Recensione di C.R.U.S.H.

Copertina Videogioco C.R.U.S.H.
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Puzzle game
  • Data uscita:

     disponibile
- Divertente
- Innovativo
- Passare da 2d a 3d e viceversa
- Immediato
- Tecnicamente non impressionante
A cura di (Darkzibo) del
Cosa succede quando si intraprende un viaggio nella propria mente per scoprire i segreti più reconditi e terribili? I nostri pensieri sono bidimensionali o tridimensionali? Tutte domande che probabilmente non si farebbe nessuno se non ci fosse un titolo per PSP a farceli presenti. Si tratta di C.R.U.S.H. e si tratta della vostra mente.

All’interno di una mente
Il nostro protagonista, Danny, un cuoco abbandonato dai suoi genitori, si ritrova nel laboratorio di uno scienziato di nome Reubens, che ha inventato una macchina capace di scrutare la mente con il fine di scoprire cosa lo turba e non lo fa dormire. Questa macchina prende il nome di C.R.U.S.H. da cui il titolo del gioco.
Danny si prepara a effettuare un viaggio psichico risalendo alla sua infanzia, senza però muoversi dal laboratorio dello scienziato, visto che il protagonista affronterà quanto risiede nella sua psiche, le sue paure e i suoi incubi.
Passando al gioco vero e proprio noterete, sin dalla sezione tutorial, come questo titolo sia un misto di platform bi e tridimensionale. A un primo acchito il mondo d’azione vi sembrerà un po’ spoglio ma con l’inizio vero e proprio del gioco noterete come non sia così, ritrovandovi immersi in un’atmosfera in stile fumetto dark.
C.R.U.S.H. è articolato in quaranta livelli e ognuno di questi ripropone una zona del cervello di Danny, in cui il nostro insonne protagonista dovrà recuperare le sfere della memoria in modo da ricostruire i suoi ricordi. Proprio il recupero delle sfere comporta la proprietà fondamentale del gioco: il passaggio dal piano tridimensionale a quello bidimensionale e viceversa. In poche parole, roteando nel piano tridimensionale la telecamera, noterete come un oggetto si possa trovare in profondità e apparentemente irraggiungibile. Premendo il pulsante L effettuerete un Crush, ovvero passerete al gioco in 2D rendendo l’oggetto in profondità alla portata di mano del protagonista. Tutti i livelli si basano sul tentativo di recuperare le sfere attraverso il canovaccio del passaggio da una dimensione all’altra. Sarà il nostro intuito a decidere in che modo utilizzare il Crush e da quale punto di vista della telecamera. Per esempio su un’altra piattaforma tridimensionale sullo sfondo, irraggiungibile per Danny con un salto, è presente una sfera. Non vi resta che posizionare la telecamera a lato del protagonista e usare il Crush: la piattaforma sullo sfondo diverrà bidimensionale e di facile accesso.
L’idea è senz’altro originale e, soprattutto ai primi livelli, non potrete fare altro se non rimanere rapiti da questo innovativo titolo. Attenzione, però, ai blocchi perché alcuni saranno inconsistenti 2D ma voluminosi nel piano 3D, così come ce ne saranno altri sempre “sostanziosi” e oggetti come sfere e cubi giganti in grado di aiutarvi nel risolvere i puzzle.
La giocabilità risulta molto buona, supportata anche da una facilità di comando che, nei giochi di questi anni, è sempre più rara. Con pochi pulsanti potrete saltare, spingere oggetti, roteare la telecamera e impiegare il piano bidimensionale da ogni angolatura. A proposito del momento 2D del gioco, personalmente mi è tornato alla memoria Another World, titolo di molti anni fa simile al primo Prince of Persia.
Come detto precedentemente la longevità è garantita da 40 livelli di difficoltà crescente e si impiegano circa dieci ore totali per completare il tutto al 100 %. La cosa bella di C.R.U.S.H. è che è uno di quei giochi in grado di far ragionare e quindi le dieci ore risulteranno un allenamento per la vostra mente.

Realizzazione tecnica
Dal punto di vista tecnico C.R.U.S.H. non dimostra nulla di eccezionale. Le schermate di introduzione ai livelli sono ricreate in stile fumettoso, quasi si stia leggendo una Digital Graphic novel tipo quanto uscito, sempre per PSP, su Metal Gear Solid. Lo stile, è molto dark, cupo e contornato di lugubri ambienti metropolitani che stanno a sottolineare la confusione mentale di Danny. Alla fine, parlare di bellezza grafica non è facile, dato che questo aspetto svolge un ruolo più che altro funzionale nel momento del passaggio dal 3D al 2D. Il protagonista, vestito con una lunga camicia da notte e un pigiama, non entrerà sicuramente nel gotha dei vostri idoli videoludici, ma serve comunque per sottolineare quanto sia più importante lo stile di gioco in sé che il carisma di Danny. Il passaggio dimensionale è ben gestito e immediato e non si avvertono rallentamenti clamorosi o tempi di caricamento troppo interminabili.
Il comparto sonoro non presenta nulla di eclatante, né dal punto di vista degli effetti né delle tracce audio. Forse qualche musica leggermente accennata potrà immergervi in quest’atmosfera, ma niente di straordinariamente memorabile.
Recensione Videogioco C.R.U.S.H. scritta da DARKZIBO C.R.U.S.H. fa parte di quella schiera dei giochi inattesi ma che riescono a fare la differenza. Il gioco è estremamente divertente, un rompicapo come non se ne vedevano da tempo, un titolo nel quale serve ragionare, anche per un po’ di tempo, sul rapporto tra bidimensionalità e tridimensionalità. Forse non brilla nel comparto tecnico, però è un difetto che si può accettare in cambio di un gameplay originale e coinvolgente.
Consigliato a tutti coloro che cercano un prodotto divertente e innovativo per il portatile Sony.
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SCREENSHOTS
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