Recensione di Syphon Filter Dark Mirror

Copertina Videogioco Dark Mirror
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Sony bend
  • Distributore:

     Sony
  • Lingua:

     Italiana
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
- Buoni effetti grafici
- Buona giocabilità
- Buoni effetti sonori e dialoghi localizzati
- Trama poco originale e poco interessante
- IA dei nemici migliorabile
A cura di (Raiden) del
La PSP, come sappiamo, ha permesso di rendere portatili i grandi successi che fin’ora abbiamo avuto modo di giocare solo sul monolite nero di casa Sony, rendendo alcuni titoli più interessanti rispetto alle versioni da casa.
La portabilità di un titolo costituisce spesso un punto a favore di esso, altre volte potrebbe diventare un fattore sfavorevole, limitandone la giocabilità o, in alcuni casi, le caratteristiche tecniche, come la grafica, a volte impoverita, o il sonoro, poiché non si dispone di un impianto surround o strumenti simili di cui possiamo invece vantarci con gli amici nel nostro salotto di casa. Per fortuna non è il caso di Syphon Filter Dark Mirror, che riesce a far dimenticare la mediocre esperienza di Syphon Filter Omega Strain per PS2, contribuendo ad arricchire di action game di qualità il parco giochi del portatile della casa di Tokyo.

Ancora una volta…
Dark Mirror è anche il nome del progetto top secret in procinto di minacciare la pace sulla Terra.
Contattato da un'agenzia statunitense che conduce operazioni in incognito, Logan si prepara a viaggiare per il mondo con il poco originale obiettivo di sventare un pericoloso piano terroristico che parte dall’Alaska per arrivare fino all’Europa, passando dal continente sudamericano e da una serie di missioni bonus ambientate in scenari inattesi. Ancora una volta, salvare l’umanità dalla pericolosa minaccia, concepita in questo episodio dalla fazione terroristica Red Station, sembra essere il più piacevole degli hobby del nostro amico Gabe, che, anche stavolta, affronterà le mille insidie a lui riservate, insieme alla fida compagna di viaggio Lian Xing. La trama, come è facile immaginare, manca di originalità e di reali colpi di scena, è invece ricca di incongruenze ed escamotage non troppo geniali e non è da considerarsi come uno dei punti di forza del gioco, che può invece contare su una buona grafica, un buon impianto scenografico, grandi quantità di testo (tradotti e doppiati in un eccellente italiano) e avvincenti video in FMV che fungono da “collante” tra un evento e l’altro, come quasi a voler arricchire una storia che, come già detto, ai più sembrerà assolutamente scontata.

Ben fatto, Gabe!
Come già accennato, Syphon Filter Dark Mirror può contare su una grafica di buon livello, particolarmente gradevole in alcune circostanze e dotata di effetti che rendono giustizia alle versioni da casa delle avventure del nostro amico Gabriel Logan. Le mappe sono davvero ben realizzate sia per il modo in cui uniscono tra loro piattaforme su più livelli, sia per gli effetti speciali atmosferici (da notare fumo e fiamme) e texture di buona fattura di cui sono piene.
Notevole è anche il design dei livelli: questi risultano semplici e lineari, tuttavia, ogni livello consente di applicare più soluzioni ad uno stesso problema, rendendo l’interattività con esso un fattore di pregio per il gioco. Il giocatore potrà infatti scegliere, durante l’avventura, di seguire un percorso piuttosto che un altro, di aggirare i nemici camminando o strisciando di nascosto alle loro spalle e coglierli di sorpresa, oppure far strage di essi a mò di “nuovo Rambo” (anche se, adottando quest’ultima soluzione, spesso ci ritroveremo dinnanzi la tanto odiata schermata nera di Game Over) , di utilizzare determinati oggetti col fine di distrarre il nemico o ricorrere all’amata pistola con silenziatore per eliminare definitivamente lo sventurato di turno dalla faccia della Terra. Si tenga conto, però, del fatto che a differenza di giochi come Metal Gear Solid in cui in effetti con una azione evasiva o con una corsa disperata verso la fuga si può ugualmente riuscire a farla franca, in questa avventura, l’attenzione a non essere scoperti spesso riveste un ruolo di vitale importanza per il prosieguo, pena il fallimento della missione e la fine dei giochi. Benché l’IA degli avversari non sia esattamente delle migliori, questi ultimi possono, tuttavia, rappresentare una vera e propria minaccia per la nostra incolumità grazie alla loro ottima mira e al loro alto numero (rimarrete sorpresi da quanti poligoni riesce a gestire la piccolina di casa Sony su schermo con rallentamenti mai troppo fastidiosi), e alla loro spiccata abilità di utilizzare alcuni degli oggetti presenti nel corso del gioco come copertura improvvisata o come ostacoli. Seppur non troppo variegate e poco ricche di particolari, di oggetti e di “materiale di scena” le ambientazioni e gli scenari risultano ugualmente gradevoli e, soprattutto, un giusto compromesso per godere di una grafica apprezzabile e di una funzionalità elevata poiché ogni scenario ci permette di scegliere come affrontare il nemico. Tutto ciò anche grazie a un sistema di controllo ottimo che consente di gestire, mediante pochi tasti, inquadratura, armi, mira, gadget, inventario e gli immancabili occhiali per visione notturna e termica, di cui faremo largo uso durante il nostro cammino. La giocabilità dunque è da considerarsi elevata e riesce a rendere semplici le nostre manovre e le scelte tempestive che saremo chiamati a compiere.
Una gradevole colonna sonora ci terrà compagnia per tutto il gioco, con parti davvero esaltanti ed incalzanti ed altre un po’ meno ispirate che mirano semplicemente a scandire le nostre azioni. D’impatto anche gli effetti sonori, ben curati, molto realistici e vibranti ma senza strafare. Una menzione va fatta ai dialoghi completamente in italiano, sempre più rari in questi ultimi tempi considerato che si preferiscono spesso i sottotitoli donde evitare di investire altro tempo e denaro nella localizzazione dei titoli attuali; le voci doppiate risultano espressive, dal timbro adeguato che varia da personaggio a personaggio e accompagnate da una buona dizione.
Non possiamo trascurare la longevità, che spesso in titoli del genere deficita, e che qui raggiunge discreti risultati, non tanto per la storia in sé, non troppo lunga né troppo intricata o complessa, ma più che altro per la rigiocabilità del titolo dovuta alle scelte a cui ci pone quest’ultima fatica di casa Sony. Da non trascurare sono le missioni bonus di cui si è precedentemente detto. Troviamo, infatti, tutta una serie di sotto-missioni che fanno da contorno alla storia principale, talvolta mettendoci ai comandi di personaggi mai incontrati nella campagna single player. Ancora, si avrà modo di sbloccare nuovi contenuti, come per esempio armi, uniformi e gadget vari, per giocare in rete avanzando nel gioco in singolo oltre che per riavviare le missioni già completate cambiando l'equipaggiamento di base, anche solo per il piacere di cercare nuovi modi con cui far fuori i nostri avversari.
Infine, è doveroso spendere più di una parola per il gioco multiplayer che Syphon Filter Dark Mirror ci mette a disposizione. Il gioco in rete supporta tramite connessione Wi-Fi a Internet un massimo di otto giocatori sulla stessa mappa, protagonisti di quattro diverse modalità: Deathmatch (ovvero il classico scontro “tutti contro tutti” ), Team Battle (ossia la battaglia a squadre), Objective (nella quale dobbiamo completare la nostra missione) e Rogue Agent (con cui saremo protagonisti di azioni di sfondamento).
Il multiplayer senza fili è stato realizzato con cura maniacale per evitare di sfigurare dinanzi alla rivale Nintendo, che con il suo DS la fa da padrone nel mondo dei portatili, sia in modalità single che multi. Gli sforzi di Sony per questo gioco sono tuttavia da encomio poiché ci mette a disposizione una serie di menu strutturati su più livelli che avviano le opzioni relative ai comandi, alla chat (è supportato il microfono/cuffia di SOCOM) e naturalmente alle modalità che vorremo affrontare di volta in volta. Le mappe del multiplayer (sette in totale) sono discretamente realizzate, anche se molto piccole e abbastanza confinate nella libertà di movimento (ovviamente non dobbiamo dimenticare che abbiamo a che fare con la PSP, non con una Xbox 360!) e risultano gradevoli e godibilissime anche se alla lunga ripetitive, ma questa, si sa, è prerogativa della modalità multiplayer in quasi tutti i giochi che la supportino. Il legame tra la modalità single player e quella multiplayer esiste nella misura in cui saremo chiamati a sbloccare nuove armi, munizioni e uniformi nella prima per poterle ritrovare nella seconda, altrimenti non potremmo disporre di esse o saremmo costretti a recuperarle in punti reconditi, a condizione di rischiare la pelle molte volte nel corso del gioco online.
Recensione Videogioco SYPHON FILTER DARK MIRROR scritta da RAIDEN Gabe Logan fa il suo ritorno, e stavolta lo fa con lo stile e con la classe che solo la PSP è riuscita a rendergli in questo nuovo capitolo, Syphon Filter Dark Mirror. Chiudendo per sempre l’infelice parentesi aperta su PS2 che sembrava dover relegare il nostro eroe all’oblio del ricordo esclusivo dei capitoli per PSX, l’ultima fatica degli sviluppatori di Sony riesce nell’intento di creare un gioco che sia coinvolgente e divertente ancor più dei primi capitoli, poiché dotato della modalità multiplayer a cui va fatta una doverosa sfilza di complimenti. Non spicca per originalità, ma per chi voglia godersi qualche ora di puro divertimento in stile action/stealth e portare questo divertimento comodamente nel proprio taschino (meglio una sacca o un marsupietto nel caso della PSP!) è davvero l’ideale.
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