Recensione di Tekken Dark Resurrection

Copertina Videogioco Tekken DR
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     Namco
  • Data uscita:

     Disponibile/ TBA PS Store
- Ottimo gameplay di sempre
- Migliore grafica di sempre su PSP
- Conversione perfetta
- Filmati CG in quantità
- Numerosissimi extra inediti
- Tutti i personaggi sin da subito
- Nessuna modalità on-line diretta
- Manca il Devil Within
A cura di (Makinit) del
Di fatto, Tekken è la serie di picchiaduro più famosa, ed è nota anche ai meno appassionati del genere o persino di videogiochi. Sfruttando questo tremendo successo che dal 1995 non accenna a diminuire, Namco decide di pubblicare il “nuovo” capitolo su PSP, nel tentativo di definire il suo dominio in questo genere anche sulla console portatile Sony. Tale episodio, Dark Resurrection, non è però un capitolo completamente nuovo, si tratta bensì di una trasposizione da sala giochi di una riedizione dell’ottimo Tekken 5.

Pochi tagli, tante novità
La prima perplessità che può destare sospetti circa questa fantomatica conversione, sarebbe la possibile presenza di “tagli” ai contenuti o di riduzione della qualità grafica o mancanza di personaggi o mosse, tanto da snaturare il titolo in questione. Ebbene, niente di tutto questo accade in Tekken DR, ed è questo che ha contribuito a mantenere intatto lo “spirito” della serie anche in questo capitolo. Se vi aspettavate meno personaggi rispetto a Tekken 5 sappiate che ve ne sono 3 aggiuntivi (2 dei quali completamente inediti), se vi aspettavate meno oggetti per la personalizzazione sappiate che ve ne sono in quantità addirittura superiore a T5, se vi aspettavate la totale mancanza o comunque riduzione parziale del numero dei filmati in CG sappiate che sono presenti tutti quelli di T5 con in più i 3 nuovi finali e la nuova introduzione per DR. Si mantengono stabili le modalità Story, Survival, Time Attack, Arcade e le altre classiche; mentre fanno capolino le nuove Gold Rush, il cui obbiettivo è colpire maggiormente l’avversario in un ristretto lasso di tempo “estorcendogli” una quantità di denaro proporzionale ai danni arrecati, il Command Attack (simile al “Training” visto in Tekken 4), nel quale dovrete eseguire alla perfezione le mosse indicate dai comandi su schermo nel minor tempo possibile, il Tekken Bowl, ovvero il mini-gioco di bowling che torna alla ribalta da Tekken Tag Tournament e dal quale ci sono ben poche differenze, e infine il Tekken Dojo. Proprio quest’ultima modalità dovrebbe essere, assieme alla Story, la colonna portante dell’attività in singolo. Consiste in una “scalata” di rank (livello di valutazione) combattendo in alcuni dojo virtuali disseminati in una altrettanto virtuale isola tropicale. Per essere dichiarato campione di un dojo, dovrete prima arrivare alle posizioni più alte nelle leghe di combattimento, quindi potrete accedere al torneo, per poi, dopo aver vinto, proseguire al prossimo dojo; alcune delle battaglie saranno dei “ranking match” e vi permetteranno di salire di grado, proprio come succedeva nella modalità Arcade di T5. E proprio come accadeva nella versione originale, tutti i nemici della modalità Dojo e Arcade sono basati sullo “stile di combattimento” di giocatori reali; vista la natura portatile della console, che favorisce anche lo scambio generico di dati, Namco ha pensato bene di permettere al giocatore di poter salvare un proprio “modello”, chiamato Ghost, e poterlo inviare agli altri utenti (che a loro volta potranno inviarci i loro). Il Ghost inviato dovrebbe ricalcare il nostro stile di combattimento, in maniera simile a quanto accade nei giochi di guida. Oltre a questo confronto via scambio di modelli, è ovvio che è disponibile anche la classica sfida a 2 giocatori, inviando parte del gioco ad una altra PSP, in caso l’altro giocatore non disponesse di una copia del gioco; purtroppo nel caso del gamesharing i caricamenti si fanno tremendamente lunghi, oltrepassando di gran lunga la soglia di due minuti. Con tutte queste nuove modalità, la mancanza della mini-avventura di Jin, Devil Within, non si fa sentire più di tanto, e sarebbe fuoriluogo colpevolizzare Namco, e si comprende appieno invece la sua decisione di omettere questa scialba avventura in favore di tutto quello elencato sopra. Va segnalato anche un maggiore bilanciamento dei personaggi, che diminuisce la sensazione di “sgravato” di alcuni personaggi (l’esempio più famoso: la combo infinita di Steve); quasi a simboleggiare questo miglioramento che dovrebbe riguardare personaggio, sono state ridisegnate le art che vengono mostrate prima di ogni sfida.

La migliore grafica su PSP
In questo paragrafo potrei semplicemente suggerire di andare a dare una occhiata alle immagini, ma nessuna di quelle è abbastanza esplicativa per descrivere lo stupore che si prova quando si ha tra le mani la migliore grafica di sempre su PSP. Ciò che stupisce in realtà non è l’eccezionale qualità di quest’ultima, ma l’incredibile equilibrio e simbiosi tra nitidezza dell’immagine e fluidità dei movimenti dei personaggi, oltre ai dettagli delle arene che, seppur non così "movimentate" come in T4, adempiono al loro dovere anche grazie agli ottimi effetti di distruzione del terreno. Grafiche sopra la media si sono viste anche in altri giochi PSP, ma hanno sempre avuto un compromesso negativo, dato ora dall’eccessiva frequenza o lunghezza caricamenti ora dal classico effetto “nebbia”, ma niente di tutto questo affligge Tekken DR, risultando, di fatto, perfetto per una console portatile. Notevole anche la presenza di ogni filmato di T5 e delle nuove aggiunte.

Il caso: la croce direzionale
La nemesi di ogni picchiaduro che gira sulla console portatile Sony è la croce direzionale, che si è rivelata sempre molto imprecisa nella pressione delle diagonali. Se nella versione giapponese di DR veniva data in dotazione un copri-d-pad da applicare alla PSP, nella versione europea (così come in quella americana) questo dispositivo manca completamente. Ma forse è un bene in quanto, data l’”altezza” eccessiva sarebbe stato probabilmente più scomodo giocare usando l’oggetto in questione. Ad ogni modo, non dovete pensare che la croce direzionale renda Tekken DR in giocabile. Proprio “grazie” alla pochezza di mosse che richiedono l’uso di “mezzelune” (tipiche di Street Fighter e affini), la maggior parte delle combo possono essere eseguite senza problemi.

Difetti
Riempire questo paragrafo è stato alquanto difficile, in quanto DR non presenta nessun difetto particolare, in quanto nemmeno la croce direzionale crea pesanti problemi. Se proprio bisogna essere pignoli, il difetto più grande è stato quello di rendere tutti i personaggi disponibili sin dall’inizio, riducendo così il piacere della scoperta. Si fa sentire anche la mancanza di una modalità on-line diretta, che avrebbe certamente ravvivato la rete, invece di doversi sfidare a suon di improbabili Ghosts. Potrebbe destare qualche perplessità anche la mancanza di una modalità di combattimento a scorrimento, in favore del Tekken Bowl, che per quanto possa sembrare divertente, risulta persino più scialbo del Devil Within.
Recensione Videogioco TEKKEN DARK RESURRECTION scritta da MAKINIT Tekken DR è il picchiaduro definitivo su PSP, e anche il miglior Tekken di sempre. Migliore grafica (che non sfigura di fronte alla versione PS2), migliore giocabilità (la classica di Tekken), tonnellate di contenuti inediti (personaggi, modalità e personalizzazioni) e longevità elevatissima (anche in singolo) rendono questo gioco un motivo d’orgoglio per ogni possessore della mini-console Sony. Se davvero volete mostrare ai vostri amici la reale potenza della PSP, allora dovrete mostrare loro Tekken Dark Resurrection, che è l’esempio lampante della qualità senza compromessi.
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