Recensione di Medal of Honor: Heroes 2

Copertina Videogioco MoHH 2
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     EA Canada
  • Data uscita:

     Disponibile
- Grafica ottimizzata
- Sonoro notevole
- Giocabilità migliorata...
- Buona modalità online fino a 32 giocatori
- ...ma non perfetta
- poca varietà nelle ambientazioni
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A cura di (Raiden) del
Sarebbe quantomeno ridondante cominciare questa recensione scrivendo di quanto il tema della Seconda Guerra Mondiale sia abusato, quanto possa aver annoiato gli utenti e di quanto la gente non si aspetti quasi più nulla da una serie che utilizza il secondo conflitto mondiale come tema ricorrente per narrare una storia di guerra.
Ebbene, c'è da dirlo, nonostante le ultime accuse ai danni di Electronic Arts, provenienti anche dall'illustre Gearbox Software per bocca del maestro Pitchford, il fascino della "WWII" sembra, adesso più che mai, essere intramontabile, quasi come se l'elevatissimo numero di titoli che trattino questa nota fase della storia del secolo durante il quale la maggior parte di noi è nata, non abbia intaccato l'evento ma anzi lo abbia esaltato e valorizzato come merita, anche se non dobbiamo dimenticare che stiamo comunque parlando di una guerra, e dei danni che essa ha arrecato.
Medal of Honor: Heroes 2 riesce, anche se in parte, a limare i difetti e a colmare le lacune che il primo episodio per PSP presentava. Se il titolo di EA Canada - Team Fusion doveva intervenire sui controlli e sul gameplay in generale, poco lavoro rimaneva invece da fare per quanto riguarda l'aspetto tecnico, grafica e sonoro nella fattispecie.

Mancanza di idee?
La missione principale è piuttosto breve e scontata. Ci troviamo nel 1944 ad impersonare la spia John Berg, agente speciale dell’Ufficio dei servizi strategici (OSS) e il nostro obiettivo sarà quello di infiltrarci in Normandia tra le linee nemiche, nel tentativo di colpire sul fianco il regime nazista. Nulla di esaltante in effetti, una storia banale che sa di già visto e che per di più si conclude in poche ore (al massimo una decina). Ciò che permette alla longevità di raggiungere la sufficienza è l'insieme delle varie sotto-missioni presenti nel gioco, quindi la modalità multiplayer permette al titolo di aggiudicarsi un voto discreto per la quarta voce della nostra "pagella".

Qualche novità
Dobbiamo essere chiari fin da subito: Medal of Honor: Heroes 2 non differisce poi tanto dal primo episodio, se non per qualche intervento sulla grafica, ottimizzata e portata al massimo rispetto alle potenzialità - relativamente alte per una console portatile - della macchina di Sony, per la storia narrata e per qualche altro aspetto, sicuramente non rilevante. I controlli, purtroppo, sono rimasti quasi gli stessi. Se da un lato possiamo notare la maggiore fluidità negli spostamenti (Team Fusion ha pensato bene di aumentare la sensibilità dell'unica levetta analogica di PSP) d'altro canto permane tuttavia la rigidità tipica di un titolo che meriterebbe tutt'altro tipo di controller per essere apprezzato al meglio e, con le nuove console in circolo, ne sappiamo qualcosa. L'unica vera differenza di quest'anno per il titolo in questione è la "rivalità involontaria" che EA ha creato con la sua stessa versione per Nintendo Wii. Ci si sarebbe aspettati di giocare ad un gioco per Wii e ad un altro per PSP, nonostante il titolo fosse il medesimo. E invece il team di sviluppo è riuscito a fare un bel lavoro per cercare di far uscire a testa alta il titolo per il gioiellino portatile della casa di Tokyo nell'inevitabile paragone con la versione per Wii.
Tutto è molto simile alla controparte giocabile con il Wiimote: missioni, sotto-missioni, modalità online e personalizzazione delle opzioni non differiscono quasi per niente dalla versione da casa. Certo il Wii è più potente e sicuramente meglio si presta dal punto di vista dei controlli che, ahinoi, su PSP rimangono un tantino deludenti, soprattutto per la mancanza di una doppia leva analogica. Certo, gli accorgimenti per migliorare il più possibile la situazione ci sono stati, come il mirino assistito, che ci permetterà di impiegare meno colpi di arma da fuoco per far fuori un nemico. Altri rimedi, quali il save game frequente e i pochi caricamenti, rendono tutto sommato piacevole l'esperienza di gioco e l'idea costante che abbiamo avuto durante le nostre partite era la convinzione di poter contare su un episodio degno di una console da casa (a 128 bit) o di un PC (di qualche anno fa).

Tecnicamente parlando
Graficamente, come già accennato, il titolo è stato ottimizzato per cercare di mantenere al meglio i 30 fps costanti (o quasi) senza vistosi rallentamenti o scatti improvvisi. Qualche pop-up e una visuale tutto sommato limitata non permettono di gridare al miracolo, ma di certo si possono perdonare certi limiti tecnici forse invalicabili, poiché l'hardware è quello che Sony offre e non si può cambiare, anche se, andando a vedere poi titoli come il nuovo God of War: Chains of Olympus, si potrebbe pensare anche a qualche mancata occasione durante la fase di programmazione. Se si può poi tollerare il fatto che i poligoni, come appare scontato, siano inferiori in quanto a numero rispetto alla versione da casa del gioco, non si passa sopra volentieri sulle locazioni, troppo simili tra loro alcune, troppo piccole altre, e spesso ci pervaderà la sensazione di avere già combattutto in un determinato ambiente, portandoci dunque a pensare che forse si sarebbe potuta curare maggiormente la varietà delle ambientazioni. Non esaltante neanche l'IA dei nemici, soprattutto quelli sotto tiro che spesso non faranno molto per evitare i nostri colpi, o per sfuggire dai nostri attacchi, né sapranno reagire in maniera adeguata per sferrare a loro volta un'offensiva che sia degna di chiamarsi tale. Sorge spontaneo chiedersi se una riduzione dell'IA generale dei nemici, specie di quelli verso cui dirigeremo i nostri attacchi, non sia stata effettuata di proposito, sempre a vantaggio di quella giocabilità che, per essere decente, necessita che i nemici non facciano troppo movimento, pena diversi proiettili a vuoto e una percentuale di colpi andati a buon fine decisamente bassa da parte nostra. Queste domande perdono però qualsiasi senso nel momento in cui vedremo gruppi di nazisti che prenderanno posizione per schierarsi in maniera tale da attaccarci e mantenere una posizione fin quando non riusciremo, in maniera relativamente facile, a sterminarli tutti.
Il comparto audio farebbe invidia anche ad un film: ottimi gli effetti sonori, eccezionali le voci e le grida dei nemici e degli alleati, spettacolari i suoni e i rumori durante tutto il corso del gioco. Nulla da dire anche sulle musiche che compongono la colonna sonora. Maestose ed incalzanti in alcune circostanze, d'atmosfera nelle situazioni più delicate.

Multiplayer
Le modalità multiplayer prevedono fino a 32 giocatori in partite deathmatch, team deathmatch e infiltration; classiche e convenzionali, nulla di originale, siamo d'accordo, ma tutto ben realizzato e senza molte pecche. In effetti sarebbe da premettere che noi abbiamo giocato online in un periodo in cui non erano presenti molte persone, e abbiamo potuto provare la modalità online solo fino a dieci utenti. Ma fino a qui è stato tutto molto bello, fluido, senza scatti o lag di sorta. E' bastato scegliere il tipo di divisa da indossare, le armi con cui combattere i nostri nemici reali e partecipare alle sessioni multigiocatore; nulla di più facile. La chat vocale purtroppo non è supportata, ma è possibile scrivere brevi frasi agli avversari utilizzando nove tasti o sei esclamazioni predefinite, ma è tutto troppo lento e poco consono alle concitate fasi di gioco, specie durante un deathmatch tutti contro tutti.
Recensione Videogioco MEDAL OF HONOR: HEROES 2 scritta da RAIDEN Medal of Honor: Heroes 2 è sicuramente un buon gioco, uno di quei titoli che un tempo non avremmo mai sperato di vedere su una console portatile. Il primo episodio non aveva fatto gridare al miracolo, né aveva saputo superare i limiti tecnici derivanti soprattutto da un sistema di controllo limitato dalla console stessa. Stavolta Team Fusion è riuscito a tornare sui propri passi, a rivedere la giocabilità generale, a mettere a punto un sistema di mira automatica che, tutto sommato, rende migliore il gameplay.
Consigliamo questo gioco a tutti gli appassionati della serie e degli sparatutto in prima persona.
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