Recensione di Il Padrino Mob Wars

Copertina Videogioco Il Padrino
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Electronic Arts
  • Distributore:

     Electronic Arts
  • Data uscita:

     Disponibile | Wii: 29 Marzo 2007
- La storia riprende spunti dai film
- Il Mob Wars non è ingrato
- Extra tratti dai film
- Bei filmati in cg
- Troppi filmati in cg
- Ripetitivo
- Quasi ingiocabile
- Poca libertà
- Limitato
- Puntamento impreciso
A cura di (Darkzibo) del
Nell’ultimo periodo avrete sicuramente notato la tendenza del mondo dei videogiochi a entrare nelle sale cinematografiche: vedi Resident Evil, DOA, Doom e Silent Hill; tendenza iniziata ormai 14 anni fa con Super Mario Bros (immagino stanotte non dormirete ripensando a questo lungometraggio) seguito da Street Fighter. Chi ha iniziato a “invadere”, però, il campo avversario è stato proprio il cinema: è infatti dai primi anni ‘80 che si registrano i cosiddetti tie – in per la maggiore nati per promuovere l’uscita di un film.
Invece, in questo caso, ci troviamo a trattare un gioco tratto da una trilogia famosissima di molti anni fa: Il Padrino di Francis Ford Coppola il cui primo episodio è risalente all’inizio degli anni ’70. Il capolavoro che vedeva come protagonista la famiglia Corleone, in particolar modo il suo capostipite, Vito Corleone interpretato da Marlon Brando, arriva su PSP. Riuscirà il portatile Sony a farsi baciare le mani ?

Un uomo che sta troppo con la famiglia non sarà mai un vero uomo
Il gioco debutta con la storia del vostro alter ego: da bambino assiste impotente all’omicidio del padre da parte di alcuni brutti ceffi. Non è però il solo a assistere alla tremenda esecuzione: Don Vito Corleone lo accoglie sotto la sua ala protettrice e gli promette che, in futuro, avrà modo di vendicarsi. Il tempo passa e così inizia la storia che narra il gioco: la prima differenza che si nota con le versioni delle console maggiori sta sicuramente nel fatto che il protagonista non è costumizzabile, ma ‘prefabbricato’. Niente di eccessivamente gravoso dato che la creazione del personaggio tende a far impiegare molto tempo, cosa non accettabile in un titolo portatile teso al gioco immediato. Purtroppo la presenza massiccia di filmati e quindi di zero giocabilità, almeno all’inizio, potrebbe rendere noiosa l’esperienza. Superato lo scoglio del training (cosa che non ho mai apprezzato in un videogioco), si capisce perché questo episodio de Il Padrino si distingue dalle conversioni per console maggiori: non si tratta un GTA, ma il vostro compito sarà portare a termine le brevi missioni, senza l’ausilio di automezzi per spostarvi da una zona all’altra. Inoltre, se uscirete dall’area, troppo piccola, interessata alla missione, perderete automaticamente. A volerla dire tutta i mezzi ci sono e popolano la città, però non li potrete rubare, anche perché, data la natura di ogni incarico, impostato sempre in una zona di modeste dimensioni, non servirebbero a molto. Le missioni risultano troppo simili tra di loro e vanno dall’estorsione all’omicidio, alla riscossione del pizzo. Niente di particolarmente innovativo, come avrete capito.
Di sicuro interesse per il probabile compratore del gioco di EA, è la modalità Mob Wars: una sorta di strategico a turni dove New York è divisa in sezioni che dovranno essere acquisite, anche tramite la forza, da parte delle diverse famiglie. Non mancheranno, in questa scalata al potere del clan Corleone, momenti in cui dovrete prendere il vostro personaggio, protagonista della storia principale, e mandarlo a liberare un quartiere dalla famiglia rivale, magari aiutato da qualche carta. Vi starete domandando a cosa servono le carte: semplicemente, ne Il Padrino per il portatile Sony, potranno tornarvi utili per, ad esempio, ricevere una protezione corrompendo la polizia in un territorio, assoldare un gangster per difendere un territorio, riscuotere un incentivo sul pizzo per incrementare denaro e sfruttarlo nell’acquisto di armi o upgrade per il nostro alter ego e via dicendo. Una modalità che sicuramente muove un certo interesse, ma che, vista come una sorta di Saints Row, risulta mutilata. Questa sensazione di privazione, di tagli un po’ esagerati, rende il titolo di EA come una versione sì destinata al gioco mobile, ma fin troppo simile a un porting tagliato del gioco originale. L’idea dello strategico a turni, per quanto ben fatta e completa, potrà portare via un po’ di ore, ma alla lunga potrebbe stancare, sia per la ripetitività delle missioni (come nella Storia d’altronde), sia per la monotonia di azione.

A' pistola lasciala ... Prendimi i cannoli.
Il sistema di comando, grazie al puntamento tramite L, riesce a dare al giocatore la sensazione di avere sempre la situazione sotto controllo. Purtroppo non è del tutto così, visto che il suddetto sistema di puntamento certe volte fa cilecca quasi come i colpi delle vostre armi che, in mancanza di un bersaglio, finiscono inspiegabilmente scaricati a terra. Il vostro personaggio, tramite cerchio, dovrebbe appoggiarsi al muro in modo da assumere una posizione furtiva: purtroppo non succede per la maggior parte delle occasioni e spesso rischierete di cadere vittima di colpi impietosi che giungono da chissà dove, anche a causa delle telecamere poco precise che non seguono il personaggio come dovrebbero.

Come al cinema
Dal punto di vista puramente estetico, Il Padrino non ha nulla da invidiare alle controparti delle console maggiori, con una grafica in game discretamente realizzata, anche se non esente da qualche bug e sfarfallio soprattutto nei pressi delle pareti e con telecamere fisse non sempre all’altezza. Le texture di abiti e volti, tuttavia, sono piuttosto curate e non cadono vittima della monotonia dei quartieri e della città: mai vista una Grande Mela tutta uguale, neanche negli anni trenta. I filmati, seppur presenti in maniera fin troppo massiccia, sono ben realizzati e le espressioni dei volti ben resi, tant’è che avrete la sensazione di veder scorrere sul vostro schermo il film originale: basti vedere Don Vito Corleone, perfetta trasposizione digitale di Marlon Bandon. Monotonia totale per le automobili e i personaggi non protagonisti.
Il comparto audio, oltre a un doppiaggio di rilievo, si avvale della colonna sonora originale del film, con musiche inquietanti, lente e tipiche del genere. Gli effetti sembrano ben fatti, anche se può capitare di sentire degli spari senza capirne la provenienza.
Recensione Videogioco IL PADRINO  MOB WARS scritta da DARKZIBO Sinceramente non saprei a chi consigliare Il Padrino Mob Wars: chi possiede il gioco per console maggiori è meglio che si tenga quello; chi ha apprezzato l’opera cinematografica non troverà il medesimo spirito in questo gioco, visto che la storia non è all’altezza dell’originale. La modalità Mob Wars oltre alla storia non riesce a elevare l’interesse, cadendo in una banalità disarmante. Un titolo che non ha ragione di esistere, almeno su una console portatile, e che, nonostante i numerosi extra con citazioni tratte dai film, non si adatta completamente allo spirito dei giochi da viaggio, nonostante le monotone missioni siano brevi. Estorcere, minacciare e sparare sono azioni tiepidamente accennate e una sparatoria non sarà in grado di ricreare quelle sanguinose viste nei lungometraggi. Una licenza che andava impiegata meglio e che, forse, a discapito del Mob Wars, avrebbe riscosso più favori se fosse approdata sul portatile Sony come un porting sì, ma completo.
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it utilizza i cookie per assicurarti la miglior esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l'abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra Cookie Policy.