Recensione di Syphon FIlter: Logan's Shadow

Copertina Videogioco Logan's Shadow
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Sony Computer Entertainment America
  • Data uscita:

     21 novembre 2007
- Buon intreccio
- Nuovi livelli subacquei
- Molte armi disponibili
- Multiplayer solido
- IA poco incisiva
- Doppiaggio altalenante
A cura di (Spetz) del
Il panorama action su PSP non presenta una varietà tale da poter essere considerato uno dei generi trainanti per la portatile di casa Sony, a parte qualche piacevole eccezione che riesce, per alcuni aspetti, ad esprimere la stessa dose di coinvolgimento derivante dalle esperienze casalinghe. Syphon Filter: Logan’s Shadow rientra sicuramente in quest’ultima categoria. Il famoso franchise prodotto da Sony è arrivato al suo sesto episodio e, dopo il discreto successo di Dark Mirror, cerca di riprendere tutti gli elementi ormai caratteristici, inserendo anche qualche novità che andremo ad analizzare nei prossimi paragrafi.

Addestramento e disciplina
Gabe Logan fa il suo ritorno in grande stile e, nonostante il normale invecchiamento fisico, continua a stupire per la sua preparazione atletica e mentale durante lo svolgimento delle missioni. All’inizio del gioco ci verrà consigliato di seguire un ampio tutorial di addestramento nel quale Gabe fingerà di essere una giovane recluta per illustrarvi l’intero sistema di controllo. Ci sono cinque diverse sezioni da portare a termine, ognuna corredata da un percorso specifico e degli obbiettivi da completare. Una volta apprese le tecniche basilari, ed acquisita dimestichezza con i tragitti, questi ultimi si potranno rigiocare per cercare di batterne il tempo record. Le spiegazioni che vengono impartite sono piuttosto utili per entrare nel clima del gioco e, tutto sommato, la durata di questo allenamento, che spesso può risultare fastidiosa, per una volta non è affatto sprecata. Ovviamente a patto che siate interessati ad utilizzare comandi predefiniti. Infatti Logan’s Shadow presenta un sistema di controllo a scelta multipla, in grado di adattarsi alle variabili esigenze di gioco. Il sistema di base prevede la levetta analogica per gli spostamenti, l’aggancio del bersaglio e il fuoco affidati ai tasti dorsali ed infine la rotazione della telecamera lasciata ai frontali. Dal momento che per molti potrebbe risultare ostica tale gestione delle inquadrature, gli sviluppatori hanno deciso di mantenere l’impostazione classica, selezionabile dal menù opzioni, che lascia ai tasti frontali le mosse del protagonista e all’analogico i movimenti sia della telecamera che del personaggio.
Infine è disponibile un modello di gestione avanzato, identico a quello di base, eccezion fatta per gli spostamenti di Gabe lasciati ai quattro tasti frontali.
Non si può certo asserire che manchi la varietà, tuttavia ad una prova abbastanza approfondita dei tre sistemi in oggetto abbiamo ritenuto consigliabile adottare l’impostazione più classica. In particolare l’ultimo che è stato descritto è veramente poco funzionale, rendendo oltremodo macchinoso il movimento del protagonista all’interno degli scenari e creando immediatamente un elevato senso di frustrazione. Globalmente il sistema classico, per quanto piuttosto generico ed abituale per i giochi d’azione, è quello in grado di immergere maggiormente il giocatore nella vicenda, non costringendolo a riflettere sui pulsanti che devono essere premuti.
Viceversa il ricambio delle armi e degli accessori a disposizione del protagonista è identico in tutti i tre sistemi e consente, con il direzionale destro, di accedere al menù degli armamenti, mentre con il sinistro agli oggetti accessori.

Intrighi internazionali
Dopo aver iniziato la modalità Storia verremo trasportati alla sede operativa dell’Agenzia, mentre il nostro caparbio protagonista sta discutendo con Peter Cordell, pezzo grosso dell’Intelligence, che lo vuole convincere ad accettare un incarico piuttosto delicato. Nonostante gli evidenti attriti tra i due, Gabe accetta il compito ed immediatamente si passa al luogo dell’operazione: una nave per il rifornimento munizioni della marina americana, che nel frattempo è stata inspiegabilmente attaccata da alcune imbarcazioni di pirati Somali. Al suo interno, nella stiva numero 5, trasporta del materiale segreto, che Logan ha il compito di preservare. Ben presto gli intrighi prenderanno il sopravvento, svelando anche vecchie conoscenze come il terrorista Ghassan Al Bitar. Gli sviluppatori hanno voluto andare sul sicuro in questo senso, affidando la sceneggiatura a Freg Rucka, famoso per il suo apporto nel mondo dei fumetti ed in grado di fornire una trama interessante e non prevedibile per i costanti colpi di scena che si susseguono, l’incertezza sul ruolo di coloro che sono stati da sempre alleati, e una serie di eventi concatenati e adrenalinici, all’interno di locations estreme.

Gadget da pochi spiccioli
Gabe Logan non è sicuramente alle prime armi nell’ambito delle missioni segrete e disperate, ma, come ogni soldato, non avrebbe potuto destreggiarsi senza il supporto di un arsenale all’avanguardia in tutti i suoi aspetti. Fin dall’inizio si gode di un armamentario di tutto rispetto, che si adatta perfettamente alle esigenze di un agente speciale. Tra le armi, oltre alla normale pistola con silenziatore, avremo lo Spectre, utile per le azioni a corto raggio, il fucile di precisione e anche l’EDT, un attrezzo che emette potenti scariche elettriche capaci di paralizzare i soldati nemici. A queste si aggiungono anche il coltello, per agire indisturbati nelle fasi stealth, il visore notturno e quello ad infrarossi.
Come di consueto, procedendo all’interno dei sette episodi di cui è composto l’intreccio principale, ciascuno suddiviso in svariati capitoli, si incontreranno nuove armi ed oggetti da poter raccogliere, direttamente dalle mani del nemico abbattuto, oppure all’interno di alcune casse.
Le novità rispetto ai precedenti capitoli consistono innanzitutto nella presenza di missioni subacquee, nelle quali Gabe utilizzerà una tecnologica muta da combattimento, dotata di un avanzato e leggero respiratore, che gli consente di rimanere sott’acqua tutto il tempo necessario. Peraltro non sempre avremo a disposizione questo lusso e sarà la sola capacità polmonare a sorreggerlo nei lunghi tratti da coprire in apnea. In queste situazioni, oltre a cambiare completamente l’approccio negli scontri a fuoco, sono differenti anche le armi da imbracciare. Anche quelle normali sono completamente utilizzabili, ma risultano meno efficaci dal punto di vista della precisione. La fisica dei proiettili è ben realizzata e si dovrà calcolare il tempo impiegato dal colpo a raggiungere il corpo del nemico in movimento per comprendere in quale istante aprire il fuoco. Un buon modo per liberarsi rapidamente dei sommozzatori è puntare alle bombole dell’ossigeno che, perdendo pressione, esploderanno insieme al malcapitato che le indossa. Oltretutto è consentito colpire i soggetti che sono in acqua restando sulla terraferma e viceversa.
Altra innovazione rispetto al passato è la presenza del Fuoco alla Cieca: nel momento in cui ci si posiziona dietro una copertura durante uno scontro è possibile sporgersi dall’angolo per mirare verso i soldati nemici, oppure sparare senza un’idea precisa sulla collocazione dei personaggi, sperando di colpirli accidentalmente. Non capita comunque di utilizzarla molto spesso nel corso dell’intera storia data la sua casualità.
Un aspetto leggermente sottovalutato è l’azione stealth: mentre in titoli di riferimento per il genere come Metal Gear la componente mimetica è fondamentale per il successo delle missioni, in questa situazione è semplicemente a discrezione del giocatore. Spesso infatti non farà alcuna differenza l’uso di un approccio rispetto all’altro, dal momento che procederete comunque senza problemi alle fasi seguenti.
Un altro difetto che possiamo riscontrare è insito nell’organizzazione dell’IA, che si attesta su livelli discreti, senza comunque brillare particolarmente per versatilità. Capita sovente che i soldati nemici rimangano per lunghi tratti senza copertura, permettendovi di mirare indisturbati alla loro testa e quindi di farli fuori con un singolo e letale colpo. Esistono delle varianti più specializzate, che possiedono una barra energetica da azzerare, ma non rappresentano comunque una minaccia se si ha un minimo di dimestichezza con il sistema di mira e l’utilizzo delle coperture. La struttura delle missioni è buona ma talvolta ci si dovrà fermare, non tanto per la difficoltà, quanto perché impiegherete a comprendere da che parte bisogna dirigersi (ad esempio quando si deve entrare all’interno dei condotti di areazione e si deve sparare al lucchetto invisibile che sorregge le grate).

Comparto Tecnico e Multiplayer
Dal punto di vista tecnico il gioco si attesta su eccellenti livelli per una console portatile. Gabe è realizzato ottimamente sia nell’espressività facciale che nell’abbigliamento utilizzato durante le missioni, diverso in base al luogo in cui ci si troverà ad operare. I nemici non sono altamente caratterizzati, tuttavia si colgono differenze nell’abbigliamento, ad esempio, tra i somali o le squadre Spetsnaz Russe. Gli scenari sono variegati ed intriganti, passando attraverso luoghi completamente differenti tra loro e ricchi di particolari. Decisamente interessanti anche i filmati, che godono di un livello dei dettagli tra i migliori del settore portatile.
A porre la ciliegina sulla torta ci pensa il comparto audio, composto da emozionanti tracce musicali di sottofondo, capaci di elevare l’adrenalina grazie a tonalità variabili ed incalzanti. Meno convincente invece il doppiaggio in italiano, che vive di alti e bassi, risultando efficace in determinate occasioni per poi cadere a tratti sia di tono che di intensità.

Il Multiplayer rappresenta qualcosa di inaspettato per la qualità offerta, con la possibilità di giocare sia in modalità Ad hoc che in Infrastruttura con un numero di giocatori variabile fino ad un massimo di otto. Le mappe utilizzabili in tutto sono sette, da affrontare selezionando sia le classiche modalità come Deathmatch, Deathmatch a squadre e Agente Canaglia, che le inedite Sabotaggio e Recupero.
Recensione Videogioco SYPHON FILTER: LOGAN'S SHADOW scritta da SPETZ Syphon Filter: Logan’s Shadow è un prodotto di ottima qualità, capace di catturare l’attenzione grazie ai molteplici livelli, sia sulla terraferma che in fondo al mare, e all’ampio parco armi ed oggetti a nostra disposizione, oltre ad una storia ben strutturata. La scelta del sistema di controllo è molto funzionale, adattandosi alle diverse esigenze dei giocatori, mentre l’IA presenta ancora limiti accentuati, mancando molto spesso di profondità.
Gabe non possiede il carisma di Snake, ma può essere una piacevole alternativa per tutti gli amanti della serie, che hanno ancora negli occhi i fasti del primo episodio e in generale per tutti gli “affamati” di suspense e situazioni adrenaliniche.
A questo punto siamo impazienti di scoprire se la serie saprà confermare quanto di buono visto su PSP anche nel primo episodio per le console di nuova generazione, ma avremo tutto il tempo di parlarne in futuro.
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