Recensione di Smash Court Tennis 3

Copertina Videogioco Smash Court 3
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Namco Bandai
  • Distributore:

     Atari
  • Lingua:

     Italiano
  • Data uscita:

     29 agosto
- Buon numero di tennisti su licenza
- Tante location di gioco
- Modalità Pro Tour molto longeva
- Nuovo elemento “Contestazione” durante il gioco
- Imprecisioni nell’aspetto di alcuni tennisti
- Qualche piccolo bug nella dinamica dei colpi
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A cura di (Spetz) del
Il tennis è uno degli sport che maggiormente si è prestato alla consacrazione dei campioni che ne hanno segnato la storia. Nell’era Open, a partire da Rod Laver, fino ad arrivare a Pete Sampras, ogni epoca ha avuto i suoi protagonisti a darsi battaglia al vertice delle classifiche mondiali. Oggi siamo di fronte all’ennesimo regno, quello di Re Roger Federer, un dominio che ormai perdura da circa quattro anni e che sembra non barcollare nemmeno in presenza di un prodigio della natura come Nadal e di un astro nascente quale si è dimostrato essere in questi ultimi mesi Djiokovic.
La serie Smash Court di Namco approda anche su portatile con il suo terzo episodio, riproponendo un gameplay solido e profondo, una modalità carriera molto longeva e qualche interessante novità rispetto al passato.

Via con il riscaldamento
Come da tradizione anche in questo nuovo capitolo della serie sono presenti un discreto numero di tennisti e tenniste, riprodotti fedelmente sui modelli delle controparti reali. Per il circuito ATP abbiamo la possibilità di scegliere tra Federer, Nadal, Berdych, Blake, Seppi, Feliciano Lopez e Monfils, mentre per il circuito WTA sono disponibili Henin, Sharapova, Mauresmo, Hingis, Vaidisova, Ivanovic, Michaella Kraijcek (sorella di Richard Krajicek campione a Wimbledon nel ’96) e l’indiana Sania Mirza. C’è una buona varietà sia per quanto riguarda le caratteristiche fisiche che per i differenziati stili di gioco, pur mancando alcuni importanti interpreti come Roddick e Djokovic tra gli uomini, le sorelle Williams e la Kutsnetsova tra le ragazze.
La componente simulativa gioca un ruolo importante nell’economia globale del titolo, riuscendo in buona parte nell’intento di avvicinare il tennis vero e proprio, fatto di scambi prolungati a grande velocità, ma inevitabilmente anche di doppi falli, di errori, di palline steccate. Una netta differenza, quindi, rispetto al cugino Virtua Tennis, dallo spirito decisamente più arcade e immediato.
Ci sono tre diverse tipologie di impatto sulla palla, la principale legata alla rotazione in top spin, la seconda piatta e diretta, per avere una maggiore profondità ed infine lo slice, per cogliere di sorpresa l’avversario con palle tagliate oppure palle corte. Quest’ultima, rispetto al precedente episodio, è stata migliorata e resa più intuitiva, grazie alla semplice pressione verso di sé della levetta analogica. Premendo X e la levetta in avanti si eseguirà un semplice colpo tagliato, mentre tirandola indietro si porterà a compimento un “colpo sotto”, molto duro da recuperare. E’ necessario prestare attenzione all’utilizzo di quest’arma, spesso a doppio taglio in quanto l’avversario che arriva sulla palla per tempo può prendere in mano le redini dello scambio ma anche perché, se fatto a distanza eccessiva, il colpo potrebbe non superare la rete.
Per colpire la palla è sufficiente schiacciare in anticipo i relativi pulsanti. E’ importante raggiungere il giusto tempismo in modo da imprimere maggior potenza possibile. Come nella realtà, se l’impatto avverrà troppo presto, il colpo potrebbe perdere di potenza e precisione, se al contrario avviene troppo tardi la palla potrebbe finire di qualche metro oltre la linea di fondo.
Anche il servizio va dosato a dovere e per raggiungere una discreta potenza è necessario attendere che la palla abbia completato la sua parabola ascendente. Per alcuni tennisti si dovrà addirittura aspettare che inizi a scendere per trovare l’impatto perfetto. E’ molto facile sbagliare la prima di servizio poiché la levetta analogica è estremamente sensibile ai cambi di direzione, costringendovi spesso ad una seconda più dimessa.
L’affaticamento fisico giocherà una parte importante nell’arco di un match, facendo progressivamente calare il livello di reattività e precisione dei tennisti. Per poter verificare lo stato di forma del proprio giocatore è sufficiente tenere d’occhio la barra d’energia che compare prima di ogni servizio, la quale da verde diventerà progressivamente gialla, volgendo successivamente al rosso fino a scomparire del tutto.
Per i meno esperti sarà possibile accedere al corposo Tutorial che illustra i vari tipi di colpo da poter eseguire e come portarli a compimento con tempismo e successo. I più smaliziati, invece, decideranno immediatamente se tuffarsi in una partita Arcade, nella quale scegliere il tennista da controllare, il numero di giochi e la difficoltà, oppure lanciarsi nei meandri del Pro Tour, creando il proprio alter ego virtuale con lo scopo di raggiungere i vertici delle classifiche mondiali.
Decisamente meno aderenti ai canoni di realismo sono le superfici di gioco che non presentano quelle differenze piuttosto evidenti che avevamo potuto ammirare nel secondo capitolo. Sulla terra battuta la palla dovrebbe avere rimbalzi alti e lenti mentre sull’erba e sulle superfici veloci in generale molta più rapidità. Questo avviene soltanto in parte, rendendo ogni campo pressoché identico, se non fosse per il cambio del colore o dei suoni delle scarpe a contatto con il suolo.

Ma la palla è veramente Out? Preparatevi a contestare
Una delle vere novità del gioco è rappresentata dalla possibilità di contestare le scelte dubbie di giudici di linea e di sedia. Se una palla verrà chiamata “out” in modo sospetto sullo schermo comparirà l’icona “Contesta”, attivabile attraverso il tasto triangolo. Immediatamente il gioco verrà bloccato per procedere alle verifiche attraverso il famoso Occhio di Falco, la sofisticata apparecchiatura, dapprima semplice ausilio per telecronache ed ora una sorta di moviola in campo che riproduce al computer il colpo con una soglia di errore abbastanza trascurabile. E’ importante dosarsi bene queste occasioni, poiché se ne dispone in quantità limitata. In ogni caso se prestate attenzione spesso capirete, dalla traiettoria della palla, come vi dovrete comportare. Talvolta gli errori sono veramente grossolani e vengono battezzate fuori palle che in realtà sono pienamente all’interno della linea di bordo campo. Altre volte, invece, colpi che sembrano essere usciti di parecchi centimetri vengono dati per buoni e il punto segnato a vostro favore.
Tutti questi elementi non fanno che arricchire di sfaccettature e imprevisti l’esperienza di gioco, avvicinandola maggiormente alla realtà, in cui l’errore umano è un dato di fatto, che nel tennis difficilmente incide sull’economia di un intero match ma che può comunque modificare radicalmente l’esito di una palla break o di un tie-break.

La modalità Pro Tour
La modalità Carriera è ottimamente strutturata, permettendovi di creare un nuovo giocatore o una nuova giocatrice e di scalare il ranking mondiale fino ad arrivare alla posizione numero uno. I tornei nell’arco della stagione sono moltissimi e suddivisi in base alla classifica che possedete. Nelle settimane in cui non si gareggia si può ripiegare sugli allenamenti o sulle sfide, utili per migliorare sia tecnicamente che dal punto di vista atletico. In generale la struttura è simile a quella del precedente episodio, con la presenza del calendario annuale, delle statistiche riguardanti il proprio atleta, le classifiche mondiali e il negozio nel quale poter effettuare degli acquisti sia riguardo al proprio aspetto fisico che per quanto concerne l’attrezzatura di gioco. Sarà fondamentale anche stringere dei contratti di sponsorizzazione con alcune aziende fornitrici di materiale tecnico e, per poter avere accesso, sarà necessario superare una specie di provino sul campo.
Tra le pecche dobbiamo sottolineare la mancanza dei tennisti veri nel ranking mondiale. Infatti ci viene semplicemente data la possibilità di sceglierne uno come nostro rivale dell’anno, e spesso e volentieri lo si incontrerà nelle fasi conclusive dei tornei. Era molto più interessante la presenza di tutte le controparti sotto licenza, affiancate poi dai tennisti frutto della fantasia degli sviluppatori. Come sempre si partirà dalla posizione 250 del ranking, e di anno in anno si continuerà a progredire fino a poter partecipare al Master di fine anno.
Come abbiamo detto i campi di gioco sono molti e abbracciano tutti i tipi di superficie, tuttavia sono completamente assenti le licenze, anche dei tornei dello Slam che non sono nemmeno collocati nei giusti periodi dell’anno (US Open a Marzo anziché ad Agosto, Australian Open a Novembre anziché a Gennaio ecc.). Al di là di questi difetti il Pro Tour è avvincente e garantisce una buona longevità in quanto non è pensabile raggiungere la vetta in una singola stagione ma ne servono almeno due o tre per poter ambire alla prima piazza. Come se non bastasse, una volta terminato con il circuito maschile, è possibile ricominciare il percorso con il circuito femminile.

Comparto Tecnico
Dal punto di vista tecnico siamo su buoni livelli per la portatile di casa Sony. Le ambientazioni sono abbastanza variegate e anche gli stadi sono realizzati discretamente.
Non tutti i protagonisti godono dello stesso livello di dettaglio: da sottolineare l’ottima resa di Roger Federer e Rafa Nadal, decisamente meno preciso l’aspetto di Justine Henin e della bella Ana Ivanovic, oltremodo limitata dal punto di vista estetico. Al di là dell’aspetto fisico tutte le controparti dei tennisti giocano seguendo le movenze reali sia sul servizio che sui colpi fondamentali.
Le fasi di gioco sono assolutamente fluide, anche se talvolta si nota qualche piccolo bug relativo all’impatto della racchetta con la palla e altre volte il sistema di controllo esegue con un po’ di ritardo le mosse che vengono impartite.
Recensione Videogioco SMASH COURT TENNIS 3 scritta da SPETZ Smash Court Tennis 3 è un ottimo gioco, ricco di alternative e dotato di una discreta longevità grazie alla modalità carriera, al grande numero di sfide e di tennisti originali utilizzabili. E’ anche possibile ricorrere alla modalità Ad Hoc per partite con altri utenti in WLAN, oppure ricorrere alla modalità di gioco condiviso per poter sfidare un amico anche se si è in possesso di una singola copia del gioco.
Peccato per alcune imprecisioni, soprattutto nella realizzazione delle superfici di gioco e nell’aspetto di alcuni tennisti, meno curati di altri nell’espressività e nella caratterizzazione fisica. La serie ha saputo confermare la sua qualità anche in versione portatile, permettendo di godersi una buona partita di tennis anche lontano dal salotto di casa. Consigliato per tutti gli sportivi e un ottimo antipasto in attesa dell’arrivo, sulle console di nuove generazione, di Top Spin 3.
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