Recensione di Harvey Birdman: Attorney at Law

Copertina Videogioco Harvey Birdman
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Simulazione
  • Data uscita:

     13 novembre USA
- Molto fedele alla serie animata...
- Sequenze animate simpatiche
- Ottimo doppiaggio
- ...ma per conoscere i personaggi occorre una certa età
- Scarsa longevità
- Enigmi non sempre coinvolgenti
A cura di (Star Platinum) del
Il fascino delle serie televisive è un fenomeno che non conosce confini e, a prescindere del reale livello qualitativo delle stesse, la possibilità di ispirare un prodotto videoludico ad un brand già noto viene spesso colta dagli sviluppatori senza reali motivazioni destinate a rivoluzionare un genere, quanto per cercare di battere il ferro finché e caldo restando in scia a personaggi e storie seguite dal pubblico. Non sempre però tali scelte si rivelano azzeccate e questo ne è un classico esempio.

Origini animate
I più attenti e “maturi” lettori avranno sicuramente colto sia nel nome del gioco, che nelle immagini di cui è composto l’articolo, un personaggio molto familiare. Prima di approfondire meglio la sua storia attuale però, è più che dovuto raccontare, a tutti coloro che sono troppo giovani per ricordarselo, la vita di una delle icone animate più in voga negli scorsi decenni. Conosciuta anche in Italia con il nome di Birdman e il Galaxy Trio, questa famosa serie animata prodotta da Hanna & Barbera fu prodotta alla fine degli anni Sessanta e consisteva in doppi episodi appartenenti al genere fantascienza che vedevano alternarsi le vicende del supereroe alato amico del sole e di un trio composto di tre alieni, anch’essi impegnati a salvare pianeti e abitanti dello spazio in pericolo, grazie alle proprie doti fuori dal comune. All’epoca della messa in onda questi cartoni animati ebbero un buon successo di ascolti anche in Italia. Tuttavia, la premessa iniziale serve soltanto per introdurre quello che di fatto rappresenta il protagonista di questo gioco, ossia Birdman.
Il titolo è infatti ispirato ad una serie animata che lo vede impegnato in prima persona, ma ambientata diversi anni dopo la storica prima apparizione in tv. In questo frangente, nonostante la presenza di molti personaggi provenienti dalle origini dello show, il nostro eroe ha appeso le ali al chiodo, non svolgendo più la professione di supereroe bensì di avvocato, impegnato a risolvere intriganti e assurdi casi che vedono come principali accusati niente di meno che numerose icone dell’universo animato di H&B. Per questi motivi, chi si aspettava di ritrovarsi all’interno di un gioco d’azione o realizzato in chiave di lettura molto dinamica potrebbe trovarsi un po’ spaesato rispetto a quanto sarà richiesto di svolgere.

Cinque casi scottanti
La struttura cui si ispira Harvey Birdman: Attorney at Law è fondamentalmente molto simile a quella presente nel famoso Phoenix Wright e vedrà il nostro brillante legale impegnato in cinque diversi casi che vi permetteranno d’interagire con numerosi personaggi storici di questa casa di produzione. Non vi è molto altro da aggiungere ad un gameplay che si snoderà attraverso un’introduzione e vi richiederà di rendere giustizia attraverso una lunga serie d’interrogatori, raccolta d’indizi, confronto di testimonianze e tutto il repertorio che dovrebbe possedere un bravo investigatore o avvocato che si rispetti. Di tanto in tanto la trama sarà scandita da sequenze animate di ottima fattura, che intervalleranno gli eventi principali arricchendo l’evolversi del caso con nuovi ed interessanti spunti su cui indagare.
Il difetto principale di questo prodotto è legato, senza ombra di dubbio, allo scarso feeling generale che si ha interpretando il caro Birdman nei panni di un legale. Tutto ciò si potrebbe tranquillamente spiegare attraverso due ragioni fondamentali: la prima è che nonostante molti dei personaggi (sia buoni che cattivi) coinvolti nei casi siano abbastanza famosi da suscitare più di un ricordo nostalgico, è pur vero che di anni ne sono trascorsi parecchi da quando gli appassionati italiani hanno potuto beneficiare di trasmissioni ad essi dedicate. La seconda, ben più importante ai fini della valutazione globale di questo gioco, è legata fondamentalmente ad una struttura che risulta priva di personalità e poco interessante. I pochi casi presentati riescono ad assumere un’ottica da cartone animato tutto sommato gradevole, in grado di presentare al meglio le situazioni descritte, ma risultano anche incredibilmente fragili a livello di spessore e, rispetto al cugino Phoenix Wright, nonostante un gameplay basato fondamentalmente su azioni molto simili, i casi si risolvono senza particolari problemi e, troppo spesso, la soluzione sembra davvero essere dietro l’angolo, richiedendo un ragionamento molto semplice e mai eccessivamente articolato.

Realizzazione tecnica
Se è pur vero che la trama non offre particolari momenti davvero esaltanti, dal punto di vista tecnico avrete a che fare con un vero e proprio piccolo gioiello, almeno per quanto riguarda la fedeltà alla serie. La grafica, tralasciando le tante schermate statiche che faranno da cornice al gioco vero e proprio, consentirà di assistere ad una discreta serie di sequenze animate ben riprodotte in cui tutti i personaggi presentati appaiono dotati di un ottimo character design e animazioni molto fluide, beneficiando inoltre di una palette cromatica di tutto rispetto.
Ancor più pregevole il comparto sonoro, grazie ad un doppiaggio davvero convincente e a motivetti che richiamano alla mente produzioni di lontana memoria.
Purtroppo tutto il pregevole lavoro svolto dagli sviluppatori a livello cosmetico si scontra con un ritmo decisamente troppo blando e poco stimolante, che penalizza notevolmente anche la longevità, già di suo poco elevata. Se si fosse optato per una formula più innovativa, in grado di sfruttare al meglio non solo le possibilità tecniche di PSP ma anche la struttura, sicuramente ci saremmo trovati a parlare di un titolo di altro livello. Tirando le somme, questa produzione appare vecchia ancor prima di essere giocata e non ci stupiremmo se passasse quasi del tutto inosservata all’interno di un mercato videoludico dove troppo spesso le idee vengono solo in parte capite e ancor peggio sfruttate.
Recensione Videogioco HARVEY BIRDMAN: ATTORNEY AT LAW  scritta da STAR PLATINUM Harvey Birdman: Attorney at Law riesce a convincere solo parzialmente, a causa del fatto che la serie da cui è tratto non risulterà molto nota a meno che non abbiate una certa età o siate appassionati di prodotti d'animazione non giapponesi. La struttura, fondamentalmente semplice e lineare, alterna ottime sequenze animate e situazioni a tratti troppo semplici e immediate, con il risultato di un coinvolgimento davvero scarso. Il fatto che questo prodotto sia venduto ad un prezzo quasi budget non ne giustifica certo l'acquisto, ma se proprio non avete modo di giocare al ben più celebre "simulatore" di avvocato made in Capcom fateci un pensierino, senza aspettarvi nulla di eccezionale.
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