Recensione di Myst

Copertina Videogioco Myst
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Hoplite Research
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
- E' Myst in formato tascabile
- Aspetto tecnico inalterato rispetto all'edizione originale
- Caricamenti a volte fastidiosi
- Completamente in inglese
A cura di (AWesker) del
A distanza di ben tredici anni dalla sua prima uscita su Macintosh, Myst, avventura grafica creata da Robyn e Rand Miller, fondatori della Cyan, approda anche su un dispositivo portatile, in questo caso la PlayStation Portable di Sony, console che nella sua line up è parca di titoli appartenenti a questo genere. In passato il gioco è stato convertito per un gran numero di piattaforme (Windows, 3DO, PlayStation, Sega Saturn, Amiga, Atari Jaguar e CD-i) e ha già avuto numerosi seguiti (Riven, Myst 3: Exile, Myst IV: Revelation, Myst V: End Of Ages e Uru: Ages beyond Myst). Inizialmente previsto solo per il mercato nipponico (pubblicato da Sega), la versione PSP è stata portata in Europa da Midway; riuscirà a resistere alla prova del tempo e ad affascinare anche i giocatori odierni?

Viaggio in un mondo fantastico
La storia inzia quando il giocatore (chiamato Lo straniero) si trova davanti ad uno strano libro chiamato Myst. Incuriosito, comincia a sfogliarlo, quando arriva ad una pagina con la veduta area di un’isola; appoggiandogli sopra la mano, senza volerlo, viene catapultato proprio su di essa! A questo punto non gli resta altro che esplorarla, cercando un modo per tornare al suo mondo. All’interno di una biblioteca trova due libri, uno rosso e uno blu, all’interno dei quali sembrano intrappolati due fratelli, Sirrus e Alchenar, i quali gli chiedono di riportare le pagine mancanti del proprio libro, disseminate per le varie Ere di cui si parla negli altri tomi della biblioteca. Ovviamente i due cercheranno in ogni modo di accaparrarsi le grazie dello “straniero”, raccontandogli la propria versione dei fatti e del motivo che ha spinto il loro padre Atrus a rinchiuderli. Al giocatore spetterà l’ardua scelta…

Slideshow di immagini evocative
Il gameplay di Myst è quello dei più classici “punta e clicca”, ci troveremo quindi ad esplorare paesaggi fantastici con l’utilizzo di un puntatore, in questo caso a forma di mano. A differenza di molti altri titoli di questo genere però, il tutto viene visto in prima persona, in quanto l’intenzione degli sviluppatori era quella di creare un vero e proprio mondo parallelo, in cui il giocatore potesse immergersi completamente; obiettivo pienamente centrato. Purtroppo, è proprio nella visualizzazione grafica che il titolo mostra fin troppo la sua età. Infatti, avremo di fronte delle semplici immagini statiche prerenderizzate, certo, abbastanza dettagliate, ma pur sempre datate (anche in queste semplici cose, le console e i PC odierni possono fare molto meglio), abbellite con qualche animazione come delle farfalle che svolazzano, l’acqua che sgorga da una fontanella oppure l’attivazione di una leva, che altro non sono che piccoli filmati sovrapposti al fondale, tanto che in molti casi è possibile scorgere la tipica cornicetta che delimita il video dall’immagine.
Non avete un inventario, siete perduti su un’isola deserta, non sapete cosa fare e nessuno vi fornisce informazioni precise. L’interazione con l’ambiente e il movimento attraverso gli scenari è basato interamente sul puntatore, con esso potrete indicare il luogo verso il quale volete dirigervi oppure l’oggetto che con cui desiderate interagire. Il movimento è rappresentato da una semplice slideshow di immagini, che forniscono la sensazione di spostamento verso la zona desiderata. Il gioco consiste semplicemente nella risoluzione di enigmi, utili per far funzionare gli strani macchinari presenti sull’isola e nelle varie ambientazioni in cui ci troveremo. Grazie ai vari indizi che sono disseminati tra le pagine dei libri della biblioteca, poco a poco verremo letteralmente trascinati in questi paesaggi fantastici, popolati da macchine strane, immensi edifici e molto altro ancora.
Purtroppo il controllo tramite D-Pad o analogico è piuttosto scomodo, titoli di questo genere rendono al meglio solo se giocati con un mouse, ma non possiamo certo lamentarci, visto che ci troviamo di fronte ad una delle migliori avventure grafiche in formato tascabile. Peccato per i caricamenti, che si fanno sentire anche nei semplici passaggi di schermata.

Aspetto Tecnico
Myst sin da subito mostra chiaramente la sua età: fondali prerenderizzati, filmati per le animazioni e nessuno straccio di poligono in giro per il gioco certamente faranno storcere il naso a tutti i possessori della console Sony, vista la grafica che riesce a sprigionare. Gli unici che la potrebbero apprezzare, sono i nostalgici che hanno già avuto modo di giocare al titolo in una delle sue precedenti versioni. Il sonoro è costituito da effetti che mettono in risalto l’ambiente in cui ci troviamo, come il rumore delle onde del mare che si infrangono sulle coste dell’isola o il cinguettio degli uccellini nella foresta, ma sono presenti anche alcuni brani musicali di atmosfera in certe circostanze. Il gioco è completamente in inglese, cosa che rende il titolo molto difficile per coloro che non conoscono la lingua di Albione, in quanto non saranno capaci di comprendere tutto quello che è scritto nei libri della biblioteca, compresi gli indizi fondamentali per la risoluzione di alcuni enigmi, né ciò che Atrus, Sirrus e Achenar diranno.
La longevità dipende da persona a persona. Uno che già ha avuto a che fare con giochi simili ed è portato alla risoluzione di puzzle probabilmente non ci impiegherà più di sette-otto ore per completare il tutto, mentre altri potrebbero metterci settimane. Da menzionare la presenza di quattro differenti finali.
Recensione Videogioco MYST scritta da AWESKER Myst rimarrà un classico nel campo delle avventure grafiche, un gioco fuori dai canoni, ma appassionante e coinvolgente come pochi, una volta compreso. Purtroppo gli anni trascorrono per tutti, anche per il titolo Cyan Worlds, cosa che lo fa apparire sotto l’aspetto tecnico piuttosto datato, senza contare che la versione PSP presenta alcuni lievi problemi di stretching all’immagine dovuti all’adattamento al formato widescreen della console e dei caricamenti a volte un po’ fastidiosi. Tuttavia, vista anche la mancanza di giochi analoghi sul portatile Sony, lo consiglio soprattutto alle persone che cercano un titolo fortemente riflessivo con cui passare il tempo durante i lunghi viaggi, visto che non è adatto a brevi sessioni di gioco (nonostante sia possibile salvare in qualsiasi momento).
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