Recensione di Micro Machines V4

Copertina Videogioco MMachines V4
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Guida
  • Sviluppatore:

     Supersonic Software
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-4
  • Data uscita:

     Disponibile
- Adatto al motto dei portatili
- Immediato
- Bei percorsi
- Tante micro machines da collezionare
- Comandi non sempre precisi
- Brutti modelli poligonali
A cura di (Darkzibo) del
Chi non conosce le Micro Machines o non ne ha sentito parlare almeno una volta? A parte quei due che hanno risposto negativamente e che chiaramente occupano un pianeta situato in una galassia ben lontana dalla nostra, tutti sanno che sto parlando di quella serie di automobiline uscite sul finire degli anni '80 (quando la pubblicità era interpretata da un simil meccanico di formula uno con i baffi) e che sono arrivate fino ai giorni nostri con migliaia di modellini. Proprio le loro dimensioni minute hanno ispirato una stirpe di molti videogiochi di cui questo Micro Machines V4 è l’ultimo rappresentante.

Un mondo piccolo
Tanto per cominciare, la particolarità di questo gioco di corse automobilistiche (perché questo è) che ha sempre accompagnato la serie risiede nel fatto di far correre le piccole autovetture in percorsi alternativi, comuni ma resi giganteschi dalla prospettiva delle piccole protagoniste. In questo caso troverete un museo, una cucina con matterelli e ferri da stiro che fungono da ostacoli, una serra e altri ambienti di vita quotidiana come la stanza dei giochi dei bambini. Le macchinine correranno lungo questi percorsi, sfidandosi in corse frenetiche e ricche di upgrade da sferrare contro i nemici (un po’ come accade in Mario Kart). Per vincere bisogna distaccare il più possibile l’avversario durante il percorso in modo da aggiudicarsi il maggior numero di intertempi disponibili. Questo è quanto si può trovare in Micro Machines V4, che si rivela il solito gioco di corse automobilistiche dove nemmeno le varie modalità riescono a far spiccare il volo alla struttura globale del gioco. Certo, è interessante e divertente vedere l’interazione delle piccole auto (circa 750 da sbloccare) con un mondo più grande di loro e notare le soluzioni divertenti dei programmatori, ma questo gioco non aggiunge praticamente nulla a quanto presentato nei precedenti titoli.
Le modalità presenti sono le medesime viste nelle vecchie conversioni per console casalinghe, con l’aggiunta di qualcosa pensato appositamente per i portatili: oltre al giocatore singolo, comprensivo di Micro Tornei(con diverse modalità in cui bisognerà primeggiare sugli altri), Allenamento e Garage per gestire le proprie automobili, è presente una modalità Multipalyer con l’impiego di una sola console o tramite condivisione in Wireless con relativa sezione di scambio macchine. Mi chiederete come si può giocare in 2 su una PSP, a maggior ragione se si tratta di un gioco di auto e non di uno strategico a turni, dove basterebbe passarsi la console una volta accordato il turno. Ebbene, i programmatori hanno deciso di impiegare la croce direzionale e l’insieme dei pulsanti del portatile Sony come se fossero pad ben distinti. Il risultato è però scoraggiante, dato che la nuova dimensione del comando potrebbe far sì che si creino direzioni non volute con relativi incidenti e cadute. Purtroppo il tentativo di ricreare quanto accadeva con i vecchi Game & Watch Nintendo non è riuscito molto bene. La condivisione prevede, invece, di impiegare due console per il gioco e per lo scambio di automobiline, dove potrete contrattare le vostre Micro Machines proprio come quando lo facevamo un po’ di anni fa.
I tornei, pur essendo a livelli di difficoltà semplici, comportano l’impiego delle vostre più sopraffine abilità di guida perché in Micro Machines V4 la possibilità di cadere o di cedere il passo ai nemici è più che elevata.

Micro mondo
Dal punto di vista grafico vorrei fare due analisi distinte. Ovvero da un lato metterei la grafica dei percorsi, davvero ben realizzati e particolareggiati con buone texture e con telecamere sempre pronte a zoomare o meno (anche se non senza qualche sbavatura scenica) in base alla velocità che una gara può assumere mentre dall’altro metterei la grafica dei veicoli, forse fin troppo elementare e priva di quei dettagli richiesti da un appassionato di Micro Machines. Infatti pochi poligoni compongono ogni mezzo che risulta, di conseguenza, poco curato e privo di quelle micro caratteristiche tanto apprezzate dai collezionisti. Certo, l’ambiente, come detto precedentemente, ripaga questa pecca che però rischia di non passare inosservata. Bastava qualche disegno in più sulle texture in modo da particolareggiare e, in qualche modo, rendere unico ognuno dei 750 modellini presenti nel gioco che, nonostante tutto, sono differenti in maniera sostanziale tra loro.
Gli effetti sonori sono ben realizzati riproponendo le sgommate dei mini veicoli in maniera chiara e ben percettibile, così come avviene per gli effetti delle armi speciali, mentre le musiche sono di poco conto e praticamente inesistenti, se non fosse per i piccoli jingle che sottolineano la vittoria lungo i tempi intermedi.

Giocare con le macchinine
La longevità e la lunghezza dei percorsi, la possibilità di collezionare le Micro Machines e di sfidare in multi (anche se con qualche riserva per l’impiego di un’unica console) e un livello di difficoltà elevato, consentono al giocatore di passare molto tempo con le mani sul pad, se non fosse per il fatto che talvolta il controllo risulta poco preciso, con auto che cadono in maniera fin troppo facile dal piano di gioco. Ancora, gli upgrade non servono a molto, essendo troppo imprecisi e, a volte, anche ingombranti.
Recensione Videogioco MICRO MACHINES V4 scritta da DARKZIBO L’uscita di Micro Machines V4 per PSP, data la sua natura di titolo in grado di far giocare gare veloci, sarà sicuramente apprezzata dagli appassionati di giochi di intuitivo controllo. Certo, alcune idee come la possibilità di scambiare le Micro Machines in modo da arricchire la collezione del giocatore sono davvero divertenti e il livello di difficoltà generale del titolo è alto. A volte fin troppo irritante. Infatti il rovescio della medaglia è rappresentato da una grafica dei piccoli mezzi sin troppo semplicistica e da un sistema di controllo che talvolta fa le bizze provocando cadute accidentali non appena si apprezza il gusto della velocità. Un titolo di discreta fattura che, con un po’ di attenzione in più, sarebbe potuto essere divertente e meno frustrante. Per gli appassionati delle piccole automobili.
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