Recensione di Shinobido Homura: Storie di Ninja

- State scherzando? - Tante missioni ma poco varie
- Trentasei Ninja sbloccabili, uno più inutile dell’altro
- Longevità pregiudicata da tanti difetti
- Graficamente ridicolo
- Sonoro scarso

A cura di (Benenath) del
Ci sono giochi che indubbiamente meritano di restare nella storia ed essere acquistati, ce ne sono altri che meritano solo considerazioni e alcuni che è meglio dimenticare. Shinobido purtroppo fa parte di questa terza categoria, perché? Lo scoprirete leggendo la nostra recensione, sempre se ne avrete voglia naturalmente, visto che il voto è un ampia sintesi del gioco che vi stiamo per raccontare.

Luci e ombre ... soprattutto ombre
Shinobido si presenta subito con un menu scarno e davvero poco ispirato, troviamo la classica modalità storia, una modalità di gioco multiplayer, una modalità missione singola e le opzioni.
Analizzando la trama, oltre ad essere raccontata male e poco ispirata, non cattura e non vi da la spinta ad andare avanti. Comunque farete parte di un gruppo di Asuka Ninja del villaggio Utakata che ha sconfitto un certo Gamuran, nemico di quest’ultimo. Durante la ricostruzione del villaggio una nuova ombra minacciosa veleggia sulla popolazione, sta a voi scoprire di cosa si tratta.
Dire che graficamente è poco curato lo elogia in confronto all’orrore che troverete davanti. Nemici tutti uguali, animazioni da dimenticare, errori ovunque (Spiegateci come si può attraversare il tetto di una casa saltando) e un misterioso alone nero che circonda tutti i livelli in cui ci troveremo a combattere.
E poi dove sono le ombre? E perché manca di originalità? I villaggi sono decisamente poco vari e presentano sempre le stesse case nella stessa posizione. Per non parlare della vegetazione. Textures malandate e messe a caso! Il level design è decisamente ridicolo. Sembra sempre che il giocatore debba seguire un percorso pre-impostato e i livelli, nonostante siano davvero molti, sono vari meno di zero. Appunto, trovandoci a parlare dei livelli e quindi della modalità storia, citiamo un buon numero di missioni e ben trentasei ninja diversi sbloccabili. Ok. Però, le missioni sono quasi tutte uguali (il quasi va riferito al fatto che alcune sono di assassinio, altre di raccolta e cosi via, ma sempre simili dopotutto) e una più facile dell’altra e di ninja utili ne troverete forse quattro o cinque, dato che ognuno sembra uguale all’altro.
Parlando dell’aspetto sonoro, troviamo una buona musica nel menu, tipicamente orientale ma il gioco è praticamente muto. Forse c’è un piccolo assolo all’inizio e alla fine di una missione ma durante questa vige il silenzio più assoluto, rotto solo dai (pochi) effetti sonori del gioco, vedi i passi, le “spadate” e cosi via.
Forse la musica si sarebbe adattata poco bene ad un gioco che spera di imitare il ben più noto Tenchu, ma il problema è che questi effetti sono grossolani e quasi superficiali, se giocate senza volume non ve ne accorgerete nemmeno.

Quantità ma non qualità…
Particolarità per Shinobido è quella di controllare il personaggio con l’analogico del piccolo gioiellino Sony.
Infatti, i tasti direzionali vi serviranno per selezionare i gadget che avrete durante l’avventura (cura, armi secondarie e cosi via), anche se questi hanno un’utilità prossima allo zero, a parte la cura ovviamente.
Il prodotto cerca di imitare palesemente, come detto prima, Tenchu. Non ci riesce nemmeno lontanamente. L’unica cosa che lo fa somigliare al titolo From Software sono le uccisioni silenziose che è praticamente una passeggiata attuarle data la I.A. deficitaria dei nemici.
Parlando di questa, gli avversari sono solamente un cumulo di poligoni senza anima, senza un minimo di materia grigia virtuale. Il loro unico obiettivo sarà attaccarvi e difendersi. Tutto qui. La parte Stealth ne risente molto di questo, dato che potrete tranquillamente camminarci accanto, fare tutta la confusione che volete e poi da dietro ucciderli.
E qui l’opzione difficoltà sembra messa tanto per decorazione, visto che avendo provato ad aumentarla ci siamo ritrovati sempre nella stessa situazione e alcune volte pure peggio.
Il controllo con l’analogico è impreciso, e l’incredibile numero di muri invisibili pregiudicano molto il divertimento e la libertà di azione è praticamente nulla.
Gli attacchi sono poco vari, e con il dorsale sinistro sarà possibile bloccare la visuale per avere più facilità nello scontro e nei bloccaggi (che avvengono solamente tramite questa visuale però), come se non ce ne fosse bisogno, il gioco è facile di suo.
Vorremmo provare a dire qualcosa di positivo, ma le uniche note tali sono quelle del buon numero di missioni e ninja sbloccabili, ma come dicevamo, sono tutte uguali e i ninja nuovi quasi inutili.
Quindi anche la longevità risente moltissimo di gravi difetti, dato che essendo facili le missioni non hanno alcun tasso di rigiocabilità e la poca varietà farà finire l’UMD a prendere la polvere anzitempo.
Recensione Videogioco SHINOBIDO HOMURA: STORIE DI NINJA scritta da BENENATH Dispiace sempre dover criticare cosi tanto un gioco, ma Shinobido Homura: Storie di Ninja è un titolo non all'altezza sotto ogni punto di vista. Graficamente inguardabile, sonoro da dimenticare, gameplay semplicistico e impreciso e una longevità limitata.
Sconsigliato a priori a chiunque, specie agli amanti dei stealth Ninja come Tenchu. La PSP merita giochi migliori senza dubbio, fortuna che ce ne sono.
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