forza come un difetto ma la presenza di qualche nuova traccia non avrebbe fatto male.
Recensione Videogioco METAL GEAR SOLID PORTABLE OPS PLUS scritta da DR. FRANK N FURTER Metal Gear Solid Portable Ops Plus è un’espansione della quale si poteva benissimo fare a meno. Il comparto tecnico è identico a quello di PO, quindi, seppur ancora valido, sostanzialmente superato. La storia è praticamente assente e l'unica motivazione per giocare la modalità single player è quella di potenziare i propri soldati per vincere facilmente le partite on-line. Un acquisto quasi obbligato per i fans più sfegatati della saga, per gli altri è meglio cercare altrove.

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