Recensione di Ratchet & Clank: Size Matters

Copertina Videogioco R&C: Size M.
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     High Impact Studios
  • Distributore:

     Sony
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     Disponibile
- Divertente e altamente rigiocabile
- Ottimo comparto grafico
- Un variegato arsenale a disposizione
- Doppiaggio ben realizzato
- Telecamera a volte scomoda
- Alcuni mini-giochi sono ripetitivi
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A cura di (Garese) del
Size Matters è il primo episodio portatile della serie Ratchet & Clank, conosciuta ormai da anni dai possessori di PlayStation 2. La serie, che ormai può vantare numerosi episodi, è sempre stata contraddistinta da due fattori: l’umorismo ed un vasto e strano arsenale di armi ed oggetti a disposizione.

Pianeta Pokitaru: anno spaziale 2007…
I protagonisti del gioco sono Ratchet e Clank, rispettivamente un esemplare di Lombax ed un robot pluriaccessoriato.
Nel filmato introduttivo del gioco, i due eroi si stanno godendo una meritata vacanza su una idilliaca spiaggia del pianeta Pokitaru, quando si avvicina loro una simpatica bambina, che si presenterà in seguito come Luna. Luna pare essere una accanita fan di Ratchet, e lo convince ad interrompere il proprio relax per permetterle di scattare qualche foto mentre distrugge alcuni robot…

Questa prima fase del gioco funge da tutorial, con la voce di Luna che ci illustra i principali movimenti effettuabili, e potremo prendere confidenza con i controlli di Ratchet. Pur essendo numerosi, i controlli sono mappati molto bene sui tasti di PSP, e dopo un paio di prove sarà difficile confondersi o premere il tasto sbagliato.
Il tasto X è utilizzato per eseguire un salto, che potrà diventare doppio se premuto per due volte consecutive, mentre tenendolo premuto durante la caduta attiveremo le eliche di Clank, che ci permetteranno di planare. I tasti Quadrato e Cerchio sono invece adibiti al combattimento: con il primo sferreremo un colpo utilizzando la fida chiave inglese di Ratchet, mentre il secondo è relativo alle armi da fuoco, la cui schermata di selezione rapida può essere richamata premendo il tasto Triangolo.
I movimenti del personaggio sono impartiti tramite la levetta analogica, ed è possibile effettuare gli spostamenti laterali, una volta sfoderata un’arma, utilizzando la croce direzionale. I tasti dorsali sono adibiti allo spostamento della telecamera nei due sensi di rotazione, e la pressione simultanea riporterà la visuale alle spalle del personaggio.
Sono inoltre effettuabili alcune altre azioni più complesse premendo diverse combinazioni di tasti, come il salto lungo o il lancio della chiave inglese, che vengono illustrate da Luna durante i primi momenti del gioco.

Dopo aver accontentato la bambina, questa verrà rapita da una misteriosa astronave, e lascerà come unico indizio uno strano congegno tecnologico, che secondo Clank appartiene ad una leggendaria razza aliena. I due eroi si mettono così in viaggio alla ricerca della bambina, ma questa non è che l’introduzione di una trama nella quale non mancherà qualche inatteso colpo di scena…

Un Universo di possibilità
Ratchet & Clank: Size Matters risulta essere un tentativo più che riuscito di portare la serie su PSP, mantenendone intatte le caratteristiche principali.
Durante il nostro viaggio, visiteremo vari pianeti alla ricerca della piccola Luna, ognuno contraddistinto da una propria ambientazione ed una propria fauna, ovviamente ostile. Fra tutti, è doveroso citare Dayni, una fattoria interplanetaria con tanto di contadini robotici, e pecore apparentemente innocue che durante la notte (Dayni è l’unica locazione del gioco in cui è presente il ciclo giorno/notte) si trasformano in feroci predatori.
Sparse per i livelli troveremo le immancabili casse, che conterranno munizioni per le armi e gli utilissimi Bolt, la valuta dell’universo di R&C, formata da bulloni, molle e viti. Accumulando quanti più Bolt possibili, saremo in grado di acquistare nuove armi e potenziamenti negli appositi rivenditori presenti in ogni livello.

L’arsenale che avremo a disposizione, soprattutto nei livelli più avanzati, è tanto vario quanto assurdo. Partiremo con il “semplice” Colpitore, un’arma a fuoco rapido ma dal danno contenuto, ed arriveremo ad utilizzare armi come il Cannone Blitzer, che è in pratica lo shotgun del gioco, o il Cannone a Risucchio, che permette di catturare un nemico e spararlo contro i suoi simili. Ma il piatto forte dell’arsenale è rappresentato dalle armi non convenzionali, fra le quali il Mucca-Tore, che trasforma un nemico in un docile bovino, o i Cavalieri del Giudizio, un gruppo di piccoli droidi che attaccheranno senza tregua gli avversari. Ogni arma guadagnerà un potenziamento dopo averla utilizzata a dovere, acquisendo nuove funzionalità che possono comunque essere ottenute anche tramite l’acquisto dai vari rivenditori, come ad esempio il potenziamento che equipaggia i Cavalieri del Giudizio con un lanciarazzi o la doppia canna per il Colpitore.
Se le armi sembrano strane, i gadget presenti nel gioco non sono da meno, e fra Iperuncinatore, Polarizzatore e Spruzz-o-Matic (un annaffiatoio che ci permetterà di farci seguire da alcuni tipi di pianta, per poi ordinare loro di trasformarsi, in alcuni punti specifici, in oggetti utili quali scale, elevatori o catapulte) non saremo mai inattrezzati in qualsiasi situazione.
Proseguendo nel gioco otterremo pezzi di varie armature, suddivisi in Elmetto, Torso, Guanti e Stivali, ed assemblandoli nei modi appropriati (tutti i componenti dello stesso tipo, o alcune combinazione segrete fra loro) guadagneremo alcuni potenziamenti, fra cui riduzione del danno, chiave inglese infuocata o attacco cristallizzante.

La longevità del gioco si assesta sulle sei ore, giocando solo le parti strettamente necessarie. Oltre alle tipiche meccaniche di gioco da platform tridimensionale, Ratchet & Clank: Size Matters offre un elevato numero di mini-giochi, che una volta superati permettono di ottenere una discreta quantità di Bolt aggiuntivi e preziose parti di armatura ed altri oggetti.
Questi mini-giochi variano da gare a bordo di Skyboard ad un livello in volo nello spazio controllando la versione gigante di Clank, e come se non bastasse, uno dei pianeti che visiteremo nel gioco non è niente meno che una vera e propria arena, nella quale potremo disputare tre diverse tipologie di giochi: partite di lancio del Gadgebot, combattimenti in puro stile Robot Wars, ed alcuni livelli che sembrano provenire direttamente dal celebre Lemmings. Per aprire alcune serrature elettroniche, inoltre, Ratchet si miniaturizzerà fino ad introdursi al loro interno, per poi “grindare” sui vari cavi evitando gli ostacoli fino ad arrivare all’altra estremità.
Purtroppo, non tutti questi mini-giochi risultano divertenti, ma addirittura alcuni sembreranno ripetitivi, e le ultime battaglie nell’arena verranno affrontate solo dai giocatori desiderosi di sbloccare ogni bonus presente nel gioco.
Completandoli tutti, comunque, la longevità del gioco guadagna un altro paio di ore, per un totale di otto-nove ore.

Una volta terminato il gioco, sarà possibile rigiocarlo in modalità Sfida, conservando tutte le armi, i Bolt ed i Potenziamenti della partita precedente, con lo scopo di ottenere nuove armature inedite ed arrivare ad acquistare l’arma più potente, nonché la più costosa, di tutto il gioco: il cannone Ryno, venduto all’esorbitante prezzo di 9999000 Bolt.
Per concludere, i bonus sbloccabili nel gioco si suddividono in due tipologie: la prima è rappresentata dai Bolt di Titanio, i quali sono nascosti in ogni livello e permettono di sbloccare nuovi costumi per Ratchet nel menu Extra, mentre la seconda tipologia di bonus consiste nei Punti Abilità, sbloccabili ottenendo alcuni risultati specifici in ogni livello, come ad esempio completare una certa parte di livello in un tempo stabilito, o superare un’area senza essere colpiti. Una volta ottenuti, i Punti Abilità consentono di sbloccare dall’apposito menu vari Trucchi per il gioco, ma non sarà facile ottenerli.

Una piccola meraviglia portatile
Graficamente, il titolo è senza dubbio ottimo: i personaggi, soprattutto Ratchet, sono realizzati nel migliore dei modi. I nemici sono presenti anche in gran numero sullo schermo senza alcun rallentamento, gli effetti delle armi sono unici fra loro ed inconfondibili, ed i livelli sono estesi e pieni di dettagli. Purtroppo, un difetto del comparto visivo è la scomodità della telecamera, soprattutto nei combattimenti: non sarà raro infatti ritrovarsi a dare le spalle ad un gruppo di nemici senza rendersene conto, e questo non è certo aiutato dal sistema di puntamento automatico di alcune armi, che non sempre sembra funzionare a dovere.

Il comparto sonoro invece ha alti e bassi: il doppiaggio dei personaggi è realizzato molto bene, e rende al meglio l’umorismo di cui è permeato il titolo, come nei divertenti scambi di battute fra i due protagonisti, o i deliranti monologhi di Capitan Qwark; le musiche non sono invece degne di nota, pur assolvendo senza problemi al ruolo di sottofondo per i vari livelli, mentre gli effetti sonori non convincono pienamente, ed alcune volte sembrano poco adatti all’arma utilizzata o al colpo sferrato.

Un Lombax in rete
Sono presenti tre diverse modalità multiplayer, giocabili sia in modalità online Ad Hoc o Infrastruttura, e per quest’ultima sono disponibili liste amici e classifiche.
Le partite multigiocatore si suddividono in tre diverse tipologie, due delle quali sono le classiche Deathmatch e Cattura la Bandiera; la terza tipologia, chiamata Lombax di Ferro, comprende varie sfide ad obiettivi, fra le quali quella in cui le due squadre devono attivare vari punti della mappa per poi fuggire dal pianeta a bordo di un razzo prima dell’avversario, oppure attivare un enorme cannone per eliminare la postazione avversaria.
Trattandosi di un platform, probabilmente non era necessaria una modalità multiplayer competitiva, ma aggiunge comunque contenuti ad un gioco che dà il meglio di sé nell’avventura per giocatore singolo.

Recensione Videogioco RATCHET & CLANK: SIZE MATTERS scritta da GARESE Ratchet & Clank: Size Matters segna l’arrivo in grande stile della serie su PSP, mantenendo intatte tutte le caratteristiche che l’hanno resa famosa su PlayStation 2. L’ottimo comparto grafico non sfigurerebbe infatti sulla console casalinga targata Sony, e supporta un gameplay divertente, abbastanza vario e rigiocabile molto volentieri. Alcuni difetti marginali come una telecamera a volte scomoda e qualche mini-gioco (comunque non obbligatorio) troppo ripetitivo non intaccano minimamente il valore del gioco.
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