Recensione di Spiderman 3

Copertina Videogioco Spiderman 3
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     Interno
  • Distributore:

     Activision
  • Lingua:

     n.d.
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
- Idee interessanti
- Trama del film ampliata
- Presenti molti storici nemici di Spider-Man
- Tecnicamente ha qualche difetto
- Gameplay ripetitivo
- Ennesima licenza mal sfruttata
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A cura di (Star Platinum) del
La storia dei videogames insegna che in generale le produzioni videoludiche tratte da opere cinematografiche hanno sempre avuto vita assai travagliata. Spesso a causa della cattiva abitudine di considerare l’impatto di un personaggio come unico elemento utile e valido, non ci si sforza di sviluppare in modo adeguato tutti quegli aspetti che qualsiasi appassionato di videogames vorrebbe fossero considerati, in modo da rendere l’esperienza di gioco quantomeno apprezzabile e divertente, ignorando quindi una componente fondamentale e necessaria. Se poi il titolo in questione non mostra sensibili migliorie da diversi anni, rimanendo scolpito in un limbo di mediocrità senza fine, la delusione viene ulteriormente amplificata dall’attesa di coloro che attendevano il nuovo episodio con la speranza di un cambiamento positivo.

Eroe senza confini
Parlando di Spider-Man 3: The Movie la premessa iniziale appare tremendamente attuale e scoraggiante, ma per dovere di cronaca è giusto presentare nel modo migliore possibile questo prodotto, lasciando poi a ognuno le proprie considerazioni personali. La modalità principale del gioco, nella quale investirete la quasi totalità del vostro tempo, riprende in maniera molto fedele la trama della pellicola cinematografica, presentando quindi i medesimi protagonisti ed obiettivi. Nei panni del simpatico Peter Parker (alias Spider-Man) dovrete cercare di assicurare alla giustizia l’assassino di vostro zio Ben, tale Flint Marko, noto a tutti gli appassionati di fumetti che si rispettino come Uomo Sabbia. Il gioco però non vi riserverà certo poche sorprese, in quanto le oltre venti missioni della modalità Storia vi consentiranno di svolgere numerose attività extra quali il confronto con altri terribili nemici (Venom su tutti), alcuni dei quali non appartenenti al film, ripulire la città da criminali e gang organizzate e salvare il vostro posto di reporter presso il Daily Bugle.
Per cercare di differenziare un gameplay che poteva risultare troppo lineare, in sede di sviluppo hanno pensato a privilegiare una sorta di free roaming in grado di lasciare quasi totale libertà di movimento al giocatore, che attraverso una completa mappa in cui sono indicate le diverse tipologie di missioni principali e secondarie da attivare, potrà decidere il momento per cimentarsi in azioni più rilassanti e quando invece mettersi d’impegno e confrontarsi con soggetti ben più pericolosi e difficili, che non mancheranno di ostacolarvi con le buone o con le cattive. Se in un primo momento questa scelta sembra più che valida, in realtà per molti versi lasciare una così ampia possibilità di decisione si rivela spesso confusionario, deviando l’attenzione dalla storia principale e non fornendo il giusto grado di concentrazione nei momenti caldi della storia.

Metà buono, metà cattivo
Come accennato in precedenza, oltre ai già noti Uomo Sabbia, Goblin e Venom, saranno presenti altri nemici provenienti direttamente dalle avventure a fumetti della serie, tra cui vecchie conoscenze del calibro di Lizard e Kraven. In realtà però la vera novità rispetto al passato è rappresentata dall’interessante possibilità di poter utilizzare differenti mosse e abilità in base al costume che utilizzerete. Essendo venuti a contatto con un organismo simbiote dotato di propria intelligenza, per buona parte dell’avventura potrete avvalervi di un accattivante costume nero che non soltanto incrementerà i vostri poteri, ma differenzierà non poco il vostro modo di relazionarvi con i nemici, consentendovi azioni più violente e rudi anziché privilegiando unicamente il vostro senso di giustizia. Una volta che avrete familiarizzato quindi con i comandi base, partirà il gioco vero ed anche il divertimento che ne deriva subirà un lieve incremento.
Vi sarà possibile esplorare aree urbane di dimensioni davvero notevoli, arrampicandovi, lanciando ragnatele, saltando da un edificio all’altro e compiendo tutta una serie di acrobazie per lo più coreografiche ma indubbiamente piacevoli da vedersi. L’utilizzo della tuta nera vi permetterà inoltre di poter accedere ad alcune aree normalmente non visitabili, fronteggiando avversari che vi metteranno alla prova attraverso vere e proprie esibizioni acrobatiche nelle quali velocità e prontezza di riflessi si riveleranno fondamentali per riuscire a superare ogni compito entro il tempo limite. Nulla comunque che rappresenti un vero e proprio passo in avanti rispetto al passato, ma è comunque apprezzabile lo sforzo fatto per tentare di arricchire un concept che quasi nulla lascia alla sorpresa del giocatore, trasportandolo all’interno di livelli d’impostazione molto classica e senza un livello di sfida sufficientemente valido.

Una ragnatela piena di guai
Non trascorreranno molti minuti prima che possiate rendervi conto di quanto povero di contenuti qualitativamente validi sia questo gioco. Ancora una volta, licenza cinematografica a parte, non vi sono motivi per poter gioire di una trasposizione videoludica come si deve, ma al contrario appare obbligatorio elencare i numerosi difetti presenti. Per prima cosa la realizzazione tecnica, sia pure molto simile a quella vista su PS2, seppur esente da evidenti incertezze per quel che riguarda la fluidità del motore poligonale, maschera sapientemente i propri limiti grazie ad un numero di edifici e strutture poligonali solo apparentemente complessi, ma in realtà il più delle volte vi ritroverete ad osservare ambientazioni prive di dettaglio e poco curate. Giocando nelle fasi notturne, grazie a degli effetti di luce almeno accettabili, la situazione pare migliorare, ma resta comunque la sensazione che le animazioni dei nemici siano troppo ripetute rispetto alle discrete e piacevoli movenze di Spider-Man, che però non bastano per arrivare ad ottenere un divertimento almeno decente. Davvero mediocre appare invece il comparto audio, a causa di un doppiaggio mal interpretato, con voci spesso inadatte e un numero di frasi ed effetti sonori ridotti al limite del ridicolo. L’idea di porre pochi limiti al giocatore appare invece più ispirata a recenti produzioni degli ultimi anni (qualcuno ha detto GTA?) che motivata da reali argomentazioni tecniche ed anzi alle volte verrebbe da preferire una serie di missioni più concentrate sul film che non un nutrito e corposo gruppo di prove da superare ma senza quel senso di coinvolgimento tale da decretarne un certo valore. Il gioco risulta quindi poco divertente e non impiegherete molto tempo per abbandonarlo per noia o scoraggiati da un livello di difficoltà discontinuo e mai impegnativo, se non per pochi casi soltanto. Resta la solita delusione per quel che poteva essere e non è stato, ma è difficile pensare che qualcuno possa più dimostrare di credere ancora in produzioni che continuano a imperversare nonostante tutto.
Recensione Videogioco SPIDERMAN 3 scritta da STAR PLATINUM Rimaneggiato da una realizzazione tecnica non esaltante, ma soprattutto da un gameplay troppo confusionario e mal definito, questo terzo capitolo delle avventure di Spider-Man si rivela un prodotto assolutamente sotto un livello qualitativo accettabile e non all’altezza delle aspettative. Il connubio videogames – cinema non pare essere quasi mai in grado di proporre titoli che vadano al di là del semplice nome altisonante. Vista però la mole di materiale interessante su cui lavorare, sarebbe stato più sensato concentrarsi solo su alcuni aspetti piuttosto che creare troppe situazioni di gioco mal realizzate. Il fascino dei personaggi presenti, dal quale ormai solo poche persone si fanno abbindolare, difficilmente farà presa sulla vostra voglia di proseguire l’avventura e la noia regnerà presto sovrana. Il gioco è il classico esempio di licenza mal sfruttata e in generale un titolo mediocre, che evidenzia per l’ennesima volta come sia più importante saper programmare che l'avere a disposizione grandi risorse, se poi queste vengono sprecate malamente. Conservate il vostro denaro per titoli più meritevoli e non ve ne pentirete.
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